17 giugno 2016

San Giovanni, do ciacole davanti ad una polpetta e ad uno spritz

el sunto Le polpette e lo spritz. Un percorso breve ma intenso, di qualche ora, in un rione della città come San Giovanni.

Le polpette e lo spritz. Un percorso breve ma intenso, di qualche ora, in un rione della città come San Giovanni. Rione che negli anni è diventato, complice la rivalutazione del parco dell’ex ospedale psichiatrico e la piscina, dove fino a qualche anno fa rimanevano solamente i ruderi di un vecchio maneggio per cavalli, e la percezione urbana di uno spazio che è sempre stato un vero e proprio paese all’interno della città.

San Giovanni è un rione dove abbiamo voluto andare ad assaggiare le polpette della bocciofila, del Drinks Bar e del Sisters Cafè, per farci un giro e per ascoltare i residenti sulle problematiche dell’area. La questione del teatro – lo spettro di un nuovo supermercato al suo posto – il campo da calcio dell’Associazione Sportiva San Giovanni – che finalmente vedrà partire i lavori.

Ebbene, tutti elementi che fanno di questo rione un punto di riferimento della zona nord, e non solo, della città. Un luogo dove all’interno della chiesa si svolgono ancora messe anche in lingua slovena; dove proprio ieri, all’interno della bocciofila, è stata presentata la nuova polisportiva Tergeste che nelle prossime settimane porterà un piano operativo e nuova linfa dal punto di vista sportivo.

Il Tour delle Polpette ha voluto fare esattamente questo: ascoltare, stare assieme, condividere il disagio – ma anche le cose belle, assieme alla gente del rione, portando alcuni assessori sul campo. “No la me stia metter sul sito me racomando” scherza una signora nel bar vicino all’oratorio ( il cui campo da calcio dove anch’io sono cresciuto è in abbandono, un luogo spento, dove l’aggregazione che solo il gioco più bello del mondo riesce a dare, per il momento è flebile ).

Non la pubblichiamo signora, tranquilla. Ma mettiamo i vostri sorrisi, la vostra disponibilità a cucinare le polpette per noi, a raccontarci le vostre esperienze. “Nicolò, sa noi le femo in forno” così, in coro, le tre simpaticissime sorelle del Sisters Cafè. Perché tutto ciò rappresenta quei punti di ascolto che spesso abbiamo dimenticato, forse perché eravamo troppo intenti ad osservare lo sviluppo di un centro la cui bellezza ormai è sulla bocca di tutti.  Meglio tardi che mai, dicono.

Lo rifaremo. Andremo a San Giacomo, a Longera, a Roiano, oltre la galleria di piazza Foraggi. Cercheremo di fare la nostra parte per raccontare il territorio, che in fondo, é l’elemento che amiamo maggiormente, quella mescolanza e quelle sovrapposizioni così uniche, quel dialetto che troppo spesso screditiamo e che invece è la nostra lingua, la capacità di utilizzare un linguaggio vicino alla gente, vicino a chi si sente distante dalla città, ma che in fondo ne è profondamente innamorato.

Come noi.

La galleria fotografica a cura di Massimiliano Milic

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