11 gennaio 2017

Biciclette e taglio della catena: le controproposte di Ulisse Fiab

el sunto FIAB propone un testo che cerca di unire decoro della città, sicurezza degli utenti deboli e libertà di sosta ai ciclisti urbani

Il recente dossier di Legambiente sulla qualità dell’aria respirata in Italia conferma una volta di più che Trieste è nella lista nera delle città con il maggiore inquinamento ambientale.

Nelle successive dichiarazioni apparse sulla stampa locale è emersa chiaramente la necessità di promuovere la mobilità a “emissioni zero”  per migliorare la qualità dell’ambiente cittadino.

FIAB ritiene che la proposta del nuovo regolamento di Polizia Urbana vada controcorrente a questa necessità in quanto costituisce un serio ostacolo alla diffusione dell’uso delle biciclette a Trieste poiché i 194 stalli presenti  in città, unici luoghi nei quali sarebbe consentito fissare le bici, sono in numero molto inferiore a quello delle persone che utilizzano con regolarità la bicicletta (un recente sondaggio di SWG le ha quantificate in 3.500).

Per rendere più esplicita e concreta la propria posizione, FIAB Trieste Ulisse ha elaborato una proposta di modifica dell’art.6 che riguarda i divieti di sosta per le biciclette e l’ha inviata ai Consiglieri Comunali e agli Assessori competenti.

In questa versione, consultabile qui, FIAB propone un testo che pur rispettando le esigenze fondamentali di decoro della città e di sicurezza degli utenti deboli presenti nella proposta dell’Amministrazione comunale, concede una maggiore libertà di sosta ai ciclisti urbani. La proposta vieterebbe la possibilità di fissare la bici in prossimità di monumenti o luoghi di rilevante interesse architettonico e nei casi in cui ciò arrechi intralcio alla circolazione pedonale e veicolare, limiti gli accessi alle entrate dei negozi, case, passi carrai e la fruizione del marciapiede.

Nella proposta FIAB le forze dell’ordine avrebbero la facoltà di rimuovere le bici che costituiscono  pericolo, quelle abbandonate da più di 60 giorni e quelle considerate “rifiuti”. Tutte le bici una volta rimosse, verrebbero prese in custodia per la successiva restituzione ai legittimi proprietari, mentre i cosiddetti “rifiuti” verrebbero smaltiti come tali.

In nessun caso sarebbe  consentita da parte della polizia municipale, l’apertura della catena di fissaggio e l’abbandono della bicicletta sul posto, fatto che ha sollevato numerose e giustificate perplessità e preoccupazioni da parte di molti cittadini.

FIAB Trieste Ulisse spera con questa proposta di favorire una formulazione del nuovo regolamento che sia più vicina alle esigenze dei cittadini che usano la bici e allo stesso tempo che sia in linea con il bisogno dell’intera collettività di migliorare le condizioni ambientali nella nostra città.

Fonte: Fiab Ulisse

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