10 marzo 2017

Tris di concerti al Tetris

el sunto il Circolo di via della Rotonda è pronto a riaprire i battenti per ospitare tre serate di concerti tra stasera e domenica.

Dopo il tour de force dei giorni scorsi, il Circolo di via della Rotonda è pronto a riaprire i battenti per ospitare tre serate di concerti tra stasera e domenica.
Si parte oggi con i TSO (come Trattamento Sanitario Obbligatorio), ovvero Andrea Abbrescia (chitarra, voce, già nei Love In Elevator e nei Lume), Marco Abbrescia (basso) e Tobia Milani (batteria), band nata a Trieste. Lo scorso anno hanno presentato il loro esordio “In-Sanity” (Irma Records):è un album con le stimmate di Novanta, sincero, onesto, fuori da ogni moda. I ragazzi per fortuna non sono la cover band di nessuno, dunque riescono a prendere il primo grunge di casa SST e Sub Pop per suonarlo in modo molto personale, espandendo spesso la componente blues e iniettandoci anche dello stoner. La produzione è eccellente, ma non c’è alcuna patinatura del grunge sotto major, la voce c’è e ti stende, la tecnica pure, ma si mette al servizio dei pezzi con cambi di passo sempre indovinati e qualche cesellatura di chitarra in più. Assolutamente una scoperta e una sorpresa, anche per noi.
Ad aprire la serata, i venenti Lucertulas: il gruppo propone quel mix di post-hardcore e noise rock che piace a noi vecchi, esplosivo già su disco, figurarsi dal vivo, contesto nel quale dà il suo meglio.
Sabato dedicato alla psichedelia, con gli Acid Frog, apprezzatissimi dal pubblico di Tetris quando, oltre un anno fa, hanno fatto da apertura ai Mother Island. Così si presentano: dagli stagni del Carso sepolti dal tempo, odi primoridiali sorgono per mezzo di anfibi cangianti che ibridano le loro esperienze lisergiche in un cocktail dalle tinte hard, funk e dannatamente psycho, senza lesinare once di energia e coraggio. La strada si aprirà ai loro balzi e i vostri bulbi oculari arrossati, assieme al vostro apparato uditivo ingordo, ringrazieranno.
Con loro i Roadkill: trio di rock obliquo, che ostenta a piene mani e con un’arroganza degna di un giostraio ubriaco il suo modo di vedere le cose. Uno sguardo oltre i riflettori, le copertine, le opinioni a gran voce. i placidi buoni sentimenti. Tutto quello che è rassicurante può far paura, e loro lo sanno bene, e per questo s’impegnano per risultare sconvenienti. Gli ingredienti del loro sound: 1/4 di litro di heavy rock, 1/2 bustina di punk/hc in polvere, 2 tuorli di psichedelia, una scorza di cantautorato, urla belluine q.b. Agitare non mescolare.
Domenica infine un esperimento inedito: alle 17 infatti Tetris ospiterà le colorate bancarelle del suo mercatino, che alle 20 chiuderà i battenti per fare spazio sul palco a Marc O’Reilly, che potremmo definire come il best kept secret irlandese. La sua biografia per la stampa lo definisce un “trovatore” folk/blues. Appartenente a una famiglia di musicisti, inizia a fare concerti dopo aver pubblicato l’album “My Friend Marx” e l’anno scorso, con “Human Herding”, le cose cominciano ad andare per il verso giusto. Lo paragonano a Bon Iver, ma soprattutto allo scozzese John Martyn, cantautore che grazie a “Solid Air” (1973) sta lì seduto nel Pantheon, vicino a Tim Buckley e Nick Drake. Noi siamo d’accordo, aggiungiamo che O’Reilly, quando serve, spinge su di un rock carico di pathos. A ottobre 2016 arriva la major (Virgin) come partner per la pubblicazione di “Morality Mortality”: pezzi come “Bleed”, “Graceland” e “Of Nothing” parlano per noi.
Tutti gli eventi di Tetris sono riservati ai soci.

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