9 gennaio 2015

No, non è un’utopia

el sunto Lo sloveno in tutte le scuole superiori della regione: perché no?

Insegnare lo sloveno a livello curricolare nelle scuole superiori della Venezia Giulia, perché no? Ad avanzare la richiesta è stato il presidente dell’Unione delle associazioni culturali slovene in Italia, Livio Semolič, oggi, in occasione della visita del Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini a due istituti superiori di Gorizia.

Avete capito bene. No, non è un’utopia. “I contatti con la comunità slovena fanno parte della vita quotidiana di questo territorio. Perciò mi sembra giusto è importante che il Governo prenda in considerazione anche la possibilità di inserire lo sloveno come lingua curricolare anche nelle scuole italiane. Per fare questo ci sarà bisogno di fondi e di personale docente adeguato. Più vasta è l’offerta formativa linguistica per i nostri ragazzi, meglio è.” ha dichiarato la Giannini.

Non si tratta solo di ampliare l’offerta didattica per tutti gli studenti della regione. I vantaggi di un’educazione bilingue vanno ben oltre la sfera economica e abbracciano soprattutto quella affettiva e sociale. L’ho potuto constatare di persona come bambina di madrelingua italiana che ha frequentato le scuole slovene e poi come educatore e insegnante nelle scuole dove ho lavorato negli ultimi nove anni.

Su Bora.La abbiamo affrontato la questione più volte con una serie di approfondimenti ad hoc. Trovo ancora molto interessante e attuale l’intervista di Enrico Milic alla psicologa e ricercatrice Susanna Pertot, la quale analizza l’ aumento dei bambini di famiglia italiana che frequentano le scuole slovene.

In questi giorni sto leggendo una monografia dal titolo Jeziki in identitete v precepu: Mišljenje, govor in predstave o identiteti pri treh generacijah maturantov šol s slovenskim učnim jezikom v Italiji, a cura delle ricercatrici Susanna Pertot e Marianna Kosic, edito dall’istituto di ricerca sloveno SLORI. Il volume, solo in lingua slovena (ma ci sono delle ottime  sintesi in italiano e in inglese),  approfondisce due aspetti che sono tra loro strettamente collegati e cruciali nel processo di costruzione dell’autostima e della personalità dell’individuo: la lingua, usata sia nella comunicazione con gli altri sia nel dialogo intrapsichico e l’identità etnica come riflesso dell’identità di gruppo.

Nello specifico le ricercatrici cercano di fare luce sul cambiamento dell’uso dello sloveno e dell’italiano dei maturandi delle scuole con lingua d’insegnamento slovena negli ultimi vent’anni.

Com’è cambiato il loro modo di sognare, riflettere e comunicare in sloveno e in italiano?

Come costruiscono la propria identità (etnica/nazionale) in relazione all’ ambiente bilingue in cui vivono?

Le risposte a queste e ad altre domande potrebbero stupirvi e confortarvi, così com’è successo a me.

Insomma, alla luce dell’apertura del ministro Giannini sullo sloveno nelle scuole superiori, vale la pena andare oltre le eventuali polemiche, cercando di capire cosa potrebbe implicare una scelta del genere per i nostri ragazzi,  quali i vantaggi, le conseguenze e perché no anche le difficoltà.

 

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262 commenti a No, non è un’utopia

  1. Sandi Stark

    Alle superiori? Meio de una piada in bocca, ma con le lingue convien cominciar assai prima. Però parlemo inutilmente, savemo za come anderà a finir: la lettera de la Dante Alighieri, quella de la Lega Nazionale, dei circoli dei esuli, i interventi de tuti i fassisti e forsi anche el pizzin de Totò Riina al ministro, che nol staghi far monade.

  2. ma infati, perchè ale superiori?
    per mi da subito.

  3. betty blue

    In pratica si potrebbe sostituire lo sloveno che serve al tedesco che ormai non serve un tubo

  4. betty blue

    Nel mondo inglese, francese e spagnolo servono. Lo sloveno serve in loco. Il tedesco non serve nè in giro pel mondo (come seconda lingua è insegnato meno dell’italiano) nè in loco. Togliamolo finalmente e mettiamo lo sloveno.

  5. Sara Matijacic Sara Matijacic

    concordo. Saria ideale iniziar za dall’asilo.

  6. sfsn

    co iero al classico (fracado dai miei) fazevo sempre dele mate barufe coi miei professori: mi disevo che iera inutile insegnar grego e latin, sarìa sta sai più sensà farghe spacar la testa ai studenti su tedesco, sloven e russo. Chiaramente dopo, per premio, i me pikonava de bruto

  7. maja

    te dovevi far el classico sloven. sa che bela compagnia… diritura mi, che son bastanza negada per la matematica, go fato piutosto el scientifico. 🙂

  8. Fiora

    @5
    …perché de veci la xè dura! no me resta in testa gnente.
    i me sveia de note ghe bambo de ablativo assoluto senza tentenamenti, ma al contrario i mii tardivi volonterosi tentativi col sloven xè semplicemente patetici

  9. aldo

    Ottima idea quello dello sloveno al posto del tedesco. Non solo perchè ha un’utilità locale, ma anche perchè è una porta aperta per apprendere altre lingue slave, tra cui il russo, che, sono piuttosto difficili per chi parte da una base neolatina.

  10. Fiora

    @9
    Magari secondo me al russo ci si approccia imparando il serbocroato. Ascoltando (magari sapessi il russo!) ho riscontrato molte analogie.
    Resta che dalle nostre parti apprendere lo sloveno a partire dall’ infanzia sarebbe oggettivo arricchimento, ampliamento di mentalità e garanzia di equilibrato rapporto tra le comunità.
    Io l’ho capito tardi,ma non ho alcuna difficoltà a riconoscerlo.

  11. Paolo Geri

    Non capisco perchè si debba operare “per sostituzione”. Perchè lo sloveno “al posto” del tedesco ? Perchè non pensare invece ad una offerta aggiuntiva e poi lasciare libertà di scelta ? Quanto poi al fatto che il tedesco non serva faccio notare che in Europa è parlato oltre che in Austria e in Germania, in Svizzera, Danimarca, Olanda e parte della Polonia.

  12. capitano

    Al posto dell’ora de religion.

  13. maja

    concordo col fatto che il posto per la dottrina non è nella scuola pubblica, ma in canonica, però le religioni andrebbero studiate anche a scuola, quantomeno il cristianesimo perché la cultura europea (e occidentale in senso lato) ne è pregna. ho una figlia che non distingue la santa trinità dai re magi (sempre tre sono), tra due anni inizierà a studiare filosofia e non c’è verso di farle leggere la bibbia. a sentire lei, anche chi fa religione a scuola non ha la più pallida idea di tutte le storielle contenute nel nuovo e vecchio testamento. a che servono, dunque, le ore di religione cattolica a scuola? a dire volemose bbene?

  14. sfsn

    comunque volessi far notar che l’apertura dela Giannini al sloven nele scole superiori val solo per Gorizia. Perchè no a Trieste?

  15. maja

    perché xe un’uscita che lascia el tempo che trova, fatta in risposta a un suggerimento de livio semolič durante una visita dela ministra a gorizia. parole parole parole.

    http://www.primorski.eu/stories/gorica/237139_slovenina_na_italijanskih_olah_uresniljiva_utopija/#.VLE8KIc-r24

  16. Jasna

    Concordo, sarebbe meglio da subito. Però anche 5 anni di sloveno alle superiori non sono pochi: c’è gente che inizia a studiare il tedesco a 14 anni e quando si diploma lo mastica, quindi non è affatto impossibile imparare lo sloveno. Poi chi vorrà approfondire, potrà farlo, gli altri avranno almeno le basi di una lingua utile.

  17. Furio

    Alle superiori no servi: quel che servi de più xe zogar de pici con fioi dell’altra lingua. Sarìa tanto difficile studiar momenti per far star insieme asili italiani e sloveni?
    Mi (tutti italianofoni in famiglia) go vaccinà mio fio iscrivendolo all’asilo sloven, dopo alle elementari italiane: ga funzionà.

  18. Furio

    E se xe un problema de soldi, proprio concordo con @12: quei si che xe soldi sprecai.

  19. Sandi Stark

    Xe tutta una tattica, disendo “sloven si” “tedesco no”, i sa za che insorgerà i patrioti perchè el bilinguismo xe tabù.

    Inveze el multiliguismo o una una scola quadrilingue italian-sloven-tedesco-inglese come quella famosissima de Klagenfurt, xe robe assai più pericolose perchè i “magnasciavi” doveria esporse e dir perchè el sloven no va ben, opur i doveria contrastar el multilinguismo… roba che oggi come oggi, no xe sostenibile con argomentazioni razionali.

  20. aldo

    Trovo condivisibile l’idea di @Paolo Geri di aumentare l’offerta e lasciare libertà di scelta a seconda degli interessi e degli obiettivi di ciascuno.

  21. anna

    lo sloveno è soltanto una lingua “locale”parlata in slovenia e carso,servono invece lingue “internazionali” quali il francese,l’inglese,il tedesco,lo spagnolo,………..

  22. Stuf

    Assolutamente favorevole se facoltativo, assolutamente contrario se obbligatorio.
    Ad ogni modo sappiamo tutti che non se ne farà niente.

  23. sfsn

    anna,
    servono invece lingue “internazionali” quali il francese,l’inglese,il tedesco,lo spagnolo.
    El russo no?
    Forse el te risulta fastidiosamente slavo come el sloven, “soltanto lingua locale”?

  24. Fiora

    Arabo altroché! per sicurezza tengo a portata di mano un vecchio maxifoulard … just in case, metto insieme due parole, mi piazzo il similchador e sono a bolla!
    …Già che oggi esce Charlie 😉

  25. Victor Bergman

    Cossa sloven … ai muleti no servi!
    Xe solo una lingua locale… e poi,
    per ordinar una lubianska de Dragiza te se fa capir anche in taljan!
    Che se impari il cinese piutosto!
    Lori i xe più de un miliardo e ormai comanda nel mondo…

    Saluti da opi-Cina.

  26. Sara Matijacic Sara Matijacic

    @26 ma che bel legger risposte come le tue nel 2014 in Unione Europea e nella generazion degli erasmus. 🙂

  27. Stefano M.

    Esco dall’argomento sostenendo che latino e greco servono. Sullo sloveno sono d’accordo.

  28. marica

    Sono d’accordo con lo sloveno .Le lingue apprese da piccoli si fissano in una parte del cervello e senza fatica di impara.Io propongo anche in Benecia,ma so che scatenerò l’ira degli italianissimi.Quest sarebbero soldi spesi molto bene.

  29. Jasna

    @Stefano M al numero 28, ma a cosa servono esattamente?
    Io ho fatto latino e mi piaceva tanto. Solo, sono convinta che a chi poi non studia altre lingue non serve a niente.

  30. Stefano M.

    Ma è la forma mentis che cambia con il latino, è un modo di imparare a studiare e ad affrontare anche altre materie umanistiche che, secondo me, lo studio del latino ti da. Oggi pagherei per avere la possibilità di riprendere il latino cosa che non capivo al liceo.

  31. Fiora

    @31
    d’accordo con te Stefano M. quanto al”pagherei per avere la possibilità i riprendere il latino”. fallo gratis, rileggendoti i classici. lo spesso ermetico Tacito, l’ampolloso Cicerone con quei suoi chilometrici periodi “inscatolati” come matriosche…controtendenza stimolante che paga, anziché costare 🙂
    Tornando allo sloveno. Giacché molti foresti di altre regioni sono convinti che a Trieste non si parli Italiano, quasi quasi converrebbe ostentare la marcia in più di un perfetto bilinguismo , no?!

  32. Fiora

    ah Stefano, pur miscredente io conosco a memoria la messa in latino, litanie e affini….

  33. anna

    x sfsn,
    intendevo dire che è tempo sprecato studiare una lingua “locale”,proprio perchè non serve e non servirà a niente nella vita,…..la lingua russa non c’entra nulla,anch’essa non è internazionale,…..piuttosto sarebbe bene ripristinare la lingua latina (perchè noi tutti proveniamo da lì)in tutte le scuole medie inferiori e quelle superiori,oltre ovviamente all’inglese,il francese,il tedesco,…..
    è solo un mio punto di vista,tutto lì,non intendo assolutamente offendere nessuno,ci mancherebbe,sono un’ecologista,amante della natura,pace e amore a voi!
    anna

  34. sfsn

    la lingua russa no xe internazionale?????
    Ma se la parla 300 milioni de persone, mentre el tedesco che ti te meti tra le lingue internazionali xe parlà da 90 milioni de persone!!!
    Se te va in qualsiasi paese dell’ex Urss e te parli in russo te se capissi con chiunque, ma credo che per ti val solo quel che se parla in occidente…
    Me par che chi che ragiona in termini localistici te son ti.

    (No stemo gnanche parlar dela tua afermazion sul latin, lingua internazionale parlada da 0 – digo zero – persone! Ma secondo ti xe comunque più utile impararse una lingua parlada da zero persone piutosto che una parlada da 2 milioni che peraltro abita nel pianerotolo di fronte al tuo. Le tue posizioni me spuza del solito antislavismo latente diffusissimo a Trieste)

  35. anna

    sono un’insegnante e conosco l’estremo valore della lingua latina (che peraltro viene studiata anche in Gran Bretagna,Repubblica d’Irlanda,Stati Uniti d’America,…..),il mondo intero riconosce la bellezza unica del latino,….se poi a qualcuno non piace,tutto ciò è un altro discorso.
    se lavori nel mondo dell’arte e della cultura,vedi un po’ quanto può esserti utile il latino.
    saluti,
    anna

  36. Che vuol ch’io faccia del suo latinorum!
    😛
    in effetti parlavo con tutti i altri che come mi ga fato el latin al liceo e ghe scherzavimo su, che 10 anni fa gavessimo anche savudo parlarse in latin un minimo e fazeva anche piazer onestamente, e che desso però no se ricordemo gnanche cossa xe la quarta declinazion, ma no xe che ne manchi ‘ssai in fondo.
    gavessi preferì imparar sloven, sicuramente. quel sì che desso sento propio che me manca.

  37. Piero

    Bisogna distinguere tra ambiti linguistici diversi: globale, statale, internazionale, seconde lingue, locale e antico. Il confronto va fatto all’interno di questi ambiti linguistici.

    L’unica lingua globale, il vero esperanto del mondo, è l’inglese. Insieme alla lingua del proprio stato, nel nostro caso l’italiano, dovrebbero essere la base necessaria.

    Poi si dovrebbe offrire la possibilità di implementare il proprio patrimonio linguistico a seconda degli interessi e degli obiettivi di ciascuno in campo internazione, delle seconde lingue, locale e antico.

    Le lingue internazionali, quelle parlate da centinaia di milioni di persone in vaste zone del mondo sono lo spagnolo, il francese, il portoghese in Europa, America e Africa e il cinese, il giapponese e l’hindi in Asia con il russo a cavallo tra Europa e Asia.

    Tra le seconde lingue più studiate al mondo, il tedesco arriva al quinto posto dopo l’italiano al quarto.

    Le lingue locali hanno ovviamente un interesse di prossimità e non c’è dubbio che lo sloveno, e sia tali per Trieste e Gorizia e, per Trieste, secondo me anche il croato.

    Le lingue antiche occidentali, latino e greco, e orientali, sancrito e pali, possono avere un interesse specialistico in certi settori.

    Partendo dalla base necessaria della lingua statale e di quella globale inglese ognuno dovrebbe essere messo nelle condizioni di pescare dal mazzo le altre lingue che gli interessano anche frequentando progetti comuni tra i vari istituti o cicli di lezioni in streaming per quanto riguarda le lingue meno richieste.

  38. sfsn

    tempo sprecato studiar una lingua????????????????????????????
    no volessi esser proprio un tuo studente, anna.

  39. Fra l’altro mi che parlavo za sloven, col latin in prima superiore zero difficoltà. per no parlar quando go imparado l’alfabeto fonetico che applica el “Ena črka en glas” 8una lettera per un suono).

  40. anna

    pazienza,non posso piacere a tutti!
    ho espresso una mia opinione,siamo in uno stato libero o no?
    saluti

  41. ufo

    Oh santo cielo, ancora il latino? Utilissimo – per chi vuole intraprendere la carriera di prete, o qualcosa di altrettanto bislacco, ma in questi casi mi sento di affermare che sono ben altri i problemi che vengono in mente. Che a qualcuno il latino piaccia può succedere, ma mi pare un argomento assai labile per reclamarne l’insegnamento generalizzato. A me piace la musicalità del linguaggio coreano, ma non credo che basti per imporlo alle innocenti creature.
    Io lavoro (anche) nel campo dell’arte e della cultura (ed anzi ne approfitto sfacciatamente per invitare tutti alla nostra a href=”http://www.kons.it/rudolf-saksida-a-palazzo-costanzi-a-trieste”>inaugurazione di stasera), ma di latino in quell’ambiente ne vedo assai poco: eventualmente archeologi e storici, ma solo se specializzati sull’epoca romana o Alto Medioevo. Per intenderci, saranno quattro o cinque persone in tutta la provincia ad avere effettivamente bisogno. C’è più latinorum nel modo della giurisprudenza che in tutto il panorama artistico-culturale attuale, e questo è piuttosto un ulteriore buon motivo per evitare del tutto il mondo degli italici cavilli.

  42. capitano

    ufo per far l’antaman te servi il latin 🙂

  43. Fiora

    per far l’antaman servi el muf.*

    *capitale. bori

  44. Fiora

    el cisto co’ fa el giro de boa no diventa un antaman ma un -enne , anzi un n.n. 🙁

  45. Fiora

    quanto alla diatriba che contrappone i fans del latino a quelli dello sloveno mi appare un tantino assurda.
    Per me non si pone l aut aut bensì l’et et.
    Se per me ricordare il latino è una sorta di proustiana madeleine che mi restituisce un tempo incantato di una vita senza i pensieri di oggi (…parlo della mia, non di quella degli antichi Romani!) il mancato studio dello sloveno è un’occasione perduta di cui mi rammarico per tutti i motivi che ho esposto precedentemente. Ci sarebbero potuti stare entrambi accanto alle altre lingue che conosco più o meno bene . oggi? tardi !mi pare i avere un colabrodo al posto del cervello.

  46. sfsn

    ciò, sara, ma no sarà che no te capivi un boro perchè co i te ga dito “Ena črka en glas” te ga capì “una letera un bicer”?

  47. sfsn

    mi go studià sia latin che sloven.
    sul latin me son fato el cul un ano de medie + 5 de superiori + 2 esami al università. Co studiavo latin gavevo voia de imparar sloven. Co go finì le superiori finalmente go podù studiar sloven, ma purtropo iera tardi (el zervel de un de 20 no xe quel de un de 13…) e no lo go mai imparà ben. Perciò col latin go un raporto de amor-odio: lo go imparà benissimo e probabilmente me ga anche iutà per el sloven, ma el me ga ocupà neuroni che gavessi preferì dedicarghe al sloven.
    Quanto al fato de impararme (magari cussì cussì) sloven, xe sta una dele scelte più inteligenti e proficue che go fato in vita mia: me ga servì per lavor, per vacanze, come base per rivar a comunicar in serbocroato e adiritura in russo. Ma sopratuto grazie al sloven go trovà una caterva de amici. E no parlo solo de quei che go trovà in osmica.
    (Unica controindicazion: se te se impari sloven e te cominci a girar coi carsolini, coi bržani e coi čezmejci l’organo che te se svilupa de più no xe el zervel, xe el fegato)

  48. Fiora

    …meno mal che sula 42 e 44 noto che i ga fato quadrar el cercio con quel pitoresco jargon squasi comprensibile anche ai monolingue del territorio, zà ch’el xè infarcì de termini italiani.
    co’ scolto me digo eco, un poco cussì dovessimo anche sentirse dale nostre parti senza abdicar a niente della nostra rispettiva apartenenza

  49. dimaco il discolo

    ufo ma ma el corean musical xe quel del sud o quel del nord?
    perche quel del nord xe ben altra musica.

    ma varda ti che no savevo che la siora fiora la ciacolava in latin.

  50. Fiora

    @50
    che gioia rilegerte e cavime una curiosità,Dimaco.
    Se ai -anta no te ghe xè ‘ncora rivà o se zà te ghe xè, ti come te se inquadri? antaman o -enne? 😉

  51. dimaco il discolo

    antaman. li go pasadi de un toco i anta.

  52. Italo

    Previsto incontro a breve tra il Ministro Giannini ed il parigrado sloveno .
    Argomento : disegno di legge per l’insegnamento obbligatorio della lingua Italiana nelle scuole superiori slovene per favorire l’interscambio tra le due Nazioni .
    L’ncontro avverrà a Capodistria .

  53. Luigi

    @Italo 53

    Ho cercato la notizia su google ma non ho trovato nulla. Curiosità: dove l’hai letta?

    Pensa che l’italiano sarebbe lingua d’insegnamento obbligatoria nei tre (ora quattro) comuni costieri della Slovenia. Lo sarebbe, e per un periodo iniziale lo è pure stato. Poi la cosa è rimasta perlopiù sulla carta per varie ragioni. In primis per richiesta delle stesse famiglie degli alunni, preoccupate che i figli non potessero apprendere altre lingue come il tedesco o il francese, “perdendo tempo” a fargli imparare l’italiano (lingua d’uso sociale nella costa slovena e apprendibile – secondo loro – in modo sufficiente grazie alla ricezione delle TV italiane o ai programmi locali in italiano).

    Il che mi fa pensare che tutta questa storia sia più “un’idea” che altro.

    Vedremo comunque che ne verrà fuori.

  54. maja

    Da quand’è che è diventato facoltativo l’insegnamento dell’italiano nelle scuole slovene sul territorio ufficialmente bilingue? E’ sempre stato obbligatorio, e non solo dopo il 1991, ma anche prima.

  55. maja

    il programma delle scuole elementari slovene (9 classi):

    http://www.mizs.gov.si/fileadmin/mizs.gov.si/pageuploads/podrocje/os/devetletka/predmetniki/Pred_slo_ucni_jezik_Istre.pdf

    due ore (obbligatorie) di italiano alla settimana (che sono poche, ma ci sono).

    però queste cose si sanno da un pezzo, mi pare.

  56. Luigi

    Chi ha parlato di italiano facoltativo? Io ho scritto che nelle zone bilingui formalmente l’obbligo esiste. Di fatto però non lo si applica. Il perché? Ho scritto anche quello.

  57. Luigi

    Venendo poi in generale all’argomento dell’articolo (a prescindendo dalla questione latino sì/latino no): io sono dell’idea che imparare una lingua nuova sia una risorsa, ma che se ne facciamo una questione di massa (come è la scuola) allora il discorso va commisurato a tutto un insieme più generale di questioni. Tipo: che sbocco può avere la conoscenza di una lingua come lo sloveno presso uno studente non sloveno del Goriziano?

    Perché se è una questione di una maggiore comunicazione in ambito locale tramite lo sloveno credo che non porterebbe tanto lontano, come tutti qui dentro (almeno io credo) sappiamo. Più o meno lo stesso se ne facciamo un discorso di interattività con la Slovenia. E ancor di più se pensiamo che lo sloveno, che con tutto il rispetto parlando, essendo parlato da neanche due milioni di persone non è in cima alle lingue internazionalmente necessarie.

    L’unica valenza che io ci vedo – e che non a caso ritrovo in certi commenti qua sopra – è quella dell’interesse personale. Ma anche qui non è che andiamo tanto lontano, trattandosi di fattori il più delle volte soggettivi, e la soggettività, per quanto bella che possa essere, assai raramente si concilia con la massa.

  58. dimaco il discolo

    ma xe luigi quel in gondola sto qua ?

  59. capitano

    Te se lo ga portà drio? 🙂
    Propongo cambio al titolo del post ‘No, non è una miopia’

  60. Luigi

    Risposta al messaggio numero 60: No.

  61. john remada

    Confermo la risposta 62 , il veneziano è imploso , portandosi il ricercatore appresso ….a dire il vero l’impavida Maja voleva me sul tappeto ,ma così non è stato , io ci sono e più forte di prima…

  62. bibliotopa

    mah. mi go studiado 8 anni latin e 5 el grego, e devo dir che no xe per parlar in giro per el mondo che i servi, per quel servi el inglese. Però viagiando assai spesso vedo targhe e lapidi in latin e tuti disi Cossa xe sta roba? e mi digo solo Ma basta leger! l grego me ga servido per altro, per capir la strutura de una lingua antica. Per capir termini scientifici, per intuir el grego moderno, che se pronuncia tuto diferente, e aanche per no far la figura de baul co i sloveni me parla del duale. Me gavessi piasso imparar el russo, cusì gavessi capido istesso un poco de sloven e gavessi podudo legerme no digo Tolstoi che xe un maton, ma almeno le poesie de Puskhin nel original.. la me xe andada mal e no go avudo ocasion e ormai son tropo vecia per ste robe..

  63. dimaco il discolo

    sara’ ocupado a scalar montagne.
    ah john la te voleva sul tapeto? ma no iera meio soto?

  64. anna

    La Slovenia dovrebbe piuttosto pensare a CHIUDERE una volta per tutte quel catorcio di centrale nucleare sita in KRSKO che inquina il pianeta invece di discutere se studiare o meno lo sloveno,….questo è soltanto il male minore!
    Da anni,lotto per la chiusura di questa centrale ma mi chiedo in Slovenia ci sono degli ambientalisti o no?
    Pace e salute
    A.

  65. walter

    I discorsi generalisti su cosa serve di più o di meno non hanno senso. A ognuno la o le lingue che rientrano nei suoi interessi. Quindi giusto ampliare l’offerta, ma senza obblighi e dando libertà di scelta.

  66. dimaco il discolo

    ci sono ma non sono degli esaltati nosepolisti come in italia.
    io sono contrario alla cementificazione e alla distruzione della natura ma sono anche per lo sviluppo. non che si bloccano interi progetti perche’ nella zona adibita vive un insetto.
    detesto quelli di greenpeace.

  67. maja

    capitano
    non è miopia, ma presbiopia. pensavamo di essercene liberati una volta per tutte, e invece… wuminghi, dove siete? battete la fiacca?

  68. anna

    sviluppo significa prendere coscienza di ciò che si compie e delle conseguenze che ne derivano,quindi sono favorevole all’energia proveniente da fonti alternative e non fossili,tutelare il mare,i boschi,le foreste,gli animali,………se sviluppo significa distruzione allora è meglio essere retrogradi.
    anche papa francesco sostiene che i cambiamenti climatici a cui stiamo assistendo sono dovuti all’incoscienza e alla stupidità umana,difatti una frase che mi ha colpito molto è:”l’uomo ha preso a schiaffi la terra”,…..bellissima espressione…..veramente.
    un saluto “green”
    a.

  69. john remada

    @65 Lascio l’onore a chi vuole ….sarebbe in ogni caso a scatola chiusa , e non credo porti Arrigoni di cognome…

  70. sfsn

    Luigi,
    no me fido sai che no te sia el famigerato Baziloto, alias Io Vorrei, alias Luigi Vianelli…

  71. maja

    alias presbite.

  72. john remada

    @72 Non credo , uno come lo scimmiotto che citi non è capace di mascherare la scrittura ,insulti e disprezzo comparirebbero; e poi quando si sa name ,surname & adress….certi figuri si calmano di brutto. Pensa alle stranezze ,se lo avrei agguantato un periodo era torbida sul serio, poi mi sono accorto che avevo l’indirizzo in cassetto….difatti aveva comprato da me su un’asta degli oggetti….poi al di là del fatto non vedo sbagliato il discorso dell’altro Luigi ; tornando indietro sarei assai contento di sapere lo sloveno ,localmente certo ,ma mi sarebbe molto utile.

  73. sfsn

    Anna,
    el tuo comento su Krsko c’entra sai col argomento… me par solo de veder una conservative-chic che ogni tanto ghe sbrissa considerazioni antislovene

  74. capitano

    Ok, altro che sloven qua toca ripartir dal talian.

  75. Luigi

    Mi ritrovo in quello che dici. Quantomeno in buona parte. Io però terrei sempre a mente un fatto: in quest’angolo d’Italia lo sloveno è comunque la madrelingua di una parte (minoritaria) della gente del posto. Non è e non può essere quindi solo una semplice alternativa linguistica “straniera”.

    Mi sovviene poi un aneddoto. Una signora mi racconta spesso di quando ha iscritto un suo figlio ad un asilo di lingua tedesca. Si badi: col tedesco come unica lingua. Lo scopo era quindi chiaro: fargli acquisire agevolmente un altro registro linguistico, da poter eventualmente “spendere” in futuro. La signora ricorda quasi entusiasmata dei viaggi estivi in Austria o in Germania: non solo nelle comunicazioni “di base” (le compere, ordinare al ristorante o pagare il conto dell’albergo) ma pure in quelle un po’ più “impegnative” interveniva sempre il suo enfant prodige colla traduzione simultanea. Ebbene, oggi questo tizio (ormai grandicello) ha quasi completamente dimenticato il tedesco. Motivo? Non ha quasi più modo di adoperarlo, scritto o parlato che sia. Tutto questo malgrado viva a sud di Trento, e quindi non proprion lontanissimo dal confine linguistico…

  76. Luigi

    Ops: messaggio per walter (risposta al 67)

  77. dimaco il discolo

    no ghe sbrissa sfsn, vien fora da dove che xe sconte.

  78. anna

    Cari dimaco e sfsn,
    vi prego gentilmente di non giudicare le persone senza nemmeno conoscerle,io ho semplicemente detto che studiare lo sloveno a scuola è tempo sprecato e con ciò non significa che io sia antislovena,ok?era ed è soltanto una mia opinione,fine del discorso.

    Per vostra informazione,adoro il Carso triestino,goriziano e sloveno,ho diversi amici della “minoranza slovena”e non alcun problema per relazionarmi con loro in quanto parliamo l’italiano o il dialetto triestino.

    Se voi siete del Territorio Libero di Trieste,è un vostro problema,non mio,…..per favore non giudicate nessuno e soprattutto gli ambientalisti.
    saluti fraterni
    anna

  79. maja

    studiare la lingua madre di un caro amico è uno spreco di tempo, evidentemente. tanto lui si adatta, perché dovrei essere io a fare il benché minimo sforzo?

  80. maja

    e poi, anna, sei un’insegnante, ma non sai che le scuole slovene sono piene zeppe di bambini provenienti da famiglie italofone? evidentemente, non tutti gli italofoni considerano inutile lo studio dello sloveno. per me è giunta l’ora di proporre lo studio dello sloveno anche nelle scuole italiane, magari come materia aggiunta (obbligatoria) solo in determinate scuole. poi chi vuole sceglie quella scuola lì, gli altri vanno un po’ dove gli pare.

  81. sfsn

    secondo mi un insegnante che disi che xe tempo sprecà studiar (qualsiasi roba) dovessi venir radià dall’insegnamento

  82. anna

    ti hanno insegnato l’educazione a scuola?

    sei arrogante e offensivo e temo che tu non te ne sia nemmeno accorto,su questa piattaforma si esprimono pareri e opinioni che non sempre possono combaciare con le proprie idee,occorre cortesia e rispetto!

    buona domenica a voi tutti

  83. sfsn

    solo per citarte: “era ed è soltanto una mia opinione”…

  84. maja

    sai, anna, talvolta possono risultare arroganti e offensive anche le persone che danno per scontato che i loro interlocutori si debbano sempre e comunque esprimere in una data lingua in loro presenza.

  85. sfsn

    comunque, anna, sì: go imparà l’educazion a scola. E guardacaso ale elementari, ale medie e al ginasio go sempre avù dei insegnanti che sosteneva che imparar sloven xe una perdita de tempo.

  86. Italo

    Non è vero che su google non c’è niente . Pdf – l’insegnamento della lingua Italiana in Slovenia .
    Obbligatoria in diversi comuni .

  87. ufo

    Mi sa che ormai possamo considerarlo un vizio acquisito e consolidato, quello di mischiare frammenti assortiti di ragionamenti parziali ogni volta che si dibatte delle lingue da insegnare a scuola. Vi dispiace se provo a fre un po di ordine?

    Prima di tutto il venerando latino, per puro motivo di anzianità. Da quando è stato giustamente relegato tra le materie non indispensabili c’è chi se ne viene fuori coll’argomentazione che imparare il latinorum sarebbe in qualche modo taumaturgico per le proprietà intellettuali dei fanciulli, cosa che invece non varrebbe per chi studia sanscrito o catalano o lusitano. Piccolo particolare: i propugnatori di questa tesi, praticamente senza eccezioni, hanno studiato latino da piccoli e dunque dovrebbero aver tratto vantaggio da tali doti terapeutiche, il che dovrebbe logicamente riflettersi nella qualità dei loro ragionamenti, giusto? Vediamo: sono più o meno trent’anni che cercano di reintrodurre il latinorum in questo modo, e non una sola volta che avessero provato a dimostrare la fondatezza della tesi con argomenti suscettibili di verifica indipendente. No, il latino fa bene alle capacità intellettuali perché lo dicono loro, e basta. Io che ho fatto i salti mortali per stare lontano dal latino (al punto di cambiare scuola e andare a studiare all’estero) ovviamente mi porto dietro questa grande lacuna intellettuale e sono incapace di ragionare al livello dei latinizzati, ma mi sarebbe piaciuto comunque fare un tentativo e provare a saggiare la robustezza degli argomenti relativi – chissà, di fronte ad una dimostrazione scientificamente plausibile potrei anche cambiare idea. Niente da fare: la scelta è tra il fidarsi ciecamente degli adoratori di lingue morte (sperando che magari gli argomenti ce li abbiano, ma che per qualche motivo li tengono nascosti da noi plebei), o mandarli a quel paese invitandoli a non tornare finchè non mettono assieme un minimo di fatti ragionati. Mai una sola volta che qualcuno avesse apportato una qualche bibliografia o dimostrazione all’enunciato, come se bastasse la loro certezza nell’affermare. Panzane, dico io. L’argomento “perchè lo dico io” lo conoscevano già i cavernicoli del Palelitico, e non avevano bisogno di grugnire in latino per convincere il prossimo loro a colpi di clava in testa. Se il culto dell’ipse dixit è la forma mentis risultante dallo studio del latino – potete ben che tenervelo.

    Una controprova alquanto semplice, al livello intellettuale di noi trogloditi non sottoposti agli influssi benefici del latino: c’è in questo mondo moderno un intera categoria professionale che usa regolarmente e continuamente il latino. Sto parlando, ovviamente, della casta sacerdotale costruita nei secoli da una setta eretica di origine mediorientale della religione ebraica, che nel suo marchetting mediatico si presenta variamente come cattolicesimo, chiesa ed altri termini similari. Che ci crediate o no, tutti gli stregoni vestiti di nero di questa setta sono tenuti ad imparare il latinorum ed a usarlo per comunicare tra di loro! Fantastico – proprio quello che cercavamo: un esperimento empirico, condotto in pubblico sotto gli occhi di tutti, dai risultati verificabili e, avendo tempo e risorse, quantificabili. L’ipotesi sperimentale dice che, fosse vera la tesi di un influsso positivo sulle facoltà intellettuali dell’usare la lingua latina, tale influsso dovrebbe risultare in una misurabile maggiore perspicacia dei soggetti sperimentali rispetto al resto della popolazione. Vi risulta? A me risulterebbe piuttosto che i detti soggetti sperimentali mostrano, come segnali caratteristici, una notevole attenzione per la consistenza del partimonio terreno della setta (e qui non si distinguono da qualsiasi altra setta che utilizzi l’aramaico o il sanscrito), un notevole sforzo nel sorvolare e far passare inosservate quelle parti dei loro testi sacri che sono positivamente fonte di orrore per gli appartenenti alla civiltà contemporanea (idem), e -infine – una smodata ossessione per il comportamento sessuale (degli altri, almeno in via teorica). Conclusione: se il latino sviluppasse le facoltà intellettuali i sacerdoti della setta detta cattolica si farebbero buddisti o pastafariani seduta stante, o quanto meno passerebbero alle varianti ortodossa o luterana della stessa credenza in modo da incanalare in direzione positiva queste loro ossessioni. Se questo ha da essere il risultato dell’esposizione al latino, passatemi subito un dizionario klingoniano, prima che sia troppo tardi. E nelle scuole fondamenti di programmazione, che almeno sviluppa i concetti base della logica.

    Riprendiamo il discorso con le lingue contemporanee. Una obiezione costante che viene frapposta all’insegnamento scolastico dello sloveno è che sarebbe inutile al fine di essere utillizzato per trovare un occupazione nella moderna economia globalizzata e cosmopolita, oppure per poter viaggare su e giù per il pianeta. Tesi assolutamente giusta, corretta ed ineccepibile: per andare a fare l’analista finanziario a Londra o il tecnico del suono a Berlino lo sloveno non serve neanche un poco, così come sono inutili il friulano e l’albanese. E l’italiano, parte che chissà perchè viene tralasciata dai fautori del “non serve”. Diciamocelo chiaramente: se puntate ad una carriera internazionale le lingue rilevanti sono, per motivi troppo ovvi da richedere spiegazione, l’inglese ed il cinese (mandarino). Chi vuole aumentare la propria appetibilità studierà le altre lingue ufficiali delle Nazioni unite. L’italiano? In coda alla classifica, assieme a sloveno, lituano ed ucraino.
    Chi dunque usa questo argomento per avversare l’introduzione dello studio dello sloveno a scuola è quindi gentilmente invitato ad applicare lo stesso argomento allo studio dell’italiano, oppure a giustificare l’illogicità della propria posizione. Fosse per me, non avrei obiezioni ad una scuola che insegni in sloveno, inglese e cinese, con tutto il resto opzionale secondo simpatie personali.

    Altro argomento costante: l’utilità dello sloveno nei rapporti sociali. Scusate, ma mi viene da ridere: dopo più o meno mille anni che appena fuori dalle mura cittadine lo sloveno è la lingua primaria mi pare che questo dovrebbe essere un non-argomento, almeno tra persone serie. Vediamo: arriva proprio su queste pagine un ospite di nome Luigi e fa un affermazione non solo risibile, ma anche facile da dimostrare non rispondente al vero. Non ha la minima importanza se il Luigi in questione sia o meno il lestofante ben noto su questi schermi: è la reazione alla panzana che fa pensare. Si tratta semplicemente di sapere cosa succede, su un determinato tema, a dieci chilometri dal centro cittadino – una distanza talmente breve che i nostri nonni se la facevano a piedi. Ora non occorre neanche recarsi sul posto, bastano dieci minuti di googlomanzia per trovare fior di dimostrazioni contrarie, dai documenti ufficiali alle testimonianze personali ed ai pezzi di cronaca. Ma tutto questo patrimonio di informazioni e dati, guarda caso, è nella lingua parlata da Servola in avanti, e dopo un millennio questo è ancora fonte di imbarazzo per il cittadino medio. Provate a spiegarlo (anche in inglese, vabbè) ad un abitante di Singapore o di Vancouver, se ci riuscite. Secondo me o vi guarda come se foste evasi dal manicomio o scoppia a ridere. Probabilmente tutt’e due.

    L’anno prossimo saranno settant’anni ininterrotti che a Trieste si pubblica un quotidiano: trecento numeri all’anno (non esce il lunedì) per una media di trenta pagine per numero. Metà delle notizie pubblicate sono giocoforza le stesse riportate anche dall’altro quotidiano cittadino, perchè è impossibile scappare dai partiti e dai loro portavoce; l’altra metà, per un totale di quattromilacinquecento pagine all’anno – ovvero trecentoquindicimila pagine in tutta la sua storia – sono notizie che non troverete mai sul Piccolo. Non siete neanche un pò curiosi di cosa vi state perdendo?

  88. dimaco il discolo

    ufo perdonime ma sul utilita’ del talian no son molto d’acordo che no servi al estero. xe una intera feta de economia che ga come lingua l’uso del talian.
    xe anca un fato de cultura no solo de lingua. un che mo sa parlar un minimo de talian ste robe no le capissi. Parole tipo: mandorla per esempio. cossa te vol che sappi un merigan o tedesco cossa xe. se te sa el talian te capissi al volo. anca tropo ben.

  89. sfsn

    Ufo, ragionamento INECCEPIBILE!!!

    Volessi aggiunger un’altra valutazion: ghe xe quei che disi che el latin va studià perchè xe comunque propedeutico allo studio e all’acquisizion de altre lingue. In base a questo ragionamento el popolo italian (o almeno la parte che ga fatto el liceo) dovessi esser particolarmente versatile nele lingue straniere e conosserne diverse.
    Inveze no: come dimostra qualsiasi statistica (e anche l’esperienza diretta de veder come i autoctoni italiani rispondi ai turisti o qualche viaggetto all’estero per sentir l’orripilante inglese del turista italian medio) i italiani xe particolarmente poco portai per le lingue straniere.
    Viceversa chiunque de voi pol testar per esperienza diretta (basta andar a Sezana) che i sloveni e chi che xe de madrelingua slava in genere, anche con basso livello de scolarità, parla altre due o tre lingue, magari con qualche strafalcion ma dignitosamente.
    Anche in base a queste considerazioni son assolutamente favorevole all’insegnamento del sloven.

  90. dimaco il discolo

    e zonto:
    la parola pizzo
    a tanti (come a mi ) la prima roba che ghe vien in testa xe robe che usa le babe co senti sta parola
    ma pizzo in sicilian vol dir becco
    che deriva dala frase: fami vagnari u pizzu che vol dir fame bagnar el becco. o meio dita fame aver un tochetin de guadagno tuo. a che titolo no se sa ma no stemo dilagar.
    go scrito becco con due c per no scambiar el significato con el beco con una c. che xe altro.
    te pol gaver el becco e no xe problemi.
    ma se te son beco xe altra muzika.
    ma cmq sempre de roba de usei se trata.

  91. Fiora

    noi latinisti siamo un po’ una setta,ma almeno non violenta,senza particolari finalità contro alcuno.
    Va inoltre osservato che per quasi tutti questo “tesoretto” è stato accumulato nell età in cui l’apprendimento era più agevole e le preoccupazioni per il quotiano non erano…cosa nostra.
    Parlarne con un pizzico di vanteria e tanta nostalgia è secondo me direttamente correlato alla stagione della vita nella quale lo si è appreso.
    Buone cose di pessimo gusto per chi non l’ha studiato? mah! cosa nostra…almeno innocua ,questa!

  92. maja

    io l’ho studiato (male) al liceo e non ne ho tratto alcun vantaggio. la forma mentis per apprendere altre lingue è uguale a quella che forniscono lo sloveno e le altre lingue slave. è diverso il sistema verbale, ma le declinazioni ci stanno tutte.

  93. maja

    per chi che mastiga inglese… how to become a slovene: lezioni de lingua e cultura divertenti da parte de un meregan trapiantà in slovenia:
    https://www.youtube.com/watch?v=cUkkW7cauPE

  94. Fiora

    @95
    go comincià…ga rajon el spicher . no ve rendè conto de quanto complicada che xè la vostra gramatica…bon indiferente!
    pitosto, tu quoque Maja? volentes nolentes, aliquid unam ad alteram admovet,dei! 😉

  95. sfsn

    secondo mi el modo miglior per imparar sloven xe farse una infarinadura de massima con qualche gramaticheta o corseto, dopo andar in osmica e cominciar a parlar: te troverà sicuro almeno 10 de lori (sopratuto de lore) che vegnerà a ciacolar divertindose un casin per i strafalciioni che te fa, coregendote, spiegandote tute le ecezioni del sloven e fazendote citazioni da Prešeren.
    El problema xe che el giorno dopo te se ricorderà a malapena dove che te ieri, figuremose dele regole gramaticali che i compagni de libagioni te ga spiegà… 😉

  96. maja

    insoma, un modo colto de butar sarde. dulce et utile, per restar in tema.

  97. maja

    (no go capì un boro, fiora. me servissi el bignami che usavo a scola per i compiti in classe. :))

  98. Fiora

    no sta far la snob maja! 😉 son sicura che te ga capì che te go scrito ,anca ti maja (te ga studià latin)? volenti o nolenti qualcossa ne avicina l’una a l’altra ,orpo!

  99. maja

    no fazo la snob, per bon no capisso un klinc. gavevo capì solo volentes nolentes. 🙂

  100. capitano

    #97 sfsn la grammatichetta con la copertina verde pol andar ben secondo ti? Credo che l’autor sia Anton qualcosa… domando seriamente. Grazie.

  101. sfsn

    Anton Kacin… un poco datada, ma per l’osmica pol andar benon.
    Dobro vitovsko in dobro sardiranje ti želim! 😉

  102. maja

    sfsn la fa sai fazile, no steve fidar. se vedi che lui xe portado.
    (capitano, seriamente, in biblioteca hanno parecchi manuali.)

  103. capitano

    In biblioteca a TS forse, oltretimavo xe longji 🙁
    Ma un corso online eno-linguistico su bora.la?

  104. maja

    xe longhi anche per le capo in b. 🙂

  105. sfsn

    maja, cossa. sarìa portado per el sloven o per i sardoni?? 😉
    comunque te ga ragion, xe za longhi per el capo in b: come se tradusi, šef v kozarcu?

    Per capitan mio capitan: prova a andar i blblio de Ronki, i xe sai fornidi! Altrimenti con la tessera de una qualsiasi biblioteca dela bisiacheria te pol anche usufruir de quela de Aurisina e de quela de Doberdò che ga sicuro manuali de sloven. Su sto link te ga tute le biblioteche che aderissi al sistema bibliotecario dela bisiacheria! http://bibliogo.ccm.it/library/
    Però efetivamente quela de far un corso de sloven enogastronomico no sarìa niente mal: podessi esser el primo dela classe per la prima volta in vita mia!

  106. maja

    la biblioteca de doberdob xe serada.

    propongo sfsn per scriver un excursus sul mondo linguistico-enogastronomico sloveno. dela primorska, ovviamente. quei altri no li volemo. 🙂

  107. sfsn

    sì,
    lo intitolemo “Lepa Vi…tovska”

  108. maja

    Lepa Vida je v osmici stala,
    tam na klopi si je čik prižgala,
    črn zamor’c z ačendini pride,
    korak vstavi, praša Lepe Vide:
    »Zákaj, Vida! ti si tak’ rdeča,
    tak’ rdeča ti si, tak’ cveteča,
    kakor bi že liter spila?

  109. Luigi

    Certi messaggi sono proprio indicativi del rispetto delle posizioni altrui: non pensi come me che lo sloveno sia indispensabile? Ma guarda che maleducato! Sarai mica un fascistone antislavo italianizzatore sotto mentite spoglie? Non c’è altra spiegazione.

    Ad ufo che mi dedica amorevolmente alcune delle sue mille e mille righe rispondo in un modo completamente asimmetrico al suo: celermente cioè:

    1. Il latino viene insegnato nelle scuole superiori di mezzo mondo. Evidentemente lui – che aborre solo l’idea di impararlo – è uno di quelli che ha capito tutto. Gli altri invece una beava fava.

    2. L’italiano sarebbe – secondo lui – “in coda alla classifica” delle lingue internazionalmente apprese, con lo sloveno e il lituano. Risposta: non è vero (http://www.italiantribune.com/italian-the-worlds-fourth-most-studied-language/).

    E lasciamo stare il resto.

  110. sfsn

    Tip misli v sebi “kakšna lepotica,
    dobro, da danes odprta je ta osmica!”
    s potrpljenjem čaka besedo njeno
    pa punca kadi in se podpira v steno.
    Vida ga gleda, pa zamorc je čuden
    zgleda kot dva, prej je bil sam eden…
    oči ima štiri, dve sta pa tud usti
    misli “Pa kurc…? Xe question de gusti”
    Na koncu reče, ne reče za šalo
    En liter sam? Se mi zdi premalo

  111. @110 sfsn in @112 Maja 🙂 stupenda/krasna

  112. maja

    ‘desso continua lojze. 😀

  113. sfsn

    Luigi Vianelli,
    la mancanza de rispetto per i altri no xe nei comenti de Ufo: xe nela manipolazion sistematica dela storia che te fa su wikipedia insieme ala tua ghenga. E quel, oltre a esser una mancanza de rispeto per i altri, xe anche un atto culturalmente criminale, dato che wikipedia xe la fonte primaria utilizzada dai studenti (che no ga ancora la capacità de discerner la realtà storica dala mistificazion) nele loro ricerche.

  114. john remada

    Come va gigi ? Eri dal dentista , tutto questo tempo ?

  115. capitano

    sfsn e maja, grazie intanto comincio impostandomi la tastiera 😉

  116. capitano

    In conclusion el problema del latin xe che no gà canzoni de osmica.

  117. effebi

    si, sono d’accordo, lo sloveno da subito a scuola, voglio o che ci siano insegnanti siciliane che insegnino lo sloveno ai bambini triestini della minoranza

  118. maja

    canzoni de osmica, capitano?
    vara che el mio xe prešeren rivisità, miga pasta e fasoi. 🙂
    https://sl.wikisource.org/wiki/Od_lepe_Vide

  119. sfsn

    el mio inveze xe vita vissuda…

  120. john remada

    Belle le filastrocche de privata….ma kurc è un tipo più corto di kuraz ? Sapete ragazzi ,io lo sloveno non lo so ,vado a intuizioni e nell’incertezza chiedo….

  121. sfsn

    kurac xe croato, kurc xe sloven, kurtz xe tedesco e vol dir “corto”…

  122. john remada

    Well , lesson number one ! Visto che avevo il grandfather de Porec , nolens / volens qualcosa ho appreso….tutta roba di questo tipo ovviamente, vista la caratura del personaggio….

  123. john remada

    Vianelli si è tradito….la prova schiacciante e la” Beata fava” ….mi dispiace luigino ,ma ti vedo in declino….

  124. sfsn

    Tanto el xe cussì vigliacheto che o el sparissi o el negherà de novo de esser lui opur el se meterà un novo nickname, ma ormai lo conossemo e lo sgamemo de novo

  125. john remada

    Una frase che usavamo ai nostri tempi per tipi simili era ” sonà zà senza bever!”….è da ipotizzare che non beva , se no…..

  126. maja

    sonà forsi no, ma de sicuro disonesto fino all’osso.
    el problema xe che el se sa vender, ‘sto bancario del piffero.

  127. Luigi

    Caspiterina! Vedo che solo il pensiero (solo il pensiero!) che io possa essere il mio deprecato omonimo scatena tali sinapsi. Roba da psicopolizia.

    A sfsn dico solo: rileggi bene dove ho chiamato in causa ufo. Dicasi: analisi del periodo. E per il resto, occhio a non cadere in una crisi coronarica. La salute è una cosa seria.

  128. Fiora

    chi si celi dietro l’ennesimo luigi lo ignoro,(sebbene da qualche indizio…) ma questo non non è un coro dal quale estromettere qualsiasi voce che non segua la bacchetta del direttore.
    Se i toni restano pacati e gli attacchi personali restano esclusi, il dibattito è stimolante, la dialettica porta avanti il discorso.
    raga, gli ingredienti siano variegati altrimenti si rischia l’ o mangia sta minestra… Meglio un alka seltzer che una broda digeribile ma sciapa.

  129. john remada

    ” Beata fava” è roba tua gigi. Il tutto non crea nulla di quello che affermi , anzi ormai diverte….

  130. Fiora

    un “beato” adelante Gigi…. cum juicio! meglio una diatriba che uno sbadiglio

  131. Luigi

    Bravo Johnino, che mi ha riportato l’osso. Aspetta aspetta che te lo lancio ancora più lontano.

    Per Fiora: in quanto ad attacchi personali (cum paranoia) in poco tempo ne ho raccolti più di una calamita con cento chiodi. Non c’è male direi.

  132. Luigi

    Comunque sia torneri al tema. Le sbrodolate schizzofreniche lasciano il tempo che trovano.

  133. Fiora

    @133
    eheh ,molti nemici molto onore, Luigi.E pure tu ci vai giù ironico-pesante…. Meglio non stuzzicare. Cui prodest?
    l’ha detto pure papa Francesco no?!E fuori argomento neanche tanto, insisto che io a quelli del Charlie non li approvo e manco li capisco…e come me tanti lettori francesi ,che quel giornaletto non lo compravano più per saturazione e noia in tempi non sospetti, al punto che per il calo di vendite era ipotizzabile una serrata.
    Ora ovviamente il numero è lievitato a dismisura e poi avverrà il ridimensionamento di prima.
    Dove voglio arrivare? che anche qua nel nostro piccolo faremmo bene a scambiarci pareri e pure nozioni, evitando fondamentalismi odiosi… sia pure tra gente civile e non bestie quale tutti siamo, NOI!

  134. capitano

    Ecco torniamo al tema: ho parlato con un insegnante di tedesco. Diceva che quando posti davanti ad una scelta molti ragazzi preferiscono scegliere piani di studio linguistici di spagnolo.
    Ed è un peccato perchè a sapere bene il tedesco di lavoro se ne trova, ma lo spagnolo è più facile.
    E lo sloveno è la stessa cosa, troppo difficile, meglio lo spagnolo che magari qui non ti serve ad un kurac ma intanto fa curriculum.

  135. effebi

    già… lo spagnolo non serve ad un kuraz:
    http://www.planetservices.it/lingue.htm
    quarta lingua parlata al mondo
    vabbè…
    femose sto corso de brkiniese…

  136. sfsn

    ecco che Luigi Vianelli da Mestre dimostra per l’ennesima volta la sua vigliaccheria:
    al comento 60 un utente chiedi “ma xe Luigi in gondola sto qua?”
    E Luigi Vianelli al comento 62 rispondi: “Risposta al messaggio numero 60: No.” Convinto de no poder venir sgamà.
    Quando el vien sgamà, bellamente el continua come niente fussi.

    Ecco, questo xe Luigi Vianelli: un bugiardo, sopratuto quando el manipola wikipedia con el nome de Presbite.

  137. capitano

    #137 e infatti i laureati in spagnolo li aspettano fuori dalle facoltà per rapirli e dargli lavori strapagati.

  138. john remada

    Lo lanci con una mano sola il tuo osso bariloto….e la prossima come farai? Rotei la crapa , e lo invii con con i canini?

  139. Tergestin

    @ Tergestin

    Iera anni che ve disevo che razza de personagio in malafede xe el gondolier, ma so che sul litoral poca gente magna panini de volpe. Un altro esempio oltra al “beata fava” xe questo:

    “E per il resto, occhio a non cadere in una crisi coronarica. La salute è una cosa seria.”

    Spesso col ciapa per la testa el ghe disi al suo interlocutor de ‘star atento che no ghe s’ciopi el fegato, de far un respiro profondo eccetera. Stile suo, i veci del sito no pol no ricordarse. Per quanto mi no adoro i wu-ming i ga fato un grandissimo lavor a tirar fora i dati per far capir a chi gira con l’aquilon con chi se ga a che far.

  140. Tergestin

    @ Fiora

    “Se i toni restano pacati e gli attacchi personali restano esclusi, il dibattito è stimolante, la dialettica porta avanti il discorso”

    Sicuro Fiora! Toni pacati ed attacchi personali esclusi con un tizio simile xe come parlar de rispetto dei diritti umani a un squadron de paramilitari sudamericani co’ i entra a far una retata in una favela.
    Daghe un poco de tempo che el parti con un (quasi) basso profilo come l’ultima volta che el xe tornado dopo che i lo gaveva -giustamente- cazzado fora e dopo te vedara’ che “dibattito stimolante”……

  141. Fiora

    @Tergestin
    proseguendo cola vena de latinorum che serpegia tra i post, dum spiro spero!
    confido che i toni se mantegni più pacati e i dibattiti se riveli più stimolanti che in Parlamento 😉

  142. dimaco il discolo

    @137
    magari ti te gradisci una spanola col kuraz invece?

  143. dimaco il discolo

    @138
    son ofeso

  144. dimaco

    luigi vianelli fa parte de quela raza de persone che te ridi davanti ma ga el coltel sconto.
    el xe diventa’ esule per matrimonio e sicome prima noo gaveva de far un k….z tala sua vita e folgorado ( ga centra in pien un traliccio del alta tension) sula strada per Pola ga deciso de meterse a riscriver la storia del litoral e romperghe le jajce a tuto el mondo. Peca che no lo denuncia nissun.

  145. effebi

    139… vero, aspettano quelli laureati in sloveno

  146. effebi

    145 mejo de ti che no te lo ga

  147. effebi

    complimenti per la qualità degli interventi

  148. El baziloto

    Buon giorno a tutti.

    Noto due cose:

    1. Che la mia antica presenza in questi lidi v’ha tanto scioccato da evocarmi ogni due per tre. Very funny…

    2. Che il livore mescolato all’ignoranza trasuda da certune tastiere in modo costante. Nulla è cambiato.

    In particolare, alcuni – fra i quali quello che a suo tempo mise in riga persino Giuseppe Verdi, proclamandone la sua (di Verdi) mediocrità dall’alto del fatto che egli (il commentatore) faceva parte di un gruppo musicale locale (!!!) – invoca assieme all’immarcescibile Maggia chissà che interventi censori. Ebbene: se il luogo in sui si pensa d’intervenire è quello di una nota enciclopedia online, vi svelo un segreto: chiunque può scrivere su questa enciclopedia. Perfino i pozzi d’ignoranza. Certo: se dopo questi non sono capaci di argomentare quel che affermano, le possibilità sono due:

    a. Non s’interviene.
    b. Ci si piazza in un blog a starnazzare.

    Entrambe le soluzioni (sia la a. che la b.) sono state ampiamente praticate.

    Mi tocca anche svelarvi un altro segreto: non sono io quel Luigi lì. Sospetto di sapere chi è. Ma non sono io.

    La cosa più divertente – e poi chiudo, lasciandovi nuovamente ai mostri che affollano la vostra mente – è notare gli amorevoli cinguettii comuni cui qui dentro s’assiste fra notori razzistoni come Giovannino Remata e vecchia ferraglia veteronazionalista (spesso in salsa comunista della serie “com’era bello il maresciallo”, e via con la lacrimuccia) rappresentata da un bel pacco d’altri.

    Ciao gioventù!

    PS Non sono di Mestre. Almeno questa dovresti saperla, caro ignorantone, visto che qui dentro mi firmai per lunga pezza come “veneziano”.

  149. dimaco il discolo

    cio’ gigeto te fisciava le recie che te se fa sentir?
    go quasi nostalgia de quei bei tempi.
    Cossa xe no te ga tempo in banca tropo lavoro a contar i bori?

  150. maja

    no, paura che in banca etica i vegni a saver quanto tempo che passa a scriver monade in giro per l’internet el loro colaborator luigi vianelli, originario de venezia ma residente a mestre. e sopratuto paura che i vegni a saver *cossa* che el scrivi.
    el fa tanto el disinvolto, ma gli articoli su giap! ghe ga fato ben che tremar le braghe.

  151. Luigi

    Vedo che la discussione prosegue. Certamente non a causa dell’argomento, bensì delle fissazioni (e chiamarle così è financo troppo poco e gentile) ben insite nel cervello di alcuni contributori. In alcuni casi roba perfino da querela, almeno a mio avviso.

    A Fiora – l’unica alla quale devo una risposta seria – dirò semplicemente una cosa: che se il modo di relazionarsi con me è quello che si vede fin dai primissimi messaggi dedicatimi (leggere please, se non lo si è fatto) allora è difficile discutere in maniera seria. Come tu proponi.

    Mi dispiace infine ribadire altrettanto da parte mia ciò che del resto ho detto e ridetto e ridetto e ridetto non so quante volte (anche in passato intendo): chi si firma ora come “baziloto” è UN Luigi. Io sono un ALTRO.

    E visto che ci sono vi svelo pure io un altro segreto, che a quanto pare è il segreto dei segreti: il mondo è PIENO di Luigi.

    Parlare quindi come parlano certuni, significa altro che dar ampio sfogo ai propri fantasmi.

  152. maja

    approfitti del fatto di non essere su wikipedia per fare minacce legali? che cos’è? una sorta di messaggio mafioso?

    (questa tua finta schizofrenia è a dir poco grottesca, lojze, aka luigi, aka baziloto, aka presbite, aka luigi vianelli.)

  153. Jack Torrance

    “Salve Lloyd. C’è poca gente stasera”.

  154. MARCANTONIO

    ma sempre a litigare state?, Vi confesso che una volta mi divertivo a leggere e qualche volta ad intervenire, ora certe cose mi fanno solo tristezza.
    Dimaco mo te sei messo pure a fa er discolo? ahahaha

  155. dimaco il discolo

    fiora mi ha affibbiato il nomignolo anni fa e in suo onore lo utilizzo sempre.
    ah la boteghera del mio cuor.

  156. effebi

    divertente… un certo Luigi fa capolino nella discussione e lo sloveno a scuola rimane un …utopia

  157. Fiora

    …e discolo gli sta a pennello! impunito e mai arrogante o francamente cattivo come certi!

  158. sfsn

    uh,
    te ghe dà del vigliacco a Vianelli e salta fora Vianelli a smentir che Vianelli no xe Vianelli, divertente (anzi, no, penoso)! L’unica persona al mondo con un sdopiamento de personalità in cui le personalità xe uguali (insoportabili entrambe), che scrivi le stesse robe addirittura con i stessi modi de intercalar, i stessi witz (che no fa rider), la stessa spocchia e la stessa aroganza.
    Sto Vianelli e sto Luigi par Pippo e Superpippo: un supereroe identico al personagio… Solo che noi no semo i abitanti de Topolinia, se gavemo acorto (anche perchè sti mezzucci la disi tuta su quanto squalido che xe el personaggio)

  159. ufo

    Yippiiieee! Alleluia, è tornato, è tornato!!! Ancora una volta Cthulhu calpesta queste terrene sponde, impervio alle pallottole d’argento di Wu Ming ed ai paletti di frassino del pubblico ridicolo.

    Meno male, perché confesso che cominciavo a provare un certo disagio. Tutto questo dibattere pseudosocraticamente con valanghe intere di dotti sapientoni laureati in latinorum aveva cominciato a lasciare il segno, e un po mi ero stancato di fare il rappresentante degli ultimi. Ma adesso che c’è lui, il giudecchino, posso stare tranquillo: non c’è più pericolo di diventare l’ultimo della classe.

    C’era una volta, così iniziano di solito le favole, un interessante pezzo di cronaca. Interessante fino ad un certo punto, magari – ma se vi capitava sott’occhio all’ora dei pasti sicuramente risvegliava l’attenzione. Argomento del pezzo il fast-food, ovvero come il kebab avesse sorpassato la pizza come terzo riempistomaco preferito del mondo. Assai professionale, va detto, con abbondanza di citazioni scientifiche, interviste ad esperti in materia di alimentazione, tabelline e grafici – e addirittura computi della redditività strabiliante del settore. Letto l’articolo, devo ammetterlo, veniva spontaneo farci un pensierino, se quei numeri erano veritieri un cambio di carriera poteva essere interessante, o in sottordine come attività supplementare…

    Sapete com’è, i sogni che vengono interrotti dalla sveglia sono sempre i migliori. In questo particolare caso la sveglia era presente alla fine del pezzo, sotto forma di firma dell’autore. Tutto quel ben di dio era stato composto dall’ufficio marchetting di uno dei maggiori distributori europei di… kebab. Chi l’avrebbe mai detto. Mi sa che forse nel scegliere le fonti ed i dati da includere potrebbero non essere stati del tutto imparziali.

    Fine dell’intermezzo mangereccio, torniamo a noi. Una volta riempito lo stomaco con un onesto kebab nostrano mi è venuta voglia di un piccolo esercizio di googlomanzia: scoprire com’è che l’italiano è diventato la “quarta lingua più studiata al mondo”. L’inizio è incoraggiante: subito evidente che la notizia è fresca, nessun risultato più vecchio di un anno. Anche i siti che riportano la tesi sono concentrati in una certa area geografica, comunemente detta Stivale. Santo cielo, sarà mica una versione di quello che in triestino viene chiamato “i se la conta e i se la ridi”? Vediamo: per la maggior parte i siti segnalati dal motore di ricerca usano le buone maniere di segnalare le fonti ed i link relativi, così alla fine è venuto fuori il ground zero della “quarta lingua”, il protonucleo primordiale da cui è nato tutto questo pullulare di citazioni reciproche: un unico singolo articolo di tale Marco Gasperetti sul Corriere della Sera del 16 giugno 2014. Bravo, deve aver battuto numerosi record di citazioni. Ma per saperne qualcosa in più, su questa supposta classifica di lingue più studiate, bisogna fare i salti mortali. Prima di tutto la buona notizia: la fonte è identificata come il consorzio Icon. Poi quella meno buona: di leggere il testo della ricerca non se ne parla neanche – ma promettevano di presentarla il giorno seguente al seminario “L’italiano come risorsa per il sistema Italia”. Infine le notizie decisamente meno buone. La prima è che il consorzio Icon è formato da 19 enti ed università italiane – che vendono. Vendono lauree triennali in lingua italiana via internet. Ogni similitudine con eventuali venditori di kebab è puramente accademica. La seconda notizia è che la tanto conclamata ricerca sembra essere sparita nel nulla. Il blog del consorzio non la nomina affatto, e neanche gli atti del seminario scaricabili dal sito ne fanno menzione. In tutte le 95 pagine di discorsi ed interventi di studiosi e (tanti) politici troviamo solo questo paragrafo letto da Monica Barni dell’università per stranieri di Siena (cito testualmente):

    Appunto su questo tema, io non sono convinta, come purtroppo è stato detto molte volte
    stamani, che l’italiano sia ancora al quarto posto fra le lingue più studiate nel mondo. Lo era forse
    ai tempi di Italiano 2000, ma l’avevamo scritto bene che lo era anche allora solo in alcuni paesi,
    in alcune realtà, e grazie ad alcune condizioni estemporanee. In Italiano 2000 avevamo messo in
    luce chiaramente la fragilità della presenza dell’italiano nei vari paesi e come la sua forza in un
    determinato paese fosse, molto spesso, legata a eventi e circostanze occasionali, come la presenza
    di un Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura e/o di un bravo Ambasciatore interessati alla lingua, di una rete locale di soggetti interessati che poteva essere attiva in quel momento. Quindi era un sistema assolutamente fragile, anche allora. Così come non si poteva affermare allora che l’italiano era la terza, quarta lingua più appresa nel mondo, non lo si può fare a maggior ragione oggi, a quasi 15 anni di distanza, 15 anni nei quali si è fatto ben poco perché si consolidasse a quei (presunti) livelli.

    Italiano 2000? Che sarà mai? Ce lo spiega l’Istituto Italiano di Cultura di Köln, che lo pubblica sul web: un indagine commissionata dal Ministero degli Esteri in cui studiosi della Sapienza di Roma e della succitata Università per stranieri di Siena hanno chiesto ai vari IIC in giro per il mondo quanta gente studiasse l’italiano secondo la loro stima, tramite questionario. Incaricati della faccende furono Tullio De Mauro, Massimo Vedovelli (questi due poi la pubblicheranno in forma libraria), la stessa Monica Barni di cui sopra e Lorenzo Miraglia. E come hanno fatto poi a confrontare le cifre con quelle delle altre lingue, per poter dire chi stava al quarto posto? Non lo dicono, anzi non dicono neppure di averlo fatto. Wow. Però quarti, eh? Perché così l’ha capita il Gasperetti, o così gliel’hanno sbolognata. Per la cronaca, esisterebbe – dicono – anche un rapporto Italiano 2010, ma sembra essere caduto in un buco nero – o forse l’hanno messo in un armadio con le ante rivolte verso il muro.

    Per chi volesse informarsi da fonti meno dubbie mi permetto di segnalare il post The world most spoken languages – anche loro vendono corsi di lingua, ma con il loro assortimento di lingue potrebbero essere meno di parte. Ho trovato assai interessante il link al report di Eurobarometer, per approfondire.

    A questo punto mi è venuta voglia di fare una piccola ricerca originale, tanto per cambiare. Tema della ricerca: verificare sui siti di offerte di lavoro dell’attuale leader del mercato (monster.com) localizzati in quattro paesi europei quante siano le offerte che richiedano la conoscenza di alcune lingue straniere selezionate (inglese, francese, tedesco, spagnolo, italiano e, per curiosità, polacco).
    Risultati:
    1) Gran Bretagna: 817 offerte chiedono il tedesco, 679 il francese, 295 lo spagnolo, 76 il polacco e 27 l’italiano;
    2) Francia: 195 offerte richiedono l’inglese, 34 il tedesco, 9 lo spagnolo, 6 l’italiano e 2 il polacco;
    3) Germania: oltre mille offerte richiedono l’inglese, 329 il francese, 301 lo spagnolo, 225 l’italiano e 49 il polacco;
    4) Spagna: 501 offerte richiedono l’inglese, 116 il francese, 71 il tedesco, 15 l’italiano e 2 il polacco.

    Sunto: l’italiano vi può servire in Germania, ma ovviamente il tedesco sarebbe ancora meglio. Se volete imparare una lingua per andare altrove, o volete fare una scelta flessibile che non vi costringa a scegliere ora, prendete inglese, francese, tedesco o spagnolo. Dal punto di vista della ‘portabilità’ l’italiano è ben staccato e a malapena più richiesto del polacco.

    Per pura curiosità ho provato anche a cercare offerte che richiedessero la forbita lingua di Ovidio e Catullo, ma mi sa che il resto d’Europa se ne strafrega del trimetro giambico. Tolti i falsi positivi che si riferivano all’America latina sono rimaste esattamente zero offerte per i cultori del latino. Quot erat demonstrandum?

    Ecco, una ricerca così di regola richiede una conclusione. La mia conclusione è che Gigetto nostro è il quarto miglior venditore di panzane del pianeta.

  160. dimaco il discolo

    sfsn ma sto pipo-superpipo i bagigi li magna o i ga posologia diversa?

  161. dimaco il discolo

    ufo, infati el lavora in banca. dove che tale abilita’ xe richiestissima per vender certe robe a sturli disendoghe compra el carton de late o un vaso de pomidori che te diventi rico.

  162. john remada

    Caro bariloto , devi soffrire di solitudine e lo sbocco a questo malanno deve essere per te, il narcisismo. 1) Razzistone va anche bene ,ma solo in certi casi e per legittima difesa , nessuna condanna penale risulta a mio carico per codesto reato 2) Cinguettii ? Li senti solo tu….le alleanze trasversali esistono da sempre.3) Il mistero dei tanti Luigi…..già una volta eri estensore di uno scritto sulla crisi economica sloveno /croata su questo sito , con il tuo vero nome e ti rispondevi da solo a nome Luigi il veneziano…quindi due Luigi sono saltati fuori ,ma in tutto facevano uno….questo è il terzo del team Vianelli e ce ne saranno altri ; io ne conosco uno con tre derivati : essendo rosso di capigliatura , ma nero di fede abbiamo scartato gigi el rosso, sostituendolo con Gigi l’Arabo visto che gestiva una pompa della Q8…poi è anche chiamato Giggi…da vocabolario sud Italia e via così , non ci favelli nulla di nuovo.

  163. john remada

    E poi caro Luigi , dalle mie parti sono conosciuto come un gentiluomo anglosassone , un WASP ! Non ci credi ? Guada qua il filmato….https://www.youtube.com/watch?v=TsoLb-E7oy8

  164. El baziloto

    Grazie ai miei fans, di cuore. Qui si ride sempre molto e non mi deludete mai.

    Obiettivo raggiunto con un solo intervento: fegati e cistifellee esplosi e il loro contenuto magmatico che s’effonde per il blog (Maggia e il solito ignorante). Teorie plurime su chi sono io che le scie chimiche in compenso sono fresca acquerugiola di fonte (sempre l’ignorante + il razzistone-per-legittima-difesa).

    Si distingue – come sempre – ufo. Uno che – almeno – è capace di svolgere un concetto in maniera adeguata. Fa però un po’ ridere che abbia googolato a quel Dio biondo per dimostrare che l’italiano non serve a una minchia. E sono anche moderatamente certo che se s’applicasse al tema iniziale – e cioè sul tema dell’utilità dell’insegnamento dello sloveno – scoprirebbe la sua fantasmagorica utilità interplanetaria.

    Francamente, insegnare lo sloveno nelle vostre lande avrebbe imho un’unica utilità pratica: quella di avvicinare gli italofoni alle genti che vivono nelle stesse terre e nelle terre immediatamente finitime. Affermar poi che questo invece sarebbe utilissimo per girar per l’universo mondo, direi che è un filino eccessivo. Un filino neh: non vorrei scalfire troppo quelle ampie fronti marmoree che vedo già corrugarsi a petto di questo attacco di lesa maestà linguistica!

    A proposito di latinorum, pesco però questa statistichina (del 2009, invero): https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_most_commonly_learned_foreign_languages_in_the_United_States

    Risulta che il latinorum, e cioè questa linguaccia morta e sepolta che obnubila le menti – come ben testimoniato qui da chi si smazzava i maroni inutilmente sul Castiglioni/Mariotti, ricavandone frustrazioni su frustrazioni clamorosamente evidenti – sia addirittura la settima lingua più studiata negli USA. Più del russo e molto di più del portoghese!

    Ho sempre pensato che gli americani siano un popolo di babbei. Eccone una prova: invece di interpellare le illuminate menti dei commentatori-d’una-certa-sponda di bora.la per studiare qualsiasi lingua del mondo tranne l’italiano (quinto negli USA) o il latino (settimo), questi partono per la tangente e s’industriano a fare i Tafazzi linguistici, proprio andando a pescarsi in discreto numero queste inutili linguacce di merda!

    No ghe xe più religion, siora Nina…

    Però un’altra spiegazione è possibile: essendo la nota enciclopedia il mio regno privato, di certo la tabellina della enWiki è opera mia. Che dirà Wu assieme a Ming?

    Buona camicia a tutti e non abbiatene a male se per un altro po’ non mi farò sentire: so che nei vostri cuoricini un posticino per me lo riserverete sempre! Nel frattempo, studiate, studiate, studiate.

  165. dimaco il discolo

    ma davero john?
    non lo sei piu’ di quanto non lo sia io.

  166. john remada

    Allora dim…posta un video per il nostro gigino….sembra che non abbia pace ! Magari i Bijelo Dugme primo hit ;sono sicuro che certi brani, se ricordo bene Infarto o Senza cappotto rilasseranno l’amico gigi….

  167. Fiora

    jessusmaria, che tenzoni! inutile negarlo… no Luigi, no party!

  168. Redazione Redazione

    primo e ultimo avvertimento: vi preghiamo di abbassare i toni e di attenervi all’argomento della discussione (lo sloveno nelle scuole), evitando attacchi personali. in caso contrario saremo costretti a chiudere i commenti. E sarebbe un peccato.

  169. dimaco il discolo

    suvvia redazione, un po de maniga larga.
    ma deso che vedo ben: ma che bela che la xe sta redazion. proprio bela cio’.
    de meter baricade solo per vederla. 😀
    cmq tornando in thread.
    il sloven nele scole dovessi eser studia’ a scola. non solo per saver ordinsr una bira o una svinjska krača o altro ma anche perche te permeti de farte una cultura in maniera diversa da quela solita. se te conosdi la lingua te pol aprezar molto meio e soprstuto capir i autori sloveni che comunque anche se tradoti in mamiera coreta i perdi in.poco de smalto.

    ma veramente bela xe sta signora redazion

  170. Redazione Redazione

    @172 bela, ma cativa e spietada come solo una baba sa esser, se continuè a pizigarve. 😉

  171. dimaco il discolo

    nianca rufianarte ne te se pol con.una cussi. 😀
    niente alora. vado afogar el cuor spezado tal malinovez.

  172. dimaco il discolo

    che per chi vhe no sa, no gavendo studia sloven a scola, xe sciropo de lamponi.

  173. john remada

    Ultima considerazione , ora sarei d’accordissimo sullo studio dello sloveno, ma ai tempi miei scolastici ,se questo era facoltativo sicuramente non lo avrei studiato; c’era qualche materia facoltativa all’epoca e era un no già di principio.

  174. ufo

    Eccomi qui di nuovo ad infastidire Mefisto (che ci volete fare, mi diverto con poco – e mi piace vincere facile).

    L’uomo dai 12 nick sembra avere qualche problema di comprensione , lassù al @167. Secondo lui sembrerebbe che qualcuno qui affermi che ‘lo sloveno sarebbe utilissimo per girare il mondo‘, cosa che qui nessuno ha sostenuto. Piuttosto, al @89 ho scritto e sottoscritto che è ‘giusto, corretto ed ineccepibile‘ dire che lo sloveno è ‘inutile per trovare lavoro nell’economia globalizzata‘, solo che lo stesso vale pari pari per l’italiano – come ampliamente dimostrato. Rileggere per credere. Magari sarà un effetto collaterale della forma mentis latinorum, malattia incurabile che porta a leggere frasi fantasma ed all’infastidire mulini a vento?

    Stessa topica (ancora questa volta concedo la possibilità di buona fede) per il latinorum. Nessuno afferma che non viene più insegnato – semplicemente che non serve a niente. Controprova: nei paesi che svettano nelle classifiche PISA dell’OECD (Distretto di Shanghai, Hong Kong, Singapore, Giappone, Taiwan, Finlandia e Corea) il latino è merce rara: solo Taiwan lo propone tra le lingue facoltative da studiare nell’istruzione superiore (e sembra essere la scelta meno ambita), ed a Hong Kong c’è solo un istituto privato ad offrirlo. Come faranno, mi chiedo io, ad essere lassù in vetta – ben sopra ai paesi ancora incatenati al latino?

    Ho come l’impressione che Gigino nostro abbia studiato latino e bevuto la storiella sulle supposte capacità miracolose insite nel mandare a memoria il rosa rosae – e per questo si senta in dovere di portarlo alle stelle. Se è così probabilmente non si rende conto di essere invece una chara testimonianza del contrario. Occhio di sotto: imparate il latino e diventate come Lojze!

  175. ufo

    @173 Sara, non è colpa nostra! Non ci possiamo fare niente se l’argomento del post è sotto sotto aria fritta. Quattro frasi di un ministro, di cui tre solo semplici banalità ed una contiene ben tre scappatoie condizionali (‘mi sembra’, ‘in considerazione’, ‘la possibilità’). La Giannini si sarà scordata di queste parole al vento entro la sera stessa – e noi ce la stiamo mettendo tutta per tenere aperta una conversazione intelligente fatta a piramide rovesciata, su una base esile ancor più del famoso ‘Viva Trieste libera’ del Letta.

    Suvvia, non siamo nel Regno Unito dove le parole informali di un ministro diventano la ‘dichiarazione Balfour’ e continuano a lasciare il segno a quasi un secolo di distanza. Siamo in un paese dove un ministro in visita nel paese vicino può dichiarare pubblicamente alle telecamere di essere favorevole alla reciprocità di trattamento per le rispettive minoranze (Giovanardi a Ljubljana all’inizio del secolo) e poi far finta di nulla assieme a tutto il resto del suo governo. Anzi, chi ha seguito la ben poco gloriosa storia del Prosecco DOC avrà imparato che neanche la firma in calce ad un accordo formale vuol dire niente, se a mettercela è un ministro della Banana republic.

    Quanto meno ammetti che stiamo facendo un buon lavoro nel tenere in vita la discussione anche in assenza di basi materiali. Altrimenti veniamo tutti in redazione a darti pizzicotti veri…

  176. Fiora

    Sara, ai nostri turbolenti boys gli è difficile restare nei ranghi, ma a leggerli c’è tanto da imparare (e talvolta parecchio da ridere a certe battute…
    Che restino sul pezzo ,che divaghino in voli pindarici, quando i pezzi da novanta scendono in campo, almeno per me è motivo di curiosità e spasso.
    E grazie al mezzo espressivo , almeno i nostri non si parlano sopra, come quelli che starnazzano dalla Gruber o da Santoro.

  177. Fiora

    …e tra i pezzi da novanta annovero l’uno & trino, colui che non si noma…ma solo perché mi troverei con l’imbarazzo di quale tra i suoi molteplici nick privilegiare 😉

  178. MARCANTONIO

    Ufo una mia mera considerazione, non credo che l’insegnamento del latino non serva a nulla, solitamente chi ha fatto latino scrive bene in italiano.

  179. Jasna

    @181 Secondo me dovremmo sgombrare il campo da tutte le leggende metropolitane secondo cui chi ha fatto latino fa meglio X, o riesce bene in Y, o non avrà problemi con Z.
    Personalmente noto che *in generale* scrive meglio o in maniera più curata chi adesso ha 45-50 anni, rispetto a chi ha la mia età (30) oppure (horror show della scrittura) rispetto a chi ha 10 o 15 anni meno di me. Non è il latino che arricchisce o impoverisce, può aiutare chi ha già attitudine o sensibilità per la scrittura, ma se non sono gli insegnanti di italiano a curare la cosa, non c’è latino (sloveno/ tedesco/ altra lingua con i casi scelta da voi) che tenga. Quindi forse nella scuola di 20 o 30 anni fa, la lingua era più curata.

  180. MARCANTONIO

    Si Jasna, forse la tua analisi e’ corretta, mi domando con orrore, cosa scriveranno le nuove generazioni abituate ai messaggini, alle k, alle x, ai troncamenti piu’ astrusi.

  181. El baziloto

    Traduzione rapida dell’intervento di Ufo.

    “Cazz… il latino nel mondo è studiato più di quello che sapevo, e negli USA anche più del russo?!? Aspetta che vado a guardare quanto è studiato a Hong Kong! E se non va bene Hong Kong, andremo a ravanare le statistiche del pianeta Klingon!”

    Riguardo allo sloveno, ribadisco: lingua utile per incrementare i rapporti fra maggioranza/minoranza ai confini orientali d’Italia (che brutta parola, questa qui: utilizziamo il verbum uforum: della Repubblica delle Banane). Per il resto, meglio studiare l’inglese. Sapendo poi che l’orario scolastico è quel che è, e difficilmente si possono studiare sei lingue straniere come qualcuno vagheggia.

    Piccola notula finale da scompisciarsi dal ridere: secondo il Nostro dovremmo prender ad esempio l’Impero Britannico ed i suoi rappresentanti. Loro avevano ed hanno una parola ed una sola. Verbum Britannorum caro factum est, sicut Deus!

    Ecco quindi un celeberrimo (in quel paese) passo d’un discorso di un primo ministro:

    “The truth is our patience should have been exhausted weeks and months and years ago. Even now, when if the world united and gave him an ultimatum: comply or face forcible disarmament, he might just do it, the world hesitates and in that hesitation he senses the weakness and therefore continues to defy. What would any tyrannical regime possessing WMD think viewing the history of the world’s diplomatic dance with Saddam? That our capacity to pass firm resolutions is only matched by our feebleness in implementing them.”

    E’ il 18 marzo 2003. Il primo ministro è Tony Blair. Poco dopo, sulla base di questi “verba” da scolpire sul marmo tanto sono Veri si scatena la seconda guerra dell’Iraq, con tutto quel che seguì.

    Allora potremmo fare così, per essere uguali ai modelli supremi: spediamo Giovanardi a Lubiana a grattare un po’ di malta da un muro qualsiasi, poi torna qua e ci dice che si tratta d’antrace.

    Da lì a un paio di mesi, spediamo gli Eurofighter e i Tornado.

    PS Vogliamo poi ricordare che il trattato internazionale sulle minoranze fra Italia, Slovenia e Croazia è stato ben bene approntato ma poi uno dei tre paesi s’è rifiutato di firmarlo dopo aver partecipato a tutte le fasi preliminari? Vogliamo anche ricordare che la Slovenia è l’unico paese negli ultimi lustri in Europa ad aver firmato nero su bianco un accordo internazionale (fra Italia e Slovenia) col suo ministro degli esteri dotato di tutti gli strumenti di delega regolari e poi l’accordo non è nemmeno stato portato di fronte al parlamento venendo stracciato in diretta e il ministro è stato dimissionato? Le banane si mangiano in quell’illuminato paese?

  182. dimaco il discolo

    cio gigi in orario de lavor te scrivi? xe eticamente giusto?

  183. Stefano M.

    Ma scusate Dimaco sfsn e ufo perché non vi limitate ad un semplice Italia [email protected]@da e così vi e ci risparmiate un sacco di tempo e magari ci fate conoscere altre vostre interessanti idee e opinioni?

  184. dimaco il discolo

    e ma te ga de motivar un opinion. no te pol dir semplicemente quel che ti te ga scrito. bisogna spiegar il perche’.
    altrimenti come pol capir la gente el motivo.
    cmq italia no ce imteso come entita’ geografica ma vol dir l’insieme dele persone che la rapresenta o che la vol rapresentar.
    perche un xe veramente presbite (oculisticamente parlando) se vol che la sua vision sia l’unica e sola.

  185. john remada

    Buona camicia a tutti e non abbiatene a male se per un altro po’ non mi farò sentire: so che nei vostri cuoricini un posticino per me lo riserverete sempre! Nel frattempo, studiate, studiate, studiate. Di parola il compare….22/01 poi ricompare il giorno dopo….ah sì but if the song remains the same, il Gigi isn’t the same ! Dimenticavamo la miriade di gigi presente every day!

  186. Italo

    A Zara , un fatto da guerra civile . Un consigliere comunale di lingua Italiana , con a sostegno 11.000 firme su 75.000 abitanti , ha presentato la richiesta di mettere anche la segnaletica in alcune vie del centro in lingua italiana . Il giorno dopo gli hanno lanciato una bomba a mano nel suo giardino , causando danni . Il bilinguismo in Croazia non lo vogliono , purtroppo .

  187. Fiora

    @189
    Come agli islamisti, che certe intemperanze dipendano dal fatto che gli è mancato illuminismo e umanesimo?

  188. john remada

    Mah….qualche anno fa , il sindaco e la giunta rossa di Ronchi dei Legionari si svegliano con quella di aggiungere lo sloveno a tutti i cartelli stradali….qualcuno gli fa notare che gli sloveni residenti erano una ventina, forse meno…e nessuno di loro aveva mai proposto questa idea…soldi buttati ovviamente; caso opposto di quello di Italo, ma qui , non dico la bomba, ma le spese era da farle pagare agli stessi, visto anche che altre minoranze erano in numero superiore …invece il contribuente paga e tace.

  189. Fiora

    Io sto lavorando assiduamente su me stessa per cambiare mentalità, ma notizie come quella data da Italo al post 189 rischiano di farmi regredire ad un bieco nazionalismo.

  190. Laura

    @192 A Zara gli italiani sono circa un centinaio. Vuol dire che gli 11.000 che hanno firmato a favore dei cartelli bilingui erano praticamente tutti croati. E quindi vuol dire che all’interno della società croata ci sono posizioni contrapposte, come all’interno di qualunque società. E lascia perdere umanesimo e illuminismo, ché allora dovremmo concludere che le bombe nelle scuole slovene di Trieste nel ’69 (inesplosa) e nel ’74 (esplosa) dipendono dal fatto che a noi ci sono mancati entrambi…

  191. Fiora

    @192
    Era prevedibile come un boomerang una risposta come la tua e non tento neppure di scansarmi. Me la sono cercata.
    Resta che io non “concludo” ma osservo ,Laura. Considerazioni del genere tra l’altro condivise da parecchi se ne sentono in giro al di fuori di quest’adorato blog, ne converrai piuttosto “schierato”.
    Considerazioni che non hanno mai bombardato nessuno,né fomentato alcunché.

  192. Fiora

    ..e poi dammene atto,se avessi voluto trarre delle conclusioni avrei concluso il mio post 189 con un punto esclamativo non col punto interrogativo 😀
    …purtroppo a persone aliene dalla violenza in ogni sua manifestazione,contro noi donne, bambini e anziani in primis, contro animali e natura, qualsiasi manifestazione di violenza riesce incomprensibile. Sicché si fanno mille ipotesi, alcune “mutuate”.

  193. capitano

    #190… e qualcuno ha subito pensato di andare a lordarli con una bomboletta rafforzando l’idea di un presunto spreco di soldi.

  194. maja

    ciascuno è responsabile delle proprie azioni, pensieri e parole, fiora. se hai un lato nazionalista (e francamente razzista) non puoi imputarlo ad altri che a te stessa. continua a lavorarci e magari fermati a pensare qualche minuto prima di scrivere o di parlare quando sei in preda a una (temporanea?) recidiva della sindrome da antico romano.

  195. maja

    e magari prima di commentare le notizie fornite da italo, chiedetegli di fornirvi un link o una fonte. no, perché di questa presunta notizia su gogol non c’è traccia, a parte l’esplosione a casa di un certo Milan Ročak, esponente di spicco del HDZ. voglio vedere il giorno in cui un nazionalista del HDZ raccoglierà firme a favore di insegne in una qualche lingua minoritaria.

    http://www.zadarski.hr/vijesti/clanak/id/2090/novo-milan-rocak-nakon-bacene-bombe-u-dvoriste-obiteljske-kuce-ovo-je-pokusaj-ubojstva

  196. Laura

    La notizia è dell’ottobre scorso:

    http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2014/10/23/news/a-zara-bomba-a-mano-contro-la-via-italiana-1.10164651

    Ripeto che però secondo me la vera notizia è che 11.000 croati abbiano firmato a favore dei cartelli bilingui in una città come Zara dove i nazionalisti sono molto forti e dove si vedono ancora sui muri scritte inneggianti a Gotovina.

  197. Laura

    In realtà quel che sta succedendo a Zara è un conflitto destra-sinistra, con la sinistra a favore del ripristino del toponimo storico Calle Larga, e la destra contraria a tale ripristino, con accuse pesanti alla sinistra di essere anti-croata.

  198. maja

    hai ragione, laura. ho cercato con le parole chiave sbagliate, perché al contrario di quel che sostiene italo, i due ordigni sono rimasti inesplosi.
    cmq, per ritornare in tema, conoscere lo sloveno (e il croato) a me in questo caso è servito per vedere come la notizia viene riportata sui media croati. chi è in grado di leggere il croato e vuole saperne di più, gugli: marko pupić bakrač, kalelarga.

  199. Fiora

    @196
    ..”se hai un lato nazionalista (e francamente razzista)” o sarà piuttosto il tuo un lato prevenuto, Laura vs una che è la prima ad affermare che il nazionalismo è bieco? (post 191)
    Io sono un libro aperto e se parlo dei mio lavoro su me stessa per ampliare il mio senso d’appartenenza e ormai sono arrivata all’appartenenza generica “genere umano” non sentirti autorizzata a dedurre (ed è la seconda volta! ) da quale personale punto di partenza io muova.

  200. Fiora

    @196
    …finora non ho avuto il piacere di leggerti, Laura. Vorrei comunque farti presente che da un po’ i tempo termini come “razzista” e “nazionalista” sono caduti in disuso per etichettare commentatori abituali che di post in post si siano rivelati lontani da questi identikit approssimativo e “francamente” ( tuo e qui ci sta eccome! )offensivo!

  201. maja

    il commento 196 è mio, fiora, non di laura.
    se dici che rischi di “regredire a un bieco nazionalismo” è un problema tuo, non mio, che mi limito a rilevare quel che tu stessa hai scritto.
    il tuo commento 189, poi, è solo una parafrasi chic del classico “rassista mi?! al e lù che l’è negher!”

  202. maja

    che poi a trieste, la città con la risiera e quel po-po di sinagoga, abbiamo avuto un vice sindaco che avrebbe voluto intitolare una via a Giorgio Almirante, già segretario di redazione de La difesa della razza.
    te par che ne vanza, per assumer posizioni razziste dovute a una presunta superiorità culturale nei confronti dei zaratini?

  203. Fiora

    che dirti Maja? visto che un po’ ci conosciamo mi spiace ancora di più.
    leggo di bombe , commento limitatamente al fatto.
    Quanto a pretesa “superiorità culturale” io la la chiamerei consapevolezza di differenti tappe culturali del passato, che potrebbero influenzare determinati comportamenti. Da parte mia col beneficio del dubbio come abbastanza chiaramente espresso dal punto di domanda..
    Comunque, credimi.Quanto a “posizioni” nei rapporti interpersonali io razzolo meglio di quanto evidentemente pare che predichi.

  204. john remada

    @195 C’è una differenza , gli imbrattatori hanno messo sul piatto il rischio di essere beccati e le seguenti conseguenze; gli amministratori ,in pratica ,lo hanno fatto senza colpo ferire con denaro pubblico, perché non so se la corte dei conti può intervenire su simili situazioni; oltretutto nessuno dei pochi sloveni ( 19 0 29 ) residenti aveva chiesto qualcosa di simile.

  205. Laura

    @206 Quindi secondo te mettere un cartello bilingue è un atto di teppismo.

  206. john remada

    Dove non serve e nessuno lo richiede , direi di sì; inoltre è un disprezzo verso le altre comunità presenti in numero superiore ,bengalesi, romeni , albanesi ecc. Finale ,cara Lauretta , lo spreco inutile di denaro pubblico è un atto di teppismo ; contenta della risposta?

  207. john remada

    Aggiungo , se quei soldi li usavano per finanziare dei corsi di sloveno ero d’accordissimo.

  208. dimaco il discolo

    e far come in giapon che le vie no ga nomi?

  209. maja

    fiora, ammesso e (per quanto mi riguarda) assolutamente non concesso che certi atti violenti possano essere attribuiti a presunte differenze culturali, ti faccio notare che zara è stata per secoli sotto il dominio di venezia, poi dell’austria e infine anche del regno d’italia. che cos’è che ti fa sentire diversa dagli abitanti di questa città? città che – almeno secondo certe interpretazioni che non condivido – è di gran lunga più “italiana” di trieste?
    perdonami, e non te la prendere, ma questa tua reazione chiamiamola impulsiva, secondo me deriva da quell’atteggiamento di sufficienza nei confronti dei balcani (e dell’est europeo in generale) che è riscontrabile in tantissimi italiani ed è una versione moderna dell’antico hic sunt leones. a me sembra evidente che tanti italiani soffrono di un malcelato complesso di superiorità nei confronti di altri popoli – slavi e africani in primis – e se ne soffrono la responsibilità è tutta loro, e di nessun altro.

  210. john remada

    @210 Anche Sistiana no ga nomi, almeno per quel che ricordo.

  211. john remada

    @211 Opinione tutta tua, Maja ; a me non sembra , porta le prove. Nel caso mio , mai scritto di essere superiore a altre razze , di cacciare a calci in bocca chi delinque sì , di mettere gli stessi italiani che delinquono ai lavori forzati sì . Sei tu che hai il dentino avvelenato e non riesci star tranquilla; non sarei interista e orgoglioso di esserlo con una squadra multinazionale , con tra l’altro nei migliori Stankovic , Handanovic , Big Sinisa , Kovacic e altri ; poi Eto’, brasiliani, argentini ( Questi magari sono cugini nostri)…..ma potrei fare tanti esempi, poi qui non l’ho mai detto , ma avevo una moglie nord africana…..non è andata avanti , ma non certo per razzismo.

  212. john remada

    Poi a monte di tutto ,ben vengano le lingue , le culture , l’arte da qualsiasi parte; ma a casa propria uno ha il diritto di non volere ospiti sconosciuti?

  213. Fiora

    mah,maja tacciare di razzismo più o meno implicito chi commenti con italiano risentimento l’avvertimento bombarolo zaratino e glissare sulla connotazione fortemente razzistaantitaliana di quel avvertimento, mi appare stigmatizzare la mia pagliuzza ignorando quella trave…esplosiva!
    Quanto al misurare l’italianità di Zara rispetto a Trieste è nella circostanza fuori luogo. E’ piuttosto palese che non è da mani filo italiane che quella bomba è stata posizionata.

  214. maja

    che anche in croazia ci siano dei razzisti sciovinisti mi sembra ovvio. quel che è meno ovvio è dire che sono razzisti perché, poverini, sono un po’ retrogadi (perché questo hai detto, scomodando l’illuminismo). noi invece siamo violenti e razzisti perché, boh, perché sì.

  215. Fiora

    @216
    ho fatto un’ipotesi…abbastanza praticata e destituita da ogni connotazione di disprezzo…anzi! poteva suonare come un alibi a comportamenti …”ruspanti”.Alibi che avrei implicitamente negato ad analoghi italici comportamenti.
    E movimenti filosofici-letterari che plasmino in un certo modo connotano una mentalità collettiva ovviamente.
    Ti ho conosciuta obiettiva, intellettualmente onesta in tutte le discussioni che non abbiano per oggetto la nazionalità.
    Ti chiedo lo sforzo di ammettere che la mia considerazione è robetta estremamente light a fronte di autentico vilipendio sistematicamente praticato da parecchi, peraltro simpaticissimi commentatori vs. il disgraziato Paese che …volentes ,nolentes ( 😉 ) è il nostro. Nel quale sono nata ci ho messo su famiglia, sperato e spero il meglio per tutti ,per te in primis.
    ah! m’ILLUMINO d’immenso. Ciapa 😀 e bona domenica!

  216. Fiora

    ..e sono contenta di una certa complicità virtuale come tra amiche, che a scrivere volentes ,nolentes, mi fa sicura che ricordando tu sorriderai.

  217. Fiora

    Dedicado a quanti insisti ad affossar el latin perché secondo lori nol servie nissun lo ga pel… (Se posto preferisso che sia esempi dela mia vita reale).
    Relazion fresca come un oveto de giornada de l’insegnante de latin, (college de Durham (U.K.)de un muleto inglese dela mia famiglia, anni 12 (dodici!)
    … is an able student, who, when focused and when he applies himself to his work, can achieve high marks as seen in his last assessment when he obtained 75%. He is currently attaining a grade A. His class work is neatly presented and is usually of a high standard, with marks including 15/24 and 9/10. His translation skills continue to improve but he must ensure that applies the grammatical concepts we have learnt in class carefully. Leo is also able to identify derivations of Latin words in English and other languages. From now on, we will be undertaking more vocabulary and grammar practice to help to stretch and challenge his abilities. His vocabulary knowledge is developing well, obtaining 16/21 and 20/20. To ensure that his marks continue to increase he should regularly consult the Cambridge Latin Course website to aid his learning.

    (http://www.cambridgescp.co.uk/cambridge-latin-course/online-activities/book-i).

    come il cacio sui maccheroni la me xè rivada! 😉

  218. michela

    @156) quoto in pieno MARCANTONIO

    pensavo di scrivere qualcosa pure io, ma leggendo me ne è passata la voglia

  219. bibliotopa

    #118 In taberna quando sumus…

  220. Fiora

    @221 😀
    E se vedi che i barbari britanni apprezza quel che noi butemo via… (rif post 219)
    Mi aceto le antipatie etniche, ma pitosto che straparlar gabelando el prossimo de razista a ogni timida considerazion contraria , un fià de possibilismo no guasteria…

  221. Laura

    @222 Ti faccio notare che l’antipatia etnica in questa discussione l’hai manifestata tu, affermando che i cittadini di Zara, poveretti, in quanto “slavi” non hanno avuto umanesimo e illuminismo. Hai ignorato completamente il fatto che a Zara in realtà lo scontro è destra-sinistra, ed è uno scontro tra chi è favorevole alla multiculturalità e chi invece è su posizioni scioviniste e invoca il protezionismo linguistico. Contrapposizione che si ritrova pari pari qua a Trieste, del resto. Basti pensare alla cagnara per quel cartello provvisorio in via Giulia con scritto “deviazione-obvoz”.

  222. Fiora

    @223
    Il “poveretti in quanto slavi” tanto gratuito quanto estraneo al mio pensiero ce l’hai appiccicato tu, Laura. La mia era un’interrogativa ironicamente light “sarà forse?”
    la trasformi in un’affermazione connotata da commiserazione.
    Due mossettine per stravolgere un mio pensiero processando le mie intenzioni.
    Se non è antipatia etnica questa…per contro da italofona e a ben altro pietrame mi sono assuefatta a scansarmi in questi lidi virtuali
    ma finchè non ci si tirano bombe i blabla d’ambo le parti allenano alla dialettica e lasciano il tempo che trovano

  223. Fiora

    ..e ce l’ho con me stessa per tanta fantozziana accondiscendenza cheda un po’ mi fa scrivere italofona . Questa è solo una caratteristica, . Sulla mia carta d’identità c’è scritto cittadinanza Italiana.
    …sempre con rispetto parlando anche vs chi tale dato di fatto non rispetta.

  224. Laura

    @224
    “Se non è antipatia etnica questa…”
    Guarda che sono italiana quanto te.

  225. Fiora

    @226
    ah sì? anche di sentimenti?…allora sarà antipatia ad personam ,ma vale tutto come sopra . Allenamento dialettico e tutto resta..quo ante 😉

  226. Laura

    @227 Non capisco: prima parli di etnia, poi di sentimenti. Comunque il fatto di essere italiana non mi suscita nessun sentimento.

  227. ufo

    @183 Non sapevo che anche i troll invecchiassero, ma sembra che sia proprio così. Uno di essi, solito a pascolare su queste pagine nostro malgrado, mi sembra che abbia gravi problemi nel ricordare le cose – e la memoria, come si sa, è la seconda cosa che va in malora una volta giunti ad una certa età…

    Vediamo se riusciamo a far resuscitare almeno la memoria del poveretto. Partecipare alle trattative per un accordo non implica l’obbligo a ratificare qualsiasi scemenza ne esca fuori, e nel caso specifico che vai citando la spiegazione del no è stata ben che spiegata in lungo ed in largo pubblicamente: in fase di trattativa la Banana republic aveva preteso di discutere solo gli argomenti in cui si aspettava dei vantaggi, ed aveva rifiutato del tutto di impegnarsi a fare – quello che si era già impegnata a fare decenni prima e che non aveva mai fatto. Come se andando dal macellaio questi ti dicesse che gli devi cento euro, ma lui in cambio non ti deve niente – neanche la carne che avevi già pagato prima e che non ti è stata mai consegnata. Aprire delle trattative in buona fede non vuol dire impegnarsi a farsi infinocchiare dalla controparte in malafede, e l’ipotesi di accordo è stata di conseguenza respinta al mittente: pubblicamente, motivatamente e senza alcun dubbio interpretativo.

    Quanta differenza con un altro storico acconto che il nostro smemorato fa finta di non ricordare, vale a dire il Memorandum di Londra del 1954. Per chi si fosse perso le puntate precedenti: la Banana republic aveva in quel di Londra firmato con tutti i crismi e le cerimonie del caso un accordo internazionale, se l’era portato a casa tutta gongolante e aveva subito fatto man bassa di quanto l’accordo le concedeva, vale a dire occupare Trieste per finire l’opera di smantellamento dell’ex-porto dell’Impero (e solo grazie a quel trattato, infatti, che i giovanotti con le piume di coccodè in testa sono potuti entrare in casa nostra). Quando si è trattato, invece, di far fronte ai pochi impegni presi nello stesso trattato – sorpresa! Il governo si era ‘dimenticato’ di sottoporlo al parlamento per la ratifica, per cui per vent’anni hanno fatto finta che non esistesse ne l’accordo ne gli impegni presi. Poi, vent’anni dopo, ulteriore variante sul tema: altro accordo internazionale, questa volta firmato e ratificato, contenente l’impegno scritto a fare quel che per vent’anni non è stato fatto, senza ulteriori scuse. La parte ‘senza ulteriori scuse’ è l’unica avveratasi: a quarant’anni di distanza e malgrado una precisa ed inequivocabile sentenza della corte costituzionale il bananificio continua a non mantenere i propri impegni, ma questa volta senza neanche far finta di inventarsi una scusa. Un semplice muro di gomma in puro stile camorristico basta.

    Impagabile, poi, leggere queste critiche proprio in relazione ad un mio commento sullo stato di attuazione del protocollo del Prosecco DOC, il papiro tanto solennemente firmato dall’allora ministro Zaia. All’epoca avevo scritto che, firmato l’impegno, occorrerà vigilare per evitare che finisca a fare compagnia a tutti gli impegni non rispettati da una certa piantagione di frutti tropicali, e mi ricordo le parole di rimprovero da parte di un utente, un certo Luigi, che mi tacciava di pessimismo e si scandalizzava su come io potessi dubitare della parola di un ministro della repubblica. Vero, Luigi? Il resto, ahinoi, è noto: passati un paio di anni, la firma è sbiadita, il ministro è cambiato, chi ha avuto ha avuto e chi in buona fede ha dato si è preso l’ennesimo (scusate) inchiappettamento senza lubrificante. Ed hanno pure voluto indietro la banana. Ma forse il Gigi di qualche anno fa non è quello, anima innocente, di adesso – oppure, come si diceva, la memoria…

    Morale della favola: se ti da fastidio il rimprovero di eccessiva produzione di banane non serve il divieto di pubblicazione di statistiche ortofrutticole, che anzi rischia di attirare l’attenzione sulla quantità di bollini blu in circolazione. Molto più efficace è smettere di tirare le noci di cocco in testa ai passanti.

    @185 Stefano, parlane con la tua Corte di cassazione, che sull’argomento ha messo in naftalina nel luglio del 2013 la libertà di espressione delle proprie idee, visto che (vedi sopra) anche i dettami della Carta europea dei diritti fondamentali, pur sottoscritta e ratificata dal bananificio, si applica solo nei casi in cui fa comodo alla piantagione stessa. Detto per inciso: se uno vuole esprimere il proprio parere sul punto raggiunto dall’Italia nel processo digestivo deve farlo scrivendo un trattato sull’argomento, limitarsi a trarre le evidenti conclusioni è reato.

    Resta il fatto che ne io ne altri abbiamo usato quell’espressione a te cara anche e specialmente perché non è quella la mia/nostra opinione, ma se non sei riuscito a capirlo finora non è che ci sia molto profitto a cercare di rispiegartelo. Torna su, rileggi e se ancora non ci arrivi prova a scendere dalla palma prima.

    @219 Fiora, non è che voglia mettere in dubbio le doti intellettuali del povero fanciullo (povero perché spedito a deglutire porridge invece che crescere sano e robusto a pasta domača e fagioli), ma… hai mai pensato che per chi parla italiano trovare nell’inglese le parole derivanti dal latino è molto più facile che per gli indigeni? Basta prendere tutti i vocaboli che assomigliano a parole italiane, e ci riusciremmo pure io, te e dindio nostro.

    Nota finale per terminare col sorriso: potrebbe essere che tutti questi discorsi siano inutili, e che sia tempo sprecato insegnare alle italiche genti le lingue. Questo pensiero mi è venuto ieri dopo aver dato un occhiata, per pura curiosità, a quel nuovo mega-sito messo in piedi per promuovere il turismo a Trst. Dopo averne letto sul bugiardello sono andato infatti a vedere com’è fatto un sito da 160 mila euro e cos’ha di differente dai nostri modesti sforzi fatti in casa. Boh. Dopo aver aspettato invano per dieci minuti che sparisse il cartone animato con la scritta ‘Loading’ (questi hanno mai sentito parlare della legge Stanca?) sono riuscito ad entrare dalla porta di servizio, ho visitato un mucchio di pagine vuote in attesa di contenuto ed alla fine ho dovuto allontanarmi dal monitor per il troppo ridere. Motivo dell’ilarità il contenuto della pagina ‘Credits’, dove una nota azienda di servizi di traduzione ha orgogliosamente annunciato il proprio apporto al progetto con una perla spettacolare, perdonabile se lo facevamo io o voi – ma da una costosa agenzia specializzata è il colmo: ‘Traductions by L*****B by Q****T*** snc.‘ . Vedere per credere.

    Ma sulle copertine di Monon Behavior c’è scritto che l’anglo-patoco è fortemente contagioso?

  228. Fiora

    @ufo
    amico mio mi corre l’obbligo d’informarti che il bimbo in oggetto è INGLESE. nato a N.Y. vissuto dieci ei suoi dodici anni nella perfida albione e parla si o no venti parole d’italiano.
    Non sta facendo un dispendioso minierasmus per talianuzi ma frequenta il suo college inglese per inglesi, quale è . hai presente l’attimo fuggente? bon tale e quale.un edificio fondato da Enrico VII ove i rampolli di buona famiglia britannica apprendonoa leggere scrivere far di conto e …pure il Latino!

  229. Fiora

    ottavo ,ottavo cavolo, come un bicer de dalmato …l’Enrico!

  230. ufo

    Enrico VIII, l’inventore del divorzio all’italiana? Grandioso come esempio da proporre alla gioventù. Ma tu non potevi dircelo prima, che il piccolo Lord era prigioniero di una bolla spazio-temporale dove lo costringono ad imparare nozioni utilissime nella vita come l’araldica, il modo giusto di inchinarsi a Corte, il tono da usare nel dare ordini alla servitù, la mano giusta con cui tenere la forchetta da molluschi ed il latino? Ci basta già lo Smemorato di Chioggia a spartire informazioni fuorvianti e mezzi quarti di verità.

    Fiora, la vedo male. Mi par di capire che il tenero pargolo è destinato a non sapere mai il sapore di un piatto di jota o di minestra di bobiči. Atroce, certe cose dovrebbero essere vietate per legge. Come parente avresti il dovere morale di liberarlo da tale situazione, rapirlo – o almeno di farli arrivare di soppiatto una pentola di sana pietanza nostrana…

    L’insegnante di latino, ci informi, dice che è bravo ad identificare parole derivate dal latino nel corpus linguistico inglese, e dunque lo invita – del tutto disinteressatamente – a studiare latino per poter identificare ancora più parole. Paint me unimpressed – secondo me il suo insegnante di greco lo considera bravo ad identificare parole derivate dal greco dentro il pentolone linguistico inglese, e dunque dovrebbe dedicarsi piuttosto al greco per poterne riconoscere un maggior numero. Contemporaneamente avrà anche un insegnante di hindi che gli insegnerà a riconoscere parole importate dall’India ecc. Spero che da grande farà il linguista, perché altrimenti tutto questo riconoscimento gli servirà soltanto a vincere il campionato inglese di riconoscimento di parole latine. Secondo te serve a molto sapere che la televisione è parola di origine greca, se dopo non sai ripararla quando si guasta a metà della finale di Champions League e hai sul divano quindici ospiti venuti da lontano apposta per vederla sul tuo cinquanta pollici?

    Par di capire che il pargolo, finito il college, saprà parlare in latinorum – ma non in italiano. Peccato, secondo me. Quando avrà l’età per viaggiare da solo e come da tradizione britannica si metterà a fare il Grand tour finirà certamente a visitare anche il Belpaese, giusto? Beh, a quel punto ci saranno in Italia circa un milione di fanciulle dall’età giusta con cui conversare in italiano, mentre tutto il suo latino gli servirà… per poter dibattere e discutere con circa mezzo milione di preti cattolici, presumo di sesso degli angeli e della densità demografica delle capocchie di spillo. E se si azzarderà a profferire un “tu quoque, Giulia” ad una fanciulla quella gli risponderà che non è la cuoca di nessuno e che nel ventunesimo secolo poteva anche arrangiarsi a farsi da solo due uova al tegamino. Grande affare, il latinorum.

  231. Fiora

    …grazie del godibilissimo pezzo, Ufo!
    capita così con i madrelingua inglesi ( in senso biologico del termine…)con stupida esclusione di un bilinguismo parentale, se gavemo capì no?! Tutto il mondo è paese… come con lo Sloveno, no?!
    Resti che il discente è sveglio, pratica sì il cricket a livelli di squadra della contea, ma pure tutti gli altri sport terrestri e marini, dei quali fornisce saggio nella striminzita settimana estiva triestina durante la quale ci prodighiamo tutti per coltivare in lui una patòca pianticella, che ha attecchito, nonostante le avverse terapie del resto dell’anno.
    Ps adora i cevapcici e li sa chiedere benissimo!

  232. Fiora

    ..e sulla rampa di skate di s. Giacomo cesella degli ollies pregevoli.
    concentrato e silente,lo prendono per muto o disadattato… no no è inglese, chiarisco al perplesso parterre de muleti. Ah! e in un attacco di italica esterofilia lo promuovono a la bela stela in mezo

  233. maja

    ma cossa te ga un nipotin che no te vedi mai e anche quando che te lo vedi te toca parlarghe in albionico? al di là de tute le divergenze…solidarietà. te credo che te disi che te son anglonuora afflitta. 🙂

  234. Fiora

    Bingo, maja! e grassie!no volevo tanto palesar ala pierpap e bazil…che no ghe frega gnente a nissun

  235. El baziloto

    Ricapitoliamo.

    Qui si parla di sloveno a scuola. Utilissimo per sfebbrare le menti accalorate delle parti nordorientali d’Italia, a mio modesto parere. Ma qua qualcuno lo vuol far passare come imprescindibile passepartout. O similare all’italiano, per l’utilità. E molto, ma molto meglio del latino.

    In effetti, l’ineffabile ufo non capisce (a questo punto mi tocca scriver così: non è uno che fa finta di non capire: proprio no ghe riva!) che il latino ha un’utilità eminentemente culturale, giacché se io so di latino posso interpretar montagne di scritti che non ci vuol molto a sapere che ancora fra mille anni non ne sarà raggiunto lo stesso numero in sloveno, nonché buoni dieci secoli di storia europea. Certo: non serve una cippa per chi viene in Italia pensando di cuccare una ventenne, ma – vedi ufo – mica tutti nutrono solo ciò che sta al di sotto della cintura e stop. Alcuni magari pensano di venire in Italia (o in giro per gran parte del mondo) per cercare di comprendere quel che vedono. E non sto parlando di figa. Poi a te potrà fregar nulla – che ne so – di arte (a che ti serve, ufo?) e così plani dritto dritto a scimmiottare quel gerarca nazi: “Quando sento parlare di cultura, mi corre la mano alla Luger!”.

    Ergo: viva il latino (per chi vuole) e viva pure il greco antico (senti la bestemmia che ti dico, ufo: v-i-v-a i-l g-r-e-c-o a-n-t-i-c-o)!

    Sul resto, nemmeno replico: questo genio della lampada non sa nemmeno che il famoso accordo di Aquileia (che costò il posto a un ministro degli esteri sloveno che l’aveva sottoscritto salvo essere immediatamente sputtanato dal parlamento sloveno in una riunione a porte chiuse e segretatata) fu una delle cappelle che contribuirono ad obbligare la Slovenia alla firma del cosiddetto compromesso Solana, che per anni fece schiumare rabbia agli sloveni, che si sentirono defraudati e fregati dall’Europa intera per mano italiota. Fregati dai rappresentanti della Repubblica delle Banane: si può essere più scemi?

    Resta il compatimento finale. Ufo è manifestamente frustrato: da quando è nato è costretto a vivere in una Repubblica delle Banane. Perennemente fregato da questi tipi con i capelli all’olio d’oliva, la lingua biforcuta, l’ignoranza a scotttadito. E lui lì, a soffrire. A gridare “occhio, ci fregan!”. Lui vorrebbe proprio che ci fosse una mutazione genetivca, o molto più modestamenteu no spostamento di confini. Roba da XIX secolo, ma chissenefrega? Lo spostamento dei confini risolve ogni cosa. Dalle parti vostre molti la pensano così, fra austriacanti attaccati alle cottole di Zita-Ultima-Imperatrice, adoratori del TLT, sensitivi che ancora parlano con Tito dall’oltretomba. Contrastati – ça va sans dire – dalla pletora di amanti del Duce fuori tempo massimo e dai sempiterni che allo stesso modo vorrebbero anch’essi un bel giro di valzer di confini, ma nell’altro senso. E intanto il mondo va avanti, fregandosene bellamente dei mal di stomaco di ufo e del lagnismo cronico di tanta bella gente.

    Ho sempre pensato che una delle soluzioni sarebbe quella di favorire il travaso spinto di popolazioni. Non si possono cambiare le teste: cambiamo la gente, allora! Anche perché trovo molta, ma molta più voglia di vivere e di fare e di migliorare nei gruppi di asiatici ed africani coi quali lavoro cotidie, piuttosto che in certe teste di granito, ma “patochi”, “patochissimi” da millecento generazioni.

    Comunqua sia sei fregato, ufo: anche tu amerai il Grande Fratello Con La Banana In Mano.

    E pure il latino.

  236. maja

    toj, lojze, ora gli africani e gli asiatici non proponi più arrestarli? ti vendono le banane a prezzi stracciati?

  237. ufo

    Si, figliolo, concordo: “modesto” è l’aggettivo adeguato – non che, a dire il vero, da te ci aspettassimo chissà quali illuminazioni cosmiche…

    Vuoi una banana? Così ti tiene impegnato mentre faccio ordine nel polverone che stai tentando di sollevare. Per lo sloveno nelle scuole in lingua italiana la richiesta dei genitori c’è, e si vede dal numero di bambini non sloveni iscritti alle nostre scuole. Malgrado questo non se ne farà niente, per motivi prettamente politici: una minoranza estremista ben ammanigliata e finanziata è contraria. Basti pensare alle grida di orrore alzatesi per un solo segnale di lavori in corso bilingue in centro città per capire perché ai consiglieri comunali sia ancora oggi vietato usare una delle lingue parlate dalla popolazione, altro che insegnarla a scuola. Ovvio che non è elegante dire questo pubblicamente, per cui le obiezioni esplicite saranno altre, apparentemente meno cavernicole.

    Finisci la banana, poi te ne do un’altra. Una delle obiezioni perenni è che lo sloveno non sarebbe utile per un eventuale futura carriera in campo internazionale. Questo vale anche per l’italiano, e finora non ho letto argomenti in senso contrario. Non ci sono, inoltre, motivi per cui l’insegnamento dello sloveno dovrebbe soppiantare lo studio di altre lingue, invece di affiancarvicisi. Al @183 dici che sei lingue sono troppe, e qui per una volta non hai torto (anche se nessuno risulta aver proposto questo). Quattro lingue, invece, sono assolutamente fattibili – è tutta questione di volerle. Non sto parlando in via ipotetica: a pochi chilometri da casa mia, nel comune limitrofo, da anni insegnano quattro lingue alle elementari – e guai a chi gliele tocca. Certo, sono oltre confine, ma non credo che gli alunni di Hrpelje siano geneticamente differenti o più svegli di quelli di Škedenj.

    Prendi altra banana. Vero che era buona la prima? Anche lo strabenedetto latino viene rispolverato periodicamente – in esplicita alternativa. Insegnerebbe a ragionare, affermano, aspettandosi di venir creduti sulla parola. Dopo vari decenni di queste tesi siamo, ovviamente, ancora in attesa di una seppur minima dimostrazione; ma nell’attesa ci possiamo godere lo spettacolo di questi supposti ragionatori che – loro stessi – fanno fare brutta figura al proprio ragionamento. Ti secca se ti faccio notare che proprio tu sei un testimonial d’eccezione di questa condizione? Se ti leggessero gli scolari delle medie si spaventerebbero e rifiuterebbero ogni ipotesi di latinorum per non crescere così.

    Vedo che alla fine del tuo ultimo sforzo letterario ti sei superato ancora una volta in fatto di tesi strampalate: se la realtà è diversa dal tuo ideale di Ein Volk, Ein Reich non è che prendi atto del mondo reale – pretendi piuttosto di sloggiare decine di migliaia di “intralci” da casa loro per non si sa quale destinazione, come se non fossero persone anche loro. Se questa è la forma mentis che il latino ti ha dato – spero che esista una cura. Hai provato ad imparare po slovensko? Chissà, magari ti guarisce. Oppure ti rendi conto che l’esperimento è già stato fatto novant’anni fa, e il risultato lo sappiamo.

    Banana? Contiene potassio, ti fa bene per la pressione. In tud’ je tako lušno videt otroka, kako si veselo polni usta.

  238. sfsn

    gavè notà come non apena xe tornà baziloto (alias Vianelli) xe sparì Luigi (alias Vianelli)?
    certo che te son proprio scarso, se te ga de far finta de esser due persone, almeno falo ben.

  239. Fiora

    @[email protected]
    nel mio bilaterale apprezzamento, farò l’italianissima: novella tenzone Dante vs Forese Donati, cribbio!
    Per i ruoli ? ah indiferente!

  240. john remada

    Beata fava….Fave di fuca ?

  241. El baziloto

    @ ufo
    A me frega nulla di dimostrare le qualità terapeutiche del latino. Ho solo cercato sommessamente di dimostrare come e qualmente esso sia studiato da miriadi di persone in tutto l’orbe terracqueo. Volenti o nolenti, per oltre dieci secolo è stato utilizzato in modo esclusivo per scriver di cultura. E quindi se hai intenzione di approcciare quel mondo, di là devi passare. Ci arrivi adesso o no? Ci arrivi adesso a capire come e qualmente lungo la storia ci saranno sempre più studiosi di latino che di sloveno? Riesci a capire il perché Riesci a capire che è totalmente idiota scrivere che il latino non serve a nulla perché non ti fa cuccare a Roma, credendo d’aver scritto chissà quale battutona? O devo proprio farti un disegno?

    @ maja
    So che raccontar balle è una cosa financo divertente, laddove non si abbiano altri argomenti. D’altro canto, se sei capace di comprendere la lingua italiana in maniera almeno decente, saprai anche tu notare che io non ho mai proposto il carcere per africani e asiatici. Io ho semplicemente scritto qui dentro nel 2009 (fino al 2009 hanno dovuto ravanare per inventarsi questa balla!) che proponevo l’istituzione del reato d’immigrazione clandestina al secondo ingresso illegale in Italia. La prima volta c’era l’espulsione, la seconda scattava il reato.

    E adesso ti dirò di più: il reato d’immigrazione clandestina esiste in una buona parte dei paesi europei, compresi Francia, Germania e Gran Bretagna. La prima volta.

    Devo anche aggiungere che nei cinque anni trascorsi (cinque anni!) ho financo cambiato idea. Se me lo chiederai cortesemente, ti spiegherò cosa penso ora. Dopo aver trascorso gli ultimi anni a lavorare fianco a fianco anche con associazioni di migranti.

    Certo: è facile inventarsi una balla cosmica. E’ facile propalarla. E’ però idiota farlo sapendo scientemente di mentire. Sapendo fra l’altro di violare una norma del nostro codice penale. Questo – io credo – è bene saperlo.

  242. john remada

    Grande gigi…..il codice penale tu lo sai quando ti fa comodo….come tutto il resto….ora sappiamo dell’esistenza di altri due gigi, il duro sull’immigrazione ,poi divenuto il buonista pro migranti….siamo almeno attorno a 10/11 fantasmagorici personaggi….ancora un po’ e siamo a livello di Proteus , l’uomo dai 100 volti ! Sai chi è , tu che sai tutto?

  243. maja

    non agitarti tanto, dai, lojze, ché ti verrà un colpo.
    se istituisci un reato, vuol dire che chi lo commette prima o poi sarà arrestato. non è italiano, è logica.
    di ulteriori spiegazioni circa l’evoluzione del tuo pensiero non sento proprio il bisogno. nasvidenje e buone banane a te.

  244. Stefano M.

    Cambio argomento e mi rifaccio a quel sentimento razzista anti popolazioni di lingua slava di origine balcanica o africana che avrebbero alcuni italiani di cui parlava un utente un po di commenti fa. Io oggi penso che sia il contrario sento molto più spesso un odio anti italiano in quelle popolazioni . I tristi fatti politico culturali che affliggono il bel paese sono molto probabilmente la principale causa di questo triste fenomeno. Oggi riscontro molta più acredine anti-italiana che anti-slava. Probabilmente è una mia impressione.

  245. ufo

    Per gli interessati, dal PD di domenica:
    Slovenski raziskovalni inštitut (SLORI), Oddelek za pravne študije, jezikoslovje, tolmačenje in prevajanje Univerze v Trstu ter Center za slovenščino kot drugi/tuji jezik Filozofske fakultete Univerze v Ljubljani prirejajo v sodelovanju s tržaško pokrajino okroglo mizo z naslovom »Naučiti se slovenščino v odraslem obdobju: dobre prakse na Tržaškem«. Dogodek se bo odvijal v petek, 30. januarja 2015 ob 17. uri v prostorih Pokrajine Trst »Magazzino delle idee«, Korzo Cavour 2.

  246. sfsn

    El tuo problema, Luigi, xe che te manca completamente el senso dell’humour. No te son per niente spiritoso, perchè in realtà la batudona de Ufo iera sai divertente.
    Comunque rettifico: xe solo uno dei tui problemi. Infatti a mio avviso te ga anche i seguenti:
    complesso de Pico dela Mirandola,
    complesso di superiorità,
    mancato superamento dell’egocentrismo infantile,
    iracondia (in tal caso trattasi anche di vizio capitale!),
    sindrome dell’ometto (dal verbo omettere),
    sdoppiamento etico,
    trasformismo (forse congenito, ma credo piuttosto nella sua forma opportunistica),
    antislavismo cronico,
    presbiopia geografica (te vedi solo quel che sucedi a est de Monfalcon, ma no quel che sucedi a casa tua),
    maculopatia storica (visto che determinati avvenimenti proprio no te rivi a vederli),
    computerite compulsiva,
    grafomania wikipedica,
    sdoppiamento de personalità (anzi più che sdoppimento dirìa che nel tuo caso le personalità xe almeno 6, tute uguali però, visto che tute e sei comprendi i sopra citati difetti). Dunque in totale i tui problemi xe 14, ma moltiplicai per le tue sei personalità uguali te rivi a un record de 84 complessi.
    Almeno quel altro venezian, Basaglia, el iera venù qua a risosolver i nostri problemi psichici, no a portarne i sui…

  247. Fiora

    @Baziloto
    dell ipotesi di reato d’immigrazione clandestina,”devo financo aggiungere che nei cinque anni ho cambiato idea”.
    Vorresti gentilmente riassumermi per sommi capi l’iter che ti ha portato a conclusioni opposte?
    quesito assolutamente serio che ti pone una, onestamente impressionata a fronte del fenomeno inarrestabile delle migrazioni, ma (aldilà dell’ umana solidarietà)sempre più convinta che nessuna politica repressiva possa costituire regolamentazione.
    Un po’ come il proibizionismo.

  248. anny

    mamma mia che parole,che discorsi……..xe bel ciacolar in pase senza offenderse a vicenda dai………ciauuu!

  249. Fiora

    @250
    la tenzone ufo, sfsn vs.Luigi elbaziloto xè robetta per educande a fronte della tenzone tra Dante e Forese Donati cui go fato riferimento e a onor del vero i nostri duellanti se scontra su argomenti de maggior interesse generale anziché stigmatizar le magagne dele rispettive casate, come i originali.
    qualche piccolo scivolon sul personal e i se riporta subito in tema….ognidun de l’ottica sua!

  250. john remada

    [email protected] Bella domanda al mister….risponde lui; posso aggiungere che le previsioni mie si stanno avverando e molti neutri passano dalla mia; un po’ di pazienza e la soluzione ci sarà, obbligata.

  251. sfsn

    Ma Forese no iera cussì povero de argomenti de minaciar de querela Dante…

  252. Fiora

    @253
    querela? quala querela! xè roba de cabibi- lei-non-sa-chi-sono-io, dei! i fiorentini de quela volta iera gente più pragmatica (perché quei de desso indulgi più al blabla masimamente se i riva a becar cariche importanti tipo sindaco,segretario e dio guardi presidente del consiglio) e pitosto che farse rider a minaciar querele, i lo butava fora de pignata senza complimenti e pel resto dela vita…a Dante!

  253. Fiora

    ..e per robe più serie che tenzoni a base de chi che le spara più grosse!

  254. Fiora

    ” A CHE SERVE STA’ ACCUSSI’ SEMPRE INCAZZATI E PO’ PE CHI? forsi per questo modo de pensarla, ben lungi da spagnoleschi ti querelo, l’Imperituro Cabibbo se gaveva “autoesilià” in…Maremma!

  255. Fiora

    oddio, a spostarse de casa spontaneamente ispira canzonete come Napul’è, ma butarli fora de forza se va ris’cio che i ne scrivi tre cantiche , eh?!

  256. lucio

    Ma perché gli italiani della Venezia Giulia non sanno parlare lo sloveno e invece molti sloveni si arrangiano in italiano? Per lo stesso motivo per cui i nostri giovani parlano malaccio l’inglese mentre i giovani sloveni vanno meglio anche in questo caso?

  257. john remada

    [email protected]è nello stretto necessario lo sloveno non serviva; nel caso contrario poteva anche ribaltarsi il sondaggio. Per l’inglese è uguale , all’epoca a noi (Italiani) interessava più bere botti di alcolici , quindi linguaggio comune con gli stranieri di ogni tipo…..a meno che qualcuno non fosse attirato dalla conoscenza delle lingue; ti faccio un esempio, un mio amico serbo aveva un’autodemolizione in Italia, è logico che parlava italiano; siccome era anche un mestiere che sapevo fare , nel caso contrario , io in Serbia sarebbe stato l’opposto ,dato che l’apprendimento non mi manca.

  258. john remada

    @Lucio….aggiungo , con la vecchia jugo quello che serviva lo sapevano già gli jughi, bastava sganciare le lirazze e si capiva tutto….salvo qualche pieghetta …es. 30 litri di istra benz con 12.000 lire, ma pagando in dinari….se non in lire qualcosa in più.

  259. john remada

    In ogni caso ,tornando indietro ,sarei ben contento di sapere delle lingue slave, almeno in parte.

  260. maja

    lucio

    gli italiani nella venezia giulia non sanno lo sloveno perché hanno sempre pensato che non fosse utile (e tantomeno prestigioso).
    l’italiano lo conoscono gli sloveni della fascia confinaria perché 1) in istria lo studiano a scuola 2) guardano la tv italiana.
    l’inglese lo parlano meglio perché 1) la grammatica slovena è complessa e al confronto quella inglese è una passeggiata 2) guardano la tv slovena, dove non esiste il doppiaggio, ma solo sottotitoli 3) se parli solo lo sloveno non ti capiscono da nessun’altra parte 4) sapere bene l’inglese fa molto figo.

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