4 novembre 2015

Tsplusf notes. D1

el sunto Il Trieste Science+Fiction Festival è cominciato. Cronache semiserie della prima fantastica giornata.

Il 3 novembre 2015 (nome in codice D1) porta con sé un clima perfetto, caldo e senza vento, dove il sole trionfa radioso in un cielo senza nuvole. I triestini celebrano la festa del loro patrono pranzando in osmiza, stendendosi sul cemento di Barcola, passeggiando in carso e godendosi i vivaci colori della natura.

Ma alle ore 16 una folla di appassionati, neanche tanto piccola, si è già radunata davanti alla sala Tripcovich per la prima proiezione della quindicesima edizione del Trieste Science+Fiction, il festival del cinema di fantascienza erede di quello nato nel lontano 1965. Ci sono già campioni di tutta l’umanità che popolerà il festival: grandi antichi che ricordano le edizioni degli anni Sessanta, ex ragazzini cresciuti consumando nastri videoregistrati, studenti universitari che si sentono alternativi, millennials che condividono senza sosta contenuti con i loro smartphone, tanti giovani e meno giovani che in regione si impegnano per vivere lavorando nel mondo del video…

il #tsplusf è una realtà solida, cresciuta edizione dopo edizione ed è IL festival del cinema fantastico in Italia, riuscendo a mettere in dialogo molte anime della città (istituzioni scientifiche e culturali, appassionati di cinema più colto e fan del fantastico in tutte le sue forme, lavoratori del settore del cinema e sponsor) e portando a Trieste personaggi come i registi Terry Gilliam, Alejandro Jodorowsky e George Romero. Quest’anno l’ospite d’onore è lo scrittore Joe R. Lansdale. Anno dopo anno il pubblico è cresciuto, e ormai non ci si stupisce più che gli accrediti siano sold out, e che i settecento posti della Sala Tripcovich si riempiano per parecchie proiezioni.

Io confesso senza remore, questo festival è il mio preferito nella pur ricchissima, varia e intelligente proposta di cinema che il capoluogo giuliano offre agli interessati. E sono orgoglioso che sarà il pubblico triestino, quest’anno, ad assegnare il Meliès d’Oro, il premio che elegge il più bel film tra quelli premiati con il Meliès d’Argento nei festival del circuito EFFFA, di cui il Trieste Science+Fiction fa parte. Trieste, per una settimana, sarà la capitale europea della fantascienza.

Non sono riuscito, purtroppo, a vedere i film del pomeriggio: il documentario su Hans Reudi Giger, il visionario artista svizzero che ha dato corpo all’Alien di Ridley Scott, e Rec 4, ultimo capitolo della apprezzatissima saga horror spagnola di Jaume Balagueró e Paco Plaza. Ma quando, dopo una lunga e calda attesa sotto i faretti dell’atrio della sala Tripcovich, prendo posto e mi godo il promo del festival (dove anche quest’anno Lorenzo Acquaviva interpreta un fan che grida “Raggi fotonici!”) mi sento a casa: so che anche quest’anno vedrò film belli e meno belli e andrà bene così, so che soffrirò nel decidere quale evento tralasciare nell’impossibilità di bilocarmi e che tornerò a casa distrutto, immaginando cosa scrivere per rendere al meglio l’atmosfera di questa fantastica settimana. Intanto, il direttore del festival Daniele Terzoli snocciola i debiti ringraziamenti, il frontman e responsabile del programma Lorenzo Bertuzzi scalda il pubblico in sala e… buio in sala.

Il film in prima serata è il Frankenstein di Bernard Rose, eclettico regista capace di dirigere tanto horror come Candyman quanto film sui compositori di musica classica come Amata immortale e Il violinista del diavolo. Frankenstein  è una pellicola dolorosa, tutta dalla parte della creatura, che è nello stesso tempo una trasposizione contemporanea e una rilettura filologicamente molto vicina al capolavoro di Mary Shelley, di cui troppe volte il cinema si è servito in maniera disinvolta e banalizzante. Non capita spesso che un film ti apra gli occhi su un aspetto ignorato di un libro che hai già letto: Bernard Rose è riuscito a fare esattamente questo. L’ultima proiezione, Wyrmwood, si è rivelata invece decisamente più leggera: uno zombie movie australiano ricco di trovate inverosimili ma divertenti, con alcuni personaggi ben caratterizzati capaci di far passare in secondo piano alcune incongruenze della trama.

Un ottimo inizio per questo tsplusf 2015, niente da dire. Ritornare a casa in bici assieme ad altri amici ciclisti urbani, discutendo della serata di mercoledì al Tetris e commentando i film appena visti, è l’ultima gioia della prima giornata. Mi addormento con la tessera dell’accredito appesa al collo, meditando sul fatto che il programma di quest’anno presenta più film horror che di fantascienza vera e propria. Ci tornerò su nelle note di domani.
Nel frattempo, buone visioni a tutti.

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