24 maggio 2017

Ljubljana riabbraccia i Depeche Mode dopo 11 anni

el sunto A Ljubljana, in un palazzetto gremito e ben organizzato, i Depeche hanno portato una scaletta che ha rasentato la perfezione

Definire i Depeche Mode come unici ed inimitabili è cosa assodata ed anche un po ripetitiva. Fattostà che dopo quasi quarant’anni dalla loro formazione, sono ancora qui. Quarant’anni fatti non solamente di alti e bassi, ma da vere proprie morti e rinascite, dal tentato suicidio di Gahan nel 1995 al capolavoro “Ultra” del 1997, da due album sottotono rispetto ai loro standard come “Sounds of The Universe” e “Delta Machine” (nessun estratto da quest’ultimo stasera, a conferma) al nuovo “Spirit” che si pone tra i migliori della produzione degli ultimi vent’anni.

A Ljubljana, in un palazzetto gremito e ben organizzato, i Depeche hanno portato una scaletta che ha rasentato la perfezione, per scelta ed esecuzione fedele alle versioni originali, da “Barrel Of A Gun” ad “In Your Room”, proposta finalmente nella album version, da “World In My Eyes” alla ripresa “Everything Counts”, oltre ad una buona manciata dell’ultimo lavoro.

Dave Gahan è sempre in forma, non accusando minimamente degli anni che passano anche per lui, anche se con qualche ruga in piu, riesce a centralizzare l’attenzione salvo quando lascia il posto a Martin Gore, eccezionale in “Home” e “Somebody”.

Il momento culmine del live, oltre all’oramai classico mani all’aria di “Never Le Me Down Again”, è nella cover di “Heroes” di David Bowie, un pezzo al quale i Depeche Mode devono sicuramente molto, reinterpretandolo con tatto e rispetto.

Ottima l’organizzazione, con poche file grazie alle numerose entrate del palazzetto, unica pecca, il parcheggio interrato non era accessibile come sempre succede per i grandi eventi all’arena Stožice.

 

 

 

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