17 marzo 2015

Gioco del rispetto. Come è nata la polemica?

el sunto Dietro alla campagna contro il gioco del rispetto media faziosi e spauracchi ideologici. Ricostruiamo questo percorso.

Il caso scoppia sul sito del settimanale diocesano di Trieste, «Vita Nuova», il 2 marzo 2015, con un articolo intitolato Il Comune spieghi questa vergogna, poi ripreso nel cartaceo del 6 marzo 2015, a pagina 5 con il titolo Violenza fisica ed emotiva. Via al “Il gioco del rispetto” nelle nostre scuole per l’infanzia. L’iniziativa del Comune di Trieste. L’articolo a fianco è intitolato invece: No alla propaganda sessuale ideologica in classe. È l’ora dei genitori e degli insegnati coraggiosi. Nel taglio basso si legge Più di 100.000 firme contro l’ideologia gender nelle scuole!

È una pagina dai toni bellicosi, quelli di una comunità compatta che reagisce a una pericolosa minaccia esterna. Che, per chi scrive, ha il nome di “ideologia gender”. La stessa minaccia che fa mobilitare le Sentinelle in piedi, una di quelle che allarmano i Giuristi per la Vita e varie associazioni di genitori cattolici; ma risulta scomoda anche per il quotidiano della CEI e Famiglia Cristiana. D’altro canto è Papa Bergoglio stesso, che nel volo di ritorno dalle Filippine, ha parlato di “colonizzazione ideologica” a proposito della “teoria del gender”: chi si prepara a dar battaglia non sono frange oltranziste di cattolici alla pontifex.roma.it, sono fedeli che trovano pieno appoggio nella loro guida.

Ma l’appoggio del Papa non garantisce la mira dei fedeli troppo ben intenzionati, come in questo caso. Ciò di cui si tratta nel Gioco del rispetto è la parità uomo-donna. Non ha a che fare con l’identità di genere. Suppongo che vari attivisti pro LGBTQI, anzi, lo possano trovare un progetto che osa poco – ma non è questo il punto. Il contenuto scottante del Gioco, per l’articolo intitolato Violenza fisica ed emotiva sarebbe questo:

A sfogliare, ed a leggere, il libretto del “gioco del rispetto”, c’è da restare allibiti.

Non so al lettore che sensazione possa fare, ma cito testualmente uno dei passaggi delle “istruzioni all’uso” per gli insegnanti: “… L’insegnante a questo punto fa notare che le sensazioni e le percezioni che (n.d.a.: i bambini) hanno provato sono uguali per i corpi dei maschi e per i corpi delle femmine. I corpi funzionano nello stesso modo. Per rinforzare questa percezione i bambini/e possono esplorare i corpi dei loro compagni/e (utilizzare uno stetoscopio, se si riesce a reperirlo), ascoltare il battito del cuore a vicenda, respirare per riempire i polmoni e poi svuotarli facendo porre la mano sul torace, ecc.

Ovviamente i bambini/e possono riconoscere che ci sono delle differenze fisiche che li caratterizzano, in particolare nell’area genitale. E’ importante confermare loro che maschi e femmine sono effettivamente diversi in questo aspetto, e nominare senza timore i genitali maschili e femminili ma che tali differenze non condizionano il loro modo di sentire, provare emozioni, comportarsi con gli altri/e”.

Io non vedo il problema, qualcuno potrebbe anche farsi una risata. Qualcun altro potrebbe allarmarsi e decidere legittimamente di non far partecipare il proprio figlio a queste attività; ma la faziosità dell’esposizione sta nel citare queste frasi fuori dal loro contesto (oltretutto: sotto un titolo allarmistico totalmente ingiustificato). Da questo passo, grazie a un tam-tam mediatico e telematico che ha presto prodotto titoli come Giochi osé all’asilo, Follia dei giochi gender, Lezioni porno all’asilo e affermazioni sull’invito a toccarsi le parti intime e sul travestirsi scambiandosi i vestiti con i compagni. Niente di tutto ciò è riferibile in maniera propria al Gioco del rispetto. Quello che si legge nel sito del progetto è:

L’obiettivo del Gioco del rispetto è di trasmettere il valore delle pari opportunità di realizzazione dei loro sogni personali, sia che siano maschi, sia che siano femmine.

Il Gioco del rispetto lavora per l’abbattimento di tutti quegli stereotipi sociali che imprigionano maschi e femmine in ruoli che nulla hanno a che vedere con la loro natura. Ad esempio, si mette in discussione lo stereotipo per cui i padri debbano essere dediti soltanto al lavoro e possano dedicare solo pochi minuti al giorno ai loro figli, così come le madri non siano in grado di ricoprire posizioni di responsabilità all’interno delle aziende.

A nostro giudizio, ci vuole davvero molta fantasia per arrivare da qui alla perversione delle identità dei bambini tramite (inesistenti) giochi di travestimenti e toccamenti. Ma a questo punto, anche Matteo Salvini della Lega Nord e Simone Di Stefano di Casa Pound fanno sentire la loro voce

salvini

simone di stefanocon argomentazioni solide e sensate. Chi cerca di spiegare come stanno le cose comincia ad avere parecchie difficoltà. Nel gruppo Facebook Te son de Trieste se… un padre presente all’Assemblea dove il Gioco del rispetto è stato attaccato spiega la sua versione dei fatti: viene subissato dai commenti di persone che non conoscono il progetto e, ciononostante, vogliono schierarsi contro: finisce per cancellare i commenti, ritirandosi da una conversazione sconclusionata. Stessa cosa accade nelle conversazioni sentite sugli autobus o ai bar: la tesi prevalente è che, oddio, con la scusa del Gioco del rispetto vogliono trasformare i bambini in bambine e viceversa.

Ma bora.la cominciamo a ricevere segnalazioni da genitori dell’asilo da cui è partita la protesta. Scopriamo così che il genitore allarmista ha distribuito dei volantini in cui ha parlato esplicitamente di scuola che insegna la pornografia ai bambini. Scopriamo che nell’assemblea dove è partita la polemica, i toni del “crociato anti-gender” siano stati molto poco rispettosi, nei confronti di corpo docente e delle altre famiglie. Scopriamo che nel corso di un’assemblea successiva, il 12 marzo, egli è stato invitato a leggere tutto il contenuto del Gioco e a indicare i passi che a suo dire davano scandalo, e che ciò gli abbia creato qualche difficoltà.

Scopriamo che, in generale, le insegnanti e la dirigente scolastica sono apprezzate dai genitori e che i bambini vanno felici all’asilo I cuccioli. Scopriamo che la scelta delle maestre di partire con due giochi su undici è legata alla disponibilità immediata di materiale didattico, e non a presunte bocciature politiche occulte dei contenuti di un progetto approvato. E concordiamo con il parere di una mamma che sostiene che si è fatto “molto rumore per nulla”.

Non abbiamo ancora avuto il tempo di verificare (lo faremo in un prossimo articolo) la fondatezza delle accuse mosse al Comune e alla dirigente scolastica rispetto al POF e alla comunicazione con le famiglie. Ma siamo rimasti tristemente stupiti di come questo caso sia stato costruito e sia cresciuto, rimbalzando tra cattolici che non intendono porgere l’altra guancia, media che puntano ancora una volta sul sensazionalismo anziché sull’informazione e destre che non aspettano di ricevere insulti alle mamme per sferrare pugni (metaforici, almeno per ora). La Trieste città cosmopolita e rispettosa delle differenze sembra sempre più una favola di altri tempi.

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31 commenti a Gioco del rispetto. Come è nata la polemica?

  1. RISPETTO

    Grazie Bora.La, finalmente un po’ di informazione corretta !!!

  2. RISPETTO

    CICLO DELLA NOTIZIA SUL GIOCO DEL RISPETTO…IN RIMA…

    http://www.valigiablu.it/tag/gioco-del-rispetto/

  3. RISPETTO

    TROVATO QUESTO…INCREDIBILE…!!!
    fuori dall’asilo ecco come sono state aggredite le mamme dai giornalisti e …non solo…

    http://www.youreporter.it/video_TRIESTE_I_GIORNALISTI_E_IL_GIOCO_DEL_DISPETTO

  4. vanna Pecorari Marson

    Meno male che ci date una mano a riequilibrare le cose! Si può denunciare Vita nuova e il Piccolo per calunnia? Secondo voi ci sono gli estremi?

  5. Raffaella

    già, molto rumore per nulla. Solo chi non ha bambini in quella fascia di età può non sapere che i bambini -a modo loro e con parole loro – sono molto interessati alle differenze fisiche tra uomo e donna, osservano e fanno domande. Certo, a mamma e papà, ma se il corpo non è un tabù, se ne può parlare, con un linguaggio adatto alla loro età, anche in comunità. Nessuno può negare le esistenti differenze fisiche e lavorative tra uomo e donna, spero.

  6. Sara Matijacic Sara Matijacic

    Se ci sono gli estremi, non so. ma non penso sia questo il punto. E non avrebbe molto senso. 🙂

    Proprio perché molto rumore per nulla.

    Tutta questa vicenda dovrebbe farci riflettere su come siamo ben lontani da quella parità che molti danno per scontata.

    Non invidio chi ha figli e cerca di educarli per vivere sereni e appagati in questo mondo.

    Per il resto sono molto positiva e credo profondamente in un cambiamento culturale in futuro.

  7. RISPETTO

    Propongo un parallelismo…provate a fare questo sforzo…siete dei professionisti o delle professioniste che da anni vi occupate di “prodotti agro alimentari” e proponete al Comune un gioco per bambini legato alla valorizzazione dei prodotti locali….
    Il gioco, fra le altre cose, propone di organizzare delle visite di istruzione per i bambini della scuola dell’infanzia (l’asilo è un’altra cosa…la scuola materna non esiste più…esiste la Scuola dell’Infanzia ! ) presso i produttori per capire come si fanno e quali sono le loro caratteristiche.

    Il progetto è talmente innovativo che vi chiamano a Milano a spiegarlo, la regione lo finanzia e il comune, pensando di fare cosa importante, lo adotta nelle scuole.

    Ebbene, ci avete messo professionalità, capacità, creatività, è siete felicissimi del vostro progetto e felici di vedere che viene apprezzato da tutti, anche il Piccolo lo presenta come un buon progetto http://unanapoletanaatrieste-ilpiccolo.blogautore.repubblica.it/2014/07/01/uomini-e-donne/ testualmente: “Ecco perché ho trovato davvero rivoluzionario un progetto denominato “Pari o dispari? Il gioco del rispetto” (http://giocodelrispetto.org/), portato avanti da esperti in comunicazione, psicologi e insegnanti, che mira a ridurre il divario di genere a partire dalla scuola dell’infanzia. Il tutto, e questo è l’aspetto davvero innovativo, divulgato attraverso il gioco, coinvolgendo i bambini in attività divertenti che insegnino a contrastare le discriminazioni e a risolvere i conflitti di genere in maniera solidale.”

    Ad un certo punto…un genitore iscritto agli Alcolisti anonimi…legge, tra le diverse schede di gioco, che per i bimbi si organizzeranno delle visite nelle Osmice, dove, si legge “i bimbi potranno vedere come si produce il vino, ma anche i salumi e i formaggi oltre che gli ortaggi”.
    Ma attenzione…in una parte della scheda c’è scritto che: “potranno assaggiare i prodotti per riconoscerli”….

    E qui il genitore “sensibile” salta sulla sedia…sbrocca…pensa (in buona fede…o forse in malafede…visto che è molto amico di uno che vorrebbe molto entrare in politica ma è stato “trombato” nel 2013…tale amico è il coordinatore regionale delle “bevandelle in piedi”, gruppo che fa stare in piedi gli alcolisti con un bicchiere di vino in mano atto considerato utile all’espiazione del vizio di Bacco…) che “l’assaggio dei prodotti riguardi anche il vino” (ma di questo non vi è scritto da nessuna parte…) chiama allarmato l’associazione degli astemi, che peraltro ha anche un giornale chiamato “Vigna Nuova” che immediatamente pubblica un articolo di denuncia intitolato:” NEGLI ASILI DI TRIESTE LE MAESTRE UBRIACANO I BAMBINI, PERICOLO PER I NOSTRI FIGLI…DIFENDIAMOLI!!!”.
    Il Piccolo, rimangiandosi gli articoli precedenti, per vendere qualche copia in più intitola:
    ” VISITE DI DISTRUZIONE, MAESTRE “UBRIACANO” I BIMBI DELL’ASILO E LI FILMANO”.

    La polemica monta…monta…moNTA…MONTAAA!!!

    Un altro giornale intitola:” NEGLI ASILI A TRIESTE E’ OBBLIGATORIO FAR UBRIACARE I BAMBINI, PERICOLO PER UN’INTERA GENERAZIONE !!!”

    A questo punto vi ritrovate il vostro nome spiattellato in ogni dove, tutti vogliono spiegazioni, tutti prima vi guardano dubbiosi, poi solo dopo ore di spiegazioni riuscite a passare al prossimo che vi martella di ulteriori domande, pretende di rendere pubblico un lavoro eccelso ma che vista la polemica strumentale, è diventato di dominio pubblico, tutti chiedono, pretendono, vi maltrattano…

    Scusate la lungaggine…ma provate a pensare, per un solo istante, che:
    – queste tre donne non hanno nulla da nascondere (magari difendere il copyright forse umanamente sì…),
    – non hanno fatto o scritto nulla riconducibile alle accuse (se vi siete accorti…nessuno più scrive di “toccatine varie” o “di genitali”…strano no…?), ma…
    – sono state massacrate pubblicamente, probabilmente verranno “evitate” da colleghi e istituzioni…e per che cosa?

    Per dare la libertà ad ogni bambino di crescere e desiderare la professione che preferisce, per fargli capire che quando saranno grandi potranno condividere assieme al partner tutti i lavori di casa in maniera equa?

    E’ questo il delitto?

    E’ DI QUESTO CHE HANNO PAURA ???

  8. ide

    Bella sta cosa del rispetto, infatti nel regolamento comunale di Trieste per la formazione delle graduatorie si legge che in caso di separazione dei genitori, qualora vi sia un affidamento condiviso il genitore viene considerato tale anche se non coresidente con il bambino da iscriversi..
    ..
    Ma subito dopo qualora i figli abbiano preso la residenza taluni presso uno e taluni presso l’altro a seguito di separazione con affidamento condiviso i fratelli non più coresidenti vengono esclusi..
    ..
    Vengono considerati però fratelli quelli ancora da nascere infatti il regolamento dice “nel caso in cui la madre del minore sia in stato di gravidanza”, naturalmente i fratelli sono tali solo se da parte di madre.. perché se da parte di padre forse son “bastardi”..
    ..
    Bella sta cosa del rispetto 😉

  9. ahahaha la cosa dell’alcol mi fa ridere. A Trieste avrebbe avuto terreno fertile. 🙂
    Sul resto cara o caro Rispetto, sottoscrivo ovviamente. Anche io mi faccio le tue stesse domande. no

  10. RISPETTO

    Segnalo con preoccupazione la “lettura” che le destre tradizionaliste, tra cui le ormai famose “bevandelle in piedi”, fanno della questione “Gioco del Rispetto”, per loro il PATER FAMILIAS è la vittima del gioco del rispetto (messi malissimo…).

    Chissà se si rifanno all’aforisma del nazista Hermann Goring: “L’istruzione è pericolosa. Ogni persona istruita è un nemico futuro”, mah…speriamo di no…

    Eccovi alcuni passi ripresi da http://www.ilprimatonazionale.it/cultura/teoria-del-gender-pater-familias-18712/

    “La figura del pater familias è il centro di un attacco ad alzo zero per disfare la famiglia non come cellula conservatrice di valori, ma come nucleo dell’eredità culturale e biologica della nazione.
    Il padre come educatore e guida, come colui che avvia i figli verso il loro specifico destino, questo è il simbolo da abbattere.
    L’uomo, il maschio, il virile e composto protettore di donna e figli non esercita la sua autorità con la forza o alzando la voce: l’autorevolezza paterna si esprime nel silenzio e nell’esempio di tutti i giorni.
    Così assolve il suo compito l’uomo, nella composta serietà di un ruolo che è tra i più difficili e pesanti. È l’anello in una catena.”

    “Le prime a subire le conseguenze della creazione dell’Acefalo sono proprio le donne, coloro che si finge di voler tutelare. Prese nella morsa di impegni e carriera, le donne si ritrovano a essere madri nevrotiche e asessuate, private di un partner autorevole, presente e provvidente.
    Donne che devono fare “tutto da sole”, madri il cui amore non ha sbocco ed è senza luce. Perciò invece che parlare di femminicidi o inesistenti discriminazioni sessiste, bisognerebbe ragionare sugli infanticidi in crescita, quasi sempre compiuti da donne. Perché una maternità svuotata del suo tempo, della sua ricchezza e della sua importanza, è un amore svuotato ed è, infine, l’inizio di un mondo di vecchi e moribondi, chiusi in se stessi in un compiacimento masturbatorio.”

    CHAPEAU !!!

  11. RISPETTO

    …alla fine dell’articolo citato sopra…evidentemente subissati da lettori che segnalavano “la bufala” relative alle illazioni inizialmente fatte, riportano un AGGIORNAMENTO che recita:

    “Aggiornamento: Diversi lettori ci hanno segnalato su Facebook che la notizia sarebbe una “bufala”, facendo riferimento a questo articolo: http://svel.to/gnt In tale scritto viene messo in discussione che ci siano dei “toccamenti” intimi tra maschi e femmine e che i genitori non siano informati. Ciò non nega affatto però il contenuto dell’articolo, nè la valenza del “gioco del rispetto”… rispetto alla teoria del gender, che resta una “teoria” e perciò un costrutto mentale, non necessariamente aderente alla realtà. Buon proseguimento.”

    MA ALLORA TUTTA LA POLEMICA SUI GIOCHI OSE’, SUI TOCCAMENTI, SUI GENITALI FILMATI…???
    NON E’ QUINDI UN PROBLEMA DI COME E’ FATTO IL GIOCO DEL RISPETTO…ORMAI CHIARITO CHE IL GIOCO IN SE E’ INECCEPIBILE, IL VERO PROBLEMA E’ CHE LA CHIESA NON VUOLE PERDERE IL PROPRIO POTERE BASATO SUL PATER FAMILIAS , ECCO DOVE STA IL PROBLEMA…

    Trieste è stata sempre laica, rispettosa delle religioni e culture altrui, non lasciamo che diventi l’avanposto di un Nuovo Medioevo !!!

  12. maja

    rispetto, no sta zigar, dei.

  13. RISPETTO

    Maja, scusime tanto, metto in maiuscolo per distinguer i tochi diversi, se ghe fossi el grassetto o el sottolineà no gavessi bisogno del maiuscolo. Zercherò de no usarlo più se dà fastidio

  14. RISPETTO

    ma dime Maja, cos te pensi de quel che go postà “zigando”?

  15. maja

    Xe scrito soto la finestrela dove che te scrivi el comento che se pol doprar i attributi html. Basta impegnarse un poco.
    Quel che penso me par de gaverlo za dito, anche qua basta impegnarse un poco e leger.

  16. Griso

    Un articolo scritto bene, bravi

  17. rispetto

    …grazie maja, ho letto ciò che hai scritto (la mia domanda riguardava la “lettura” della paura del pater familias verso l’equilibrio fra i generi…ma non importa)

    Gli “attributi” qui sotto, anche se mi sono “impegnato”, non sono riuscito a capirne il funzionamento…anche questo non importa…

    (…certo che parlar de attributi in sto frangente…xe un po’ rischiosetto… 😉 )

  18. maja

    Leggi qua, se ti interessa:
    http://bora.la/2015/03/11/sono-un-papa-e-apprezzo-il-gioco-del-rispetto/#comment-341330

    Per il grassetto dovresti fare così, credo: testo.
    Ma sono piuttosto utonta anch’io, non c’è da fidarsi troppo.

  19. maja

    Ecco, appunto.
    Riprovo: per il grassetto devi mettere prima del testo…

  20. rispetto

    Grazie maja, ho letto il tuo intervento 😉

  21. Fiora

    Jessusmaria, sempre con …Rispetto parlando, ma la mia città natale è proprio alla frutta se una faccenda di questa entità tiene banco con tale pregnanza su stampa cartacea e virtuale da giorni e giorni?
    Che dio no ne dia de pezo! Però!magari un attentato contro il quotidiano locale. Eheh con tutte quelle segnalazioni sul tema … Roba che mi tocchi indossare una T. shirt con la scritta Le Bugiardel c’est moi!

  22. michela

    @22)
    infatti io pure sono colpita dal fiume di parole che è scaturito da questa vicenda che, una volta chiarita, doveva finire come una bolla di sapone. valentina bizjak, non paga di proclamare qui le sue idee, ne ha appena scritto al Piccolo (quarta lettera in un anno, strano per una persona che afferma di disprezzare tanto i triestini e la loro mentalità per cui secondo logica se ne dovrebbe altamente infischiare) e qui nascono ogni giorno dei nuovi thread sull’argomento. Un argomento che a me pare una tempesta in un bicchier d’acqua, visto che in ogni caso – come più diffusamente ha spiegato Fiora – alla fine i ragazzini, crescendo, si metteranno sotto le scarpe qualsiasi tipo di educazione e si comporteranno a seconda della loro indole.
    Veramente, mi sembra che questo gioco abbia scatenato una ventata di follìa (ma da quando in qua i “giochi” vengono pagati fior di soldi a chi li concepisce? non sapevo di una cosa simile: l’inventore del nascondino oggigiorno sarebbe milionario….) che spero si esaurisca presto. Immagino che i bambini guardino questi adulti starnazzanti e litigiosi, pensando che loro per primi dovrebbero fare il gioco del rispetto….. cmq l’invocazione CHE DIO NO NE DIA DE PEZO, è veramente condivisibile: speriamo che qualche nuovo scandaletto locale ci venga dato in pasto, e che sia meno noioso di questo. Non ce le vedo, le maestre, ad assalire la sede del Piccolo con scope e matterelli anche se l’immagine è effettivamente divertente.

  23. Fiora

    @23
    “non ce le vedo ad assalire la sede del***** con scope e mattarelli…” Ecco come sul nascere mi distruggi il mio ambizioso progetto imprenditoriale delle T . Shirts, je suis Bugiardel, Michela!
    e non avevo ancora pensato al copyright io! 😉

  24. michela

    non scherzo, fiora, ma l’esilarante progetto delle Tee con la scritta mi fa venire in mente una blogger tra le più lette d’italia: laurea triennale e specialistica, disoccupata, riesce però a guadagnare dei soldi inventando scritte impertinenti con tanto di grafica adatta, per magliette e felpe che poi sembra vadano a ruba. Si potrebbe rivolgersi a quel negozio in via Rossetti, vicino al Nazionale, dove stampano sulle tee gli slogan più buffi. Io ho deciso che comprerò una, “deme pase son in pension” non appena si avvererà tale desiderata situazione… 🙂

  25. Fiora

    fiora & michela novelle Telma & Louise vs. aggressività e seriosità di ” varie” ( come esordiva il desaparecido Lonzar) di entrambi i fronti?
    quasi quasi….

  26. Fiora

    e davvero non resta che “buttarla in vacca” pur di darci un taglio, quando il reiterare arzigogoli sfiora il grottesco, Jasna!

  27. mario

    Qualcuno spiega come mai alle maestre delle altre scuole hanno fatto un corso di due ore senza neanche mostrare questo gioco?

    Qualcuno spiega come mai nella scuola dove lavoro le maestre non lo vogliono fare ma la coordinatrice fa pressioni affinchè si faccia?

    Qualcuno spiega che senso ha fare un gioco sì educativo se poi chi lo insegna non ne rispetta i principi? Il personale delle scuole è quasi interamente femminile, quindi si insegna la teoria ai bambini che poi vedranno come le insegnanti adulte non lo mettono in pratica.

    Il gioco non è porno anzi lo trovo interessante, ma è stato presentato male, le autrici finanziate con denaro pubblico rispondono “dobbiamo rendere conto solo al comune” con toni arroganti.
    E presentare una cosa così delicata come fosse un corso di inglese unito ai problemi di cui sopra non ha giovato.

  28. Fiora

    @28
    “le autrici finanziate con denaro pubblico rispondono con toni arroganti”, Mario? razzolano con meno rispetto di come predicano evidentemente.
    fumosità e arroganza decisamente non giovano. MAI!

  29. Fiora

    …eppure mi sento di spezzare una lancia pro oltraggiate ideatrici.
    Gli attacchi le possono aver chiuse a riccio e magari col tempo si scioglieranno …auspicabilmente sciogliendo ogni dubbio. PERSONALMENTE

  30. Denis

    polverone in un bicchier d’acqua ma se vi prendete la briga di leggere le linee guida dell’OMS http://www.uppa.it/elfinder_vfs/1108/educazione_sessuale_oms_europa.pdf viene spiegato come passo passo l’educazione sessuale dovrà venire introdotta fin dalle prime fasce di età (0-4 anni) con l’intento di spiegare la sessualità in tutti i suoi aspetti anche in maniera pratica toccando ogni punto, dalla “masturbazione precoce” alla “gestazione di sostegno” più tutto il resto. Credo che con tale “educazione” i bambini possano fare più confusione che chiarezza…

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