4 febbraio 2016

Trieste, la cultura slovena in centro città

Al via a febbraio cinque incontri per avvicinare ai triestini di lingua italiana la cultura slovena, un programma ricco e variegato dedicato a tutti coloro che sono curiosi di scoprire l’anima slovena di una città multiculturale e multietnica come Trieste. Il ciclo è intitolato La cultura torna al centro: il mese della cultura slovena in città, ed organizzato da due associazioni cittadine, Slovenski klub e Gruppo/Skupina 85, da decenni impegnate a diffondere la conoscenza della cultura slovena in città, in primo luogo tra i concittadini di lingua italiana.

La scelta del mese di febbraio non è casuale. Il popolo sloveno è infatti uno dei pochi, se non l’unico, a omaggiare con una giornata particolare (l’8 febbraio) la propria cultura. In occasione di questa giornata, che in Slovenia è festa nazionale, vengono consegnati a Lubiana i Premi Prešeren – il maggiore riconoscimento sloveno in ambito culturale, mentre in molte realtà slovene del Friuli Venezia Giulia viene organizzata una moltitudine di piccoli e grandi eventi culturali.

Il primo incontro di stasera sarà dedicato al teatro. Oggi, giovedì 4 febbraio alle ore 18.00 verrà presentato al Circolo della Stampa in Corso Italia il libro Un teatro per la città, saggio di Bogomila Kravos, profonda conoscitrice del teatro sloveno, pubblicato a fine 2015 da Teatro Stabile Sloveno e Istituto Sloveno di Ricerche di Trieste, e Istituto Teatrale Sloveno di Lubiana (SSG-SLORI-SLOGI).
Alla presentazione del libro parteciperanno, accanto all’autrice, anche la regista Sabrina Morena, anch’essa esperta conoscitrice del contesto teatrale della città di Trieste. L’incontro verrà introdotto da Pierluigi Sabatti, nuovo presidente del Circolo della Stampa, partner del primo appuntamento della rassegna.

Il secondo appuntamento si svolgerà mercoledì 10 febbraio. Al centro della serata, con inizio alle 20.30 cinema Ariston in viale Romolo Gessi, sarà la prima proiezione triestina del documentario Doberdob del regista triestino Martin Turk.
Doberdò (in originale Doberdob) è un romanzo sloveno sulla prima guerra mondiale scritto da Prežihov Voranc (pseudonimo di Lovro Kuhar). Si tratta in verità di una docufiction dal sottotitolo Roman upornika (Diario di un ribelle) che crea dei punti d’incontro tra la storia di Doberdò sul Carso goriziano e le mille sfaccettature dell’interessante storia dell’autore. Prežihov Voranc è stato infatti un rilevante uomo politico jugoslavo e un importante scrittore che si colloca nel filone letterario del realismo sociale sloveno. Il film è una coproduzione Bela Film con RTV Slovenia e i programmi in lingua slovena della sede regionale RAI per il FVG. Alla proiezione in lingua slovena con sottotitoli italiani seguirà un incontro con il regista. La serata si svolgerà in collaborazione con il Kinoatelje e la Cappella Underground. Entrata 4 euro.

Sabato 13 febbraio lo Slovenski klub e il Gruppo/Skupina 85 propongono una passeggiata alla scoperta dell’anima slovena di Trieste. Il percorso storico-artistico-letterario Trieste plurale, i segni della presenza slovena in città consente di vedere da vicino i luoghi in cui la comunità slovena vive e si riconosce, e quali parti della città ne rappresentano la memoria; permette inoltre di capire quali siano i monumenti più simbolici, e come – talvolta – il medesimo luogo o il medesimo fatto storico possano conservare significati diversi per chi si identifica in una o in un’altra cultura.
La passeggiata ‘Trieste slovena’ prende le mosse dalla cattedrale di San Giusto e, snodandosi lungo il colle, tocca Santa Maria Maggiore e San Silvestro, via Madonna del Mare, il palazzo del Vescovado, Piazza Unità, il Molo Audace, Piazza della Borsa, Ponterosso, il Canale. Dura circa due ore e sarà guidata da Patrizia Vascotto.

Mercoledì 17 febbraio si riparte dal teatro. Allo spazio club del Teatro Stabile Sloveno in via Petronio sarà infatti di scena il monologo comico Come diventare sloveni in 50 minuti. L’evento è fissato alle 20.30.
In poco più di un’ora l’attore Daniel Dan Malalan e il fisarmonicista Boštjan Zavnik porteranno il pubblico alla scoperta delle molteplici sfaccettature della slovenità. Una lezione intensiva di lingua, tradizioni, abitudini slovene in forma di slide show. Lo spettacolo è dedicato a tutti quelli che desiderano conoscere la cultura slovena e agli Sloveni delle varie latitudini, e sono disponibili a ridere di se stessi. Il divertimento sarà inoltre garantito da un brillante video-dialogo tra il protagonista e Alessandro Mizzi.
Il testo è opera di Martina Kafol, Martin Lissiach, Daniel Dan Malalan e Sabrina Morena, che ha firmato anche la regia. Lo spettacolo, che ha debuttato allo Slofest 2015, è una coproduzione di Teatro Stabile Sloveno – Slovensko stalno gledališče, Associazione culturale Spaesati e Glasbena Matica, e vede la collaborazione di Primorski dnevnik e Slofest. La rappresentazione è totalmente bilingue. Entrata 6 euro.

Domenica 21 febbraio lo Slovenski klub e il Gruppo/Skupina 85 ripropongono una passeggiata alla scoperta dell’anima slovena di Trieste: Trieste plurale, i segni della presenza slovena in città. Il percorso, della durata di due ore e guidato sempre da Patrizia Vascotto, partirà questa volta da Piazza della Libertà, davanti al monumento dell’imperatrice Sissi e si snoderà attraverso il borgo franceschino attraversando Piazza Oberdan, via Coroneo e via San Francesco.

E per finire l’evento conclusivo: in coorganizzazione con la Provincia di Trieste verrà infatti inaugurata nell’atrio del Narodni dom in via Filzi, oggi Scuola superiore di lingue moderne per interpreti e traduttori dell’Università di Trieste, una mostra permanente sul Narodni dom dal titolo 110ND.
Lo stabile costruito infatti nel 1904 , su progetto dell’architetto Max Fabiani, è stato voluto dalla comunità slovena come centro polifunzionale per tutte sue numerose attività, dal teatro allo sport. Nel palazzo aveva inoltre sede una banca, un albergo, l’hotel Balkan, e un ristorante. L’edificio fu dato alle fiamme da squadristi fascisti il 13 luglio 1920 provocandone la distruzione quasi totale e creando un’indelebile ferita per la comunità slovena di Trieste. La mostra permanente che viene allestita in occasione del 110° anniversario dell’inaugurazione dello stabile si prefigge di illustrare a tutti i visitatori la storia dell’edificio, illustrando inoltre le ricche attività che vi avevano luogo nei quindici anni della sua esistenza.

Maggiori informazioni:
www.gruppo85.org
[email protected]
Tw: @slovenskiklub
Fb: slovenski klub gruppo 85

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2 commenti a Trieste, la cultura slovena in centro città

  1. Franco gherbassi

    Beh, per i molti triestini sloveni di origine, ma “assimilati” da tantissimi anni, mi pare sia un bel programma per riscoprire le radici dei propri genitori e nonni.
    Per tutti gli altri un’occasione per conoscere la complessità/multiculturalita’ della nostra speciale città.
    Con l’augurio che Trieste possa finalmente andare avanti ed offrire, soprattutto ai giovani, una prospettiva per il futuro.

  2. Gentile signor Gherbassi,

    grazie per il commento, speriamo di vederla ai prossimi appuntamenti!

    Cordiali saluti
    SK

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