29 aprile 2016

Laibach e Trieste: tutti insieme appassionatamente, ma con moderazione

Avete presente quando squalificano il campo di una squadra di serie A e quindi spostano la partita a Trieste? Ecco, il live dei Laibach al Teatro Sloveno lascia un po’ questa sensazione, come di una roba fighissima, di livello altissimo ma che la città non sente del tutto  come sua , che non comprende fino in fondo.

La band di Trbovlje è reduce da alcuni exploit, uno su tutti il concerto di Pyongyang, unica band occidentale ad esibirsi in Corea del Nord; a seguire un tour mondiale in cui sono stati riproposti gli arrangiamenti orchestrali del concerto nordcoreano che si è intrecciato con un altro tour che riporta la band alle origini, ad un suono industriale ed ostico.

Il concerto di Trieste è partito per l’appunto da una suite monumentale,  in cui su un’epica di fondo si sviluppavano virtuosismi ed improvvisazioni talvolta al limite del rumorismo.  La componente elettronica del gruppo, supportata da un impianto audio di altissimo livello, domina questo passaggio ma –in pieno stile Laibach- si ammanta di richiami classicheggianti, quasi barocchi, come in  Laibachkunstderfuge.

Rispetto all’esibizione di Bruxelles di qualche mese fa il concerto nella formazione classica ha un impatto molto più immediato: la dimensione orchestrale, per quanto non priva di fascino e di originalità, annacqua i contenuti e sposta il focus sugli arrangiamenti che, naturalmente, non sono ciò che caratterizza i Laibach.

Seguo i Laibach da decenni ma ogni volta mi colpisce questo modo di stare sul palco così statico, marziale: disposti a falange, mettono in scena uno spettacolo che ha la forza della liturgia, del rituale. Come d’abitudine una buona parte del messaggio viene delegata ai visual proiettati alle spalle dei musicisti, contenuti che spesso creano un aperto contrasto con il testo delle canzoni, un sarcasmo sottile e molto persuasivo.

Un concerto incompreso, dicevo: spesso la sensazione è che il pubblico non colga la portata di ciò che sta accadendo sul palco, che va spesso molto al di là di una mera esibizione musicale.

Tag: , .

Un commento a Laibach e Trieste: tutti insieme appassionatamente, ma con moderazione

  1. denis furlan

    Praticamente no iera nissun???

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *