16 aprile 2016

Medaglie d’oro ai caduti austroungarici

el sunto Il prossimo 16 aprile piazza Unità d’Italia vedrà la consegna delle medaglie commemorative da parte delle autorità istituzionali

Allo scoppio della Prima guerra mondiale migliaia di soldati dalla zona del Litorale partirono alla volta del fronte orientale vestendo la divisa austroungarica e combattendo per Francesco Giuseppe. A distanza di cent’anni sembra proprio che quelle divise riemergano dal passato con decisione, soprattutto per l’ultimo atto del progetto targato Regione FVG dal nome “Medaglie Ricordo Albo d’Oro”. Il prossimo 16 aprile piazza Unità d’Italia vedrà la consegna delle medaglie commemorative da parte delle autorità istituzionali alle famiglie dei caduti sia in divisa del Regio Esercito, sia di quelli che diedero la vita per l’Impero.
Ed è proprio qui, secondo alcuni locali alfieri della memoria legata al primo conflitto mondiale nella zona del Litorale, che il meccanismo sembra essersi inceppato. “Le medaglie” afferma Roberto Todero dell’Associazione Zenobi di Trieste “non possono venir proposte così come sono ai parenti di caduti austroungarici perché non riportano simboli comuni ma solo italiani e, soprattutto, perché come da bando originale, sono espressamente concesse a chi ha combattuto per l’Unità d’Italia”. Todero precisa che “personalmente non ho nulla contro la distribuzione alle famiglie di caduti italiani, anzi. Tuttavia queste medaglie ledono ancora una volta la questione delle memorie diverse delle nostre zone”.

Sulla pagina web di riferimento della Regione FVG in merito al Centenario della Prima guerra mondiale si legge a chiare lettere “La Regione onora la memoria e promuove la conoscenza”. “Ho voluto personalmente  contattare un amico che vive a Vienna” prosegue Todero “e che ha parlato di persona con l’Ing. Otto Jaus, ( segretario generale della Croce Nera nda ) che è molto seccato; so che in questi giorni gli sono pervenute proteste da altre persone “di cultura” che appoggiano la mia protesta”.

Anche Lucio Fabi esprime perplessità in merito all’iniziativa delle medaglie. “Premesso che mi sembra doveroso ricordare i caduti della Prima guerra mondiale indipendentemente dalla divisa che indossavano, ricordare i caduti austroungarici attraverso medaglie coniate per altri motivi mi sembra possa essere definito come una caduta di stile”. La giunta Serracchiani infatti ha ripreso in mano un progetto che risale all’amministrazione precedente e che nella persona dell’assessore Elio De Anna aveva proposto l’iniziativa. “Sarebbe stato auspicabile” afferma ancora Fabi “un ricordo generale per tutti i caduti della Grande guerra, invece di concludere il tutto con un allargamento forzoso e tardivo alle famiglie dei caduti austroungarici, di medaglie espressamente pensate come esclusivo simbolo del ricordo italiano”.
Oltre ad essere spinoso per quanto riguarda la commemorazione dei caduti, il progetto ha, sempre secondo gli specialisti del territorio, un altro peccato originale. “Gli scorsi giorni” così Aris Prodani, deputato del Gruppo Misto alla Camera “ho personalmente contattato l’Associazione Albo d’Oro per avere dei chiarimenti circa il logo presente sulle medaglie. L’unica risposta che ho ottenuto sostiene che le medaglie proposte della Regione Friuli Venezia Giulia sono prodotte nello stesso modo e non prevedono differenziazioni e che, coloro i quali desiderassero ricevere la Medaglia possono farne richiesta, mentre coloro che non reputassero la medaglia adatta a commerorare i propri caduti possono esimersi dal richiederla”. Aris Prodani ha anche inviato una lettera all’assessore alla Cultura Gianni Torrenti e per conoscenza alla Presidente Debora Serracchiani. “Ho chiesto se la Regione abbia valutato con attenzione la questione e se abbia considerato l’ipotesi di un riconoscimento diverso da quello attualmente previsto, per i famigliari di coloro che caddero indossando l’uniforme austroungarica”.

La questione delle medaglie, infine, sembra essere non tanto una formale protesta per quanto riguarda il conferimento, quanto verso l’idea originale, avuta dal Military Historical Centre il quale ha ottenuto il finanziamento. Carpinteri e Faraguna avrebbero detto “povero nostro Franz”.

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