16 febbraio 2017

Tortura nelle carceri siriane: a Udine la mostra resa possibile dal crowdfunding

el sunto Il Comitato Stop the war - Udine fo Syria ha organizzato una mostra fotografica sugli orrori nelle carceri siriane. Ancora 4 giorni per sostenerla

La mostra, il cui crowdfunding è ancora aperto per 4 giorni a questo link, è una selezione di fotografie scattate da Caesar, pseudonimo che protegge l’identità di un ex fotografo della polizia militare del regime siriano, il cui incarico, dal 2011, era di fotografare i corpi delle persone morte nei centri di tortura di Damasco.

Questa procedura era la norma prima dello scoppio della rivolta. Caesar doveva documentare le scene di crimini o incidenti in cui erano coinvolti dei militari: suicidi, annegamenti, incidenti o altre cause. Con l’inizio della rivoluzione i servizi segreti avevano continuato una procedura che era la prassi, ciò che avevano sempre fatto.

Dal maggio 2011 all’agosto 2013, Caesar ha fatto copie delle 53.275 immagini su chiavette USB, e poi ha disertato, portando con sé in Occidente quelle fotografie.

La relazione di Human Rights Watch si concentra su 28.707 fotografie, che raccontano la storia delle torture subite da 6.786 detenuti poi morti, le restanti fotografie mostrano invece corpi di soldati governativi, di combattenti ribelli, o di civili morti per esplosione.

Si tratta di migliaia di Giulio Regeni siriani morti sotto tortura in Siria.

Le fotografie, sono state attentamente visionate e verificate da una squadra di esperti e inquirenti indipendenti. Il dossier è stato affidato a uno studio legale londinese, che ha avuto l’incarico di effettuare una perizia sulle fotografie e verificare l’attendibilità della fonte. Lo studio legale si è avvalso anche di due giuristi di fama internazionale, David Crane e Desmond de Silva, succeduti alla direzione del Tribunale speciale per la Sierra Leone che ha giudicato e condannato il presidente liberiano Charles Taylor per crimini di guerra e contro l’umanità.

Desmond de Silva si è espresso in questo modo: “Evocano le foto dei sopravvissuti ai campi di concentramento nazisti (…). Si tratta senza ombra di dubbio di prove sufficienti a intentare un procedimento per crimini contro l’umanità”.

Chi è il comitato?
La mostra è promossa da Amnesty International, FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana), FOCSIV (Federazione Organismi Cristiani di Servizio Internazionale Volontario), Unimed (Unione delle Università del Mediterraneo), Un ponte per… e Articolo 21.

Siamo semplici cittadini, alcuni di noi hanno vissuto in Syria, altri ci sono solo stati alcuni sono semplicemente stanchi di vedere tante ingiustizie e crudeltà perpetrate contro civili.

Dopo una grande marcia organizzata per le vie della nostra città: Udine e il concerto di Aeham Ahmad, il pianista di Yarmuk, vogliamo continuare a parlare di Syria e lo facciamo con “Nome in codice Caesar”. Una mostra forte e coraggiosa per chi vuole urlare il proprio “basta”!

Abbiamo bisogno del tuo aiuto per poter avere all’inaugurazione dei testimoni di quello che accade, Per poter sentire il racconto in prima persona di chi le carceri in Syria le ha viste e che ci può raccontare le atrocità commesse.

Sentiamo l’esigenza di poter offrire ai visitatori una conferenza e una testimonianza importanti per capire cosa accade in Syria oggi.

La conferenza di inaugurazione è indispensabile per sensibilizzare sulle tematiche fulcro della mostra. Abbiamo la possibilità di avere delle importanti testimonianze che difficilmente si possono ascoltare in altre sedi. Possiamo far venire a Udine Mazen Alhummada  ex detenuto sopravvissuto alle torture e Fouad Roueiha giornalista italo-siriano. I loro interventi sono la parte principale dell’intero dibattito.

Poter ascoltare testimoni diretti di quanto accade è necessario provvedere all’acquisto di un biglietto aereo da Bruxelles (280 euro circa) e un biglietto di treno da Roma (100 euro circa). A questi si aggiungono altri 120 euro di pernottamento.

Se il vostro supporto dovesse superare i 500 euro totali richiesti ci piacerebbe tanto poter stampare dei pannelli esplicativi da esporre accanto alle fotografie. Tali pannelli riporteranno i dati frutto di dossier di indagini internazionali e le testimonianze. I visitatori della mostra così potranno avere anche la possibilità di conoscere della Syria informazioni poco accessibili.

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