4 ottobre 2016

Basket: Trieste capitola in casa, ma la brutta figura è dei tifosi

el sunto La Delonghi Treviso vince al Palatrieste, ma i protagonisti della serata sono una frangia dei tifosi giuliani

Al via da oggi fino alla fine della stagione cestistica della Pallacanestro Trieste Bora.la dedicherà settimanalmente uno spazio al basket cittadino.

Lanci. Urla. Insulti. Sciarpe rubate. Poliziotti in antisommossa fuori dalle porte del palazzetto. Siamo in guerra, ma contro chi? Stato, gente incivile, ignoranti.

Si conclude male, malissimo la partita al Palatrieste. La squadra biancorossa perde meritatamente contro Treviso per 66-70, ma i veri protagonisti sono la solita frangia dei tifosi giuliani. Quella più calda. Quella per cui il tifo è razzismo. “S’ciavi, s’ciavi de merda”, “Negro de merda”, versi di scimmie. Flasback anni Venti-Trenta-Settanta-Ottanta-Novanta a Chiarbola? Quella frangia che non guarda come va a finire l’ultimo tiro di Pecile – che non avrebbe comunque cambiato il risultato finale a favore della squadra di Pillastrini – perché è più interessata a insultare il tifo avversario. “Trevigiano pezzo di merda!”, “Treviso Treviso Vaffanculo”. Direttamente da un qualsiasi stadio di calcio italiano eccoli qua gli ultras presi in prestito con diritto di riscatto il cui tifo è = alla violenza fisica e verbale. Quei tifosi che si difendono dalle critiche su Facebook  rivolte da diversi spettatori triestini stufi dell’ennesima rissa da bar avvenuta dentro il Palatrieste: “noi se fazemo le trasferte da 10.000 anni, urlemo sempre a scquarciagola per supportar la nostra squadra (“trevigiano pezzo di merda”) voi no fe’ un cazzo, ste qua al Palatrieste come se fossi el Teatro Rossetti non cantando mai”. Come se farsi migliaia chilometri di trasferte in pullman in giro per l’Italia autorizzasse automaticamente questi pseudo-tifosi a comportarsi come vogliono al palazzetto. Come se lo stadio o qualsiasi altro impianto sportivo fosse il loro feudo personale. 

E’ un tifo positivo questo? Andate a rivedervi i bambini in tribuna, quella dove sono seduti il sindaco Roberto Dipiazza e l’ex Roberto Cosolini, che fanno il gesto dell’ombrello e insultano i trevigiani come fanno i loro beniamini. Quelli in curva mica quelli in campo, mica Coronica, Pecile e Parks.

Torniamo alla partita giocata in campo, non quella sugli spalti. Anche se – ahimè – mi è difficile parlarne. La Pallacanestro Trieste stagione 2016-2017  della nuova proprietà Alma esce bene da questa prima partita di campionato nonostante la sconfitta. Ricordo che lo scorso anno il passivo alla prima giornata registrava un -40 in casa. Quest’anno Trieste ha ceduto di soli quattro punti mostrando un buon gioco di squadra, soprattutto nel primo quarto, anche grazie al fatto di aver confermato gran parte del roster della stagione precedente. E avere un roster pressoché identico allo scorso anno è (forse) un sinonimo di forza e stabilità societaria che fa ben sperare per il futuro.

Capitolo giocatori. Stupisce positivamente il nuovo americano Green dotato di una buona visione di gioco e di atleticità, ma soprattutto il triestino Bossi che sforna una grandissima prestazione in cabina di regia regalando assist, punti e buone giocate al pubblico di casa. L’Alma ha finalmente trovato il sostituto del Ruzzier del 2014? Bossi conclude la sua partita con venti punti, due assist e una palla rubata.

Nella prossima partita in trasferta i biancorossi di Pecile e co. affronteranno i Roseto Sharks. Palla a due domenica 9 ottobre alle ore 18.00.

Alla prossima puntata.

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