5 marzo 2015

Terpin a San Floriano – Il vino assomiglia a chi lo fa!

terpin

Siamo a Valerisce, piccola frazione di San Floriano del Collio.

Saliscendi, curve, stradine, case. Vigne, ulivi e boschi.
Il terreno è la ponca, elemento prezioso per i vini e non solo.
Il colpo d’occhio può essere meraviglioso.

Qui l’uomo ha seguito quello che i processi secolari hanno portato, ciò che le stagioni regalano, assecondando e ascoltando la natura, lasciandola fare.

L’uomo è Franco Terpin.

Su questa terra e con questa terra produce circa 25000 bottiglie all’anno.
Vini importanti, ricchi e sentiti.
Ribolla, Jakot (Tocai), Chardonnay, Sauvignon, Pinot Grigio, Merlot e Cabernet Sauvignon. In purezza e in affascinanti uvaggi.

L’azienda fa parte di Vinnatur, associazione di viticoltori europei, che promuove e sostiene la cultura di un vino pulito e libero da qualsivoglia sostanza chimica, eccezion fatta per minime quantità di anidride solforosa.

Franco ci ha ospitato in un freddo pomeriggio di inizio febbraio. Molto freddo, ma i vini scaldano!

sialis grigio

Mi piace dire che preferisco i rossi, ma bevo i bianchi. E con Franco vado a nozze!
La mia uscita significa che mi piacciono le macerazioni sui bianchi, certo li travestono da rossi, ma gli donano delle complessità diverse.
Di Terpin sono immancabili gli autoctoni certamente, ma per me indimenticabile è stato il sauvignon in purezza, assieme a quello di Josko Rencel, l’unico che riesco a bere. Dimenticate quelle puzze tipiche del sauvignon convenzionale e industriale. Siamo su un altro livello, i profumi sono completamenti diversi, non omologati.

I bianchi di Franco Terpin fanno una macerazione sulle bucce compresa fra una e due settimane, poi sostano in legno per un anno, in inox per un altro e poi tre o quattro anni in bottiglia, prima di essere commercializzati.
Franco conta molto sull’affinamento e composizione del vino in bottiglia. La sosta prolungata in cantina e in bottiglia è una scelta che condivido e mi piace. Il tempo è fondamentale per la creatura vino. E le bottiglie lo dimostrano.

Il vino unisce attorno ad un tavolo, in una cantina, in un prato o in una vigna, e lo fa davvero!
Quando il vino assomiglia alla persona, vuol dire che quel vino è vivo, vero. Nel vino c’è tutta la persona, se questa sta bene allora il vino sta bene. Se vi piace questo tipo di vini, allora fate visita a Franco Terpin!

P.S.
Per gli enostrippati, chiedete dell’Illegal, non ve ne pentirete (clamoroso il BIANCONONSO)

Dal canto nostro, torneremo per approfondire i rossi e la linea QuintoQuarto, più giovane e di pronta beva.

Se ne avete piacere, troverete Franco a Villa Favorita, nella più grande manifestazione europea di vini naturali dal 21 al 23 marzo prossimi! Info qua.

Restate in contatto!

Per info il sito Terpin

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