1 settembre 2015

Mood: parte il crowdfunding per gli occhiali personalizzabili made in Trieste

el sunto Parte oggi la campagna crowdfunding per il progetto Mood di Federico Vitiello, occhiali da sole componibili e personalizzabili senza limiti

Dopo un’ottima campagna di promozione su facebook, ecco che finalmente arriva il gran giorno: parte ufficialmente la campagna di crowdfunding per il progetto MOOD di Federico Vitiello, una linea di occhiali potenzialmente illimitata, visto che sono personalizzabili con un sistema simile a quello dei lego.
Qua il link dove sostenere il progetto, prenotando subito il proprio paio di occhiali completo di 220 “mattoncini”. I primi 250 sono a prezzo scontatissimo.
Stasera alle 20 la festa di lancio in Impact Hub in Cavana, poi alle 22.30 l’after party in Stazione Rogers.

Questo il video di presentazione di Mood:

The cat is out of the bag 😉 the MOOD tour has just begun! #MOODglass Join the conversation on the MOODERS group www.facebook.com/groups/mooders/

Posted by MOOD on Venerdì 24 luglio 2015

MOOD non è ufficialmente affiliato a LEGO TM, Mega Bloks, PixelBlocks, KRE­O, o K’nex Bricks TM. Tuttavia è compatibile con tutti i suddetti sistemi di incastro, il che significa che le combinazioni possibili sono praticamente infinite.
Esiste un gruppo facebook, i Mooders, dove ci si scambiano opinioni e suggerimenti sulle personalizzazioni migliori e le idee più originali.

Per quanto riguarda la qualità, MOOD collabora con un famoso produttore di occhialeria italiano che è pronto ad andare in produzione non appena termina la campagna di crowdfunding. Questo ha permesso di selezionare il miglior materiale a disposizione per costruire un occhiale. Lenti Carl Zeiss: protezione totale ai raggi UV, innovativo anti­riflesso, e resistente ai graffi. Montatura in policarbonato robusto e flessibile con finitura in nero opaco e verniciatura interna. Forma ergonomica, studiata per adattarsi a tutti i volti e tipi di testa.

mood nacici

Chi c’è dietro MOOD?
L’idea e il progetto iniziale viene a Federico Vitiello (Trieste, Italia) nel gennaio 2014.
Insieme ad un amico stampa in 3D i primi prototipi e va per le strade di Berlino, Parigi e Budapest, invitando la gente a caso per provarli e assemblare i propri occhiali. Il feedback è travolgente.
Una volta tornato a casa assembla una presentazione delle migliori foto e inizia la costruzione di una squadra. Marco Davanzo e Silvia Oliverio, anch’essi con sede a Trieste, saltano completamente a bordo e diventano la colonna portante del progetto, ben oltre il loro ruolo ufficiale di designer grafici. Blaz Kemperle progetta il logo e il sito web M-O-O-D. Stefano Pisciotta è responsabile del marketing e dei brevetti. Matija Milkovich finalizza il prototipo. Studio di Riiba realizza i video promozionali. Molti altri modelli, fotografi e artisti hanno contribuito da Parigi a Budapest. MOOD ha sede presso l’acceleratore di startup Impact Hub Trieste che fornisce un’ottima rete di connessioni e un bellissimo ufficio da cui lavorare.

Federico Vitiello

Federico Vitiello

Ecco una breve intervista all’autore:
Cosa ti ha spinto a sviluppare il tuo progetto/diventare libero professionista?
Lo scorso anno, 2014, ero “sistemato”. Ho avuto la fortuna di poter amministrare ed essere socio di una agenzia di web marketing, sorella di due importanti agenzie locali. Portfolio clienti nazionali già avviato e buone soddisfazioni economiche personali.
Eppure è arrivata la crisi personale.
Non riuscivo a togliermi dalla testa quella voglia di mettermi realmente in gioco. Di costruire qualcosa da zero.
Ricordo un episodio della mia infanzia, quando mia nonna mi chiese cosa volevo fare da grande. “io sarò un inventore!”. “E cosa inventerai nevodo?” (mia nonna è friulana di Marano Lagunare). Ed io convinto: “La catapulta!”. “Ma la catapulta l’hanno già inventata…” “E io l’invento di nuovo” senza batter ciglio.
Non avevo ben capito il concetto di invenzione…
Ed è con lo stesso spregiudicato ottimismo che a novembre mi sono licenziato per andare a re­inventare qualcosa che già esisteva. Un paio di occhiali.

Dove ti vedi fra 1 anno?
E’ difficile fare previsioni quando ci si trova nelle primissime fasi di startup. Però so cosa mi auguro. Finora abbiamo (il mio team ed io) vissuto diversi mesi di lavoro intenso nella parte di iceberg immersa sott’acqua.
Ora ci sentiamo a un pelo dalla superficie. Mi auguro però che la parte emersa non sarà troppo diversa da quello che abbiamo vissuto finora. Mi auguro di continuare a collaborare con persone che lavorano divertendosi, che dedicano ogni loro energia quando ce n’è bisogno, persone da cui sto imparando molto. E’ questo l’aspetto più affascinante di questa avventura.

Cosa vuol dire per te Impatto sociale? Che valore ha all’interno della tua impresa o che valore vorresti che assumesse?
Ho sempre desiderato lavorare in un’azienda in cui l’opinione indipendente è ascoltata e incoraggiata. Un luogo in cui non si fanno le cose solo perché così si è sempre fatto. Certo, è importante imparare dalla storia degli altri. Ma è ancora più importante mantenere sempre uno spirito critico. E’ questa la chiave per non vedere problemi, ma soluzioni che aspettano di essere pensate. Un’azienda che tiene questo principio al proprio centro è fonte d’ispirazione e crescita per tutte le persone coinvolte.

Come è nata l’idea di MOOD?
A gennaio 2014 volevo creare un paio di occhiali per me stesso da poter utilizzare in barca o andando ad arrampicare. Volevo un paio di occhiali confortevole e durevole. Ma cercavo anche qualcosa che potesse essere diverso, che mi permettesse di esprimere la mia personalità.
Questo desiderio ha incontrato la mia passione per i Lego, il gioco di costruzioni che ha stimolato la creatività di innumerevoli generazioni. Con i mattoncini abbiamo tutti imparato ad immaginare e poi creare, smontando e re­immaginando e rimontando all’infinito. Penso che questo sia un concetto ben più forte del solito ciclo compra­usa­getta. Ho coinvolto Henry Bonamigo, amico modellatore 3D che a partire dai miei schizzi a penna ha realizzato il primo prototipo.
Orribile.
Ma non ci siamo arresi, Abbiamo re­immaginato. Due cicli di errori e correzioni e ci siamo ritrovati in mano un modello realizzato con stampante 3D con il look che desideravo. Un paio di occhiali semplici, puliti.
E’ a quel punto che ho capito di avere in mano più di un paio di occhiali.
Avevo creato una piattaforma di espressione personale. Qualcosa che poteva essere minimal fashion ma anche sfacciatamente eccentrico a seconda dei mattoncini che ci mettevo su.
Mi sono accorto che gli occhiali raccontano una storia affascinante. Perché comprare un occhiale per una situazione formale e uno per quando siamo in vena di fare festa?
Avevo creato qualcosa che va oltre la personalizzazione. Un oggetto che si adatta e influisce sul tuo mood del momento. Infinite volte.
E nel febbraio 2014 è nato il marchio MOOD e il sito www.M­-O­-O-­D.com disegnati e realizzati da mio fratello, Blaz Kemperle.

Da febbraio 2014 ad ora ti sei dedicato a MOOD?
A febbraio 2014 ho ricevuto l’offerta di gestire un’agenzia di web marketing. Il tipo di offerta che non si può rifiutare. Ho messo così da parte l’idea embrionale di MOOD per dedicarmi all’agenzia. L’esperienza in agenzia è durata pochi mesi. Il tarlo di creare qualcosa di mio non mi usciva dalla testa. Ho dato le dimissioni a novembre senza nemmeno ricordarmi di MOOD.
Avevo l’idea di creare un nuovo tipo di vacanza in barca a vela, idea che mi avrebbe portato in Australia a febbraio 2015. Poi invece a gennaio mi sono ricordato degli occhiali da sole e ho deciso di testare se l’intuizione di un anno prima avesse qualche valore.
Ho preso un blablacar fino a Berlino, lì ho fermato persone a caso per strada invitandole a reinterpretare gli occhiali a modo loro, raccogliendo le email degli interessati a comprarli.
Il feedback è stato travolgente.
Tornato, ho assemblato un video con le facce fotografate e mi sono messo alla ricerca di un team che mi accompagnasse in questa avventura.
E’ così che sono entrato in contatto con Marco Davanzo e Silvia Oliverio. Entrambi grafici freelance di Trieste. Da febbraio Marco e Silvia sono la colonna portante dell’intero progetto. Mi accompagnano in scelte strategiche, pianificazione e realizzazione del materiale promozionale, presenza sui canali social, investimenti di tasca nostra su prototipi e materiali. Senza di loro non saremmo mai arrivati fin qui.
Stefano Pisciotta, segue marketing, marchi e brevetti da Milano. Matija Milkovich ha finalizzato il prototipo. Riiba studio ha creato i video promo.

Hai avuto interessi da grandi aziende?
MOOD è pubblico da poco più di una settimana, senza alcun budget promozionale, si basa unicamente sul passaparola delle persone interessate. Non vogliamo per ora proporci a grandi aziende perché non vogliamo solo creare un nuovo paio di occhiali. Vogliamo provare a cambiare le regole del gioco. Abbiamo già ricevuto offerte da alcuni investitori. Cortesemente rifiutate perché vogliamo essere fedeli al modello che ci siamo prefissi di perseguire.
Il primo di settembre gli occhiali MOOD saranno disponibili in pre­acquisto dal sito www.M­O­OD.com tramite la piattaforma di crowdfunding Kickstarter. Se e solo se abbastanza persone saranno interessate al punto da pre­acquistarli, li produrremo e MOOD diventerà un reale prodotto.
Crediamo che questo sia un modo più corretto di fare impresa. Non cerchiamo di fare il lavaggio del cervello alle persone a suon di annunci pubblicitari, ma proponiamo qualcosa che se piace realmente si realizza, altrimenti è stato un bell’esperimento.

Cosa dice la Lego riguardo i vostri occhiali?
Ormai da diversi anni il sistema di incastro Lego non è più protetto da copyright. Esistono infatti diverse aziende che creano mattoncini compatibili, con marchi diversi.
Insieme ad ogni paio di occhiali sarà possibile acquistare anche i mattoncini MOOD bricks progettati per avere la massima resa sugli occhiali e moltiplicare all’infinito le possibilità di divertimento grazie a combinazioni di colori, lettere e simboli.
Inoltre i fan di MOOD, che chiamiamo MOODERS possono suggerire le loro grafiche preferite postandole nel gruppo Facebook www.facebook.com/groups/mooders/. Sarà la community stessa a selezionare le migliori, che poi stamperemo e doneremo in omaggio a chi preacquista il primo settembre, giorno del lancio, come ringraziamento a chi ci ha supportato fin dall’inizio.
Stiamo inoltre avviando collaborazioni con artisti internazionali che produrranno edizioni limitate di mattoncini che esprimono il loro stile. Esploriamo anche la possibilità di avere mattoncini in materiali preziosi come oro o swarovski. Dopo settembre poi continueremo a raccogliere i suggerimenti della community di MOODERS per creare set di mattoncini pensati e votati dalla community stessa.

Perché hai scelto trieste per la progettazione e lancio del tuo prodotto?
So che il tema ricorrente abbinato a Trieste è “no se pol”, e so che tanti si lamentano della burocrazia italiana. Ma se devo essere sincero io a Trieste ho trovato un ottimo ambiente per partire. Trieste è una città di confine che mi ha permesso di essere velocemente in tutto il centro Europa, a Trieste ho trovato il prolifico ambiente di Impact Hub, acceleratore di startup situato nel cuore della città, che non solo è un piacevole ambiente di lavoro, ma fornisce anche buoni contatti con un network internazionale di professionisti. A Trieste vive e lavora la maggior parte del team MOOD. E io, nonostante sia uno spirito nomade, amo profondamente questa città.
Ogni mattina presto vado a correre in bosco e nuotare al largo della strada costiera e mi sento in vacanza. Non ci sono molti luoghi al mondo dove la qualità della vita è così alta. E poi c’è il mare. E che mare!

In bocca al lupo Federico.
Chi volesse ordinare il proprio paio di occhiali e sostenere questo progetto, può farlo collegandosi alla campagna crowdfunding a questo link.

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3 commenti a Mood: parte il crowdfunding per gli occhiali personalizzabili made in Trieste

  1. l'Ego

    LEGOLIZED !!!

    inboccallupo

  2. chi è la mora con quelle 2 zinne ?

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