Test dell'udito nella comunità dei produttori di vino di Nakhshirgele (Georgia) Foto di Pio D'Adamo
28 febbraio 2016

“Marco Polo”, un libro rivela che il Dna incide sui gusti alimentari

el sunto Martedì Sissa Medialab presenta "Marco Polo", il libro di viaggio con i risultati della spedizione sulla Via della Seta. Alle 17.30 alla Lovat

Con la presentazione del libro “Marco Polo. Geni e sapori lungo la Via della Seta” – in programma martedì 1° marzo alle 17.30 alla libreria Lovat di Trieste – è un po’ come se il celebre diario di viaggio del mercante veneziano, “Il Milione”, facesse il bis.

Due milioni, per l’esattezza. Due milioni di dati genetici per ciascuno dei 1.500 abitanti incontrati lungo un viaggio di 20mila chilometri che ha attraversato dieci Paesi, dalla Georgia alla Cina.

Tanti sono i dati sul Dna raccolti per la prima volta al mondo in quei territori incontaminati.

Tutta opera di “Marco Polo”, il progetto scientifico ideato nel 2008 da Sissa Medialab e Burlo Garofolo e realizzato in collaborazione con la rete mondiale delle comunità del cibo “Terra Madre”, che ha aderito fin da subito alla ricerca favorendo la partecipazione volontaria delle comunità coinvolte.

L’obiettivo? Raccogliere le caratteristiche correlate con i geni nelle popolazioni che vivono isolate come quelle che risiedono nella Via della Seta, un tempo terra di scambi e poi progressivamente abbandonata, tanto da lasciarne intatto il patrimonio genetico degli abitanti.

Scoprire se alcune popolazioni preferiscono i cibi piccanti a quelli dolci dipenda non già dalle abitudini alimentari, quanto piuttosto dal patrimonio genetico.

E ancora, capire quanto il Dna incida nella capacità di percepire gusti, colori e suoni.

Nel 2010 la spedizione scientifica “Marco Polo” è partita da Venezia alla volta della Cina, ripercorrendo – in tappe successive che sono proseguite fino al 2014 – il leggendario viaggio in Asia condotto dal mercante veneziano nel lontano 1271.

I risultati emersi – un unicum a livello internazionale perché mai nessuno aveva condotto prima una ricerca simile in quei territori – adesso possono essere utilizzati per capire le relazioni tra gusto e genetica e le loro implicazioni sulle malattie strettamente connesse con l’alimentazione: pensiamo ad esempio a obesità, ipertensione e diabete.

Ma non si tratta solo di scienza. Come il Milione ha tramandato fino a noi il celebre tragitto del mercante veneziano, anche “Marco Polo. Geni e sapori lungo la Via della Seta” è un diario di bordo ricco di aneddoti che, in 159 pagine patinate e 141 immagini a colori, permette a tutti di viaggiare con la mente, assaporando gusti e sapori di tradizioni antiche e terre lontane.

Così Gasparini: «Attraverso l’ampia galleria fotografica e testi brevi che spiegano in parole semplici il perché della spedizione illustrandone i principali risultati, il libro è nato dall’idea di condividere con il grande pubblico le emozioni e gli incontri fatti nel corso di questo lungo viaggio. È stata un’esperienza affascinante, intensa, ricca di scambi…  E in certi momenti anche molto dura».

L’analisi dell’olfatto, dell’udito e il prelievo della saliva sono solo alcuni dei test eseguiti tra gli ospiti delle comunità, tutti per nulla invasivi. Ma ogni tappa del viaggio è stata soprattutto una scoperta dell’altro, con cortili, case e pergolati a fare da cornice, e pranzi di cibo tradizionale a rendere unica tanta ospitalità.

 

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2 commenti a “Marco Polo”, un libro rivela che il Dna incide sui gusti alimentari

  1. Erika Hornbogner

    Ciao, molto interessante, chi è l’editore?

  2. Elena Placitelli

    @Erika: l’editore è White Star

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