6 novembre 2015

34144 Bollywood, Ponziana

el sunto A Ponziana, sul set del film del film Babylon Sisters: dove triestini di vecchia data e nuova generazione ballano musica indiana.

Via Lorenzetti, microarea di Ponziana. Un punto di presenza del Comune e dell’Azienda Sanitaria sul territorio, un luogo di aggregazione sociale per giovani, adulti e anziani dove attuare il “welfare di comunità”. Ma in questi giorni anche un set per un film dal sapore bollywoodiano intitolato Babylon sisters – Amiche per la pelle, prodotto dalla Tico Film.

Babylon sisters, parte del cast cast

Il regista Gigi Roccati con parte del cast. In mezzo ai professionisti, Fiorellino, del ristorante Grande Shangai di Piazza Venezia – Foto di Gianluca Novel

 

Cinque anni fa Gino e Sarah Pennacchi leggono il romanzo Amiche per la pelle (Edizioni E/O) di Laila Wadia, scrittrice indiana residente da tempo a Trieste e si innamorano delle vicende narrate, quelle di un gruppo di donne giunte nel capoluogo giuliano da vari punti del globo, accomunate dalla ricerca di integrazione e uno sfratto incombente: da qui la decisione di trasformarlo in un film.

Il progetto matura lentamente assieme al reperimento di fondi, e prende finalmente abbrivio da quando la regia viene affidata a Gigi Roccati, affermato documentarista alla sua prima prova come regista di fiction. La troupe sta girando in questi giorni a Trieste, tra un condominio in via San Marco e varie location a Ponziana, e coinvolge e amalgama un cast internazionale con gli abitanti del rione: quando nel melting pot si cucina una nuova jota, potremmo dire.

image(1)Sebbene la danza indiana abbia un ruolo fondamentale, è nella polifonia di soggetti differenti (attori e cantanti professionisti di più nazioni con quelli che Roccati chiama “attori naturali”) che troviamo uno degli elementi più interessanti del film. Ieri, sul set, abbiamo visto danzare una vispa sessantenne assieme alla giovane indiana Nav Gothra e l’effetto è stato sorprendente. E martedì 3 novembre è stata girata una coreografia con un centinaio di persone sul ponte di via Orlandini: chissà che effetto farà vedere questa Trieste nelle sale cinematografiche…

Sul set, insomma, c’è muleria di ogni età e svariate origini etniche – cosa che non ha mai turbato troppo buona parte dei triestini di ieri e di oggi, alla faccia delle frange ultrà di patochi isolazionisti. Una frizzante energia crepita tra attori e maestranze, diretti da un molleggiato Gigi Roccati che agisce come un animatore, nel senso più nobile del termine. Se questa anima triestina, così unicamente locale e globale al tempo stesso, verrà trasmessa fedelmente nel film, esso diverrà un magnifico biglietto da visita per la città migliore, che non è certo l’unica, ma quella che vale la pena impegnarsi a costruire.

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