15 marzo 2015

Centro chiuso: fermiamo le auto tra via Torrebianca e corso Italia

el sunto Trieste ancora più bella se la qualità della vita di via San Nicolò, chiusa al traffico 20 anni fa, fosse esportata in tutto il perimetro del centro

Un caffè in un bar al sole di marzo sui tavolini in mezzo a via Imbriani: qualche triestino se l’è goduto in questo week-end e nei fine settimana degli ultimi mesi. Cioè da quando la Giunta Comunale di Cosolini ha iniziato a fare le prove generali di una più spinta pedonalizzazione del centro. Non c’è nulla di certo sulle scelte future del Comune ma sono fondati il sentimento e l’opinione di tanti triestini.
Come essere contrari? Chi non godrebbe se la qualità della vita di via San Nicolò, chiusa al traffico ormai vent’anni fa, fosse esportata in quel quadrilatero tra corso Italia, via Torrebianca, piazza Goldoni e le rive?
Via San Nicolò è diventata il gioiello del centro di Trieste in termini di vivacità, negozi aperti e qualità della vita. Perché non consacrare stabilmente quel modello su una superficie più ampia? Daremmo a Trieste, ancora di più, quel respiro di città d’incontro, bella per le bici, bella per passeggiare, bella per guardare in pace le vetrine di un negozio, bella per un turismo slow. Bella per bere un caffè in una strada che una volta era dominio delle automobili.
(nella foto qua sopra, via Imbriani coi mitici gestori del Bar Haiti, in posa per Bora.La)

3 commenti a Centro chiuso: fermiamo le auto tra via Torrebianca e corso Italia

  1. Manuel

    I promotori de queste iniziative podessi incominciar a cambiar vocabolario.

    Piuttosto che “chiuso” se podessi incominciar a dir che el centro, la strada, sarà più “aperta”; a ciclo-pattino-pedoni, magari, e no ai auti. E “lento” pol andar anche ben, anche se comprendi sia quei che con calma varda i dettagli che quei che gira col aquilon, ma “fermo” xe un’altra roba, praticamente “morto”.

    Insomma, no xe per farghe la punta, xe proprio per cambiar la prospettiva.

    Questo, a prescindere dall’utilità de sceglier proprio quelle strade particolari.

  2. me piasi el punto de vista de manuel.
    in efeti xe vero, quando l’auto xe diventada cussì potentissimissima da parlar de “centro chiuso” se no la pol passar?

  3. b.

    Domandina: prima de parlar de centro “chiuso” (o serà) al traffico, no sarìa el caso de confrontarse con qualche altra città che ga doprà questa soluzion? Perché se chi ga scritto l’articolo e/o chi ga commentà lavora in giro per el centro città (es. come artigian, padroncino, operaio de qualche ditta, e avanti cussì), sa benissimo che con la situazion attuale se peggiorassi solo el traffico nelle altre vie. Per no dir dei (pochi, ma zà i manca) posteggi che vegnerìa cavai. Pedonalizzazion sì, ma con testa.

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