26 ottobre 2015

Una Pallacanestro Trieste in versione Dottor Jekyll sconfigge la Fortitudo

el sunto In una partita tra le decadute del basket italiano, Trieste ha la meglio sulla Fortitudo Bologna di Boniciolli

Qual è il vero volto della Pall. Trieste targata 2015-2016? Questo è quello che mi chiedo alla luce della seconda vittoria consecutiva, ieri contro la Fortitudo Bologna per 88-60. La squadra di coach Dalmasson rivela un doppio volto in quest’avvio di stagione che ricorda quello del Dottor Jekyll e la sua controparte Mr. Hyde nel romanzo di Stevenson: disastrosa con Verona e, per buona parte, con Mantova; schiacciasassi, come visto nella pre-season, contro Imola e Bologna.

Un susseguirsi di domande sorgono automaticamente: riusciranno i biancorossi a eguagliare la strabiliante stagione passata (visto che dovevano lottare per la salvezza) e ad aggiudicarsi un posto ai playoff? Riusciranno Coronica e soci a dimostrare quanto di buono visto nelle ultime due partite contro Recanati e Matera?

Chi scrive deve fare pubblica ammenda per aver puntato il dito contro la squadra fin dalle battute iniziali, soprattutto per un attacco che contro Verona e Mantova si era dimostrato imbarazzante. I muloni della Pallacanestro Trieste (dico muloni perché come mai se non quest’anno l’essenza della triestinità è palpabile visti i 4 giocatori su 10 originari di Trieste e uno acquisito come Prandin) sono riusciti a smentirmi e a dimostrare che ci vuole sempre un po’ di pazienza quando si ha per le mani una squadra totalmente rinnovata nel roster com’è, appunto, la Pallacanestro Trieste ’04.

Un punto fermo, che simboleggia il passato, il presente e il futuro di Trieste, è capitan Coronica. Non sarà un giocatore particolarmente dotato tecnicamente, ma è uno che ci mette sempre anima e cuore quando scende in campo. E’ lui che lotta e conquista palloni sotto canestro, strappandoli con aggressività agonistica e senza aver paura di avversari ben più grossi di lui. Questa giocata contro Bologna è stata probabilmente la sua miglior prestazione in maglia biancorossa: prima volta in doppia cifra con 13 punti, 6 rimbalzi e 2 assist.

Ancora una volta confermano quanto visto di buono, contro Mantova e soprattutto Imola, Sunshine Pecile (13 punti, 4 assist) che, a dispetto delle sue 35 primavere, tiene il campo come se fosse un giovane appena uscito dalla cantera, Parks (top scorer con 18 punti) e Landi. A proposito di Parks, come hanno già sottolineato in molti giornalisti, devo dire che mi impressiona sempre più la facilità con cui si invola a canestro, ridicolizzando (assieme al bulgaro Zahariev) la difesa di Bologna, quest’ultima vera e propria comparsa nella partita e che dovrà far sicuramente i conti con la rabbia del grande ex-dirigente e attuale coach bolognese Boniciolli. Da segnalare la schiacchiata in alley-oop di Parks, la seconda consecutiva dopo quella vista contro Imola, che ha fatto esplodere di gioia il PalaTrieste, non gremitissimo come ci si aspettava per un derby tra due grandi decadute del basket italiano.  L’assist per la schiacciata in alley-oop è stata offerta su un piatto d’argento del redivivo Bossi che col passare delle partite sta riacquistando la sicurezza nei propri mezzi offensivi che l’ha aiutato a entrare nei cuori dei tifosi trapanesi la scorsa stagione. E’ stata buona anche la prova del centro triestino Landi (3 punti, 4 rimbalzi), a cui va il plauso di aver azzardato un’azione personale da playmaker coast-to-coast, pur non centrando il canestro per pura, oserei dire, sfiga. A mio avviso per nulla convincente la scelta di inserire nel roster triestino Pipitone che ad ogni partita colleziona inutilmente falli su falli: ieri sera il suo tabellino ne segnava ben 4. Tuttavia spero che anche Pipitone riesca a smentirmi, esattamente come ha fatto la pallacanestro Trieste con queste sue prestazioni spettacolari.

La prossima partita contro il fanalino di coda Basket Recanati non sarà incisiva, ma aiuterà i tifosi triestini a comprendere il reale valore dei biancorossi. Pec, Coronica e Co., siete più Dottor Jekyll o Mr. Hyde?

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