6 ottobre 2015

Alcune domande su Area Metropolitana di Trieste e territorio

el sunto Giovedì al San Marco un dibattito cerca domande: con la crisi, qual è il senso del progetto? Come andremo a tutelare territorio, economia, turismo?

Giovedì alle 18.00 si tiene al Caffè San Marco un dibattito sulla Città Metropolitana, con il Sindaco, la Presidente della Provincia e il consigliere regionale di Sel, Giulio Lauri. Gli organizzatori, tra cui quella che sarà la moderatrice dell’evento Sabrina Morena, stanno sollecitando domande per il dibattito. E per gli interlocutori di giovedì qualche domanda ne ho.

L’Area Metropolitana mi sembrò una buona idea per riavvicinare il potere al territorio e questo fin dal 2010 quando l’ottimo Uberto Fortuna Drossi guidò una campagna per la città metropolitana giuliana (qua il vecchio sito con molti documenti). I tempi in cinque anni sono veramente cambiati: la crisi economica, quella ambientale e quella sociale sono diventate irreversibili. Se il progetto metropolitano avesse ancora senso, andrebbe riaggiornato.

Di conseguenza, ecco le mie domande. Mi auguro che le risposte saranno utili a ripensare il senso delle nostre scelte collettive future in questo territorio.

  1. Scava scava, a cosa ci serve la città metropolitana dal punto di vista amministrativo? A sentire Francesco Russo, ci servirebbe principalmente ad avere istituzioni più efficienti ma veramente questa opzione mi stupisce. Sappiamo tutti che l’unica soluzione per avere un’amministrazione pubblica più efficiente è quella di rivedere da zero il funzionamento dell’apparato statale/legislativo della Repubblica Italiana.
  2. La sottotraccia più importante come valore, per come capisco la campagna di Russo, è quella di dare più potere alla comunità locale. Ma a cosa ci serve più autonomia? In che maniera potremo usare questo “maggiore potere locale” se la riforma delle Regioni che il PD sta portando avanti a Roma prevede di tirare via poteri alle Regioni in materia, per esempio, di grandi impianti energetici? Siamo sicuri che la Città Metropolitana ci possa servire, quando una Costituzione riformata dal partito di Renzi permetterebbe alla maggioranza di governo a Roma di autorizzare unilateralmente un rigassificatore nel Golfo di Trieste?
  3. Tale nuovo ente, come aiuterebbe il Porto e l’economia triestina e carsolina? In questi anni, qualche indipendentista giuliano ha dichiarato che userebbe l’autonomia o l’indipendenza di Trieste per far diventare Trieste una nuova Hong Kong. Siamo sicuri che sia un modello da seguire quello del porto cinese? Davvero abbiamo bisogno di ancora meno democrazia e di più neoliberalismo ovvero di un peso ancora maggiore della finanza internazionale nel controllo della nostra comunità?
  4. Quale sarebbe il ruolo della Città Metropolitana nello sviluppo dell’economia agricola e di quella turistica del nostro territorio, ovvero di due piccoli settori che di più hanno retto alla crisi in questi anni? Per fare degli esempi negativi, ricordiamo che per iniziare a utilizzare una particella di terra agricola in Carso in Italia ci vogliono tra i 10 e i 15 permessi. Ricordiamo che la promozione turistica è per gran parte affidata a TurismoFvg che è un’agenzia fatta di grandi professionisti purtroppo intrappolati dal conflitto friulano-giuliano.

Un commento a Alcune domande su Area Metropolitana di Trieste e territorio

  1. Stufa

    Io penso che dopo tutto questo gran parlare non vedremo l’ombra di una città metropolitana. Bene che se ne parli, ma si dica chiaro e tondo che trattasi di chiacchiere pre elettorali!

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