18 febbraio 2017

Parole O_stili: day 1

el sunto La prima giornata di Parole_Ostili ha visto la performance del re dei social Gianni Morandi e l'interessante intervista a Laura Boldrini.

Una Trieste uggiosa per due giorni fa da punto di incontro tra il mondo reale ed il mondo digitale dei social network. Nel centro Congressi della stazione marittima convergono persone, personalità e personaggi, tutti accomunati da un unico spunto apparentemente banale ma in realtà oggi più che mai importante: l’ostilità dei linguaggi all’interno della rete.
Avremmo potuto dire dei “media”, ma non esiste ormai alcun mezzo di comunicazione che nonpassi anche attraverso internet: radio, TV, carta stampata fino al chiacchiericcio da bar, tuttivengono ribattuti, riproposti ed amplificati nel web.
Rosy Russo, brillante ed ambiziosa ideatrice del progetto, apre la sessione plenaria in una salagremita, il riscontro avuto fino ad ora è stato sicuramente superiore alle aspettative più ottimistiche e questo non potrà che essere di buon auspicio per il raggiungimento degli scopi prefissati.
Dopo l’introduzione di Alberto Fedel e l’intervento della Presidente del Friuli-Venezia Giulia Debora Serracchiani, (il sindaco di Trieste Di Piazza invece ha preferito delegare il proprio intervento) sale sul palco Gianni Morandi, che suo malgrado è uno dei testimoni più famosi di questo fenomeno. La dimostrazione vivente che non si può piacere a tutti e che bastano pochi “haters” per alzare polveroni spropositati.
I 10 principi del manifesto del convegno vengono analizzati ad uno ad uno con arguzia e spirito da un Morandi veramente competente, divertente e cortesissimo. Per non
farsi mancare niente ha deliziato la platea con “un modo d’amore” considerata tra i brani del suo repertorio la più affine agli argomenti trattati e scelta di conseguenza.
Subito dopo, intervistata da Anna Masera, l’intervento della Presidente della Camera Boldrini, la quale ha ribadito e sottoscritto il decalogo, facendosi paladina di questa battaglia contro l’intimidazione, il bullismo, il razzismo, il sessismo e l’odio come strumento anche politico. Prendendosi l’impegno di una legge anticyberbullismo entro la fine della legislatura.
L’ambiente dei social nel 2017 è purtroppo ancora una sorta di far west, in cui lo sceriffo fa poca paura e vige la legge del più forte. Ha anche punti in comune con gli stadi, “zone franche” in cui l’insulto gratuito funge da medaglia al valore e l’impunità del singolo, nascosto e difeso dal branco, rende coraggiosi anche i più infimi individui.
Il fatto che la rete non sia un ambiente definito con dei confini non aiuta. Una determinata frase, una notizia, una battuta in un contesto limitato viene codificata ed assume un determinato senso, la stessa identica frase in rete può essere decontestualizzata, destrutturata ed interpretata in diverse maniere anche a causa della mancanza di empatia con entità che non vediamo in faccia.
Questo è il punto. Se non vedo o addirittura non so con chi sto comunicando, non ho i filtri che mi “forzano” ad essere educato, pacato e gentile, così anche se mi scappa una parola di troppo cosa importa?
Troppo comodo ragionare così, ma grazie al cielo almeno chi si trova qui a Trieste in questi due giorni vuole usare il cervello e la risposta dei numerosi partecipanti a Parole O_stili a questi meccanismi iniqui è “IO NON CI STO”.
La prima giornata è stata pertanto una sorta di dichiarazione di intenti, nella seconda giornata i 9 pannelli analizzeranno in maniera più approfondita singole questioni e si cercherà di annodare le matasse in una trama organica e multicolore.

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