10 ottobre 2017

Magico Tempe: una vita in impennata

el sunto Simone Temperato, il Magico Tempe, ci racconta un po' come nasce la sua passione per l'utilizzo "stravagante" della bicicletta.

Avendo avuto l’onore di averlo come ospite alla sesta Rampigada Santa, non potevamo non cogliere l’occasione per intervistare il Magico Tempe, all’anagrafe Simone Temperato, l’unico in grado di percorrere tutta la salita di Scala Santa su una ruota sola. E con un tempo assolutamente invidiabile!

Quand’è nata la tua passione per la bicicletta e a quanti anni la prima impennata?

Fin da bambino c’è sempre stata una grande passione per la bicicletta, sono sempre stato attirato dalle acrobazie e dall’uso della bici non del tutto “normale”. Quando avevo 4 anni mi divertivo ad alzare la ruota del triciclo salendo con i piedi sulle ruote posteriori e aiutandomi con il manubrio alzavo la ruota anteriore muovendo prima il piede dx poi quello sx. Quando avevo 8 anni con la bici da cross ho iniziato ad impennare lungo la via dove abitavo, mi divertiva così tanto pedalare con una sola ruota che ben presto mi accorsi che per me non faceva molta differenza dal pedalare normale. A 10 anni mi comprai una BMX, mentre l’anno successivo è iniziato il mio lungo percorso sportivo con la bici trial o BMT, uno sport che mi ha dato moltissimo e che ho praticato per ben 25 anni. Da questo anno ho iniziato nuovamente ad allenarmi con la bici da trial ma solo come preparazione invernale, come si suol dire, il primo amore non si scorda mai!

Nel tuo palmares vanti un 16° posto al Campionato del MONDO di biketrial a Zuoz e un titolo di campione italiano di biketrial 2003. Hai dei ricordi particolari legati a queste esperienze?
Ovviamente fin da quando ho iniziato a praticare il bike trial c’è sempre stata la voglia di vincere qualche gara, un sogno diventare Campione italiano, un sogno che sono riuscito poi con gli anni e con molti sacrifici a concretizzare nel 2003. Ho sempre inseguito i miei sogni perché per raggiungere certi obiettivi bisogna prima di tutto crederci sempre. Non ho mai mollato specialmente nelle situazioni più critiche dove magari era più facile tirarsi indietro, penso che prima di tutto bisogna essere alimentati da una grande passione e poi avere una determinazione nel fare e nel raggiungere i propri obiettivi, i propri traguardi. Partecipare a gare internazionali come il Campionato del Mondo mi è servito a confrontarmi con altri biker più bravi di me e prendere spunto dalle loro tecniche, questo mi è servito per maturare e migliorare nel tempo. Al Campionato Italiano del 2003 ero molto motivato, sapevo che avevo tutte le carte in regola per fare un ottimo risultato, alla fine sono riuscito a vincere tutte le gare a cui ho partecipato coronando così il mio sogno.

Com’è che sei diventato Il magico Tempe?
Fin da giovane la passione della bici mi ha sempre distinto su tutti, e forse proprio questa mia voglia di ricercare nuove sfide, sempre più difficili, sempre più estreme, mi ha dato modo di continuare su questa direzione, creandomi attorno un sempre più grande numero di tifosi e appassionati che apprezzano quello che faccio. Alcune imprese che ho fatto in bicicletta sono veramente incredibili, ancora stento a credere di essere riuscito a farle, ma quello che mi sorprende è che molte di queste le ho fatte e portate a termine al primo tentativo, senza mai averle provate prima senza un giusto allenamento, ecco perché l’appellativo di “magico”.

Scala Santa: una strada come un’altra o ti ha colpito per qualcosa in particolare?
Scala Santa è senza dubbio una delle salite più dure che ho fatto. È unica nel suo genere perché tutta in pavé e questo la fa entrare di diritto nella top ten delle salite da fare per un ciclista e non solo. Le sue pendenze sono molto dure, il cartello presente alla fine dell’ascesa parla chiaro, 23% pendenza massima!
Ma quello che mi ha colpito è soprattutto il contesto paesaggistico, quando arrivi e vedi dall’alto tutta Trieste e il mare allora ti rendi conto che la fatica appena fatta è servita a qualcosa, davvero spettacolare!

La bici la usi anche in maniera normale o la gente si è abituata a vederti sfrecciare in città su una ruota sola?
A dire la verità la bici in modalità normale la uso veramente poco, sarà perché durante l’anno mi alleno con monociclo, con la bici da trial che è senza sella, con la mountain bike senza ruota e forcella, con la bici da corsa senza manubrio, insomma mi resta davvero poco tempo per uscire come un normale ciclista per fare un giro tranquillo, ma comunque capita anche questo, ma non troppo spesso però.

Qual è la tua prossima grande sfida?
Ho parecchi progetti per il futuro, ogni anno che passa la difficoltà aumenta e quindi devo pensare a qualcosa di sempre più difficile. Ho molte altre salite da fare per misurarmi con i miei limiti, non è facile però perché con il lavoro rimane veramente poco tempo per preparare queste imprese, quindi preferisco improvvisare, quello che sono certo è che ho ancora molte cose da far vedere, il mondo della bici è veramente straordinario, ci sarà da divertirsi!

Questo il video del Magico Tempe alla prima Rampigada Santa.

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Un commento a Magico Tempe: una vita in impennata

  1. Se avete FB e volete conoscere meglio questo grande uomo oltre che atleta ecco il link al suo profilo.
    https://www.facebook.com/simone.temperato

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