31 luglio 2016

Trieste tra automobili, camminatori e ciclisti. Ma la scelta non è solo per uno stile di vita

el sunto Un'opinione e un po' di fatti sul primo mese della terza Giunta Dipiazza in Consiglio comunale a Trieste

Con la fine di luglio, la nuova giunta Dipiazza cancella alcune iniziative importanti dell’amministrazione precedente. Da oggi, via Mazzini non sarà più spazio dedicato ai pedoni. Sembra che il futuro di strade e marciapiedi del centro di Trieste sarà di più per le automobili che per i camminatori e i ciclisti. Viene chiuso il trenino turistico di Porto Vecchio di cui si progettava, per l’autunno, un arrivo a Barcola e, ancora più in là, una connessione col tram di Opicina.

Nel frattempo il vicesindaco Roberti ha comunicato online i risultati del suo lavoro in centro città: «sono state sanzionate 5 persone (le altre scappano), sono stati sequestrati, come sanzione accessoria, 85 libricini, 30 collane, 40 braccialetti e tanti altri oggetti diversi di alcun valore. Ritorneranno, e noi ci saremo ancora, per far capire che certi comportamenti non sono ammessi». In questi stessi giorni, la Giunta Dipiazza ci fa sapere che i “barboni” scompariranno dal centro.

Questi lone ranger triestini hanno passato il loro primo mese a capo del Consiglio comunale. Sono dei ranger solitari proprio perché per loro ha votato solo il 25% della popolazione.

Malgrado lo scarso consenso diffuso, questi lone ranger ci fanno sapere che i servizi per i pedoni e i ciclisti non sono importanti. Ma spazi pedonali, ciclabili, bus e tram speciali sono uno standard di altre città europee più ricche, turistiche e colte. Questi servizi creano città più vivibili, accoglienti e belle per chi vuole viverci, visitarle e investirci del denaro. Sarà un peccato mortale per la Giunta Dipiazza se non lavorerà concretamente per questi servizi, sia ad uso di chi vive a Trieste sia di chi vuole visitarla.

I nostri lone ranger si preoccupano invece di far finta di presidiare il territorio, facendo scomparire dal centro senza-tetto e vucumprà. Si dimenticano che il 50% dei triestini e dei carsolini in Comune di Trieste non ha votato per loro, né per nessuno. Alle elezioni quel 50% non ha creduto in queste ricette padovane e leghiste. I deboli e le periferie non hanno bisogno di questo. Hanno bisogno della presenza delle istituzioni, della politica, di luoghi di aggregazione, di verde e bellezza, di servizi pubblici, di lavoro e di denaro. Hanno bisogno di equilibrio di fronte a scelte più grandi del sequestro di quei 40 braccialetti di un “vucumprà”. Dopo il sequestro di quelle 30 collanine da un immigrato, i nostri figli non avranno né più futuro né una bolletta pagata in più.

(nella foto qua sopra, un musicista di strada a luglio 2016 nei pressi di via Mazzini pedonalizzata)

7 commenti a Trieste tra automobili, camminatori e ciclisti. Ma la scelta non è solo per uno stile di vita

  1. giogggei

    Quello che fa Dipiazza è ben fatto ( quasi sempre). Questo è il mio “debol parere”.

  2. Cristina

    Quello che mi addolora è la mancanza totale di lungimiranza di questa giunta. Vogliono distruggere tutto senza tenere conto del buono e magari creare eventi triti , ritriti e provinciali che ai turisti non interessano per niente e soprattutto (per arroganza e presunzione)non sentono la necessità confrontarsi con gli operatori per capire quali sono le reali esigenze del turista.Trieste si ripiegherà su se stessa e tornerà nell’oblio..

  3. Fiora

    @2
    “Trieste si ripiegherà su se stessa e tornerà nell’oblio”non che ora dia significativi segni di uscita dal coma….
    concordo comunque sulla necessità di tastare il polso agli operatori del settore commercio e ristorazione che conoscono sul campo esigenze e carenze e con questi collaborare per aggiornare e migliorare l’accoglienza…senza però abdicare ad alcuna delle caratteristiche tradizionali che nel passato ci caratterizzavano, a differenza di quanto è avvenuto nella passata amministrazione.
    Ogni riferimento a dimesse grigiastre illuminazioni natalizie di malinconica memoria è assolutamente…voluto!
    e se la mia lamentazione fosse sintomatica d’infantilismo o peggio di ideologico allineamento, amen!

  4. giorgio (no events)

    L’opinione degli operatori del settore è da tener conto senza dubbio, ma, mi ricordo nel 1990, quando si parlò di chiudere al traffico la via S. Nicolò, la quasi totale opposizione dei commercianti al provvedimento. Dopo più di 25 anni credo che nessuno dei titolari di attività voglia ripristinare l’accesso (e il parcheggio) dei veicoli a motore in una delle strade più “salottiere” del centro.
    Spesso non sono solo i politici ad avere deficit di lungimiranza.

  5. Gianni Bua

    @ 3………… Fiora.
    Fin che gli “operatori del settore” ed il loro massimo rappresentante, il pluri-presidente della CCIA
    ed altre varie sponsorizzeranno,organizzeranno,promuoveranno etc…LA SAGRA DE LA SARDELA ed OCIO AL PEDOCIO. la vedo dura. D’accordo, se il triestin-tipo affolla le suddette manifestazioni, dal loro punto di vista (e di portafoglio) hanno le loro brave ragioni.
    Ma non sarebbe il caso di …cercare… di spingere il triestin-domacio a qualche iniziativa (non dico simposii universitari e/o simili sulla sessualità dei protei) mettendo il banchetto dei sadoni vicino alla statua di Saba ??

  6. Fiora

    @4
    ahio Giorgio, con la storia della pedonalizzazione e della miopia dei commercianti tocchi un mio nervo scoperto.
    miei rieiterati post sull’argomento, testimoniano che ero da sempre paladina dell’iniziativa. Rara avis della mia corporazione ( i commercianti)andavo sempre controcorrente fino al recente ampliamento delle zone pedonali,tanto che avevo inviato accorate mail all’assessore Marchigiani definendo “cenerentola” la via s. Spiridione (dove ho un locale commerciale) esclusa necessariamente dal bengodi pedonale e trasformata in un ricettacolo di tutto il traffico e dello smog relativo, consapevole dell’inutilità del mio appello ma pur sempre speranzosa in un insperata pensata che esaudisse i miei auspici
    @5
    Gianni, rispondevo a cristina ,dichiarandomi assolutamente d’accordo con lei sulla necessità di uno svecchiamento e nel contempo sull’esigenza di sentire il parere degli operatori del settore.
    Mica sono tutti bacucchi e sprovveduti.. . C’è un sacco di gente con iniziativa ma bloccata.
    da divieti e pastoie burocratiche.
    E vva bbe,io aspetto un laico Natale sontuoso (Isis permettendo…) e che c’è di male? ho le pa. pie.di abeti spelacchiati con quattro gingilli cadauno, avvolti in luci spettrali. Il che non implica che voglia ripristinare in blocco “eventi triti e ritriti” quali lamentate giustamente Cristina e pure tu.

  7. Gianni Bua

    @ 6 meine liebe Fiora…
    Da anni , posso girarti in privato le email che avevo inviato all’ex-assessore alla Cultura della giunta Cosolini,sto rompendo le …leba.. al mondo. Trieste ha un Teatro Lirico(Verdi),il Rossetti, il Teatro Sloveno, la Contrada, la Glasbena Matica,un Conservatorio, N cori amatoriali di cui alcuni sono conosciuti ed apprezzati non solo in Italia, N complessi/complessini che fano musica. Aggiungo,sono stonato più di una campana rotta, ma ho …orgasmo…quando sento un pò di musica, sia che mi piaccia o no. La risposta (autorevole,fonti comunali) è che la SIAE imperversa; devo accontentarmi di Pilat xchè è sponsorizzato da Tele4??? Aggiungo, Santa Maria del Guato ,è di nuovo nel nulla. Mi ricorda, Giunta Dipiazza, Assessore Bucci, le mille ed una proposta per Palazzo Carciotti MAI realizzate ma che sono costate non pochi cents di Euro per le consulenze. Sono di parte, non mi nascondo, ho votato a Sx ma accetto obtorto collo i risultati elettorali; aspetto con orrore le velate proposte del vice sindaco sulla riapertura (non scherzo) della Risiera.
    devo accontentarmi di Pilat -de gustibus –

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