13 luglio 2016

Trieste xe per bici: ma il codice della strada va rispettato

el sunto "Io rimango sempre dell’idea che se ti trovi in strada con la bici devi rispettare alla lettera il codice stradale."

Ricomincia la rubrica nata sulla scia del progetto In Salita di  Alba Zari e Sharon Ritossa.
Una fotografia istantanea della situazione ciclabile a Trieste, concentrandoci direttamente sull’esperienza di chi la bicicletta la usa quotidianamente, sfidando quel motto duro a morire e che, col tempo, vorremmo invece ribaltare.
L’obbiettivo è dimostrare che sì, Trieste xe anche per bici.

Il nostro progetto, che si appoggia all’idea di Alba e Sharon, vuole proseguire nel loro lavoro. Chi vuole partecipare e dare il proprio contributo può mandare una sua foto in bici e le sue risposte alle quattro domande a manna@bora.la.
Vi ringraziamo in anticipo.

La testimonianza di oggi è di Diego Bianco

 

  1. Descrivi la tua bicicletta.

La mia ‘Zenigata’ è una bici da turismo Beige e Nera della Black Bear (Sottomarca di Sportler) acquistata esattamente un anno fa da un privato per una cifra quanto mai modica.
Cronache tramandate oralmente narrano che sia addirittura andata e tornata dall’Ungheria ma per poterlo confermare devo prima cimentarmi a mia volta nell’impresa.

2. Da quanto tempo utilizzi la bicicletta?

Vado in bici fin da quando ero piccolo ma ho ripreso ad usarla più o meno regolarmente solo a 17 anni. Dopo il furto della mia precedente bici sono stato lontano dalle strade per due annetti, ma dopo l’acquisto di ‘Zazzà’ sono tornato pienamente in sella e ormai siamo praticamente inseparabili.

3. Dove ti porta la bici?

Assolutamente dappertutto. Prediligo naturalmente le tratte più lineari e meno faticose del centro cittadino – Barcola ma non disdegno di recarmi in università inerpicandomi per via Fabio Severo col mio poderoso mezzo. Stesso discorso vale per le strade bianche fuori città, che la mia bici divora senza grandi problemi.

4. Trieste xe per bici?

Come dico sempre, Trieste xe per bici ma no xe per pigri: i miei amici continuano costantemente a chiedermi come faccio ad andare in giro in bici in una città piena di saliscendi come Trieste.
La mia risposta è sempre la stessa: Voglia di mettersi alla prova e voglia di muovere quei quattro muscoli che mi ritrovo attaccati alle ossa.
Se la prima volta che ho tentato di scalare via Fabio severo dopo un terzo della strada sputavo i polmoni, dopo solo una settimana sono riuscito ad arrivare fino alla fine senza fermarmi e senza crisi respiratorie.
Per strada non ho mai avuto alcun tipo di problema; certi automobilisti tirano accelerate nel superarmi, dimostrando così palesi insicurezze adolescenziali mai risolte, ma l’automobilista medio mi rispetta e non mi suona praticamente mai, probabilmente perché nelle strade come via Carducci riesco a raggiungere velocità ragguardevoli.
Ci sono due categorie di persone che proprio non sopporto per la strada: i primi naturalmente sono gli automobilisti che parcheggiano in doppia fila rendendo spesso centinaia di metri di strada una gimcana.
I secondi sono i ciclisti che non rispettano il codice stradale. Posso ben credere che gli automobilisti abbiano un’idea così balorda dei ciclisti finché per strada vedono (come li vedo io) ciclisti passare col rosso, guidare contromano, superare a destra, non rispettare le precedenze, non rispettare i pedoni, non rispettare la segnaletica e tagliare la strada random alle macchine.
Io rimango sempre dell’idea che se ti trovi in strada con la bici devi rispettare alla lettera il codice stradale. Avendo la patente, ogni manovra che effettuo cerco di seguire il codice il più possibile; continuo però a trovare a dir poco incredibile che persone ben più grandi e mature di me si permettano di fare come meglio credono in strade trafficate, mettendo a repentaglio la loro vita e quella degli altri. Ho visto con i miei occhi una signora passare disinvoltamente col rosso in via carducci all’incrocio con via Ginnastica e gli automobilisti che scendevano da quest’ultima stavano per tirarla sotto. Fortunatamente hanno avuto riflessi pronti ma non si può essere sempre così fortunati.

trieste xe per bici - Foto Diego

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2 commenti a Trieste xe per bici: ma il codice della strada va rispettato

  1. Andrea Moratto

    Ok. Tutti sono per le piste ciclabili. Vengono fatte anche nei sottopassaggi restringendo la careggiata e poi mi trovo davanti sempre ciclisti che non la usano e creano situazioni di pericolo. Quelli con la bici da corsa quando sciamano sono pericolosi.

  2. LuisaG

    vado in bici praticamente ogni giorno. Mi fermo ai semafori rossi, scendo attraversando le strisce pedonali. I ciclisti “sportivi” con la bici da strada invece non si fermano al rosso, sono fissi in contromano, fissi a coppie.
    Qualche bella multa non ci starebbe male soprattutto a quelli che passano col rosso.

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