20 marzo 2017

“Sulla via della goccia d’acqua” – giovedì al Knulp la storia di Emilio Comici in un docufilm

el sunto Nell'ambito della rassegna "Alpi Giulie” il 23 marzo verrà proiettato il documentario sul leggendario alpinista triestino

Giovedì 23 marzo 2017 alle ore 21 presso lo Knulp Bar nell’ambito della rassegna “Alpi Giulie” verrà proiettato il documentario “Sulla Via Della Goccia d’Acqua – la storia di Emilio Comici”, documentario sulla vita e sulle imprese dell’omonimo alpinista triestino.

Il filmmaker Marco Calabrese

L‘autore del film è il ventinovenne Marco Calabrese, ex studente della “Scuola di cinema Sentieri Selvaggi” a Roma. Il giovane filmmaker triestino, al suo primo lungometraggio, ha già presentato il film in anteprima assoluta ai primi di marzo, presso la sede del Club Alpino Italiano / Associazione XXX Ottobre a Trieste, registrando il tutto esaurito.

In vista della proiezione al Knulp, Bora.la l’ha intervistato per saperne qualcosa di più sul film.

Com’è nata l’idea di un film su Comici?

Sono sempre stato un appassionato di alpinismo. Frequentando la Val Rosandra e altri luoghi emblematici del panorama collinare e montanaro triestino ho avuto modo di parlare con delle persone che hanno conosciuto e che hanno studiato la figura di Emilio Comici. Una figura quella di Comici che trascendeva quella del tipico sportivo e che quindi mi attirava particolarmente.

Che cosa ti ha ispirato del personaggio di Comici?

Comici era un anticonformista per la sua epoca (prima metà del ‘900 ndr). Mentre altri alpinisti suoi contemporanei vedevano la montagna come un nemico da sconfiggere per dimostrare la superiorità dell’uomo sulla natura seguendo il mito del superuomo dell’Italia fascista, Comici considerava il gesto atletico dello scalare una parete come una forma d’arte. L’eleganza nei movimenti e la scelta degli itinerari erano più importanti della vetta stessa. Lo stile di Comici dimostra la sua indole generosa e pacifica.

Emilio Comici

Da dove nasce il titolo del film “Sulla Via Della Goccia d’Acqua”?

Il titolo si ispira al concetto di “direttissima”, degli anni venti e trenta, secondo il quale il miglior percorso da seguire durante una salita d’arrampicata è quello compiuto in senso inverso da una goccia d’acqua che cade dalla cima della montagna fino a valle. Comici in quel periodo si fece portabandiera di questa ricerca della “purezza geometrica” e penso che questo titolo coinvolge effettivamente lo spettatore all’interno del suo ideale

Come hai impostato un racconto su un personaggio così importante?

Ho cercato di raccontare la storia di Comici suddividendola in quattro capitoli ciascuno contenente una scena di fiction e selezionando alcuni  „momenti chiave“ della sua vita.

A quasi ottant’anni dalla sua scomparsa, pensi che ci sia ancora un legame tra la figura di Comici e la Trieste attuale?

Assolutamente sì. I triestini sono sempre stati orgogliosi della loro città e dei loro “eroi”. Pur avendo vissuto tutta la vita tra le Dolomiti e le Alpi Giulie, Comici non ha mai smesso di sentirsi triestino, tanto è vero che nei suoi diari troviamo periodicamente delle espressioni dialettali. Per questo Comici ancora oggi è considerato da molti giovani e anziani triestini, soprattutto per chi pratica l’alpinismo, una figura importantissima e legata indissolubilmente alla città. Un nome che rievoca in molte persone nobiltà e maestria.

Durante un momento delle riprese

Tra i contributi al film spicca la figura dello scrittore Spiro Dalla Porta Xydias, ma anche altri volti noti dell’alpinismo giuliano.

Nel film compaiono importantissime figure dell’alpinismo regionale e nazionale tra cui Aurelio Amodeo, Luciano Santin, Flavio Ghio, ma soprattutto Spiro Dalla Porta Xydias – lo scrittore di origini greche che è scomparso recentemente. Ho dei ricordi vividissimi di Spiro che ho incontrato in tre occasioni: una persona speciale e squisita che mi ha aiutato tantissimo nelle mie ricerche. Assieme a lui ho ricostruito la storia di Comici sia come persona sia come alpinista.

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