3 agosto 2016

Trieste xe per bici: la pedalata assistita uno dei migliori investimenti

el sunto "E' divertente avere i superpoteri perché veramente in salita si fa la metà della fatica se è molto ripida, oppure proprio non si fa"

Continua la rubrica nata sulla scia del progetto In Salita di  Alba Zari e Sharon Ritossa.
Una fotografia istantanea della situazione ciclabile a Trieste, concentrandoci direttamente sull’esperienza di chi la bicicletta la usa quotidianamente, sfidando quel motto duro a morire e che, col tempo, vorremmo invece ribaltare.
L’obbiettivo è dimostrare che sì, Trieste xe anche per bici.

Il nostro progetto, che si appoggia all’idea di Alba e Sharon, vuole proseguire nel loro lavoro. Chi vuole partecipare e dare il proprio contributo può mandare una sua foto in bici e le sue risposte alle quattro domande a [email protected]
Vi ringraziamo in anticipo.

La testimonianza di oggi è di Gioia Marotta

 

  1. Descrivi la tua bicicletta.

La mia bici si chiama Grizzola, colei che ti solletica la vita, è una bici a pedalata assistita da città, ecocity a dirla da etichetta. La marca è Mathitech (Mazitec per gli amici) ;), nero opaca. Bella lei, col campanello a forma di anguria e presto arriverà un cestino porta tutto.
La scelta è stata lunga e tempestosa, tempestosa perché ho tempestato di domande i valorosi uomini Mathitech, pioniera nell’acquisto, alla fine mi sono convinta. Ho venduto il motorino, ho usufruito dell’incentivo regionale ed è diventata il mio principale mezzo di trasporto.
“Aaaaaaaaa ma la xe elettrica!” è la frase più ricorrente da quando ho la mia magica bici, è divertente avere i superpoteri perché veramente in salita si fa la metà della fatica se è molto ripida, oppure proprio non si fa, solo la sera bisogna ricordarsi di mettere in carica la batteria.
Ma quanto la dura?
Ma la se trova ben?
Ma la costa tanto?
Per qualsiasi domanda mi offrite uno spritzetto e vi racconto di uno dei migliori investimenti per me.

2. Da quanto tempo utilizzi la bicicletta?

La bici la uso da sempre, penso di esser venuta giù dalle stelle pedalando e l’ho parcheggiata fuori dalla sala parto 😉
Per me la bici è sinonimo di libertà, vita, canto, spensieratezza, amicizia, amore e male alla Jolanda detta alla Littizzetto.
Da bambina appena potevo correvo da lei e al solo sguardo il cuore mi si riempiva di felicità. Sono sempre stata una bimba molto grintosa e sognatrice, la mia personalità viene fuori pedalando, sia al mare al Circeo le radici paterne, sia in Friuli quelle materne che a Trieste le mie preziose radici, con i miei amici o sola con me, veloce come il vento. Il vento che spettina i capelli ti fa il solletico, nasce il sorriso sulle labbra e il cuore si riempie di gioia!
In bici fantasticavo, giocavo, giravo in tondo fino a farmi venire le vertigini con la musica nel walkman cantando a squarciagola nel garage della zia.
Il mio momento preferito era andare nel mio posticino segreto, avrò avuto 6 anni, prendevo un panino e un succo di frutta e pedalavo 40 min per arrivarci, mi sentivo invincibile e al sicuro nella natura, arrivavo sotto un albero gigante e mi godevo quella pace meravigliosa.
Ricordo le risate con le lacrime con Mattia, il mio storico amico del cuore, a Conconello, le nostre 2 bici da cross e le avventure da bambini.
Poi c’è stata Grado e l’ adolescenza e anche lì le avventure non sono mancate, andavamo senza mani. Pazzi incoscienti? Puro istinto? Nessuno si è mai fatto niente! L’equilibrio poi vince e quanto ci siamo divertiti, in piedi di lato, in doppio o triplo o in 5 su una bici, sulla sabbia, gare di equilibrio instabile e risate a crepapelle.
In Finlandia in erasmus ho veramente visto il mondo della piste ciclabili, che meraviglia! Le bici tante, le macchine poche, andavo in bici con la neve, non vi posso raccontare lo spettacolo. Dai bambini agli anziani lì è normale. Una chicca finnica? Le bici finlandesi non hanno i freni manuali, per frenare pedali all’incontrario poi ti abitui e resti su. Senza dubbio la Finlandia non ha via Rossetti o via Perarolo come pendenza, ma le salite ci sono anche lì, invece di pagare la plestra…
E poi è arrivata l’età della ragione, grinta e libertà e rispetto mi accompagnano ogni giorno.
Adesso vado in bici con più prudenza, le macchine ci sono e le piste ciclabili più che per bici sono per radici, quindi tutti i sensi accesi, massimo istinto e pace interiore gli ingredienti per il “biciclettismo” triestino direi.

3. Dove ti porta la bici?

Romantica sognatrice sono rimasta, e pure ecologista. Se posso far bene al pianeta ed essere un’ostetrica che fa di tutto per far felici le mamme e i papà e i bimbi nuovi, quale miglior modo di spostarsi della bicicletta?
La bicicletta mi porta un po’ ovunque, al lavoro a casa delle splendide donne in gravidanza e in allattamento, al mare, in osmiza, in centro città, ai concerti, a casa, quando c’è bici c’è vita insomma. Ci sono i profumi dei fiori e del cibo gli odori e le puzze, i visi e i sorrisi delle persone, i saluti, i complimenti, gli insulti, gli sguardi. Se la vita è un viaggio in bici te lo godi in modo diverso. Come? Dipende se hai paura o fiducia e se cadi ti rialzi e più sicuri si va…
E poi se ti innamori il viaggio in 2 è ancora più bello quando c’è la condivisione.

4. Trieste xe per bici?

Trieste xe per bici pian pianin con pazienza e con Morbin 😉
Aspettando le piste ciclabili per una città più profumata e sicura.

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Un commento a Trieste xe per bici: la pedalata assistita uno dei migliori investimenti

  1. Isabella

    Incoraggiante e simpatica !

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