5 settembre 2017

Lo sloveno, una lingua utile?

el sunto L’ assessore Brandi ritiene  "che imparare lo sloveno sia inutile perché é parlato da meno di due milioni persone”. Noi non la pensiamo così.

Una delle cose per le quali sarò sempre grata ai miei genitori è stata quella di iscrivermi alle scuole elementari con lingua d’insegnamento slovena. Col senno di poi, ovviamente, perché lo fecero a metà del ciclo delle elementari, facendomi cambiare da un giorno all’altro classe, amici, ambiente e lingua: uno shock insomma.

Prima di allora lo sloveno era per me solamente “la lingua di casa”, la “ lingua di papà”, la “lingua del luogo”, la “lingua di nonna Maria”. Ma non la sentivo veramente “mia”. Non era la lingua in cui scrivevo o leggevo.

Fu grazie a mia madre, bisiaca di madrelingua italiana, che si arrivò a quella decisione. Infondo lo sloveno era la lingua del territorio: “Mal no te farà. Anzi te sarà utile.” diceva.

E infatti “mal no me ga fato”. Fu una decisione che mi aprì un mondo fino ad allora in pratica sconosciuto. I versi di Prešeren e Kosovel non sostituirono quelli di Petrarca e Ungaretti, ma semplicemente si incontrarono, scoprendosi spesso simili. Le lezioni di storia e di geografia si arricchirono di contenuti nuovi. Per non parlare del cinema, del teatro e della musica. Tempo due anni e lo sloveno divenne parte della mia vita quotidiana. E successivamente di quello lavorativa.
Oggi a distanza di vent’anni fa ancora sorridere come per molti miei coetanei residenti nei paesi dei comuni sloveni (Komen, Gorjansko, Pliskovica, Brje e altri) l’italiano non sia una lingua straniera, anzi. Sentirli parlare fluentemente in italiano mi fa pensare a cosa si siano persi i miei coetanei della scuola elementare e dell’asilo italiano che frequentavo. E a quanto sia stata fortunata.
Quanto è triste scoprire come a tal proposito, invece, l’assessore comunale all’Istruzione Angela Brandi ritenga  “che imparare lo sloveno sia inutile perché é parlato da meno di due milioni persone” . Parole che non fanno sperare di vedere esaudita la richiesta dei molti residenti della prima circoscrizione carsica di poter avere una sezione slovena del nido comunale anche in carso.

Provando a cliccare “Sezioni con lingua d’insegnamento slovena” del sito del Comune di Trieste, ecco cosa appare.

Stando al sito del Comune, a Trieste non ci sono sezioni slovene degli asili nido comunali. Eppure una ce n’è ed è a San Giacomo. Ed è frequentata anche da tanti bambini e bambine di madrelingua italiana, cui genitori al contrario ritengono che lo sloveno sia “una lingua utile”. Addirittura la non-triestina ministra Fedeli la pensa così.

 

13 commenti a Lo sloveno, una lingua utile?

  1. giampaolo lonzar

    Nei comuni sloveni bilingui del litorale l?italiano viene insegnato come lingua dambiente ! Cosa che non viene fatta nei comuni italiani bilingui del Carso

  2. Alex

    Io sono di madrelingua slovena nato in Italia. Oggi più che mai mi accorgo di quanto importante sia la lingua slovena nei nostri territori. Molti dei miei amici mi dicono sempre che sono fortunato a parlare lo sloveno.
    Qualcuno dia una svegliata all’assessore Brandi…non centra quanti parlano la lingua..conoscere un’altra lingua non può che arricchire la persona.
    Qualsiasi sia la lingua!!!

  3. Goran

    Non ci sono comuni bilingui sul Carso sloveno. I comuni bilingui in Slovenia sono quelli dove vive la minoranza italiana, ovvero Capodistria, Isola, Pirano ed Ancarano. Pretendere il bilinguismo altrove implicherebbe un viceversa.

  4. Stefano Fierro

    i comuni bilingui sono quelli della Zona B del Territorio Libero di Trieste dove le lingue ufficiali sono Italiano, Sloveno e in alcune zone Croato.
    In Zona B determinate cose le hanno rispettate, cosa non successa nella Zona in Amministrazione italiana.

  5. Fiora

    sarebbe sempre ora! e ora che per me è un po’ tardino, se mi rammarico di qualcosa è di non saperlo dire in sloveno.

  6. Pot do slovenščine

    Magari a qualcuno interessa … È uscito il libro di testo per ľautoapprendimento dello sloveno con spiegazioni e istruzioni in italiano. Si intitola Pot do slovenščine. Date un’occhiata su FB oppure scrivete a [email protected] per avere maggiori informazioni o per acquistarlo. Un saluto a tutti!

  7. Piero

    La laureata neanche diplomata fedeli attizza sempre polemiche politicanti sul nulla. Già adesso nelle scuole italiane possono fare corsi di sloveno come seconda lingua. Solo che mancano le richieste delle famiglie per attivarli.

  8. Otomich

    @7
    Quali scuole italiane attualmente offrono lo sloveno come seconda lingua? Le iscrizioni alle scuole si fanno online e le uniche lingue proposte sono il francese, il tedesco e lo spagnolo. Facile dire che mancano le richieste se manca la possibilità di richiedere…

  9. Piero

    @8
    O non hai capito o mi sono espresso male io. Nessuna scuola offre lo sloveno come seconda lingua, ma non per cattiva volontà: perchè non c’è richiesta da parte di famiglie e studenti. Ovviamente la richiesta delle famiglie sulle lingue viene sondata prima di mettere le lingue proposte per le iscrizioni. Per esempio anche il Petrarca e il Dante – che hanno sezioni linguistiche e quindi un ventaglio più largo di lingue da studiare – hanno sondato l’interesse allo sloveno, ma non è risultato quantitativamente tale da permetterne l’inserimento tra le opzioni. Così hanno anche dichiarato al Piccolo le rispettive presidi dando disponibilità a inserire lo sloveno se in futuro si manifesterà interesse dagli utenti. Quindi chi volesse spingere lo sloveno (o per esempio rilanciare il tedesco in crisi di fronte a spagnolo e francese) dovrebbe fare una campagna promozionale sugli utenti per aumentarne la domanda, non solo scrivere qua e là che sono lingue utili, il che è scontato perchè qualsiasi lingua in più è utile, ma poi bisogna fare delle scelte di priorità e queste le fanno studenti e famiglie.

  10. Ivan C.

    Per me, questa cosa “dell’interesse dei genitori” è fuorviante, o meglio, funziona se consideri lo sloveno come lingua straniera parimenti alle altre.
    A me pare però che lo sloveno dovrebbe essere considerato anche a Trieste proprio come l’italiano nel litorale sloveno: “lingua d’ambiente”. E quindi introdotto e studiato come strumento per meglio apprezzare le sfaccettature e le ricchezze culturali del territorio nel quale gli scolari/studenti vivono e quindi serenamente obbligatorio, anche solo per un paio d’ore settimanali.

  11. John Remada

    [email protected] Non hai torto….all’epoca della mia permanenza scolastica, qualsiasi materia facoltativa era no! E’ solo l’obbligo che può creare benefici, ovviamente se gestito da persone preparate, e non da caproni in cerca di gradi sulle spalle….

  12. John Remada

    Strano che la mia amica maya non intervenga su questa discussione….mayuccia ci sei? Se ci sei suona la carica…Pee Pee Peee!

  13. Marina

    Io sono bilingue e mi rendo conto di quanto sia fortunata, specialmente nell’abiente nel quale lavoro cioè il teatro.
    Mi è stato utilissimo in tante cose che ho fatto nella vita e mi sono resa conto di avere una marcia in più.

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