29 luglio 2015

La Trans Continental Race arriva già in Slovenia

el sunto Già in Slovenia dopo nemmeno quattro giorni il primo concorrente della Trans Continental Race 2015

Non sono passati nemmeno quattro giorni e James Hyden, semi professionista, ha già attraversato il confine con la Slovenia puntando deciso al CP3 di Vukovar. Una cavalcata solitaria quella del britannico, inseguito a qualche ora di distacco da Josh Ibbett, già finisher nella TCR 2014 e sul secondo gradino del podio. Dopo il forfait dell’alieno belga, Allegaert, vincitore delle prime due edizioni e impegnato nella Transiberiana proprio in questi giorni, Ibbett puntava alla vittoria. Sembra invece essere condannato alla piazza d’onore pure quest’anno, nonostante sia partito con un ottimo piglio.
I primi concorrenti viaggiano davvero con un bagaglio minimale e dormono qualche ora al massimo. Stupisce riescano a essere ancora così freschi (in foto Hayden prima del confine sloveno, alle 23:17 del 28/07, dopo 1700 km in meno di quattro giorni).
Dietro ai battistrada, a quasi un giorno di distacco i più diretti inseguitori. Per capirsi, mentre Hyden si trova nei pressi di Lasko (29/07 h 11:45), il terzo classificato, Bourgeonnier Alexandre, nella stessa ora non è ancora arrivato a Lignano! Lo segue Ultan Coyle. Per il primo italiano serve aspettare. Si tratta di Piero Rivoira, #39, che adesso è nei pressi di Torino.
Non sono mancati incidenti stradali e meccanici. Il vento francese ha fiaccato moltissimi atleti e le lunghe ore di sella hanno costretto ad alzare bandiera bianca molti atleti, anche di primo piano. Paul Bernd, a lungo in testa, giunto sul Ventoux ha dovuto arrendersi per una forte ustione solare. Juliana Buhring, che già aveva messo un distacco abissale con le dirette avversarie, quando era nona, ha dovuto dire stop: troppo forte il dolore alle ginocchia. Proprio ginocchia e tendini stanno cedendo sotto lo sforzo importante.
Di gran lunga questa si sta rivelando l’edizione più dura finora disputata.
Ne fa le spese pure Stephane Ouaja, parigino #152, partito con una bicicletta a scatto fisso con due soli rapporti: 42×15 e 42×19. Ha fortissimi dolori al tendine d’Achille e ha subito lo sterrato della Strada dell’Assietta, alla cui partenza è posto il CP2 (il CP1 è sul Mont Ventoux). Lo sterrato, che parte dal Sestriere, viene percorso con velocità bassissime, tra rotture e forature: difficile superare i 15 km/h, molto più semplice “sfrecciare” sotto i 5 orari.
Tutte le difficoltà e l’importante altimetria stanno scombussolando le tabelle di marcia. Solo martedì sera è transitato il primo atleta che ha scelto di raggiungere la città martire della Croazia passando per Gorizia. Il grosso del gruppo arranca ancora tra il Gigante della Provenza e il terribile sterrato. Acciaccati, stanchi e con pochissime ore di sonno, molti ciclisti si sono stesi in luoghi di fortuna. L’atleta italiano Giancarlo Avella,#147, per esempio, dopo alcune noie meccaniche, dopo il CP1 ha sbagliato strada. Ha dovuto mulinare a lungo per recuperare il tempo perso. E siccome veniva da una pedalata no stop di oltre 30 ore!, stremato, si è letteralmente buttato a dormire in un fienile. È andata meglio ad Andrea Collino, #138, che dopo aver rotto la ruota, con mille peripezie è riuscito a ritornare in gara. Bene stanno facendo il vicentino Cristian Amoroso, #117, e Valter Mariani, #163, che si alternano al secondo e terzo posto tra i nostri compatrioti.
Alla luce della durezza del percorso, dell’altimetria cattiva, della pioggia e del vento contrario, quelli che riusciranno a raggiungere Istanbul entro i 15 giorni, saranno davvero pochi. Se potete, per sostenerli, uscite in strada a incontrarli.
Sul sito The Transcontinental Race potete seguirli.

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