FESTIVAL ECONOMIA ROBERTO SAVIANO / FOTO DI ALESSIO COSER
28 maggio 2015

Il centenario e i cortei “salvati” da Saviano

el sunto Lo scrittore fa riflettere sui cortei (Casapound e antifascista) che hanno sfilato a Gorizia per il centenario dall'entrata in guerra dell'Italia

«Nel dare a tutti la possibilità di poter manifestare, il Friuli Venezia Giulia ha dimostrato di essere antifascista». Parola di Roberto Saviano, a margine del festival èStoria di Gorizia. La data è simbolica: 23 maggio 2015. Non è solo l’anniversario della strage di Capaci, a Gorizia (l’unica città italiana ad essere stata conquistata con le armi) è soprattutto il centenario dall’entrata in guerra dell’Italia: tra Monfalcone e Caporetto persero la vita 400mila italiani, almeno due terzi dei 650mila caduti sull’intero fronte, fra Trieste e lo Stelvio. E per lo stesso giorno sono stati indetti prima la sfilata nazionale di Casapound, poi il contro-corteo dell’Osservatorio regionale antifascista e antirazzista.

Ospite d’onore all’11° edizione del festival, il signor Gomorra ha appena ricevuto il premio FriulAdria “Il romanzo della Storia”. Sul palco, la sua posizione rispetto a Casapound è chiara fin dall’inizio: «Non è stata colpa mia, se la pioggia ha voluto disturbare un’altra manifestazione». Applausi.

Nel corso della sua lectio magistralis, le guerre Saviano le ricorda citando “Se questo è un uomo” («Secondo Philip Roth, Primo Levi è l’unico ad averci portato dentro la storia dei lager») e “Uomini contro”, il film di Francesco Rosi sul dramma degli italiani mandati al macello contro l’artiglieria austriaca. Accenna anche al nuovo movimento che delle guerre ricorda ammutinati e disertori. Come lo spettacolo di cui abbiamo dato notizia qui.

Per capire meglio come interpreta i due cortei, bisogna però aspettare. Saviano deve finire il suo discorso, e nel frattempo si può tentare di convincere la scorta, tesserino in mano. Un paio di spintoni, e il momento degli autografi pare giusto per rivolgergli la parola.

«Cosa ne penso di un corteo fascista e uno antifascista? È concedendo a tutti di manifestare che la Regione Friuli Venezia Giulia ha celebrato l’antifascismo».

Riportare le sue parole agli antifascisti colora di delusione gli occhi degli interlocutori. Ci hanno messo un mese per riuscire ad essere – ad occhi nudi – più numerosi dei “neri”. Anche appellandosi a storici e intellettuali, hanno promosso una mobilitazione per tutti coloro «che hanno per patria il mondo intero, che odiano la guerra ma amano la resistenza e la liberazione dai fascismi di oggi e di ieri». Hanno rinsaldato una rete di associazioni regionali che non sfilava insieme per Gorizia dai tempi dell’allora Centro di permanenza temporanea. Un risultato per nulla scontato, raggiunto con l’appoggio dei vicini sloveni.

“Rigore” è invece la parola d’ordine di Casapound. Arrivati da tutta Italia su una dozzina di bus, sono un migliaio, divisi in legioni, bandiere tartarugate e divise nere. Per loro «Gorizia è la città simbolo della Prima Guerra Mondiale o dell’ultima guerra Risorgimentale dell’Italia» e il senso della loro presenza sta «nel ricordare all’intero popolo italiano quanto sangue sia stato versato per ricongiungere alla Patria anche gli ultimi territori irredenti. Un monito e una esortazione per recuperare lo spirito e l’ardore di quegli anni eroici»

A fine giornata, il tentativo di criminalizzazione ha svelato la sua fallacia. Più che a una prova di forza, entrambi i cortei hanno puntato al consenso. Nessuno ha scatenato la reazione della polizia in tenuta antisommossa. Anche se, poco prima, era bastato fingersi passanti in cerca di informazioni, per sentirsi rispondere da qualche agente che il corteo da cui tenersi alla larga era quello antifascista. Sembrano insomma esserci cascati solo quegli esercenti rimasti con le serrande abbassate (e qualche incasso in meno).

Saviano potrebbe dunque forse aver ragione: antifascismo è aver lasciato a tutti il diritto di manifestare. Dando però uno sguardo anche alla vetrina delle forze armate allestita lo stesso giorno a Trieste, sono almeno quattro le domande che scaturiscono da questa affermazione:

1) Quanto il valore di “patria” può essere considerato attuale nel processo di inclusione nell’Unione europea, la cui costituzione ha portato la pace fra le nazioni che ne fanno parte?
2) Quanto la commemorazione della Grande guerra si interseca col “neo-nazionalismo” di Salvini?
3) Quanto l’Italia ripudia ancora la guerra?
4) Quali sono i limiti all’apologia del fascismo vietata nella Costituzione?

Tag: , , , , , , , .

31 commenti a Il centenario e i cortei “salvati” da Saviano

  1. capitano

    Il punto che Saviano non centra è che gli stupidi sono difficili da disarmare.

    http://www.udine20.it/gorizia-villesse-si-ricorda-la-tragedia-dei-fassinars-2930-maggio-2015/

  2. Jasna

    Rispetto alla domanda 1, potremmo discutere anche se la patria sia un valore vero e proprio e non piuttosto un’idea personale di ognuno di noi.

  3. maja

    Da notare questo passaggio:

    era bastato fingersi passanti in cerca di informazioni, per sentirsi rispondere da qualche agente che il corteo da cui tenersi alla larga era quello antifascista.

  4. Maurello

    eccolo… lo hanno preso! il classico FASCISTA del XXI secolo…
    il FASCISTA violento e carico di odio verso chi è diverso da lui, verso le razze inferiori.
    il FASCISTA che riunisce i camerati, appena viene a sapere che gli inferiori agiscono senza consenso.
    il FASCISTA contrario alle voci libere, che confondono i puri e creano il caos.
    il FASCISTA che non avendo idee proprie ma preconcette, manifesta solo contro le idee altrui.
    il FASCISTA che non avendo una cultura personale, sa esprimersi solo con la violenza.
    c’è da chiedersi come abbia fatto a confondersi così bene tra le file degli antifascisti…
    http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2015/05/29/news/gorizia-lancia-transenna-contro-la-polizia-durante-il-corteo-denunciato-1.11516241

  5. sfsn

    uiuiuiuiui, maurello! TERRIBILE reato lanciar una transenna contro la polizia, un reato tipicamente marxista per cui dovessi esser previsto l’ergastolo! xe un sacco de gente che xe morta per el lancio de transenne! I disi che i russi a Katyn i copava i uficiai polacchi usando le transenne, per no parlar dela rivoluzion culturale in Cina dove che Mao ghe fazeva dar transennade in testa ai deviazionisti. Goli Otok po iera tuta una transenna!
    Mi son tornà verso la stazion e no go visto nissun episodio del genere, no me stupirìa che xe semplicemente un che se ga intopà o roba del genere- E comunque se le robe xe andade come i disi xe solo che un stupido.

    @ jasna: secondo mi la patria xe tuto fora che un valor: “Quando lo stato si prepara ad uccidere, si fa chiamare patria”.

  6. maja

    olà, sfsn, grazie per gaverne svelà l’arcano: per caturar i 7 fascisti, el cacciator de Lokev no el ga doprà un s’copio, ma ovviamente una transenna!

  7. Jasna

    @sfsn Concordo, notavo infatti che la domanda era mal posta proprio per questo “errore formale”.

  8. capitano

    1) Non si fanno inclusioni da un bunker mentale.
    2) La lega non ha mai pescato nell’elettorato della destra nazionalista. Agli elettori storici qualcuno ha spiegato la svolta a U?
    3) Inversamente proporzionale alla convenienza economica del contrario.
    4) Non ce ne sono fino a quando qualcuno non scende in strada a manifestare.

  9. Maurello

    @ uiuiuiuiui, sfsn (sicuro non sia: cfnm?) non guardare solo al dito così da poter dare una risposta ad effetto convinto di aver ragione. dai, sai fare di meglio, prova a capire come fanno tanti fascisti a manifestare nei cortei antifascisti credendosi antifascisti.
    uno dei pochi antifascisti è Saviano che ovviamente viene contestato dai fascisti che non sopportano la libertà.

    1) la patria è un valore perché è un idea personale che non coincide per forza con la nazione. per esempio la mia patria è il pianeta Terra ma non solo, anche Trieste e l’Europa assieme ai paesi mediterranei sono la mia patria. non è complicato capire come possano coesistere più patrie in un’unica persona, ma è quasi impossibile spiegarlo a chi non lo capisce.
    1) la patria è un valore perché un patriota ama la sua patria e non odia quella degli altri. il patriota è come quel tifoso che gioisce ed incita la propria squadra o quel genitore che gioisce o incita i propri figli. di tutt’altra pasta sono i nazionalisti che invece sono come gli ultras che offendono gli avversari e gioiscono della loro sconfitta. patriottismo e nazionalismo sono agli antipodi come amore e odio pur avendo radici comuni.
    2) quanto qualcosa di complesso senza una verità univoca può intersecare la mente di un leghista? zero, ma i capi riescono molto bene ad abusarne per fini personali. esattamente come taluni che hanno tentato di trasformare una commemorazione in una festa.
    3) tanto quanto sta scritto nella costituzione. (informarsi era troppo?)
    4) sono limiti molto indefiniti e labili. dovrebbero riscrivere la legge definendo cosa si intende per fascismo (ovvero quali cose del fascismo proibire, prima di ritrovarci senza case popolari e senza pensioni), altrimenti ai fascisti (quelli nostalgici di Mussolini) basterà non utilizzare certi simboli e certi nomi e potranno ricostituire il partito sotto nuovo nome raggirando l’intento originario della legge.
    4) saranno sempre dei limiti fascisti (quindi incoerenti con se stessi) finché tutte le ideologie dittatoriali non saranno equiparate. dovremmo prendere esempio dai polacchi e dagli ucraini che equiparano, giustamente, nazismo e comunismo.

  10. Fiora

    @10
    “la patria è un valore perché un patriota ama la sua patria e non odia quella degli altri. il patriota è come quel tifoso che gioisce ed incita la propria squadra o quel genitore che gioisce o incita i propri figli. di tutt’altra pasta sono i nazionalisti che invece sono come gli ultras che offendono gli avversari e gioiscono della loro sconfitta. patriottismo e nazionalismo sono agli antipodi come amore e odio pur avendo radici comuni.”
    Grazie Maurello per questa definizione. Tua o mutuata é ininfluente. Se aderente al proprio sentimento è farla propria. La faccio anche mia e nuovamente “oso” riutilizzare un termine che avevo da pusillanime accantonato a pro di un sinonimo ” paese”, termine più “annacquato” e meno equivocabile. Il termine è PATRIA.

  11. Fiora

    ” possono coesistere più patrie in un unica persona, ma è quasi impossibile spiegarlo a chi non lo capisca…”
    Io insisto e non mi arrendo, Maurello! 😉

  12. antifa

    “Fuori da queste borderlands, pochissimi hanno colto il senso profondo di ciò che è accaduto a Gorizia: la saldatura tra la retorica ufficiale di Stato e quella dei fascisti del terzo millennio, emersa in modo esplicito nelle celebrazioni della grande guerra, vero mito fondativo dell’identità nazionale italiana. La saldatura si è manifestata proprio in queste terre, dove le ferite causate da quella guerra non si sono mai rimarginate, né da una parte né dall’altra del confine.”

    http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=21531

  13. anna (anny)

    @14 antifa
    credo che le celebrazioni della grande guerra vengano fatte per ricordare intanto quei giovani che hanno inutilmente perso la vita per una guerra stupida (come lo sono tutte le guerre)e poi per insegnare ai bimbi/ragazzi che la guerra non va MAI fatta,……..
    i signori di casa pound & co. dovrebbero studiare meglio la storia e magari guardare qualche documentario sulla figura di mussolini,giusto per rendersi conto delle follie di cui era capace quell’uomo insieme a quell’altro pazzo di hitler.

  14. Fiora

    @13/14
    Per quante volte antifa riposterai lo stesso link già postato al 9? a reiterare resoconti così smaccatamente “di parte” ( e davvero di quale parte sia, per me è ininfluente) si rischia l’effetto opposto .
    ” saldatura tra retorica di Stato ” subito a liquidare così qualsiasi rievocazione…” e quella dei fascisti del terzo millennio (quanti? ! ‘ndemo dei!) emersa in modo esplicito” ( per chi? per te? )
    A me danno fastidio le interpretazioni e le conclusioni personali spacciate per dogmi, mi dà fastidio che alla categoria “cittadino medio” alieno dalla violenza si voglia continuamente affibbiare intenti che passano per la mente ai facinorosi , quale che sia il corteo nel quale sfilano.
    Se non è fascismo il tuo….

  15. Fiora

    ..per il terrore ( ??? beh…)di venir catalogati dal fa.antifa. di turno finirà che la gente ai cortei non parteciperà più ! 😉

  16. John Remada

    Link mai aperti, quelli del baldo antifa….visto da dove vengono neanche serve; se non c’è un nemico bisogna inventarlo….salutami il ricercatore antifa.

  17. maja

    Fiora, vaben l’allergia personale alla parola “fascismo”, ma no cori che te se senti sempre ciamada in causa. Quela de CasaPau no iera una rievocazion de cittadini medi alieni alla violenza, ma una esaltazion dela guera fata da fascisti con in man striscioni del tipo “siam pronti alla morte”, “risorgi, combatti e vinci” e “riprendiamoci tutto”. E xe un dato de fato che sul palcheto con lori ghe iera un’assessora in carica. De quando in qua ciamar le robe col loro nome xe roba da “facinorosi”? Se un li qualifica per quel che i xe, el diventa ipso facto fascista anche lui?

  18. antifa

    “fascisti del terzo millennio” è il modo in cui si auto-definiscono i militanti di casa clown

    http://www.linkiesta.it/casa-pound

  19. John Remada

    La parola “Fascista” non vuol dire nulla; c’era un movimento /partito del tutto legale, che ha anche piazzato dei consiglieri comunali negli anni ‘ 90 che si denominava ” Fascismo e Libertà” con simbolo un fascio rosso , che nonostante i fuochi d’artificio dei rossi, navigava in tranquillità; basta non avere nel programma eventi riconducibili al regime del duce; stessa cosa vale i comunisti , ora buoni, ma equiparati al nazifascismo in Polonia e Ukraina.

  20. Fiora

    @19
    sentirse ciamadi in causa xè empatia maja. nel senso che se me fussi trovada in mezo me sarìa trovada anche mi catalogada con quel termine nella sua comune accezion negativa.
    comunque oltre all’alergia a termini senza… “mezi termini” e al far de ogni erba un…fascio, go anche quela ai cortei. mi no ghe iero e no go dificoltà a creder a ti che te ieri.
    me resta el quesito. aldilà de sti slogan roboanti cossa ghe xè de temer in concreto ? magari son facilona ma me par più aparenza che reale pericolosità

  21. John Remada

    Il pericolo era in casa loro…..metti che all’antagonista sfuggiva la transenna all’indietro , la stessa poteva colpire Maja, antifa o altri “lealisti”!

  22. maja

    fiora, se te se fussi trovada in mezzo al corteo de casaclown saria sta per tua precisa volontà, e se desso te provi empatia per lori, e non per l’altro corteo, xe affar tuo. de sicuro no xe un problema de chi che stava coi antifascisti e dopo ga scrito l’articolo. darghe del fascista a lui xe disonesto e ridicolo.
    se dopo no te vedi i pericoli reali de sta deriva neofascista, te consiglio de farte un giro nei socialini e te vederà cos che riva a uscir fora dela tastiera de certa gente.

  23. John Remada

    Allora , qua nessun ha insultato “l’altro corteo” ma la Majuccia e altri continuano a denigrare il corteo parallelo definendolo “Casa clown” ; anche questa è una gratuita provocazione, fatta da personaggi che si ritengono ineccepibili; bene, conclusione: se sono clown dovrebbero divertire e essere innocui; se sono pericolosi, che scopo ha provocarli con battutine alquanto infantili? Mistero? A meno che i clown nominati non siano come il clown comparso nello sceneggiato “I compagni di Baal” di memoria Tv in B./N……

  24. Fiora

    @24
    ” xè disonesto e ridicolo” Pel ridicolo ghe stago. Pel disonesto me inombro. Go dà del fascista nell’acezion de prepotente e impositivo . dela serie “il duce ha sempre ragione” (ch’el sia nero ch’el sia rosso)
    ” cos che riva a uscir fora dela TASTIERA de certa gente” infati ! dela tastiera e in ogni campo anche sessuale, no?!. I pervertidi scrivi ,inalbera slogan ulmi de cazade po i torna a casa e ghe coregi i compiti ai fioi e i ghe disi stai composto a tavola e i pensa come far per rivar ala quarta setimana, dei!
    …. mai parlar de politica e de religion se no se vol far barufa. almeno a parlar de religion noi due no problem, maja! 😉

  25. sfsn

    Effettivamente no me piasi che Casa Pound vegni storpià in Casa Clown, preferisso la traduzion letterale:
    Casa Sterlina (quel che i val: circa setanta centesimi), opur
    Casa Libbra (perchè i xe pesanti)

  26. John Remada

    Lungi da far difese d’ufficio ai pound (Sono rivali nostri) , ma c’è anche un disco che ha venduto e vende ancora migliaia di copie che s’intitola ” Selling England by the pound”….

  27. John Remada

    A proposito, Sfsn ti ricordi dei compagni di Baal? Era il periodo del più famoso Belfagor.

  28. sfsn

    Me ricordo, ma go sempre trovà più divertente I Compagni di Bala

  29. John Remada

    No gavevo fato caso al mini anagramma….

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *