21 maggio 2017

Teho Teardo e Blixa Bargeld al Miela, la magia è servita

el sunto La prima impressione è che questa sia proprio la tipologia e dimensione di concerto adatta al teatro Miela

Cosa accade quando metti assieme una leggenda del post-punk berlinese con quello che a pieno titolo è il compositore di colonne sonore migliore che abbiamo in Italia?

Succede che esce un disco, che dovrebbe rimanere relegato in fondo agli scaffali ed etichettato come “divertiamoci un poco assieme ma non venderemo un cazzo” ed invece viene acclamato e promosso a pieni voti, succede che allora se ne fa un altro ed anche una manciata di EP.

Il risultato è un tour europeo, che ha toccato Trieste proprio in concomitanza con la fortunata rassegna “Satierose”, che è l’annuale tributo che il Teatro Miela dedica all’eccentrico compositore Erik Satie (se non sapete chi sia, non fatevene una colpa, ma iniziate andando a cercare Vexations).

Sul palco ci sono appunto, Theo Teardo con chitarra e laptop, Blixa Bargeld al microfono, un sassofonista ed un quintetto d’archi con la violoncellista Laura Bisceglia.

La prima impressione è che questa sia proprio la tipologia e dimensione di concerto adatta al teatro Miela, la sala è gremita e riesce a diffondere molto bene la commistione tra la sottile trama elettronica creata da Teardo, la calda vibrazione degli archi e la voce di Blixa, che recita ora in un italiano imperfetto, ora in inglese ed a tratti in tedesco.

Anche se le loro strade possono sembrare in contrapposizione, la verità è che Teardo e Bargeld provengono dallo stesso nocciolo, Theo ha iniziato le sue prime produzioni  pubblicando su cassetta e diffondendo negli allora tape-network le creazioni della scena post-punk industriale che gravitava attorno alla sua natia Pordenone, Bargeld ha iniziato raccogliendo le ceneri del punk berlinese formando un gruppo (gli Einstürzende Neubauten) senza sapere che ruolo avrebbe ricoperto al suo interno, e creando un’autentica leggenda che a tutt’oggi è tatuata su migliaia di corpi e ferma tutto ad ogni nuova uscita.

L’atmosfera cinematica del tutto fa capire chi sia il motore trainate, Teardo imbraccia la sua Fender Jaguar suonandola come se fosse uno strumento arcaico, annegandola nella perfetta risonanza degli archi ed incastrandola nel liquido fluire dello sfondo sintetico che esce dal suo laptop, Blixa ci mette un carisma inarrivabile e fa sì che lo spettacolo scorra liscio fino alla fine, raggiungendo l’apice nella cover di Neil Young “Hey Hey My My”.

A conti fatti, uno spettacolo che ha lasciato tutti soddisfatti e che conferma oggi come non mai, l’unicità della proposta del Miela.

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