27 aprile 2016

Trieste xe per bici: cossa cori che te cori

el sunto La bicicletta rende il mio movimento all’interno del mondo meccanicamente meno ingabbiato e, al contrario, mi ripete “non serve correre”.

Continua la rubrica nata sulla scia del progetto In Salita di  Alba Zari e Sharon Ritossa.
Una fotografia istantanea della situazione ciclabile a Trieste, concentrandoci direttamente sull’esperienza di chi la bicicletta la usa quotidianamente, sfidando quel motto duro a morire e che, col tempo, vorremmo invece ribaltare.
L’obbiettivo è dimostrare che sì, Trieste xe anche per bici.

Il nostro progetto, che si appoggia all’idea di Alba e Sharon, vuole proseguire nel loro lavoro.Chi vuole partecipare e dare il proprio contributo può mandare una sua foto in bici e le sue risposte alle quattro domande a [email protected]
Vi ringraziamo in anticipo.

La testimonianza di oggi è di Nicolò Giraldi, aka #gironellastoria, per oggi #gironellabici

  1. Descrivi la tua bicicletta.

La mia bicicletta è una di quelle da passeggio, nella sua struttura assomiglia vagamente ad una di quelle vecchie “grazielle”, ma in forma diciamo così, moderna. Originariamente non a scatto fisso (bei tempi in cui aveva i cambi) poi per un incidente ho dovuto buttare via il cambio ed ho mantenuto solo una velocità. Non è il massimo della bellezza la mia bicicletta, ma in fondo mi piacciono le cose che funzionano.

2. Da quanto tempo utilizzi la bicicletta?

Direi da sempre. Gli anni delle scuole superiori li ho percorsi per tanto tempo in bicicletta, con qualsiasi tempo. All’epoca avevo una vera “graziella” che avevo con passione trasformato in una sorta di Jamaica ambulante per via dello spray giallo-rosso-verde che ci avevo spruzzato sopra. Aveva anche una sorta di copricatena dove campeggiava un adesivo che ritraeva Robert Nesta Marley di profilo. Poi l’ho sempre utilizzata per spostarmi. Purtroppo devo dire che non ho mai fatto lunghi viaggi, mi sono sempre spostato all’interno della Provincia di Trieste. Durante i miei due anni di permanenza a Londra l’ho utilizzata tantissimo, ancora di più che i mezzi pubblici (anche per risparmiare lo ammetto). Purtroppo la prima l’ho perduta dopo che un mezzo pesante l’ha piegata in due cercando di parcheggiarsi (io in quel momento fortunatamente non c’ero) e la seconda me l’hanno rubata. Purtroppo c’è un fortissimo mercato nero di biciclette rubate, a Londra. In quel periodo avevo seguito con interesse le iniziative della London Cycling Campaign (associazione che si batte per la sicurezza ed i diritti dei “compagni” ciclisti.)

3. Dove ti porta la bici?

La bicicletta mi porta verso l’abbassamento delle logiche da traffico automobilistico. Mi accompagna in quelle giornata durante le quali ho bisogno di pedalare, senza dover realmente andare da qualche parte o avere un obiettivo specifico. La bicicletta rende il mio movimento all’interno del mondo meccanicamente meno ingabbiato e, al contrario, mi ripete “non serve correre”.

4. Trieste xe per bici?

Non vi è alcun dubbio. Alcuni potrebbero avanzare delle riserve, a causa delle pendenze etc. Tuttavia a mio avviso c’è un numero sempre crescente di persone che la utilizzano e questo non può che essere un segnale positivo, di come la percezione stia fortunatamente cambiando.

bici trieste

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