11 giugno 2016

Gli affari di Camber e Dipiazza. Se legalità e moralità non sono lo stesso

el sunto Come utilizzare beni e soldi pubblici: la spesa in pescheria, il brindisi in discoteca, una compravendita di terreni... Un promemoria su due politici

Chi fa, falla, ammonisce un antico adagio. E in tempi di malcontento diffuso quali i presenti è naturale prendersela con chi governa. La crisi e la confusione della politica, specie sul piano nazionale, spingono ad amplificare e assolutizzare il classico “Piove, governo ladro!”. Conseguentemente il ripresentarsi a un appuntamento elettorale, oggi, non è più un elemento di vantaggio, semmai il contrario. E questo vale anche per il sindaco di Trieste uscente, Roberto Cosolini. Al di là dei sentimenti di elementare azione-reazione è il caso di fare memoria in modo più ampio nel considerare le opzioni in gioco. E di scegliere poi (se così si percepisce la situazione) tra il male e il peggio. Ci sono parecchie vicende, nemmeno troppo lontane, che andrebbero ricordate. Due appaiono particolarmente significative.

La prima riguarda l’attuale challenger di Cosolini. Roberto Dipiazza quand’era sindaco in carica ha acquistato appezzamenti che poi (in un giro di valzer coinvolgente un ex assessore della sua maggioranza di allora) si è rivalutato in maniera considerevole. Chi volesse saperne di più può guardarsi il video sottostante “Quattro ettari e un matrimonio” dove a illustrare chiaramente la vicenda è un personaggio super partes ed equidistante, Paolo Menis, candidato sindaco del Movimento 5 Stelle.

Vale ricordare che legalità e moralità sono ambiti diversi, e che l’eventuale irrilevanza civile o penale non può sanare l’inopportunità politica.

Lo stesso può dirsi di un’altra storia, quella di Piero Camber, fratello del demiurgo del centrodestra triestino. Anche qui ci rifacciamo a una fonte terza ovvero il quotidiano “Messaggero Veneto”  in un articolo datato esattamente due anni fa, il 12/6/2014:

«Colpa grave, ma anche dolo. È la motivazione della condanna di Piero Camber, ex consigliere regionale del Pdl e attuale consigliere comunale di Fi a Trieste. La Sezione giurisdizionale della Corte dei conti lo ritiene responsabile di danno erariale e gli impone di risarcire 16 mila 332,83 euro alla Regione. Il Collegio bolla come illegittime le spese del 24 e 27 dicembre per pesce fresco (218 euro), ma anche l’acquisto di pane e latte, per un euro e 50 cent, un euro e 86 cent, due euro e 39 cent. Spese che Camber ha motivato come offerte ai bisognosi, correggendo poi il tiro. E spiegando che quelle compere servivano a comprendere le reali esigenze dei cittadini. La Sezione è netta, nega finalità di rappresentanza e aggiunge: “La beneficenza si fa con il denaro proprio, non con quello pubblico”. Nulla da fare nemmeno sui rimborsi per pranzi, cene e consumazioni al bar. Come le tre spese nello stesso giorno – il 31 dicembre 2010 – in un rifugio di Corvara, Bolzano. Illegittimi anche gli acquisti di biglietti d’ingresso a mostre a Villa Manin, l’ormai famoso viaggio a Bruxelles per 17 persone e l’altrettanto nota consumazione in un locale notturno di cui Camber ha uno scontrino: erano le ore 23.52 “e il locale diventa notturno solo verso l’una del mattino”, ha detto l’ex consigliere Fvg. Bocciati i rimborsi per trasferte, perché senza indicazione dei motivi e dei luoghi, da 390 euro per albergo e trasferta a 7 euro di taxi, fino a 225,75 euro per un biglietto aereo. Spiegazioni così vaghe – scrive il Collegio – che non è nemmeno possibile provare se le spese siano state sostenute da Camber o da altri. Alcuni acquisti, invece, sono stati resi alla Regione, come due crocifissi e due ricevitori digitali».

Camber è stato poi assolto dalla magistratura ordinaria, con la motivazione che, essendo lacunosa e vaga la normativa sui fondi dei gruppi politici regionali (soldi provenienti dalle tasche dei contribuenti), l’imputato poteva verosimilmente ritenersi libero nella spesa. Anche in questo caso la sentenza è sacra. Ma il giudizio politico può tener conto dell’accaduto. Anzi lo deve fare.

Da due anni il cinquantottenne Camber percepisce la pensione come ex consigliere regionale ( 3.159 euro lordi al mese). E’ direttore amministrativo delle Soprintendenze di settore del Friuli Venezia Giulia e oggi potrebbe ridiventare amministratore, nel consiglio comunale di Trieste, nel caso che al ballottaggio la sua parte prevalga.

Meditate, gente, meditate.

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7 commenti a Gli affari di Camber e Dipiazza. Se legalità e moralità non sono lo stesso

  1. sergio zerial

    sotto la conduzione di sindaco di Piazza la regione ha svenduto il parcheggio del quadrivio di Opicina quello di fronte al distributore, due volte ho domandato al di Piazza il perché, dopo che il comune aveva speso , ai tempi di Illy 250.000 milioni di lire nostre, non solo ma la giunta di Piazza con il consiglio comunale al completo meno due della sinistra hanno votato per farlo diventare costruibile, morale della storia, il terreno pagato 250.000 mila euro è aumentato di due milioni, e noi triestini abbiamo perso un comodo parcheggio che tuttora è pieno, un geometra ha fatto una denuncia alla procura, fino ad ora non si sa niente, la mia domanda è stata perche il di Piazza non ha fatto fare il passaggio dato che la regione regalandolo al comune lo aveva preteso, ora mi domando perché la regione ha venduto il parcheggio dopo che il comune aveva speso ben 250.000 milioni e ripeto di lire, e perché il signor Illy lo ha venduto alla ditta Palazzo Ralli??, perché il di Piazza non ha fatto il passaggio di proprietà?? Come mai il demanio della regione, e la ditta che ha venduto il parcheggio non sapeva che quel terreno poteva benissimo essere trasformato in costruibile dato che è circondato da case?? Abbiamo degli imbecilli alla regione, hanno sbagliato e devono pagare, qui qualcuno ha giocato sporco, la magistratura dovrebbe intervenire e indagare, mi domando ancora come i consiglieri comunali da noi eletti non abbiano protestato per la vendita del parcheggio, e inoltre abbiano votato per renderlo costruibile???? Altra cementificazione, proprio bravi i nostri consiglieri comunali che per altri cinque anni faranno altre porcherie (non tutti) perché molti sono rimasti

  2. sergio zerial

    Menis se leggi l’articolo cerca di indagare!!!!

  3. Jure

    “Dipi no menar el cam-ber l’aria….”

    …co te ieri ti gavevimo 7 volte …e digo…7 volte el benzopirene (Ferriera) più de desso…

    (me basta questo…oltre tuto el resto….se fa per dir…)

  4. Jure

    ciò go leto un commento su FB de un che comentava:
    “Dipi no sta far el tuiach”…

    …cossà xe un novo modo de dir ?

  5. oggi dal Corriere della Sera, a proposito della ex morosa di Giulio CAMBER, fratello di Piero:

    “Marina Monassi, compagna di Giulio Camber, finita nel mirino de «Il Piccolo» perché per mesi riuscì a mantenere un doppio stipendio (era anche direttore generale della multiutility Acegas-Aps), per le quattro autoblu e per essersi aumentata la busta paga, nel pieno della crisi, da 200 a 320 mila euro”.

  6. Gianni Bua

    Lo so che è una domanda….sciocca…ma sarei curioso di sapere QUANTO e CHI ha pagato l’esimio Prof.Dott.eccetera Vittorio Sgarbi per la sua comparsata in Piazza della Borsa. Lo sanno anche i miei nipoti (che non hanno ancora spento le candeline del primo anno) che il suddetto non muove il popò se prima non arriva un suntuoso (??) bonifico. Quanto è costato alla dinastia camber l’apparizione – fugace – del minus-abens ?? Speriamo che il diavolo, che ha fatto le pentole, non abbia fatto i coperchi.

    Servus, Gb

  7. Al di là dell’insoddisfazione per l’operato della giunta Cosolini, può apparire chiaro adesso come mai (“come mai, come mai?”.. cantavamo in corteo una volta e – se ricordo bene – c’era anche Cosolini che aggiungeva a gran voce “sempve in culo agli opevai?”) Di Piazza è tornato in auge. Tutto torna. Quando c’è una torta da spartire (fin dai tempi di Muggia leggi Noghere leggi parcheggio) Di Piazza è un vero maestro nel sistemare le faccende in modo ineccepibile (per lui e per i suoi amici). E la torta che adesso gli servono Cosolini e Renzi è bella grossa e molto ghiotta: si chiama Porto Vecchio. Se Di Piazza sarà eletto nessuno potrà più fermare la sua frenesia spartitoria, Neanche il M5S, mi spiace dirlo, per questo DOBBIAMO evitare in tutti i modi democratici possibili che Di Piazza venga eletto!!!

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