16 gennaio 2015

L’uomo non vive sulle falesie, le specie protette si

el sunto Perché ogni qualvolta si parla di ambiente e natura non si può mettere da parte l’azione umana e contemplare un autentico rispetto verso l’ambiente?

Quelli che vogliono vivere le falesie di Duino. Così recita il titolo di un gruppo su Facebook nato per portare all’attenzione del pubblico le istanze di persone che si definiscono “amanti della natura” e che vedrebbero nella Riserva Naturale delle Falesie di Duino una limitazione al passaggio umano. Il gruppo in questione ha anche lanciato una petizione.
“Con le misure previste dal Regolamento Comunale si obbligherebbero i nuotatori, i seawatchers, Kayakers e tutti i piccoli natanti a remi e imbarcazioni senza motore, a nuotare/pagaiare/remare oltre i 60 m dalla costa; con la petizione vogliamo evidenziare che il poter nuotare o pagaiare vicino alla costa è una questione di sicurezza, anche psicologica, corredata dal piacere di poter osservare e fotografare le Falesie da vicino, senza arrecare danno o disturbo alcuno”.
Proprio su questo vorremmo far riflettere le persone in questione. Dove sta il limite umano? Perché ogni qualvolta si parla di ambiente e natura non si può mettere da parte l’azione umana e contemplare un autentico rispetto verso l’ambiente? Per quale motivo l’essere umano ha sempre lo scellerato bisogno di estrarre dal cilindro i propri diritti? Ed ancora, quali sarebbero questi diritti? Non ne ha anche quella stessa Natura che continuiamo ciclicamente ad offendere e a sfruttare a nostro piacimento? Il corretto equilibrio tra Uomo e Natura non risiede nel voler metter sempre l’ultima parola. La Natura di solito non lo fa, e quando la fa, l’Uomo resta chiuso in casa. Con la differenza che l’Uomo, quella parolina, vuol metterla ogni giorno. Farsene una ragione, per una volta tanto.
Si legge ancora che “ogni forma di passaggio a ‘propulsione umana’ dovrebbe essere la benvenuta e grandemente incentivata, poichè la presenza umana senza l’utilizzo di inquinanti non nuoce alla salute della terra e degli animali e l’uomo ha il diritto di vivere e imparare a vivere nel suo ambiente naturale, per poterlo conoscere, amare ed apprezzare, per se stesso e per i suoi figli”. Diciamo pure il contrario. Il passaggio umano non dovrebbe essere il benvenuto, e nel merito della questione, il fatto che non venga inquinato l’ambiente non rappresenta il vero problema. Le carte a terra e l’acquisto di cibo equo-solidale, come dichiara Emilio Rigatti nell’articolo pubblicato da Il Piccolo oggi stesso, sono due cose che non c’entrano niente.
Il vero problema è quello legato alla mancanza di una profonda coscienza ambientale in questo nostro paese. Una riserva naturale è di per sé un luogo protetto e di conseguenza viene istituita proprio perché l’uomo non sia contemplato al suo interno, quantomeno come utlizzatore. Osservatore? Certo, nei limiti che la competenza impone per tutti. La petizione chiede che i “nuotatori, kayakers e proprietari di natanti senza motore possano usufruire dei 60 metri di divieto imposti dalla legge”. Una legge viene fatta proprio per metter d’accordo tutti. E se c’è va rispettata.
Il falco pellegrino è una di quelle specie che popolano le falesie” così Matteo Giraldi responsabile per la Lipu sul territorio provinciale. “Il suo nido è in alto sulla falesia e non sul mare, è vero. Ma non è la sola specie ‘di pregio’ della Riserva. È quella più appariscente, ma altre specie utilizzano l’area, in particolare quella a mare, e lasciandola libera dal disturbo antropico – perché cecché se ne dica, un passaggio radente alla falesie rappresenta pur sempre un disturbo – altre specie potrebbero scegliere quelle zone per nidificarvi, proprio in quanto zone ecologicamente uniche ed adatte a farlo. Per una volta che viene istituito un Regolamente a favore della Natura e non dell’uomo, dopo tanti e forse troppi anni di istituzione della Riserva, ecco spuntare il più classico dei “nosepol”.
Il falco” conclude Giraldi “come le altre specie, è protetto, vuol dire che la specie non se la passa troppo bene, o che un motivo per proteggerlo c’è”.
Su quel tratto di mare ha trovato la sua casa. Ed è casa sua, non dell’uomo. Tutti d’accordo sul fatto che un uomo non vivrebbe sulle falesie. Anche perché farebbe molta difficoltà a metter in acqua la sua canoa. Quindi se per una volta l’uomo deve fare un passo indietro non credo sia un problema.

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6 commenti a L’uomo non vive sulle falesie, le specie protette si

  1. anna

    D’accordissimo con Matteo,una volta tanto un regolamento a difesa della Natura e…..non dell’uomo!

  2. bonalama

    a chi appartengono le falesie? allo stato? o sono proprietà annesse al castello? questo può essere parte del discorso in quanto tanti anni fa qc pensava a un parco per non avere intorno diciamo suf….

  3. Belle parole!!
    Finalmente andiamo a tutelare la Natura, da kayaker e fondatore di una nota associazione di kayak da mare in regione non posso che essere felice e condividere appieno l iniziativa.

    Perché l uomo dev essere cosi egoista e appropriarsi di tutto?

  4. Kaiokasin

    D’accordissimo. Se è stato deciso che 60 metri è la distanza giusta per tutelare le specie (attuali e magari anche nuove che possono arrivare se il sito è gestito correttamente), bisogna rispettare le direttive degli esperti. L’uomo ha massacrato gran parte della costa, dopo l’Hotel Europa l’altra colata di cemento a Portopiccolo, e altre ancora in arrivo a Grado, possiamo ben dedicare quel breve e splendido tratto di mare alla natura. Alla lunga il turismo si avvantaggerà di più dall’attrattiva di una vera Riserva naturale, piuttosto che per le seconde case ammassate in baia.

  5. Gaia

    Una domanda: non si considera di limitare l’accesso al sentiero sovrastante (ben più affollato e rumoroso del tratto di mare sottostante)?
    Nè di chiudere/limitare il Camping Village Mare Pineta che ha sede proprio all’interno dei confini della Riserva Naturale delle Falesie di Duino? Come mai l’attenzione e i vincoli vengono concentrati solo nella fascia costiera?

  6. ng

    Esiste gia’ un’ordinanza della Capitaneria che vieta l’accesso alle falesie quindi non vedo il motivo per prendersela cosi’ tanto, visto che di per se’ non ci si potrebbe andare. http://www.guardiacostiera.it/capitanerieonline/ordinanze.cfm?id=47

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