10 novembre 2015

Science+Fiction 2015, una settimana in un universo parallelo

el sunto Science+Fiction è giunto al termine. Sei giorni di vita parallela, prima ancora che una rassegna di film di fantascienza.

E anche l’edizione 2015 del Science+Fiction è passata in un lampo. Un Festival, al quindicesimo anno di vita, ormai nel pieno della sua maturità e capace di creare per tutta la sua durata una realtà parallela, un punto di ritrovo e di condivisione.

Per certi versi, i film passano in secondo piano, almeno nella mia esperienza personale, perché ciò che conta del Festival è proprio la vita e l’atmosfera che si respira. Muli, rivo per el film dele 18 e stago fin le 23. E cossa i manda? Bu, no so, indiferente. Vederemo. Al limite li piconemo. Viene quasi la tentazione di non definirci spettatori, perché non è l’unica cosa che si fa al Festival. Al Science+Fiction si grida Raggi Fotonici, si applaude a scena aperta, si fischia, si ride, si corre a prendere una pizza e una birra tra un film e l’altro perdendo il posto in fila, si arriva in bici e non si trova un posto libero dove legarla, si interagisce, ci si traveste, ci si sente parte di una comunità che per sei giorni condivide un’esperienza unica, che affascina anche chi magari non è appassionato di fantascienza.

Tutto questo è stato certamente favorito anche dalla location, perfetta, della Sala Tripcovich. E del Miela, poco distante, così vicini al resto della città e così negli spazi sia dentro che fuori.

E poi ci sono i film, quelli che probabilmente altrimenti non avresti occasione di vedere, ma che restano nell’immaginario collettivo di chi è stato lì. Sono molto felice di aver visto Turbo Kid, un mondo post-apocalittico in cui anche le nagane cattive se ne vanno in giro in bici. In effetti, dove trovi tutta la benzina risucchiata dai mezzi di Mad Max? Molto più credibile che tutti si ritorni alla bici. E poi What we do in the shadows, documentario comico sulla reale vita dei vampiri. Questi i miei titoli preferiti di questa edizione.

Ma, come già detto, l’atmosfera del Festival resta il ricordo più bello.

Tag: , .

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *