19 maggio 2015

Mathitech: poliedricità, coraggio e un po’ di pazzia

el sunto La creatività e l'impegno con un pizzico di coraggio possono rappresentare la ricetta per il successo. Una prova di ciò è l'azienda Mathitech

di Vesna Pahor

La creatività e l’impegno con un pizzico di coraggio possono rappresentare la ricetta per il successo. Una prova di ciò è l’azienda Mathitech che con i suoi due negozi, uno in Viale Miramare 5 a Trieste e l’altro a Sežana (Kraška ulica 4) sta avendo sempre più riscontro tra i numerosi avventori. Oltre alla progettazione e alla produzione di biciclette, la Mathitech si occupa di soluzioni per la mobilità sostenibile e dello sviluppo di una rete di supporto al cicloturismo. Accanto ad esse vi è l’attività nel campo dell’automazione industriale, con particolare focus su sistemi per il Biomedicale.

Il fondatore, l’ing. Enrico Merlani ci ha illustrato le molteplici sfumature di questo ambizioso progetto

Com’è nata l’idea per un’attività così eclettica e poliedrica come quella della Mathitech?
L’azienda è nata da una mia personale passione per le biciclette. Avevo deciso di costruirmi un telaio in titanio, uno dei materiali che più mi affascinavano. Così mi sono messo a studiare, provare, tagliare e saldare finché non son venuti fuori i primi prototipi. Non esistevano ore o giorni, ma solo uno scopo: riuscire a costruire un qualcosa che mi permettesse di esprimere la mia creatività. Sono stati di importanza fondamentale il mio lavoro (in quei tempi progettavo e producevo all’interno dell’azienda International Biomedical Systems, stent e cateteri per angioplastica) e la mia collaborazione con l’ing. Vidali delle Officine Meccaniche Vidali. Da ciò ho preso il destro per attivare la Mathitech Eng. Group srl all’interno dello stabile di Vidali, che mi ha in qualche maniera, permesso di operare come fosse un incubatore. Ho investito tutto quello che avevo e poi ovviamente ho dovuto dar fondo a chi in famiglia ha pensato di sostenermi. La mia attuale mogliemi ha supportato e sopportato in maniera fantastica e lo fa ancora oggi lavorando in azienda e condividendo con me scelte, gioie e dolori.

Inizialmente pertanto sono partito da solo, poi quando è stata attivata l’azienda, ho portato con me altri 3 ragazzi con cui avevo una profonda intesa ed amicizia, nonché ingegneri di diversi rami. Dal 2010 ho trovato un grande supporto in un nuovo socio, Mario Chersi, un altro ingegnere che per molti anni ha lavorato alla Fincantieri.

Quali sono le vostre principali linee guida?
Come avrete capito nella nostra squadra non si fuma e si va in bici…Grazie all’esperienza a 360° gradi dell’azienda e dei suoi componenti, ci permettiamo di affrontare in maniera flessibile, progetti molto ambiziosi e molto diversi uno dall’altro. Questa vena di pazzia ci permette di essere poliedrici La solidità della struttura costruita in questi anni, ci consente di esserlo, ma soprattutto ci permette di raggiungere risultati invidiabili. Sempre ovviamente a fronte di grossa fatica e tantissimi sacrifici. Una grande cosa che ci contraddistingue è il fatto che facciamo tutto in casa, dallo sviluppo all’ingegnerizzazione, prototipazione fino alla produzione in serie.

Volendoci soffermare in particolare sul vostro lavoro nell’ambito della promozione del cicloturismo: cos’è il progetto Bikeways?
I suoi inizi risalgono al 2004. L’obiettivo del progetto Bikeways è quello di rendere la bicicletta il passepartout di un turismo eco-sostenibile per scoprire le città, la natura e incontrare i popoli. Vorremmo realizzare questo attraverso la creazione di una rete di punti noleggio biciclette e assistenza, distribuiti sul territorio italiano ed europeo lungo percorsi ciclabili, già mappati o in corso di creazione.
Ci basiamo sull’ esperienza costruita in 11 anni di attività nel settore del supporto al cliente, dell’attenzione alle esigenze del ciclista e cicloturista, alla collaborazione e partnerariato con operatori e tour operator focalizzati solo al “mondo bike”. L’impegno nel costruire questa rete è quello di rendere sovranazionale un’esperienza positiva e far crescere insieme, con un marchio unico, una struttura di qualità che diventi riferimento per tutti.Trieste_Miramare@meriani
Bikeways nel corso degli anni si è evoluto in maniera autonoma si in un prodotto prettamente turistico che si integra nell’esigenza di una mobilità ecosostenibile. Pertanto, si pone a livello europeo, come la struttura a supporto di tutto ciò che è proposta turistica legata al mondo della bicicletta.

Cosa significa per voi portarlo avanti?
Rappresenta una sfida a fare in modo che sia possibile una collaborazione pulita che vada al di là di ogni confine, per unire e far conoscere, per capire e e far gustare modi, usi e sapori che ancora non conosciamo, ma che sicuramente impareremo a condividere ed apprezzare, con un mezzo semplice, pulito e adeguatamente lento quale la bicicletta.

Come funziona dunque la rete di punti noleggio delle biciclette?
Ogni punto deve offrire gli stessi servizi ad un alto livello di qualità. L’utente può noleggiare on line, ovviamente acquisendo un benefit in scontistiche, può prendere la bicicletta in un punto della rete e lasciarla in un altro punto. La promozione della rete è affidata a ogni punto della rete stessa, per questo è importante che ogni punto sia addestrato e consapevole.

Quali sono i punti di forza del cicloturismo?
Il cicloturismo ha subito una crescita travolgente negli ultimi anni e credo e spero che non smetterà di salire come gradimento ed interesse. Finalmente ci si è resi conto che viaggaire significa godere di ogni momento del viaggio. Ciò è possibile solo con un mezzo che ti metta in diretto contatto con  i luoghi, i sapori e le persone e ti permetta di assaporarli.bikeways caffe

Per concludere: tra i tanti quale itinerario ci suggeriresti?
Se si parla di Trieste e dintorni: la Parenzana ci permette di percorrere i tre stati nel modo più piacevole.Suggerirei anche di scoprire il Carso e le sue grotte con un percorso che ti porta a conoscere le Škocjanske Jame e la Grotta Gigante. Non possiamo inoltre dimenticarci del bellissimo lavoro che è stato fatto per aprire la pista ciclabile dell’Isonzo, con partenza dal nostro punto Bikeways di Solkan.
La pista ciclabile sull’Adda è un percorso che sicuramente diventerà conosciuto nel futuro, tutta la ciclabile sull’Adda. Dal lago di Como attraverso il suo snodarsi lungo le opere progettate da Leonardo da Vinci e le centrali idroelettriche della Edison, si arriva fino al centro di Milano.Tutto questo e di più su Bikeways.eu

Vesna Pahor

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