FOTO DI FABRIZIO PALOMBIERI
12 ottobre 2015

Fantasmi a Trieste

el sunto Parte oggi con un approfondimento sui Fantasmi a Trieste, la rubrica settimanale a cura di Fabio Marson.

Ndr. Parte oggi con un approfondimento sui Fantasmi a Trieste, la rubrica  settimanale a cura di Fabio Marson che cercherà di fare luce sui Fantasmi del Friuli Venezia Giulia. Buona lettura!

Quando ho domandato in giro notizie sui fantasmi del Friuli-Venezia Giulia, mi sono sentito rispondere con i fantasmi del Porto Vecchio, dell’Austria-Ungheria o della Guerra Fredda. Insomma, con metafore belle e interessanti. Ma io volevo i fantasmi. Quelli veri.
Roma ha fantasmi in ogni angolo, perfino in periferia. Qualche tempo fa, un’amica con cui ero in scooter mi indica una finestra di via Prenestina e mi dice “Là ce sta’n fantasma de un bambino”. Ecco, fantasmi, fantasmi ovunque. E Venezia è anche meglio: c’è la Ca’ Dario, la casa “più maledetta” d’Italia, e l’isola di Poveglia, forse la più infestata al mondo. Le sue acque accoglievano i condannati a morte per affogamento, la sua terra gli appestati delle epidemie. Un luogo dove ci si andava per morire. Oggi è in stato di abbandono, ma vive di leggende, presenze e segreti. Cioè vive di Storia.

Perché il bello dei fantasmi è questo. Purtroppo la nostra cultura tende a liquidarli come “monade”. “Bon, ma queste xe monade!” si esclama tronfi prima di tornare a parlare dei furlani che ga solo panoce .12165779_10153742880509668_1936904654_n

Invece non è così. Nella storia di un fantasma c’è l’arco di una vita, il territorio e il contesto che l’hanno generata, e infine una morte che sospende tutto, e che porta lo spirito a vagare per colmare un vuoto. E anche se l’argomento ha fatto impazzire Shakespeare, Lovercraft, James e Dickens, non è solo roba da anglosassoni: già l’italianissimo Plauto ne era affascinato, tanto da inserirne uno nel suo Mostellaria.

I fantasmi sono un ponte con il passato, e ci costringono a fare i conti con ciò che vorremmo dimenticare. Per questo, spesso, fanno paura. Ma una città che vive di passato (e che spesso ci rimane impigliata), dovrebbe andare a nozze con gli spiriti d’altri tempi. Quindi: dove xe i fantasmi domaci?
La ricerca non è stata semplice: le informazioni che si trovano sono quasi sempre le stesse. Domando dunque pubblicamente ai lettori di Bora.La di integrare le informazioni che ho trovato, in modo da rispolverare un po’ di storie che, altrimenti, diventerebbero fantasmi di loro stesse.

Per cominciare, vi suggerirei di stare attenti (ma non alla larga) dal Castello di Miramare: oltre ad avere fama di portare sfiga a chi vi pernotta, a tal punto che, secondo la tradizione, il colonnello neozelandese Bowman preferì dormire sotto una tenda piantata nel parco piuttosto che sfidare la malasorte, pare che il castello ospiti attualmente il fantasma dei suoi più famosi inquilini: Carlotta e Massimiliano. E pazienza che lei sia morta in Belgio e lui in Messico: è qui che risiede il loro spirito, la notte, quando l’unica voce che parla è quella del Golfo, e dei pescatori abusivi.

Carlotta, a modo suo una “dama bianca”. La dama bianca è un tipo di fantasma che compare spesso: solo per citare le zone nostre, il castello di Gorizia, dove si aggirerebbe il fantasma della tremenda contessa Caterina, o il castello di Duino, dove la leggenda vuole che una fanciulla sia stata scagliata in mare dal feroce consorte e quindi trasformata in scoglio. Pare che il suo spettro, di notte, si aggiri singhiozzante per il castello. È la donna che soccombe sotto la violenza dell’amore, e rimane sulla terra per l’eternità. Ma a Trieste c’è di più. C’è una Dama Nera. Robe de prima della Prima Guera...
Piazzetta Santa Lucia 1, Cavana. Si racconta che qui, tempo fa, una signora ricevesse la visita notturna di una misteriosa donna vestita di nero con un vistoso colletto bianco. Lo spettro compariva nella sua camera da letto e, senza proferire parola, si inginocchiava per pregare il rosario. Chi era questa donna? L’edificio che oggi ospita la “Casa di S.Bernardette”, un tempo era un convento. Pare avesse origine addirittura nel 1226, quando Sant’Antonio da Padova, in visita a Trieste, avrebbe fondato una comunità di religiosi fuori Porta Cavana. Lì accanto, avrebbe poi fatto erigere una chiesa, col tempo diventata la Chiesa della Beata Vergine del Soccorso. Il convento ebbe vita fino al 1778, anno in cui Giuseppe II (el fìo de Maria Teresa d’Austria) ordinò la soppressione di tutte le case religiose. Dunque Dama Nera in quanto suora? È possibile. Ho provato a cercare qualche informazione in più, ma non ho ottenuto granché. Ho trovato però una chiusa alla leggenda: si dice che, dopo alcuni lavori di manutenzione, si siano trovati finalmente dei resti umani, e che a seguito della doverosa cristiana sepoltura, le apparizioni della Dama Nera avrebbero avuto fine. Ora, vattelapesca a trovare fonti. Certo è che il concetto di ridare pace allo spettro seppellendone i resti è vecchio quanto l’uomo: già nell’Iliade Patroclo rimproverava Achille di non avergli dato sepoltura, o si pensi all’Eneide e agli insepolti che non potevano attraversare l’Acheronte, o all’Antigone e a cosa significhi lasciare i resti senza sepoltura, o semplicemente a Supernatural. Però è un bel finale.

FOTO DI FABRIZIO PALOMBIERI

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Nell’arcinoto volume Trieste Nascosta, invece, si fa menzione di altri due posti infestati dal mistero: la villa ottocentesca di via Bazzoni 4, soprannominata amichevolmente “La Casa del Diavolo”, in cui sarebbero state avvistate figure bianche affacciarsi alle finestre, e la casa in via Madonnina 7, allendamente nota come “La Casa degli Spiriti”. Quest’ultima ha una storia interessante, che però ho avuto difficoltà ad approfondire (‘iuteme!): in uno di questi appartamenti, alla fine dell’Ottocento, vi si riuniva un curioso circolo denominato “Circolo Iddio, Gesù e Don Johnson”, presieduto da questo misterioso guaritore meravigliosamente chiamato Don Johnson. L’uomo venne poi arrestato e condannato, ma una cosa è certa: aveva stile nella scelta dei nomi.
È facile trovare voci di spettri in luoghi suggestivi: si è parlato di misteriose presenze nell’abbandonata Villa Cosulich, e poi c’è la famosa leggenda di Villa Revoltella, secondo cui il Barone, nella notte del 18 agosto 1863, avrebbe visto il fantasma di una ragazza nel parco della sua Villa. La ragazza sarebbe stata Myia, la figlia di Pitagora e Teano, bionda e ovviamente vestita di bianco, e da quella notte in poi sarebbe apparsa molte altre volte al nostro Barone, morto qualche anno più tardi.
Ma poi ci sono le case insospettabili. Ad esempio, Villa Prinz. Scrive Maranzana nel suo “Magia Bianca e Nera” di misteriosi ululati di vento quando il tempo è sereno, di luci impazzite e della fontana la cui acqua si tinge di sangue. E poi le presenze, come quell’ombra appoggiata alla balconata. Un’ombra dalle corna infernali. Ma perché a Villa Prinz? La villa venne fatta costruire nel 1926 da Francesco Primc, commerciante di granaglie originario di Villa del Nevoso. Una famiglia che aveva fatto fortuna, e che commissionò la costruzione all’Impresa Martelanz (quella che a fine Ottocento trasformò Barcola da villaggio agricolo a zona balneare, e che vi costruì la “Villa delle Cipolle”). Insomma, roba di un certo livello, che però non durò a lungo. La famiglia Primc venne colpita da un grave dissesto finanziario e il Tribunale pose tutto sotto sequestro. Si succedettero vari proprietari, ma nessuno sembrava volerci rimanere. A quanto si dice, una donna venne qui segregata dal marito, e alla fine, stremata, sfogò la propria rabbia contro un crocifisso. Ecco dunque spiegate le presenze dannate.

Quanto c’è di vero? Chi lo sa. Ma i fantasmi sono così: vivono di racconto, e noi dobbiamo raccontarli. Quasi quasi continuo, e vado a farmi un giro sul Carso… (continua)

Scritto ascoltando “Hot Rats” di Frank Zappa

 

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22 commenti a Fantasmi a Trieste

  1. Sandi Stark

    1 o 2 anni fa iera dei esorcisti in giro per cità che iera convinti de trovar el fantasma de d’Annunzio, me sembra che i contava in Cavana. I sbagliava, perchè i fantasmi resta dove i gaveva perso la vita. Quel che pol esser a Trieste però, xe el fantasma de l’ocio de d’Annunzio, che notoriamente el iera stralocio avendoghene perso uno svolazando co’ l’oroplan sora de Trieste. Perciò se vedè un ocio che ve varda con intorno un tovaiol bianco come se fussi un ninziol, quel xe l’ocio del Vate. Per scazàrlo, va ben tute le contromisure contro i fantasmi, la più efficace xe ciamàr un prete del Carso co’ l’aspersorio pien de acqua dei capuzi, perchè i ‘taliani no soporta el garbo.

  2. Gavevo leto dei ghostbusters a caccia de D’Annunzio e gavevo trovà la notizia meravigliosa.
    Iera poi la famosa casa infestada de via Ginnastica, e i gaveva ciamà Padre Rasko per scazar via tuti perché i esorciti cattolici no iera cusì forti. Bei momenti, quasi quanto l’acqua dei capuzi.

  3. Fabrizio

    Non credevo che nella nostra città ci fossero così tanti fantasmi, sono curioso di sentire delle storie carsoline, visto che c’ho passato la mia infanzia e le mie prime notti in tenda in questa, a quanto pare, lugubre landa

  4. El baziloto

    Stark, il tuo solito livore ti fa prendere le tue solite lucciole per lanterne. D’Annunzo non perse l’occhio svolazzando sopra Trieste, ma ammarando a Grado il 16 gennaio 1916. Durante l’ammaraggio battè la testa contro la mitragliatrice di prua, e da ciò la successiva perdita dell’occhio.

    Il giorno dopo (17 gennaio 1916) però volò lo stesso sopra Trieste, lanciando cartigli con questa frase: “Trieste, ti portiamo nel tuo cielo il grande augurio d’Italia per l’anno che incomincia, per l’anno di liberazione che sarà l’anno primo della tua vita nuova”.

    Era il secondo suo volo su Trieste: la prima volta il 7 agosto 1915.

    Quindi l’occhio del Vate non sta sopra Trieste, ma sopra Grado. Che come forse saprai è in provincia di Gorizia.

    Un saluto a tutti: fate i bravi!

  5. Fiora

    @4
    ah non fu la volta che franò ( o fu scodellato) dal balcone tentando di manomettere la sorella minore della Baccara?
    Beh! sempre imperituro rimane, l’orbo veggente!
    ciao Lu. saluti a te e… non marcare visita 😉

  6. Però se el fantasma de D’annunzio ga butà un ocio a TS evidentemente xe perché el suo ocio da Grado xe rivà in sacchetta 😀

  7. John Remada

    @4 Tutti meno uno; sai che aria più limpida tirava senza la tua presenza…..difatti anche la bora (Vento) ha subito azzerato i nodi.

  8. bibliotopa

    Sulla Dama Nera ricopio quel che ho trovato “La dama nera di Trieste.
    In una vecchia casa sita in piazza Santa Lucia a Trieste appariva molto tempo fa, una sorta di “Dama Nera”, la leggenda la vuole in vita una donna molto fedele e timorata di Dio; la dama si faceva vedere in un vecchio palazzo un tempo adibito a convento. Una signora che abitava un appartamento dello stesso palazzo confidò ad un amico che si interessava di fatti paranormali, di aver visto in più occasioni una donna molto bella vestita di nero con un grande colletto bianco. Lo spettro entrava nella sua camera, si metteva in ginocchio, e restava così assorto fino a quando le campane della vicina chiesa non suonavano l’Ave Maria.
    Alcuni anni dopo questi avvenimenti, nella stessa zona, durante alcuni lavori di restauro, vennero trovati dei resti umani ai quali fu data cristiana sepoltura. Da allora le visioni della Dama Nera cessarono e lei scomparve per sempre.”
    Altri fantasmi li trovate leggendo i libri di Rutteri

  9. Grazie Bibliotopa! Purtroppo non si trova mai il periodo storico cui si fa riferimento…peccato!

  10. Davide

    ma d’anunzio no gaveva perso l’ocio subito dopo che el se ga fato cavar una costola per far robete de solo e un giro el ga sbaià mira e el se ga impirà l’ocio?

  11. giorgio (no events)

    ma quel iera con Fedriga e la Savino a presentar el progeto dela cusina per le comunali 2016, no iera el fantasma de un presidente dela provincia?

  12. giorgio (no events)

    errata corrige: ma quel che iera con Fedriga e la Savino a presentar el progeto dela cusina per le comunali 2016, no iera el fantasma de un presidente dela provincia?

  13. Serena Frantu

    e i fantasmi del Tor Cucherna????

  14. Fabrizio

    Tor Cucherna? cosa c’è la? non ne so niente io

  15. John Remada

    Anche a Monfalcone nella rocca e dintorni c’è un fantasma….e anche un tesoro nascosto,un grosso tesoro,ma per cercarlo bisogna andare di notte, quando temporali e fulmini imperversano; il tesoro è il bottino di un castellano che, con complice il Diavolo, taglieggiava i villici; il fantasma è lui, si può tentare…..o diventi ricco sfondato o ti becchi una saetta e resti abbrustolito. Dato che Monfalcone faceva parte della provincia di Trieste,siamo in sintonia con il discorso.

  16. John Remada

    Ah…ultima cosa, all’epoca fascista, anche Grado era in provincia di Trieste.

  17. John Remada

    Il mister bazil8 dal commento 4 non ha più fatto ritorno …..data la profonda ignoranza del personaggio, presumo che sia sparito nelle nebbie perdendo definitivamente la strada principale. In quanto al mio fantasma, prima o poi tento la carta rischiosa ,se la va…..

  18. John Remada

    Allora, sig.ra Fiora….lasciamo i monti e torniamo sulla terra. Mi dispiace che gigi cool non ti abbia più deliziato con la sua dialettica fine e saccente…..sai quanto? Il tuo commento n.5 è esplicativo. Per quanto riguarda la pavida maja , non avevi molta antipatia per la sig,ra, posso anche tirare fuori vecchie discussioni; certo diverbi di fondo , ma una certa alleanza di base senza dubbio. In ogni caso mai condanna definitiva alle stupidaggini che blaterava.

  19. Fiora

    non so dove tu voglia andare a parare, Johnny ma tant’è! io “non ho molta antipatia” ad personam. Soprattutto per gente che non conosco nella vita reale. Ci si confronta ,talvolta le idee coincidono ,talvolta no. Contano le idee, sempreché uno ne abbia e come la gente le espone, sempreché non sconfini nella villania, alla quale reagisco! Privilegio il tono amichevole aldilà delle divergenze. Mi appaiono pertanto francamente infantili e (volentieri ve le lascio) Illazioni, ipotesi di schieramenti e/ o alleanze tra gente che non si è mai vista in faccia, scribacchia un paio di parole in libertà e poi fa la propria vita. E’ tutto.
    “non prendi lezioni da nessuno” (grande frase!) ma un suggerimento l’accetti? sotterra i tuoi rancori per sconosciuti/e (la vita è fuori,ne converrai!).Siamo adulti e tu insistendo così, rischi di diventare una macchietta.

  20. John Remada

    Suggerimento rimandato al mittente; le tue sono visioni non comprovate dai fatti, macchiette erano e sono(?) certi tuoi interlocutori ,con i quali flirtavi volentieri. Quindi non rischio nulla se non nelle tue irreali fantasie. Il tuo gigino ha insultato con basse denigrazioni in pratica tutti coloro che non si inchinavano alla pazzia del figuro, una frase buttata a caso dallo stesso ti ha fatto andare ai 7 cieli, tanto da invocarlo (N.5) “Non marcare visita” , e io dovrei ascoltare suggerimenti tuoi? In quanto al “Non prendere lezioni da nessuno” mi sembra che i fatti che da mesi ho riproposto e che ti danno molto fastidio , danno ragione a quanto affermavo con l’apporto di pochi lealisti, quindi parlano i fatti non il lisergico anni ’70 di certi energumeni. Per altro la discussione sulle montagne non è stata penalizzata dal mio intervento perché è ovvio che certi nominativi ,tipo messner, sgarbi, berlusca , maradona o altri possono instaurare commenti non positivi , salvo che il manovratore non chiarisca la parte da salvare dei personaggi ,cosa che ha fatto, ma tardivamente. Nessuno ti aveva inserita nell’uscita ,quindi l’obiezione è respinta.

  21. AVVERTIMENTO NUMERO 1:
    Ciao [email protected] John Remada
    A questo punto direi sia arrivato il momento di intervenire. Bora.La e lo spazio dei commenti non sono a tua disposizione per confronti personali con gli altri utenti, ma sono finalizzati ad arricchire il dibattito sul tema proposto di volta in volta.

    Al terzo avvertimento, saremo costretti, a nostro malgrado, di bloccarti.

    Cordialmente

    La Redazione

  22. John Remada

    Bene mi tramuto a mia volta in un fantasma e non ci vedremo più!! Saluti John Remada

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