10 ottobre 2017

Magnesio, sudore e passione: il mondo visto in verticale

el sunto Bora.La vi porta nel mondo visto in verticale attraverso interviste e approfondimenti su chi la montagna e la falesia l'ha vissuta e la vive oggi.

Il mondo del verticale ha da sempre suscitato paura nella maggior parte delle persone, alcuni sono riusciti a trovare in questo spazio un modo in cui esprimersi, un modo più libero possibile. La libertà assaporata in quei posti, dove poche persone possono accedervi, e trovare l’ equilibrio tra fisico e mente sono le principali aspirazioni di chi frequenta la montagna e le falesie. Perché l’una integra l’altra. Dall’una nasce l’altra, ma l’altra ha appreso molto dalla seconda.

Il mondo alpinistico vive di miti e di storie raccontate attraverso racconti orali o scritti. La montagna diventa uno spazio romantico, dove l’uomo ritrova la sua massima espressione senza diavolerie moderne e senza trucchi.

La montagna di Cassin e Bonatti non esiste più: di questo siamo tutti sicuri. All’epoca il concetto di arrampicata libera era agli albori: si parlava di alpinismo come sfida tra uomo e montagna personificando delle guglie verticali con il “nemico/amico” da conquistare. Poi, agli inizi degli anni ’70 arriva la vera rivoluzione, ovvero si interiorizza il “nemico/amico”. Si cerca di scalare la montagna senza artefizi, senza strani gingilli per appendersi come scale e scalette. Si cerca di scegliere percorsi più difficili solo con l’ausilio della propria tecnica, mente e forza.
La battaglia contro la montagna, diventa una battaglia contro se stessi e le proprie paure. Il mondo verticale ci porta a mostrare a nudo le nostre paure, chi siamo veramente. La falesia e la montagna sono un filtro incredibile per le nostre personalità che risultano limate in modo artificiale dal logorio della vita moderna tra cellulari, selfie e social network.

Ho da sempre amato la montagna. Per problemi fisici alle gambe ho dovuto sempre spingere il mio fisico, anche se non era troppo propenso, a seguire la mia voglia che con il tempo è scemata, anzi sparita del tutto. Da qui l’obesità, i problemi relazionali, una forte interiorizzazione e i libri.

I libri sono stati la mia silente compagnia durante le interminabili ore di isolamento volontario. Leggevo, ascoltavo musica e guardavo documentari. Amavo quelli che parlavano dell’ Himalaya. Quei posti strani con delle chiesette piene di bandierine e uomini-scafandro che salgono verso la vetta. La vetta, il punto più alto dove, come dice Corona, si può solo scendere. Meravigliato, ascoltavo le parole di Alberto Angela che spiegava come funziona l’acclimatamento.

Poi è entrata in scena una figura mitica. Messner. Il mito. La personificazione dell’alpinista. La definizione della perfezione in montagna. Fisico e mente che in un binomio perfetto creano l’uomo. La mia mente spaziava tra vette lontane e vicine. Volevo essere anch’io portatore di quel messaggio positivo e pieno di speranza dell’alpinismo. Così lo percepivo. Un’attività inutile che proprio nella sua inutilità trova la sua definizione. Spostandosi al di fuori della sua sfera di comfort, una persona si ritrova nuovamente selvaggia e riscopre la sua forza primordiale.

“Saliamo per ritrovare la vita.” Non mi ricordo chi abbia detto questa frase, ma la trovo perfetta per definire questo mondo.
Ho iniziato a correre perché da qualche parte ho letto che il miglior allenamento per la montagna è proprio la corsa. In un paio di anni,  da 1 km, sono passato a più di 90km a settimana. Amavo lo sport all’aria parta. Mi affascinavano le persone che passeggiavano in Napoleonica sia in verticale che in orizzontale. I traversi e i settori della Napoleonica, Napo per i locali, sono diventati  il mio posto.

Ho scoperto l’arrampicata sportiva, i boulder e i passaggi obbligati. Tutto questo mi sembrava e mi sembra ancora oggi una visione perfetta della verticalità. Ho capito che lo stile moderno di arrampicata, quello dell’uso dei materiali come mera sicurezza per la propria incolumità, dove non ci si appende al chiodo, ma lo si usa come mera sicurezza in caso di caduta, è la migliore combinazione delle falesie con l’ambiente alpino.

Un giorno durante uno dei miei allenamenti in Napoleonica stavo seduto sul muretto con lo sguardo fisso verso Trieste e il suo Golfo. Da qui l’idea di questa rubrica. Ogni quindici giorni su Bora.La interviste, pensieri e aforismi di chi la montagna e la falesia l’ha vissuta e la vive ancora oggi.

Non un’antologia, ma uno sguardo molto personale nel mondo dell’arrampicata e alpinismo attraverso le persone che in un modo o nell’altro hanno contribuito al mio innamoramento verso questo stile di vita.

Fine prima parte
La seconda parte sarà online, a partire da martedì 17 ottobre 2017

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23 commenti a Magnesio, sudore e passione: il mondo visto in verticale

  1. Erika

    Questa rubrica é proprio una bella idea! 🙂 Attendo il seguito 🙂

  2. Fiora

    antidoto alla dipendenza da smartphone

  3. John Remada

    Peccato che la “mitica” figura di messner fuori dai monti risulta un povero mona….tanto per puntualizzare.

  4. Greg Climb Greg Climb

    Opinione sua e personale. Non siamo qui a disquisire sulle qualità morali di Messner. E’ stato e sarà sempre uno dei miti dell’alpinismo moderno. Cordialmente.

  5. John Remada

    @5 Giusta considerazione, discorrevate di montagne. Saluti da John Remada.

  6. michela

    io ricordo che Messner, dopo aver scalato facendo prodigi di abilità, cadde malamente e si ruppe qualche osso tentando di scavalcare il portone della sua villa 🙂

  7. John Remada

    Ma non era per questo che ricevette il tapiro d’oro , con conseguente rissa da lesa maestà…

  8. Fiora

    @6-7-8
    ???? daghe de sputt. genere cavolo a merenda. e pensare che si stava guardando in alto….

  9. Greg Climb Greg Climb

    Scusate, ma il tema attinente all’articolo era altro. Ritengo che tali commenti non siano appropriati per il genere di articolo di cui sopra. Cordialmente.

  10. Fiora

    @10
    e io che ho scritto scusa?! Perfettamente d ‘accordo con te e Greg, invitando a continuare per aspera ad astra, ignorando blabla fuori luogo .

  11. Fiora

    se non fosse stato chiaro che disapprovavo con quel mio ironico daghe de sputt. mi auguro di essere stata chiara successivamente.
    a cercare pretesti per continuare scrivere vuoi di ex commentatori di cui si sono ormai perse le tracce o di personaggi famosi, ma tassativamente “contro”, palesa animo rancoroso e frustrato ,ma soprattutto non giova alla salute…di bora là!

  12. Greg Climb Greg Climb

    @Fiora non era certamente rivolto a lei, ma ai commenti precendenti che esulavano dal contesto di cui all’articolo sopra. Il mio era un commento per riportare la discussione nei binari consoni alla dignità della montagna e del mondo verticale. Ora può capire l’aforisma: “Climb mountains not so the world can see you, but you can see the world.” Lasciamo i tapiri, striscia la notizia e trashate nostrane nel luoghi che vi competono.

  13. Fiora

    ottimo Greg! troppo pigra e fuori tempo massimo per verticalizzarmi il mondo ,ma sempre pronta ad ammirarlo attraverso occhi di chi me lo descrive

  14. michela

    insomma continua lo stile del passato, su questo forum non si è liberi ma si devono scrivere esclusivamente cose gradite ad un gruppetto di utenti. Sia chiaro che a me personalmente l’incidente di Messner serve solo a farmi apparire più umano un “superuomo”, non ho certo intenzione di schernirlo per questo, cosa impossibile. Ho pure scritto che ha fatto prodigi di abilità, no? vedo che con i miei due ultimi commenti ho subito urtato qualcuno, benchè nel thread sulle due vie abbandonate al degrado (mi sono riletta quanto veniva irosamente scritto uno-due anni fa) MAI si fosse parlato di adolescenti triestini e di siorette che girano ben lontano da quelle vie. Salvo poi tirarli in ballo come, appunto, i cavoli a merenda, quando il pericolo di degrado è diminuito e la civilizzazione degli extra è aumentata. Suppongo per controbilanciare tardivamente tutto quanto era stato ripetutamente detto prima…. Adesso, sotto con l’agiologia di Messner: guai ricordare che anche lui era un essere umano e non un semidio. Bisogna scrivere quel che comanda fiora & company, altrimenti arrivano i rimbrotti … evviva la libertà di pensiero, purché non collida con i conformismi imperanti in un determinato ambiente.

  15. Fiora

    michela? PIANTALA! nessun comandante .e se così senti,significa che ti senti suddita.problema tuo. dici bene, tutti liberi di scrivere . pure io di sottolineare che divaghi e a sproposito.

  16. John Remada

    Io non prendo lezioni da nessuno, cara Fiora. C’era il nome di Messner ,citato come personaggio mitologico, e ho commentato quell’affermazione; non ti va per altro, che tiro in scena personaggi “scomparsi”? Chiedi alla direzione di intervenire come ha fatto a suo tempo la tua amica maja, con i risultati che sai. Mister Greg ha chiesto di restare in un tema ristretto, e allora conta i commenti “validi” e togli i miei e quelli che non aggradano, sai che dispiacere?

  17. Fiora

    ma fammi il piacere Johnny caro!quali apporti,i tuoi???? aldilà di sputare veleni su gente di cui i pochi nuovi venuti neppure sa chi sia e della quale io ricordo di aver avuto solo diverbi (altro che” amica Maya” che fai, mangi memoria adesso?! ). sono mesi che mi ritrovo a leggere ste monotone rievocazioni, senza voglia alcuna di commentare..
    Arriva un argomento interessante, che potrebbe sollevare un po’ dalla piattezza paludosa nella quale si vegetava con le tue esternazioni ripetitive ,e tu che fai l’affossi nel più becero dei modo? ma piantala pure tu!

  18. John Remada

    Saranno monotone per te, per me sono attuali, non c’è regola che mi vieta di tirare in luce vecchie discussioni, queste dimostrano quanto sciancati erano certi personaggi. Io non affosso nulla, solo che conto un commento (1) in sintonia, + il I° tuo, e sono due; il resto è nato dal mio dipinto di Messner fuori dal monte, quindi la discussione è proseguita per merito mio; torno a dire, si tolgano tutti i commenti miei e quelli non consoni ai desideri di Greg, togli le tue risposte dovute alle mie svirate e vediamo quanti rimangono validi. Tutto qui. Peccato che il tuo amico gigino sia sparito senza risponderti alla mitica domanda sull’immigrazione, lui sì che era un big….

  19. michela

    Io scrivo quel che voglio, ormai molto di rado, ma i soli che hanno titolo per censurarmi sono i gestori di questo forum. Quanto alla “amica maja” ricordo bene pure io che avevi cercato ripetutamente di ingraziartela, anche se non avendo la passione dell’ “archeologia” non ho voglia di cercare quei commenti di tre o quattro anni fa. Ripeto, non ritenevo di ledere la figura mitica di Messner (cosa impossibile) ma se mi va di riportare qui un’allusione ad un fatto vero e un po’ sconcertante della sua vita, ritengo di poterlo fare. Non è calunnia, non è ingiuria. Quanto all’episodio del tapiro: sono andata a rileggermelo in rete, l’avevo dimenticato: grazie Remada per il tuo apporto! Cari gestori di Bora La, bannatemi pure se lo ritenete. Ma il bavaglio non me lo mette nessuno degli utenti.

  20. Ciao John,
    a questo punto direi che è arrivato il momento di intervenire.
    Bora.La e lo spazio dei commenti non sono a tua disposizione per confronti personali con gli altri utenti, ma sono finalizzati ad arricchire il dibattito sul tema proposto di volta in volta.

    Al terzo avvertimento, saremo costretti, a nostro malgrado, di bloccarti.

    Cordialmente

    La Redazione

  21. John Remada

    Benissimo, me ne vado da me. Tutti gli insulti passati dei Mr.hobo (vari alias) ,el baziloto e la sig.ra maja erano minestra diversa , sono visibili a tutti, è per questo che ho riportato vecchie discussioni alla luce, questi “arricchivano i dibattiti” con insulti ,denigrazioni e sberleffi di bassa lega a mio avviso….. ma la mano vincente è la mia! Quindi vi faccio risparmiare due cartellini, sono pago della situazione ottenuta. Saluti da John Remada.

  22. Fiora

    ciao Greg, parli di obesità e di problemi relazionali. Che la prima insorga per svariati motivi scollegati dalla psiche e dia luogo successivamente ai secondi o che ci sia un rapporto di causa effetto capovolto ,ovvero nella misura in cui si abbia un approccio difficoltoso con il prossimo, si tende a “medicalizzare” il cibo, in quale misura una scelta di stile vita così ” scomodo” rappresenta la terapia risolutiva per corpo e anima?
    Ma nooo! ci ho la taglia 42, ma il quesito mi appare oggettivamente utile.

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