7 giugno 2016

Il sondaggista: «Cosolini deve parlare ai più poveri. E a chi non vuole un remake di Dipiazza»

el sunto «Per molti cittadini il primo turno è poco appassionante, mentre lo scontro uno-contro-uno coinvolge di più. Si è più liberi a votare il “meno peggio»

Bora.La ha intervistato un esperto nazionale dell’opinione politica che ha studiato, negli ultimi mesi, le intenzioni di voto e i flussi elettorali di Trieste. Ci interessava sapere che strumenti hanno Cosolini e i suoi sostenitori per ribaltare il risultato del primo turno delle elezioni di domenica 5 giugno. E se Dipiazza e i suoi fan possono sentirsi al sicuro, o meno. (L’esperto intervistato rimarrà anonimo perché non vuole essere abbinato a una parte politica o all’altra)

– Dai dati e dall’esperienza che hai, mi spieghi cosa sappiamo delle differenze dell’elettorato, come target group, tra Menis, Cosolini e Dipiazza?
Sia da dati delle ricerche che in base ai risultati del primo turno possiamo tracciare un profilo degli elettori dei tre candidati, anche se in verità non emergono delle differenze nette nelle caratteristiche socio-anagrafiche dei tre elettorati. Rispetto al passato gli elettorati sono più eterogenei. Piuttosto ci sono alcune categorie che tendenzialmente propendono per uno o l’altro candidato. Dipiazza per esempio è il preferito dalle donne, in particolare dalle casalinghe e dal ceto medio cittadino. Cosolini invece ottiene un sostegno accentuato tra i laureati e gli anziani. Menis dispone di un elettorato mediamente più giovane (concetto relativo a Trieste, infatti il suo peso è consistente almeno fino ai 55 anni) ed è votato molto dalle fasce popolari.

– Ci troviamo di fronte a un distacco di oltre 10% tra il sindaco Cosolini e l’ex sindaco Dipiazza. Quasi il 50% dei triestini non ha votato. Cosa devono fare ora i due candidati al ballottaggio? In altre parole: è possibile richiamare al voto chi è rimasto a casa o è meglio concentrarsi sugli elettori che hanno votato altri candidati?
Entrambi direi. Negli ultimi anni si è visto spesso un massiccio ritorno al voto al secondo turno di astenuti al primo. Per molti il primo turno è poco appassionante, mentre lo scontro uno-contro-uno coinvolge di più e si è più liberi a votare il “meno peggio”. Per il resto c’è soprattutto il vasto elettorato pentastellato che può fare la differenza, mentre l’effetto dei candidati minori sarà marginale, considerato che il distacco da recuperare per Cosolini è ampio.

– Su che temi deve concentrarsi Cosolini per poter fare una ‘remuntada’?
Deve parlare a quelli che non hanno una grande opinione del suo lavoro (e quindi non lo hanno votato al primo turno), ma allo stesso tempo non vogliono un remake della gestione Dipiazza. Far capire che lui pur non avendo brillato qualcosa ha fatto e deve avere la possibilità di completare l’opera (soprattutto il Portovecchio), mentre con Dipiazza si fa un ritorno al passato, al vecchio establishment cittadino (leggi Camber) che rischia di bloccare l’avvio della rinascita e dello sviluppo della città. Deve ottenere una seconda possibilità dai 13mila elettori che ha perso dal 2011 ad oggi. Ma deve dare attenzione anche a quartieri come Valmaura e San Giacomo, alle problematiche quotidiane degli abitanti di queste zone che vivono disagi e poco sopportano la politica. I tempi sono strettissimi, bisogna fare poche cose ma incisive.

– Sull’elettorato di centrodestra che reazione ha quello sberleffo di Dipiazza diffuso sui social  come “poco colto”, “salumer” e via dicendo?
Poca roba, direi, anzi, molti lo interpretano come un complimento, lo sentono più vicino. Gli attacchi personali in questo caso non credo possano essere efficaci. Bisogna puntare su fatti, emozioni, paure, sensazioni e… a tornare dalle spiagge istriane in tempo per votare.

(intanto su internet… qualcuno ha creato la pagina Facebook ‘Ocio se vinzi Dipiazza’)

46 commenti a Il sondaggista: «Cosolini deve parlare ai più poveri. E a chi non vuole un remake di Dipiazza»

  1. Fiora

    Già ,il Portovecchio ! E’ la freccia che Cosolini ha innegabilmente al proprio arco. Ci speriamo tanto nel finalmente proficuo utilizzo di quell’area, tutti quanti abbiamo a cuore la rinascita ( o la sopravvivenza?) della nostra città. Non che sia il nuovo che avanza ma qualche passetto in quella direzione glielo riconoscerei.
    …. ormai che si va al ballottaggio e non c’è più da sfogliare la margherita (innocuo fiore al netto di partitiche riminiscenze) , quasi quasi accantonando ideologie, da sorvolare su quel suo carisma da patata lessa vs. la dialettica piaciona del” botegher”e votare Cosolini.

  2. aldo

    I risultati delle circoscrizioni cittadine mostrano chiaramente le differenze di composizione sociale dei vari elettorati dal punto di vista del reddito.
    Il PD è al top in Centro-San Vito (circoscrizione Città nuova-Barriera Nuova-S.Vito-Cittavecchia) con il 25,02% e nella zona residenziale Nord (circoscrizione Roiano-Gretta-Barcola-Cologna-Scorcola) con il 22,25%. Si tratta delle zone più benestanti della città in base alle statistiche sul reddito.
    Invece è ai minimi a San Giacomo-Barriera vecchia con il 18,34% e a Servola-Chiarbola-Valmaura-Borgo San Sergio con il 15,36%, ovvero nelle zone a più basso reddito.
    Al contrario la Lista di Piazza raggiunge i massimi a Servola-Chiarbola-Valmaura-Borgo San Sergio con il 17,75% e a San Giacomo-Barriera vecchia con il 15,59% e scende ai minimi in Centro-San Vito con il 13,25% e a Roiano-Gretta-Barcola-Cologna-Scorcola con il 13,09%. Non coincidente, ma molto simile il risultato della Lega Nord, mentre Forza Italia non registra differenze molto rilevanti tra le circoscrizioni.
    Dai nudi numeri si capisce che Cosolini ha ottenuto un voto prevalentemente “borghese” mentre Di Piazza è stato votato sopratutto dai ceti “popolari”.
    Anche il M5S, come il centrodestra, è ai minimi nelle circoscrizioni statisticamente più benestanti con il 16,43% in centro e il 18,03% a Roiano-Gretta-Barcola-Cologna-Scorcola mentre raggiunge i massimi a San Giacomo-Barriera vecchia con il 20,32% e a San Giovanni-Chiadino-Rozzol con 20,48%.
    La correlazione positiva evidente del voto sul territorio per il M5S con quello per il centrodestra, a fronte della correlazione negativa con il voto per il PD, non fa molto ben sperare per Cosolini al ballottaggio.
    Comunque il voto “borghese” al PD e quello “popolare” a centrodestra e M5S non sono una particolarità triestina, ma si sono registrati in tutte le grandi città in cui si è votato. E’ una tendenza che si è accentuata quest’anno, ma che va avanti da molto tempo, ben prima di Renzi. Già alle ultime politiche il PD arrivò terzo nel voto operaio, non solo dopo il M5S, ma anche dopo Forza Italia. E già negli anni Novanta il PDS veniva superato dalla Lega Nord nel voto operaio del Settentrione.
    Dunque è un’onda lunga iniziata con l’anti-berlusconismo e l’abbandono della questione sociale per temi etico-legalitari cari alla borghesia benpensante, per lo più nella sua versione di “sinistra cattolica”. A Trieste Cosolini è l’ultimo dei mohicani ex comunisti in un contesto di parlamentari, consiglieri regionali e comunali quasi tutti “cattolici di sinistra”.
    Il PD ha una classe dirigente da neo-sinistra DC e un elettorato prevalentemente di borghesia benpensante. Questa mi sembra la realtà. Dubito che nell’attuale contesto questo blocco sociale possa vincere il ballottaggio, al di là di quel che faccia o non faccia Cosolini in queste due settimane.

  3. Fiora

    ” se vinzi Cosolini” chi me l’avrebbe detto a me quattro anni fa che oggi mi sarei ritrovata a pensarlo come al male minore…

  4. giorgio (no events)

    @2 Aldo: è vero, anche a Milano e Torino, i rioni più popolari hanno voltato le spalle al PD, ma del resto, questo PD non ha nulla del monolitico PCI degli anni settanta e il centro-destra di oggi è molto diverso da quello che era il centro destra a suo tempo (e forse neanche esisteva).
    Guardando a Cagliari mi vien da pensare che solo se il PD cerca e trova alleati alla sua sinistra, riesce a trovare consensi.
    @3 Fiora: ma vù se ancora de centro-destra? se no xe un segreto, ne podè contar le considerazioni che gà determinà el vostro voto? E per el sbalotagio?

  5. Sandi Stark

    Ultime notizie: Cosolini ga verto la finesta e el ghe ga zigà ai poveri: “Beati gli ultimi perchè saranno i primi… ” ritirandose e colpo per via del lancio de oggetti. El staff elettorale ga ingrumà torsoli de pomi, ciave de case pignorade, acendini BIC svodi e una pantigana morta. Un povero ga scritto su FB: “Almeno col fassismo, i poveri gaveva la tessera annonaria”. L’elettorato borghese del PD stigmatizza le intemperanze dei facinorosi, un grande ammirator de Cosolini ga dito: “Serviria un reggimento austro-triestin che ghe spari a quei morti de fame come nel 1902”. I giovani precari sostenitori de Cosolini ga dito: “Difendemo el status dei nostri genitori piccolo borghesi, se anche lori perdessi el lavor e se i nonni pensionati no slongassi più mance, per noi saria veramente longhi”.

  6. Pierpaolo

    Secondo me il sindaco Cosolini non ha fatto valere a pieno quanto ha fatto nel periodo della sua carica, i precedenti sindaci non avevano fatto praticamente nulla riguardo alla questione ferriera, sia dal punto di vista occupazionale che da quello ambientale. natura non facit saltum recitavano i latini e anni di uncuria e di cattiva amministrazione industriale non si risanano in un blitz eppure Illy da industriale queste cose le doveva sapere bene. Basta guardare a Manchester,Newcastle in UK e il bacino della Ruhr in Germania. Aver rotto il nosepol del porto vecchio è già una buona cosa, oltretuuto con il periodo di Monti si è ritrovato a gestire quattro schei con tanti problemi di una città anziana che ha bisogno di continua manutenzione. D’altra parte non riconsegnamo di nuovo la città alle lobby (leggi Camber) e anche se Di Piazza è un buon diavolo, non ha l’afflato per far spiccare il volo a questa nostra città e non facciamoci irretire dalle sirene del movimento del TLT you can’t turn back time quello è una partita chiusa per sempre, non siamo nè Montecarlo, nè Andorra e nemmeno Singapore, l’avvenire di Trieste è il suo porto mercantile e turistico e un’industria avanzata e per quanto possibile non inquinante e lasciamo perdere le fole dei venditori di gas caballeros No Pasaran. Cosolini pensi alle sue origini di partito e prosegua per la sua strada e abbandoni il boyscout di Roma con i suoi witz alla Cameron e al farsi aggiustare il cappotto dalla cancelliera. Con questo chiudo un augurio e un rimbrotto a chi non è andato a votare, perchè se non voti non hai diritto a lamertarti che ti ritrovi un personaggio che non hai mai voluto. Ad Maiora.

  7. Valerio

    Nel frattempo pagine FB come quella fanno ( forsi ) ridere amaro e non portano voti a Cosolini.

  8. Fiora

    @Giorgio n.e.
    ‘lora quela idea in astrato xè sempre, ma ‘ntei ultimi ani come tanti me gavevo slavazà….
    De quando che ch’el grilo ga cantà e a partir dale ultime politiche gavevo pensà che solo la Benemerita xè ‘ntei secoli fedele e cussì “tosto uscimo riveder le (zinque) stele”.
    al sbalotagio? a parte che me fa nervoso inciuci Lega-Pentastars come che parla ultimamente Salvini a Roma, ‘nutile disperder voti , pel sindaco se vota l’omo e el mal minore.
    Ala fine, nonostante el plebisito del “botegher” piacion, mi me sa che ghe buto la crose sul copìn del carismatico-là-e-là -cola-patata-lessa…

  9. Fiora

    e pò me basta pensar a l’ imobilismo del Portovecio fin che ghe iera la “zarina” squasi in Camber, per saver ‘ndove no votar…
    De imutabile me resta el tacamento ala Juve. Pel momento! e qui lo dico e qui lo nego , perché ghe vojo squasi più ben al Sasuolo el nostro picolo Leicester

  10. John Remada

    Pol parlar ai crocai….pecà che no i vota.

  11. Fiora

    aldilà de mie ininfluenti temporanee sielte personali , per quanto El se sgoli a dir ch’el risultato dele aministrative no ghe entra col suo futuro e che no Ghe se scalda el pissìn per sti numeri che no Ghe torna e che ce la contiamo in otobre dopo il referendum, xè bastanza palese che l’aluno Mateo sarà sì bravo in Italiano (legasi ciàcole) ma se anche in aritmetica è scarsino, a fare una soma e una sotrasione ci ariva. E forsi tra sè e sè pensa a cossa meter ‘ntel zaineto in vista del trasloco…sempreché el sia omo de parola!

  12. Jure

    mah…xe dura…xe dura veder una meraviglia come Trieste, che la se stava apena svejando dal torpor “camberiano” che la gà tigniuda ferma&zita,…tornar a indormentarse…

    Mah…xe dura saver che pei prosimi zinque ani gaveremo alìbabàei40ladroni che, de novo, ghe meterà le man ne le tasche…ogni tanto una sponza per farla tornar sul cusin…

    El Giulio”mona-sì”(…ma mona nol xe)… xe furbo sototracia, xe furbo senza mostrar i oci, xe furbo perché nol parla mai (ga solo un fradel chel parla sempre al telefonin caminando veloce come le pantigane a Barcola….).

    Ve dirò…se fossi andai Coso con Menis, no saria sta preoccupà, rivo a rabiarme con tuti e due, anche sazio…ma savendo che andarà su el portavoce de “mona-sì” no…con quei no te rivi neanche a rabiarte, se no te son d’accordo con lori i te ciapa pel cul come se no te capiria niente…i te disi “comunista!!!” (…va a spiegarghe che no te son mai sta e no te sarà mai comunista…sigh)

    Bene…:
    se becheremo un bel rigassificator…per scominziar…
    el Porto tornerà ad esser ” de proprietà del “mona-sì”…
    Trieste, che no la xe mai stada bigota, la diventerà la più tradizionalista catolica e medioevale del nord/est, doveremo andar a confesarse in comun perchè ghe sarà più basabanchi che non in cesa, le babe casa a far la jota e i muloni al mexico a destressarse…sarà ronde de semipugili che girerà la zità per becar qualche “risorsa” per alenarse…i ga dito che i meterà la vedeta in monte grisa con divisa de ordinanza: canocial, bireta e canotiera con rutto libero…

    Cari muli e mule la gavemo cagada…(me tocherà tacarme a un barcon e chieder asilo politico…)

  13. aldo

    A Roma trionfa la Raggi (M5S) su Giacchetti (PD), ma…Municipio 1 (centro storico) Raggi 20,19% Giacchetti 38,69%…Municipio 2 (Parioli-Salario-San Lorenzo) Raggi 20,01% Giacchetti 35,71% (dati Corriere della sera)
    A Milano Sala (centrosinistra) e Parisi (centrodestra) arrivano quasi pari ma Parisi è in testa nelle periferie e Sala nelle zone centrali…nel Municipio 1 (centro storico) Sala 46,05% Parisi 41,69%.
    E si potrebbe continuare con le altre città per finire a Trieste.
    Dunque è evidente che Cosolini c’entra poco e i commentatori che si sono dilettati sul Piccolo a scrivere che la sconfitta di Cosolini dipende dall’antropologia del triestino tipico (“edonista col ciodo”) o dalla sua vocazione al “ciò mi ciò ti” soddisfatta dal mulon Di Piazza, evidentemente o sono in malafede o peggio non vedono che il problema è politico e nazionale e riguarda il PD (non la leadership di Renzi, ma il PD in quanto tale), percepito come partito dell’establisment borghese politicamente corretto che a Trieste, per esempio, corre dietro ai divieti dei concorsi di miss in piazza Unità, alle doppie preferenze di genere, ai giochi del rispetto e ai divieti delle modelle sulle affissioni comunali. Una classe dirigente in cui si mescolano borghesia benpensante cattolica (Cosolini nel PD di Trieste è una mosca ex rossa in un bicchiere diventato di bianco latte) e pseudo-femminismo di potere imposto dall’alto verso il basso in termini di Stato etico con un “popolo” da rieducare. Solo che quel “popolo” di farsi rieducare non frega niente e chiede invece risposte ai propri bisogni materiali andandole a cercare altrove, centrodestra a Trieste o M5S in altre situazioni.
    In questo contesto, mettere la testa sotto la sabbia e ripetere la solita litania educativa al “popolo” provoca l’effetto contrario di sottolineare e accrescere la percezione di establishment borghese con il complesso di superiorità intellettuale.

  14. Mauro

    Aldo, credo però che finalmente qualcuno si sia schierato al fianco delle donne e se dal basso questo non avviene, ben venga un ordine “dall’alto” (è come dire che se la mafia viene combattuta dall’alto questo non va bene perché si scade nella “solita litania educativa al “popolo” non capendo la gravità del problema…fan più morti i maschi mariti/compagni/zii/ecc. che la mafia…).

    E il bistrattato, strumentalizzato, mitizzato Gioco del Rispetto scrive ed educa il rispetto delle scelte di ognuno al di là del genere (es. professione scelta indipendentemente dal genere e parità di doveri nella cura della famiglia e della casa, il resto sono ” fiabe inventate da pruriginosi e problematici adulti” che evidentemente, se pensano a dei bambini che con uno stetoscopio ascoltano il battito cardiaco per comprendere che maschi e femmine sono uguali pensano subito la “vecchio e caro, per le generazioni più adulte, gioco del dottore…”, qui non c’è nessun Alvaro Vitali né Edwige Fenech…e chissà come mai sono proprio i più ferventi cattolici ad avere queste inclinazioni nell’interpretare questo gioco…

    Quindi direi che è mancata una capacità di raccontare ciò che si è fatto sapendo che davanti, soprattutto a Trieste, ci si trova davanti anche al “ciò mi ciò ti” e anche all'”edonista col ciodo” bisogna rapportarsi e confrontarsi, ma non che non esista una specificità antropologica che a Trieste fa molto ridere davanti ad un bicer…ma che fa piangere quando si affrontano problematiche complesse come immigrazione, diritti civili (concordo invece con alcuni commentatori rispetto al fatto che” il triestin gà dei diritti particolari…diritto alla pension…diritto ad aver l’autobus sotto casa….”), c’è esiste e bisogna tenerne conto…

    Ma parliamo di chi è Camber…come mai è così potente…chi lo sostiene…e perchè?

    Una bella inchiesta giornalistica potrebbe svelare a Trieste questa ambigua figura che ancora oggi decide chi deve o meno amministrare la città, sono certo che molti sostenitori dipiazzisti sarebbero contrariati dalla verità che potrebbe emergere….

  15. giorgio (no events)

    @13 Aldo: un “laissez-faire” che suscita sicuro consenso (no tassa sulla casa, 80 euro… ), ma alla lunga non porta da nessuna parte, anzi a mio parere ci rovina.
    @14 Mauro: concordo pienamente.

  16. Piero

    Queste elezioni hanno fatto a pezzi le solite certezze sbagliate di analisti e commentatori.
    Da mesi ci riempiono le orecchie sulla crisi del centrodestra svuotato da Renzi e il centrodestra guadagna 4 punti percentuali sulle politiche dove si p votato.
    Ci hanno parlato fino alla noia della fine di Berlusconi e dell’avvento di Salvini nel centrodestra e in queste elezioni la destra moderata (Forza Italia e liste civiche moderate) prende due terzi dei voti andati al centrodestra mentre la destra radicale (Lega e FdI) solo un terzo.
    Ce l’hanno menata con la perdita di voti del PD verso sinistra causa la politica di Renzi e invece Renzi non guadagna niente a destra (e Verdini fa flop) mentre a sinistra non solo tiene ma le liste alla sua sinistra si riducono ai minimi termini.
    Ragionare in base alle analisi di sondaggisti e presunti esperti vari porta del tutto fuori strada perchè ormai si vede sempre che gli elettori vanno per altre strade.

  17. aldo

    Se guardiamo i risultati delle elezioni vediamo che il voto non si è spostato a sinistra a causa delle politiche liberiste di Renzi – che pur ci sono state – ma anzi la destra è cresciuta, con una maggioranza “moderata” al suo interno, come fa osservare @Piero, mentre la sinistra “radicale” istituzionale è finita a pezzi. Dunque, in base ai numeri e non ai desideri, si vede che la crisi del PD non sta sull’asse destra/sinistra e non sicuramente a sinistra.
    Dove non è cresciuta la destra è cresciuto il M5S il che significa che lo spostamento non è sull’asse destra/sinistra, ma sull’asse alto/basso dove il PD è considerato il partito dell’establishment borghese politicamente corretto e infatti va benissimo nelle zone centrali e residenziali ad alto reddito e malissimo nelle zone periferiche popolari a basso reddito.
    Di questo “alto” della società di cui il PD è percepito come il rappresentante politico fa parte anche lo pseudo-femminismo di potere che chiamo “pseudo” proprio perchè non è femminismo, ma falsa coscienza di staff femminili del ceto politico maschile PD e di donne del ceto professionale. Questo pezzo di establishment, attraverso lo pseudo-femminismo di potere dall’alto, si concentra su iniziative finalizzate ad ampliare spazi di carriera, di potere e di immagine delle donne dell’establishment. Infatti nel “basso” – tra le giovani e tra le donne dei ceti popolari – questo pseudo-femminismo nel migliore dei casi lascia indifferenti e nel peggiore dei casi suscita rabbia perchè viene percepito come “femminismo dei ricchi”. E’ questo il punto e non i 4 gatti dell’integralismo cattolico che a Trieste contano elettoralmente come il due di picche – poco più di 200 preferenze al leader delle Sentinelle in piedi – e che vengono scelti come comodo avversario per distrarre dalla questione reale.
    Di questo “alto” della società di cui il PD è percepito come rappresentante politico fanno anche parte le sprezzanti valutazioni di alcuni “intellettuali” sul triestino tipico del “basso”, definito edonista col ciodo e propenso al “ciò mi ciò ti” – anche se sono gli stessi triestini col ciodo e del ciò mi ciò ti che 5 anni fa hanno eletto Cosolini o nel frattempo c’è stato un massiccio cambio di popolazione? – con quell’aria di superiorità di chi non è più politicamente comunista, anzi, ma è rimasto culturalmente leninista.
    Di questo “alto” della società fa parte quell’establishment “cattolico di sinistra” che ha preso in mano al 90% il PD triestino attuale e che è la continuazione con altri mezzi di un establishment che gestisce in tutto o in parte il potere in città dagli anni ’50, dal dopo Bartoli in poi. Per cui hai voglia a menarla con il solito Camber che è arrivato al potere reale solo nei primi anni ’90 con la fine della prima repubblica.
    Non si crede che il problema sia politico e stia sull’asse alto/basso e centro/periferia e che si tratti di andare avanti come prima solo spiegando meglio le cose in termini di comunicazione? Auguri!

  18. Bravo Aldo.
    Sono per la gran parte d’accordo con te.
    Anche se resto convinto che per alcune questioni (p.e. parità di genere) ci sia comunque bisogno di lavorarci e migliorare la situazione.

  19. aldo

    Fantastica l’analisi di Weber sul Piccolo di oggi: individua la cuasa della sconfitta del centrosinistra nella “supponenza”. E’ un caso di omonimia con il Weber che una decina di giorni fa parlava del triestino come di una macchietta “edonista col ciodo” o è un’autocritica mascherata?
    A parte i due autogoleador Weber e soprattutto Rumiz che, con i loro commenti (pietre miliari del pensiero radical-chic indisponente e controproducente) hanno fatto segnare un paio di canestri al centrodestra, per il resto in termini di comunicazione il ballottaggio è stato completamente dominato dal centrosinistra, sia in termini di messaggio che di mezzi (Regione, Piccolo, ecc.) a disposizione.
    Dunque la cominicazione ha fatto accorciare le distanze. Non è alla comunicazione che può essere attribuita la sconfitta, ma, usando una metafora di marketing (metafora non casuale, essendo la politica sempre più marketing oriented) i fattori sono da individuare nel prodotto e nella distribuzione che entrambi rimandano a mio parere non alle leadership locali (Cosolini) o nazionali (Renzi) ma al Partito Democratico come “ditta”.
    Quali siano il “prodotto” e la “distribuzione” del PD è facilmente desumibile dalla conferma della composizione del voto con ottimi risutati nelle zone ad altro reddito (Centro, San Vito, ecc.) e pessimi risultati nelle zone a basso reddito, dove ha prevalso nettamente Dipiazza.

  20. Fiora

    @19
    che la comunicazione abbia fatto accorciare le distanze è sacrosanto,aldo.
    Anche perché m’è parso che il vincitore, notoriamente magniloquente, nel preballottaggio abbia abbassato il volume, sentendosi ormai la vittoria in tasca.
    Il battage dell’ultima settimana, ha indubbiamente trasformato un knock out in una vittoria ai punti.
    …perché vale per Cosolini, come per Fassino. Due amministratori e persone perbene che meritano entrambi l’onore delle armi.
    beh , la “ditta” non può essere valutata a prescindere dal titolare.
    l’attuale segretario premier accentratore potrebbe anche mettersi a studiare da seminarista on line, così quando Francesco molla va a fare pure papa, finché si stagiona al punto giusto per subentrare al Colle…senza però trascurare di approntare lo zainetto da post referendum!

  21. John Remada

    @20 Cosolini non so,ma fassino in quanto a arroganza e supponenza non merita alcun onore,a mio avviso; come del resto la brancaleonica armata delle sinistre,venditori di liquori adulterati.

  22. ufo

    Bom dei, visto che tuti i se zoga a far analisti zogo anca mi:
    – scelta iera fra un župan furlan e un župan mezo nostran – votazion multiculturale, ciò
    – un quarto de chi che gaveva dirito de votar ga votà per Robi sindaco
    – un altro quarto ga votà per Robi sindaco
    – due quarti ga deciso che no podessi ciavarghene de meno
    Cossa che cambia per Trst: ssai poco, me sa
    Chi che ga perso: tanti de lori, special modo chi che no ga vinto
    Chi no ga nianca zogà: quei che “gaveva le carte” – se vedi che le ga imbusà co i se ga diviso, o che Putin gaveva altro de far
    Chi che ga vinto: Marina Monassi, Gas natural

  23. Fiora

    @22
    “visto che tuti se zoga a far i analisti”…perché ufo ,esisti anca quei che analisti i lo fa per bom?!…magari i credi cussì e i scrivi sui giornai, ma sempre aria frita i spacia e i se copia i uni coi altri.
    Unici seri xè i analisti del veterinario che ghe go portà le cache del cagneto e i ghe ga trovà subito ch’el gaveva un vermo de quei cativi e i me ga dà la pirola giusta.
    i altri, noi compresi xè diletanti, ma almeno noialtri qua se diletemo senza pretese de detignir el verbo e a gratis.
    de personal oservo che ierimo in parechi indecisi e scontenti sia de una o che de l’altra sielta.
    E ‘desso? visto ch’el popolo ga cussì volesto, w. Robi dito El Triplete.

  24. michela

    auguri per il cane, fiora, vale più di certi personaggi. io ricordo una vigilia di capodanno in cui giravo per laboratori di analisi con le cacche del gatto in borsa perchè mi facessero l’analisi immediatamente, onde somministrargli la medicina giusta prima del ponte che quell’anno si prospettava in più giorni e prima che il veterinario partisse per sciare. che ansia!
    chiedo venia per la nota autobiografica che non interessa a nessuno, ma mi tocca più il pensiero di un cane con parassiti intestinali che questi tromboni vecchi ripescati, rispolverati e lucidati. mi schifa l’idea che qualcuno metta fine ad un glorioso scapolaggio con un matrimonio che sembra organizzato per accontentare gli elettori più vecchi e convenzionali, nonchè la voce sentita di striscio secondo cui si vuole rispolverare la (vomito) federica seganti.

  25. John Remada

    Ma guarda…..la seganti ,che fine ha fatto? Mi sembrava già nelle cantine del museo delle cere a fare compagnia all’umberto e i troti o sgardole d’acqua dolce.

  26. aldo

    @Fiora e @michela contro Dipiazza mentre lo votano Andrea Rodriguez e Flavio Furian…eh, no xe più le elezioni de una volta!

  27. michela

    andrea rodriguez ultimamente è diventato davvero ambiguo.
    credo sia una buona persona, ma ha un po’ confuso le idee a tutti. Ama i gatti come me.
    la seganti speravo fosse stata segata dalla vicenda giudiziaria ben nota nonchè dalle sue lamentele sul proprio stipendio cinquemila euro o più, fatte davanti ad una giornalista (ah ah ah) ma temo la vogliano rispolverare contando sulla memoria corta della gente.

  28. Fiora

    @26
    ah cos’ te vol aldo ,una volta credevo ‘ntele fiabe che me contava nona , principi ,principesse e vissero felici e contenti…dopo go credù a quela del cavaliere, che me la contava lu’ …. che bel che iera co’ ghe credevo ale fiabe…ultimamente a stela, stelina & sorele ghe go tornà a creder, ma qua de noi semo difidenti dele novità e ‘ndemo coi pie de piombo.

  29. aldo

    Dopo il Weber del “triestino edonista col ciodo” che ha scritto di “supponenza” del centro-sinistra, ecco oggi sul Piccolo un altro bue che dà del cornuto all’asino.
    Ovvero Rumiz – quello dell’articolo pre-elettorale pieno di spocchia che parlava ridicolmente del ballottaggio come di scontro tra civiltà e barbarie, considerato un autogol a favore di Dipiazza – che ora in un articolo post-elettorale accusa il PD di aver perso perchè “pieno di spocchia”. Appunto, nel PD ci sono troppe copie supponenti e spocchiose dei Weber e dei Rumiz. Quando i quadri del PD finiranno di essere simili a questi personaggi forse riusciranno a trovare una sintonia con chi vive tra San Giacomo e Borgo San Sergio, come ci riuscivano i militanti del PCI e del PSI.
    Insopportabile l’ipocrisia che circonda le supercazzole politiche di Rumiz. Al bar tutti a riderci su e a considerarli degli autogol. Ma poi nessuno osa scriverlo per la ridicola aurea di sacralità che è riuscito a darsi a sinistra questo personaggio. Se il mio idraulico è bravissimo a riparare lavandini non per questo rinuncio a criticarlo se penso che dica cazzate su temi politici.

  30. michela

    rumiz vale qualcosa quando descrive luoghi e paesaggi. ricordo i bellissimi reportages che scriveva venticinque anni fa ai tempi della guerra in Jugoslavia, come descriveva i Velebit, l’entroterra croato, ecc. e poi ho apprezzato moltissimo i libriccini sulla viandanza attraverso tutta l’Istria e tutta Cherso-Lussino. Ma per il resto non lo considero sacro, anzi ricordo con quanta ipocrisia organizzò nove o dieci anni fa il corteo contro Bandelli, reo di aver segato le panchine in piazza Venezia, il quale fu linciato moralmente dal Rumiz dimenticando che per tutta l’estate precedente il Piccolo aveva pubblicato a ripetizione lettere di residenti in piazza Venezia che supplicavano di liberarla da quei reietti che vi si erano installati. Poiché dopo quattro o cinque mesi nessuno aveva fatto niente, Bandelli segò le panchine e questo avvenne in ottobre: avrebbe fatto meglio ad aspettare che il naturale maltempo invernale cacciasse quei poveretti, anziché esporsi agli strali del Rumiz che ne fece polpette. Ricordo che schernì anche le mamme del quartiere, che avevano l’egoistica pretesa di portare i loro bambini a giocare in quel giardinetto e che non apprezzavano la presenza di quelle persone che vi bivaccavano.

  31. Fiora

    E’ l’argomento del giorno,no?! Ci si è messa pure la Ferilli sulla 7 e non gliene ha dette poche a Renzi, magari scontate e sanguigne che sembrava sul set, ma neanche sciocche nel complesso….
    E volete che in questa città dove non succede mai niente (e meglio così!) non ci si metta a fare gli analisti di vario calibro? è un invito a nozze….

  32. Fiora

    ” Quando i quadri del PD finiranno di essere simili a questi personaggi forse riusciranno a trovare una sintonia con chi vive tra San Giacomo e Borgo San Sergio, come ci riuscivano i militanti del PCI e del PSI.”
    pure la Ferillona si esprimeva più o meno uguale,lamentando quest’aura di élite, rarefatta di raduni alla Leopolda invece dei comizi nelle piazze tra la gente.
    I pentastellati l’hanno capito che è così che si fa o semplicemente così hanno sentito di fare.
    Pure Almirante l’aveva capito…fiorafascistaaa! ma dai, tanto per esemplificare…con simmetria 😀

  33. sergio zerial

    beh per parlare con i concittadini avrà 5 anni di tempo, chissà………

  34. Fiora

    @33
    beh D.P. “per parlare con i concittadini” non è secondo a nessuno.
    e da un primo cittadino è cosa buona e giusta. Speriamo che alle ciàcole seguano le fritole.

  35. sergio zerial

    ma veramente aveva promesso di sloggiare e di pulire l’entrata del porto vecchio dagli “inquilini morosi” nel primo giorno, ora giovedì ore 18,00 erano ancora tutti li con le proprie masserizie, parola è parola e cominciamo già male, sai ciàcole ma poche fritole per el momento

  36. Fiora

    residenti oggi mi hanno assicurato che dopo tanti vani appelli,solo da due giorni la Polizia municipale sta bonificando il Viale by night caratterizzato da schiamazzi con corollario degli abituali vandalismi

  37. giorgio (no events)

    mi son persuaso che “gavèmo” el sindaco più vizin ala gente, più cocolo e più ciacolon, pecà che per aministrar el comun servi altre qualità, ma questo xe el risultato dele elezioni e amen.

  38. Fiora

    …confronto ale conseguenze del risultato dela Brexit l’alternanza tra zupan Robi e podestà Robi, xè robeta, dei

  39. John Remada

    Nessun commento dal D.D.T……silenzio Bora?

  40. sergio zerial

    aggiornamenti : oggi sabato passando in porto vecchio largo Santos alle ore 10,30 c’era sempre lo stesso che faceva colazione e, masserizie e cartoni sporco in Largo Santos sempre lo stesso da lunedì, anche oggi niente fritole, ma sai ciacole

  41. Fiora

    @40
    “c’era sempre lo stesso che faceva colazione”…cole fritole del podestà 😀

  42. sergio zerial

    no con pomodori e zivola, se dificile che i se integri i rumeni saluti

  43. Fiora

    a noi col ballottaggio ci tocca come agli inglesi col brexit? Dopo che a maggioranza hanno votato in un certo modo ora si pentono…

  44. John Remada

    Nessun pentimento,è la rabbia dei perdenti a creare mulini d’aria; si potrebbe convertire in energia eolica tanta rabbia…..

  45. John Remada

    https://youtu.be/yaSE13duEcg Per non andare fuori tema…..

  46. John Remada

    https://youtu.be/cGuZOkufRWU Cose che succedono anche ai migliori….

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