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10 dicembre 2015

La Riserva di Miramare e l’educazione ambientale che se ne va a remengo

el sunto WWF sfrattato dalle strutture finora usate dell'Area Marina Protetta di Miramare. Che ne sarà dell'Educazione Ambientale?

Di oggi la notizia -già nell’aria da tempo- che il WWF, organo gestore dell’Area Marina Protetta di Miramare, sarà sfrattato dalle strutture dove opera attualmente, ovvero il Castelletto e il bagno ducale. Immagino anche dalla spiaggetta di fronte ai Carabinieri, altro posto dove venivano svolte le attività didattiche. O meglio, la concessione non sarà rinnovata. Ma lasciando perdere la terminologia più corretta, il risultato rimane lo stesso.

Ho cominciato la mia esperienza di biologo proprio a Miramare, proprio nel Castelletto. Grande sorpresa quando mi è stato riferito che lì un tempo c’erano gli uffici della Marina Austriaca. Quindi alla fine lavoravo nella sede dove era passato anche mio bisnonno. Che robe ciò.

Comunque, in Castelletto facevo didattica con le scuole. Educazione ambientale che mi portava ogni giorno in contatto con scuole dell’infanzia, elementari, medie inferiori e superiori di tutta Italia. Da una parte l’impegno e lo stress della gestione dei muleti sempre più casinisti, dall’altra la soddisfazione di parlare di ecologia e ambiente e trasmettere un messaggio di sostenibilità a, a conti fatti, almeno 2000 ragazzi ogni anno. Insomma mi sentivo utile. Sommando anche gli altri operatori, per l’Area Marina Protetta passavano a occhio 10000 studenti l’anno. Ma bon, non è un fatto di numeri.

E’ un fatto di educazione ambientale che va a remengo.

Una delle cose che più mi piaceva di quel lavoro era osservare le differenze dei ragazzi, in base alla loro età e in base alla provenienza geografica.

La primissima cosa che mi colpiva era che certe cose che per la mia generazione erano scoperte (raccolta differenziata, per dirne una), per loro erano una cosa normale, interiorizzata. Chi xe quel mona che no fa la differenziata? La fa Paperino ogni giorno nei fumetti. E’ come lavarsi i denti.

Ecco, da lì ho capito che l’educazione ambientale si fa così. Non si fa trasmettendo il messaggio che stiamo facendo una figata. Si fa trasmettendo il messaggio che stiamo facendo la cosa normale. La sostenibilità dovrebbe essere come lavarsi i denti prima di andare a dormire. Non una missione o un’impresa, ma la normalità. Bisognerebbe trasformare tutto ciò che oggi ci sembra “virtuoso” in qualcosa di standard.

Ma da tempo però l’andazzo pare quello di fregarsene altamente dell’educazione ambientale. Non viene vista come la normalità, ma come una cosa extra che evidentemente non serve.

Non mi stupisce più di tanto questo menefreghismo su Miramare e le Riserve in genere. Da anni era iniziato il lento declino. Già nel 2010 il progetto regionale Conoscere per Crescere, che portava nelle Riserve Naturali di tutta la Regione più 7000 studenti l’anno, xe andà a remengo più o meno nel disinteresse totale di tutti (con ovvi tagli occupazionali, anche). Poco tempo dopo le scuole che arrivavano felici di poter fare la combo scientifica Area Marina di Miramare-Immaginario Scientifico erano costrette a fare il giro del mondo per passare da una struttura all’altra a causa degli interminabili lavori sulla scalinata di Grignano (quindi, per fare 100 metri in linea d’aria si doveva uscire da Grignano e rientrare dal Bivio, fe voi).

Oggi la notizia dello sfratto, o del non rinnovo. Strutture utilizzate da anni per le attività didattiche che resteranno vuote, inutilizzate.

Eh bon ah. Evidentemente oggi la normalità è un’altra. E’ guardare la Conferenza sul clima di Parigi, sentirsi dire da quei che sa che xe caro Cogoi, allarmarsi un po’ per poi tornare alle nostre amate abitudini.

Speriamo solo che per la generazione dei muleti la normalità prenda un’altra direzione. Paperino, daghe!

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30 commenti a La Riserva di Miramare e l’educazione ambientale che se ne va a remengo

  1. ma quindi adesso chi farà didattica de questo genere per gli studenti?
    ghe sarà un bando de gara per continuar l’attività didattica?

    e l’ufficio scolastico regionale cossa disi a riguardo?

  2. Ma stemo scherzando?
    Cioé ok, sono tra quelli che ha fatto didattica li dentro! E so ancora la differenza tra una bavosa e un guato grazie ai biologi della riserva.
    Ho guardato il lento declino del Parco con totale disappunto e sperando che i giochini di potere finalmente terminassero restituendo la logica gestione di un luogo a chi ne ha la capacità tecnica e professionale (non certo a chi ha ampiamente dimostrato nel tempo di farlo fallire) … e “se dio vol” finalmente almeno ci siamo levati l’incompetenza. Per veder i risultati ci vorrà tempo, i Triestini ormai su Miramare sono pazientissimi. Arrabbiati ma pazienti. È troppo meraviglioso per pensare che non si smuova nulla dopo che effettivamente la città ha sempre più un aspetto accogliente e curato.
    Ebbene … Come dimine è possibile che il WWB venga spostato da LA PRIMA RISERVA MARINA realizzata in EUROPA? Cioé invece di premiare questo posto per star sensibilizzando sempre di più tutti, alla cura del mare e delle sue creature, anche i turisti durante l’estate. Invece di dare sempre più spazio e migliorare sempre di più questo aspetto, viene “sfrattato”?

  3. maurizio spoto

    la spiaggetta ci rimane, è in concessione nostra, per pulirla no!
    ‘Ndemo dei!
    maurizio

  4. Fiora

    Che pugnalata!
    volutamente diserto Miramare perché mi stringe il cuore il degrado in cui si trova quello che era il parco. Mi rattristano quelle foto esposte sul sentiero che porta al bar a memoria del gioiello che era negli anni passati… e ora quest’ultima mazzata che pone fine ad un’esperienza che parzialmente riscattava lo squallore circostante.
    ” che ne sarà dell’educazione ambientale ?” Già! e iniziativa più inopportuna di questo sfratto non ci poteva essere di questi tempi…

  5. claudio brancolini

    Secondo me la combinazione parco di Miramare gestione della riserva marina di Miramare da parte del WWF è un valore aggiunto che tutti noi e le nostre istituzioni dovrebbero proteggere e sostenere. Sia in ottica educativa che turistica. Il rinnovo dovrebbe andare in automatico e su questo dovrebbero essere poi costruite iniziative per potenziare l’azione educativa. Ma quali sono le reali giustificazioni per il non-rinnovo?
    I nostri rappresentanti istituzionali ai massimi livelli (dalla governatrice della regione a scendere) devono sentire questo e più in generale la gestione dell’area di Miramare come una priorità, non solo della città, ma della regione FVG.

  6. aldo

    Forse speravano nel silenzio. Adesso che la notizia è uscita magari sarà più difficile portare a termine lo sfratto.

  7. gianna

    @2 “La città ha sempre più un aspetto accogliente e curato”: siamo sicuri di parlare della stessa città? Una Trieste con strade così luride, miliardi di cicche accumulate ovunque: non si vede in nessuna parte del globo una sconcezza simile; e muri, facciate, saracinesche, tutto, deturpati da graffitari d’ogni specie, una città ora così tetra e triste con queste sue luci cimiteriali giallognole e smorte, Piazza Unità e Rive incluse, non s’è vista mai da 40 anni a questa parte una cosa così. A fronte, certo, di strepitose ristrutturazioni di palazzi e piazze di straordinaria bellezza (e tali fino a quando non verranno prontamente graffitati e smartellati). Anche tavolini e sedie dei bar buttati a caso sui marciapiedi e riscaldati dal ‘fungo’ sono di terrificante squallore, per tacer dei baracchini grondanti ciarpame miserabile più o meno etnico al posto di certe gloriose edicole, ma chi glielo dà il permesso a questi qui? Domanda retorica. Detto questo, la scellerata fine della Riserva Marina di Miramare sorprende? Per nulla affatto: rientra nella ‘logica’ di questo degrado, di un abbandono incurante e irreversibile. Vero è che gli spazi a verde del Parco di Miramare paiono al momento sottoposti a riassetto, anche le ciotoline in terracotta le hanno rimesse, con le loro piccole yucche, vedremo come procede. La grazia sontuosa e fiabesca di quel luogo meriterebbe l’indignazione, e violenta, dei triestini se il tutto si arenasse.

  8. michela

    @7)
    baracchini grondanti ciarpame miserabile più o meno etnico al posto di certe gloriose edicole, ma chi glielo dà il permesso a questi qui?
    infatti anch’io sono disgustata e incredula davanti a quello schifo che permettono di esibire sotto i portici di Chioggia. La merce della baracca esonda al di fuori, si espande sulle colonne, dilaga, trabocca. Non mi stupirei se apparisse qualche stand o qualche manichino come in borgo Teresiano, quando i cinesi li piazzavano sui marciapiedi nell’inerzia della polizia comunale.

  9. michela

    ricordo ancora le urla di una giovane commerciante triestina, in quel quartiere, quando espose un po’ di biancheria esternamente al negozio (come facevano i cinesi) e le arrivarono i vigili e la multarono………… due pesi e due misure.

  10. Giampaolo Lonzar

    VARI : de un mato che tien el parco peso de un centro racolta dela Neteza Urbana , cossa ve podè spetar ……!!!!

  11. Federico Zadnich

    Ho portato spesso i ragazzi dei ricre li a fare laboratori ambientali al castelletto o snorkeling. Esperienze sempre piacevolissime e molto educative.
    Trieste non può buttare via questo laboratorio educativo.

  12. gianna

    “Trieste non può buttare via…”: Trieste sta buttando via moltissime cose e ciò che più affligge è il suo inarrestabile percorso prostitutivo. Così è. Questa decisione è scellerata e suicida, ma dà il peso e la misura dello slivellamento culturale di questa già nobilissima comunità ora allo sbando, preda di chiunque.

  13. Il caso di Miramare VS Sovraintendenza
    è l’ennesima dimostrazione di come
    se servizi per il territorio (come i servizi della Riserva di Miramare)
    fossero gestiti da soggetti locali
    come gli enti dove ci sono rappresentanti eletti dai cittadini del territorio (Comune, Regione, per esempio)
    le cose andrebbero meglio.
    O almeno: non dovremo a chiedere a Roma (la Sovraintendenza) di PERPIACERE sistemare la situazione.
    Imbarazzante.
    Intanto la modifica della Costituzione di Renzi che ruba poteri alla Regione per ridarli allo Stato, va avanti.

  14. Marino Vascotto

    Sciocco il naturalista che deride l’arte, ottuso l’artista che disprezza la natura. Oggi più che mai natura e cultura vanno messe in prima fila per combattere il vuoto e la stupidità che dilagano ovunque.

  15. Marino d'Alfremar

    Credo si opportuno chiarire che, a seguito della riforma del MIBACT (Ministro Franceschini), il complesso di Miramare è in consegna al Polo Museale del Friuli Venezia Giulia e non alla Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio. Premesso questo, i problemi derivano dagli uomini che gestiscono e non dalle istituzioni.

  16. gianna

    @15: Appunto. Anche se spesso ciò non fa alcuna differenza. I cittadini amanti e custodi della ricchezza, bellezza e pregevolezza residue del proprio territorio sì che invece potrebbero farla. Forse la faranno, stavolta.

  17. Kaiokasin

    E’ possibile firmare la petizione, “ministro Franceschini: Manteniamo la sede di WWF Riserva Marina Miramare dentro al Parco omonimo!” al link:

    http://www.change.org/p/ministro-franceschini-manteniamo-la-sede-di-wwf-riserva-marina-miramare-dentro-al-parco-omonimo

  18. Fiora

    Fatto! spero di aver eseguito correttamente.
    Grazie, kaiokasin!

  19. sergio

    da quando il parco non ha più avuto il personale proprio per la manutenzione penso anno 1993 0 94 parco e in parte castello vedi tetto e muraglione non hanno avuto la manutenzione adeguata arrivando a questo punto disastroso, tutto questo è passato con il menefreghismo della nostra politica, ora che abbiamo ministri del governo dello stesso colore regione provincia e comune tutti Pd scoppiano i casi, sono moltissimi anni che si parla del parco in abbandono, un nulla di fatto, chiacchiere al momento poi il nulla, questo l’ho già scritto parecchie volte, senza contare i meloni triestini che non hanno la volontà di alzare la voce, ora il problema si potrebbe risolvere per quanto letto e sentito pare che il Caburlotto voglia far tornare il castelletto a come era arredato ai tempi di Ferdinand Max, avendo pare tutto l’arredamento coevo, se così fosse , credo che a nessuno dispiacerebbe, si potrebbe trovare posto al WWF nelle case a monte ex abitazioni dei guardiani, una cosa che biasimo al WWF il modo di non fare manutenzione nelle spiagge e quantomeno al bagno ducale, chi oggi passa di la può vedere la casetta con molta ruggine nella parte di ferro, come al solito i responsabili non si trovano mai, ma a fine mese prendono laute paghe, così va avanti lo stato italiano, e il bello che nonostante il ministro fosse venuto quest’estate con la Serracchiani Cosolini e altri politici della regione fino ad ora un nulla di fatto, anzi ha nominato Anselmi direttore del parco, ma poi subito destituito, e pensare che al governo c’è il Pd che neanche nei ministeri va d’accordo, uno non sa quello che vuole l’altro, siamo proprio ben messi

  20. Fiora

    Col titolo ” lo scippo di Miramare,ne stanno parlando su Telequattro con intervento degli ascoltatori.
    Analizzano tutte le carenze. Dall’ incuria per mancata manutenzione, agli errori stilistici dei pochi restauri ,all’inadeguatezza del sopraintendente, alla scelta improvvida del tipo di piante che sono in procinto di reimpiantare ecc ecc
    In particolare sottolineano l’alto valore didattico della Riserva.
    Porterà a qualcosa di concreto o solo fumo negli occhi… del prossimo elettore?

  21. Giampaolo Lonzar

    @Varie : Io non ho capito quando il sistema di estione e’ cambiato ! una volta c’erano dei vivaisti che gestivano il parco a memoria ” Pellegrini” che credo era toscano (che poi e’ rimasto a Trieste ,non so se c’è ancora ) da lui l gestione è passata a ” Sgaravatti ” poi non so ! Ma questi usavano anche il parco per i lorotornaconto ! Ma se questo faceva si che il parco era in ordine , che fastidio dava ?????

  22. sergio

    AUGURI DI BUON NATALE E CAPODANNO A TUTTI E DICO PROPRIO TUTTI

    sergio zerial

  23. sergio

    e non solo l’ educazione ambientale va a remengo

  24. John Remada

    Buon 2016 alla redazione e ai boristi!

  25. sergio

    grazie altrettanto, a quanto pare di boristi ce ne sono praticamente al momento due saluti sergio

  26. John Remada

    E’vero…strano inizio anno. Saluti.

  27. ufo

    Oh desso, no stare miga meterve tabascar miseria per la solitudine come do vecieti sentadi davanti el camineto a contarse storie de come che iera una volya? Cordève: meio pochi ma boni… e remengo vadi piutosto chi che ne vol mal.

    Tanti o pochi, tuti fin l’ultimo ve auguro un 2016 che fussi meio de sto ano strano e strambo che xe pasà, e se no vol eser meio almeno che el sia piu tranquilo e rilasado, e se nianca questo no xe destin almeno che ghe sia sai de rider e de sorider e de maniar e bever in bona compania 🙂

  28. aldo

    Bon ano muleria!

  29. Fiora

    Sibèn che farne passar sto ano bisesto con più sesto del passà sta masimamente in chi che ne governa qua zo e lassù (??? ma nooo ! digo del oroscopo, no?! 😉 ) un cordiale augurio a tuti de un 2016 in salute e morbin.

  30. Fiora

    quachedun predicava che quisque faber fortunae suae…sarà! bon, indiferente!

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