7 luglio 2017

Ludwig Eduard Boltzmann e la sua ultima estate a Duino

el sunto Boltzmann, uno dei più grandi fisici teorici di tutti i tempi, visse per un breve periodo a Duino.

di Luca Ambrosio

Ad un turista di passaggio per Duino rimarrà sicuramente impresso il castello affacciato sul golfo di Trieste, il suo tranquillo e lussureggiante giardino, o la leggenda della Dama Bianca, il cui velo è rimasto impresso nel calcare delle falesie a picco del vecchio castello, o ancora la luce del tramonto che bagna il suo piccolo porticciolo.
Se il nostro turista fosse però un matematico o un fisico, forse lo trovereste girare per Duino in cerca della targa posta a ricordo di un tale Boltzmann e non vorrei essere nei panni del povero indigeno carsolino a cui quel curioso turista si fermasse a chieder informazioni a riguardo. Così, pensando di fare cosa gradita a l’uno ed all’altro, vi spiego chi era il Boltzmann cercato dal nostro turista.


Ludwig Eduard Boltzmann, mitteleuropeo di nascita (infatti nasce a Vienna il 20 febbraio 1844, di Martedì Grasso), è stato uno dei più grandi fisici teorici di tutti i tempi. La sua fama è dovuta alle ricerche in termodinamica e meccanica statistica di cui fu pioniere (l’equazione fondamentale della teoria cinetica dei gas e il secondo principio della termodinamica) come dell’ipotesi atomica della materia. Diede importanti contributi anche in meccanica, elettromagnetismo, matematica e filosofia.
Boltzmann fu uno straordinario matematico, un filosofo, un ottimo insegnante (aveva una memoria eccellente), un brillante conversatore oltre che un eccellente pianista con una grande passione per Beethoven. Eppure… fu un personaggio controverso e le sue idee innovative (sull’atomismo e l’irreversibilità in particolare) furono spesso fraintese e osteggiate. In particolare, il suo amore per la matematizzazione più estrema gli valse il soprannome di “terrorista algebrico”.
Sessantaduenne, afflitto da incombente cecità e altri acciacchi, scavato nello spirito dalla depressione per la scomparsa del primogenito e provato nell’orgoglio e nell’autostima dagli attacchi di molti colleghi scienziati, lo studioso austriaco raggiunse un piccolo borgo ai confini dell’impero, per un periodo di vacanza in cerca di tranquillità e riparo: Duino.
Né i tramonti sullo splendido golfo, né i versi di Rilke lo aiutarono però spegnere la cupa depressione che ormai aveva già divorato il suo animo, ed in un cupo giorno di fine estate (era il 5 settembre 1906) Boltzmann si tolse la vita impiccandosi alla finestra della stanza dell’albergo in cui alloggiava, l’ex hotel Ples, ora edificio del Collegio del Mondo Unito, posto difronte alla stazione dei Carabinieri di Duino.
E’ difficile comprendere la tragedia e la grandezza dell’opera scientifica di Ludwig Boltzmann senza calarsi nell’Europa dell’800, uno dei periodi più ricchi di eventi che la storia della scienza annoveri. I grandi progressi scientifici della meccanica e dell’astronomia avevano infatti permesso per la prima volta di fornire un’interpretazione unitaria della Natura ma molti rimanevano i fenomeni inspiegati dall’approccio e metodo scientifico che rimanevano ambiti più di stregoni ed alchimisti quali il calore, la luce, l’elettricità il magnetismo, i processi della vita stessa.
I lavori e le scoperte di Boltzmann sono tutt’altro che formule custodite in polverosi libri: le applicazioni dell’equazione che reca il suo nome sono molteplici, dagli impieghi in termodinamica all’astrofisica, dallo studio dei corpi gassosi a quelli umani, passando per l’analisi dell’inquinamento e la progettazione dei reattori nucleari, fino alle camere di combustione e ai semiconduttori.
A ricordo di Boltzmann oggi ci rimangono il secondo principio della termodinamica, l’equazione fondamentale della teoria cinetica dei gas (trascritta come epitaffio sulla lapide funeraria nel cimitero di Vienna), una targa sull’edificio a Duino dove si tolse la vita (quella cercata dal nostro turista), ed un cratere lunare a lui intitolato, quest’ultima informazione utile nel caso in cui l’amico turista sia piccolo, verde e con gli occhi a mandorla…

Un commento a Ludwig Eduard Boltzmann e la sua ultima estate a Duino

  1. Nereo Castelli

    Suggerisco la lettura di:
    “L’enigma di Boltzmann” di Roberto Curci –
    MSGS Press S.a.s – Trieste 2012

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