2 dicembre 2014

Stereotipi di genere: abbattiamoli già dalla prima infanzia!

el sunto Per abbattere stereotipi di genere e le discriminazioni è necessario partire dall’educazione, il prima possibile. Ora c'è c'è Il gioco del rispetto.

Un italiano su tre sostiene che la violenza domestica sulle donne è un fatto privato da risolvere dentro le mura domestiche, per uno su quattro se una donna resta con il marito che la picchia diventa corresponsabile della violenza. Si tratta di stereotipi triti, luoghi comuni secolari che sembrano duri a morire.  Lo sostiene la sociologa Giorgia Serughetti in un articolo apparso su Pagina99 qualche giorno fa.

screen-shot-2014-03-12-at-11-01-23Per abbattere questi stereotipi e di conseguenza le discriminazioni tra uomo e donna è necessario partire dall’educazione, il prima possibile. Diverse scuole hanno iniziato dei percorsi formativi per insegnare agli studenti a rispettarsi fra di loro e rifiutare la violenza, ma la maggior parte di questi interventi avviene nelle scuole primarie, secondarie o superiori, quando  gli stereotipi di genere sono già ben radicati nei ragazzi.

Per questo un gruppo di esperte ha ideato “Pari o dispari? Il gioco del rispetto” , progetto che parte dalle scuole dell’infanzia, quando cioè i bambini sono ancora terreno fertile per i concetti di libertà di espressione e di comportamento, al di là degli stereotipi.

Il progetto, che ha visto la luce nel 2013 con una prima edizione sperimentale cofinanziata dalla Regione Friuli Venezia Giulia, ha coinvolto quattro scuole dell’infanzia della regione, una per ogni provincia. Ora il progetto, uno tra i primi in Italia e in Europa, vede anche l’adesione del Comune di Trieste. Ha preso infatti il via oggi alle 16.30 nella nuova sede dell’ Associazione Laby* in via Cicerone 4 “Il gioco del rispetto – bambini e bambine che si rispettano”, un percorso formativo per le insegnanti e gli insegnanti delle scuole dell’infanzia comunali di Trieste, per superare stereotipi e discriminazioni. Successivamente verranno distribuite le scatole de “Il gioco del rispetto” alle scuole che hanno aderito e verranno fatti giocare bambini e bambine. Al termine del periodo di gioco verranno raccolti i risultati del progetto.

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Cos’è il Gioco del rispetto?

Si tratta di un un kit ludico-didattico rivolto a bambini e bambine dai 3 ai 6 anni d’età, che vuole promuovere il rispetto reciproco e il superamento degli stereotipi che sono alla base di molte discriminazioni. Si tratta quindi di una vera e propria scatola di giochi, i cui contenuti sono stati curati da uno staff scientifico composto da Daniela Paci, insegnante della scuola dell’infanzia, e Lucia Beltramini, psicologa. Entrambe si occupano da anni di progetti di ricerca e di formazione sul tema della violenza contro le donne.

Il progetto si avvale inoltre del contributo professionale di Benedetta Gargiulo e di Konstantina Mavroidakos, che hanno curato la parte grafica e creativa dei materiali e hanno scritto e illustrato la storia di “Red e Blue”, presente nel kit.

*Laby

L’Associazione Laby lavora nell’ambito delle pari opportunità, dando alle persone, soprattutto alle donne, gli strumenti per migliorare le condizioni di lavoro e di benessere personale. In particolare, LABY è un punto di riferimento per le Istituzioni e per le associazioni che a Trieste si occupano di politiche di lavoro, politiche sociali e sostegno alle pari opportunità. Gran parte delle azioni proposte da LABY sono rivolte alle donne e alla loro maternità, essendo questi i casi più vulnerabili dal punto di vista sociale ed economico. Per questo LABY mette a disposizione i suoi spazi e le sue competenze per fornire formazione professionale, una rete di sostegno e supporto psicologico. Per saperne di più: www.laby.trieste.it

Le immagini utilizzate sono tratte dal sito giocodelrispetto.org. Il gioco del rispetto è anche su Facebook.

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92 commenti a Stereotipi di genere: abbattiamoli già dalla prima infanzia!

  1. Stuf

    Ma par plasè…

  2. maja

    oltre al crocifisso, pare che non si dovrebbero toccare neppure gli stereotipi…

  3. Maria Grazia Anatra

    Bella iniziativa, mi piacerebbe saperne di più..
    Sono Maria Grazia Anatra presidente dell’Associazione WOMAN TO BE di Viareggio (LU)
    e stiamo lanciando (mese di gennaio 2015) la seconda edizione del Premio di Letteratura per l’infanzia UN PREMIO PER L’ EUROPA. NARRARE LA PARITA’ incentrato proprio sull’intento di allargare e diffondere testi per bambini (fascia 0-6) liberi da stereotipi di genere.
    Rimango a disposizione per informazioni ecc.

    Cordiali saluti
    Maria Grazia Anatra

  4. Fiora

    @1
    Commento pregno di contenuti. Un faro che irradia una luce di speranza per il futuro dei rapporti tra i sessi…
    Miracolo. Dio c’è!

  5. Buongiorno Maria Grazia. Le ho appena scritto una email.

    A disposizione per qualsiasi necessità.

    Cordialmente

    Sara Matijacic

  6. Fiora

    ovviamente commentavo sarcasticamente il post n.1 a “firma” di tale Stuf, mentre plaudo alle due inizitive con l’ analoga finalità di abbattere gli stereotipi di genere.
    Confesso che per me questa consapevolezza è acquisizione recente. ll diversificare,persino i colori l’attribuire ruoli e mansioni differenti, peculiari dei generi mi veniva naturale,evidente retaggio dell’educazione ricevuta,della quale non intravvedevo limiti e pericolosità.
    Oggi, soprattutto a fronte delle dimostrazioni estreme di cui quotidianamente apprendiamo mi sono convinta che gli stereotipi non sono giochini innocui o al più sintomi di arretratezza ma minacce .
    Vanno scalzati come opera di prevenzione,vera e propria bonifica sociale.

  7. maja

    oh, fiora, finalmente te gavemo portà sula retta via (femminista). meo tardi che mai. 🙂

  8. Fiora

    sempre con riserva per no omologarse tropo tra mas’ci e femine, che gavemo solo de rimeterghe, Maja.
    …E quel famoso cafè sarà diventà sbicia ma resta valido,dei 😉

  9. maja

    femminismo no vol dir omologazion, ma parità per tutte e tutti.
    (e no stemo gaver paura dela parola, che no la xe una parolaza.)

  10. Tergestin

    A veder come xe messa la societa’ attuale mi no vedo gnanca un gran dialogo tra omini e donne, altro che parita’. E francamente credo che el femminismo post ’68 gabi fato piu’ danni che benefici.

  11. Jasna

    @9 Libro pieno di spunti, Fiora se non l’hai letto te lo consiglio. E’ anche piuttosto leggero e si legge velocemente, ma ti fa pensare a lungo.

    Complimenti a chi ha realizzato l’iniziativa, credo ce ne sia davvero bisogno.

  12. maja

    tergestin

    se ghe saria parità (e no ghe fussi maschilismo), el femminismo no gaveria ragion de esister.

  13. Fiora

    le corna,il partner di vent’anni più giovane, fregarsene dei figli…esempi grossolani che mi sono venuti in mente e che mi hanno aiutata a rendermi conto di quanto gli stereotipi siano deleteri.
    provate a valutare la differente reazione comune davanti a questi comportamenti a seconda che siano maschili o femminili.

  14. maja

    le bestemmie, l’ubriachezza, la volgarità, la promiscuità, l’ambizione, ma anche banalmente cambiare una lampadina, stirare, usare il flex, cucinare, guidare la moto, annaffiare le piante, buttare la spazzatura, giocare a biliardo, spolverare, fare pugilato, cambiare i pannolini a bambini e vecchi, pagare il conto al ristorante eccetera eccetera.
    gli esempi che si potrebbero trovare sono innumerevoli.

  15. Tergestin

    In Nord Europa funzia.
    La mula ga pari diritti e nissun discuti. Se la xe in maternita’ la sta a casa e ti te lavori, ma se ti te perdi el lavor, ela no la te mola come un can in autogrill a ferragosto. Se ti al primo apuntamento te ofri la bira o la zena, guai a ti se no te la lassi pagar al secondo. E podaria far tanti piacevoli esempi de cui dago atto a vecchie fiamme inglesi e olandesi.

    Ripeto, in Nord Europa. Se me se disi che funzia anche dala Francia in zo, o me ciode’ pel cul o se in totale cativa fede…..

  16. giampaolo lonzar

    VARI : mi credo che a Trieste xe stada zà ‘vanti con ‘sti stereotipi !!! Insoma le done in paragon ale regnicole e pre-lberazion no,1 , le ‘ndava ingiro sole , le scole jera a classi miste , mia bisnona restada vedova la gà manda avanti l’azienda de famiglia e la gaveva anche 6 fioi , 3 mas’ci e 3 femine .La ‘ndava sola in giro anche in caroza co’ serviva per lavor.

    Questa xe un’altra de quele storie che vol meter le done triestine con el minimo comun denominator de le “regnicole” , penso che le done nostrane dovessi un poco far notar la diferenza che esisti anche ‘desso ! e anche tanta

  17. maja

    mah, tergestin, se go parlà de feminismo in termini de parità per tutte e per *tutti* un motivo ghe xe. dove che te vedi la malafede proprio no so.

  18. Fiora

    “se me disi che funzia dala Francia in zò ,o me CIODE’ (???? CIOLE’! a un “tergestin” no ghe la lasso passar :D) pel cul o sè in totale cativa fede”
    Anzi,no?! nela misura che se bati el ciodo xè palese che ‘ncora nol xè entrà. Strada ghe ne sè ncora tanta per alinearse col spread dei nordici. Per voialtri ma anche per noialtre. perciò te demo ragion,no?!
    Tanto per esemplificar el divario cole evolude babe nordiche che te citi,un segretucio,Tergestin. A mi l’omo che me verzi la porta,che me regala un fior me continua a garbar ssaissimo e da mi né precedenze né omagi floreali ai mas’ci.
    Scherzo, per dir che inflazionar el termine sessista per ogni CAGADA(pardon! ma se volemo la parità, ne go facoltà…) se ris’cia l’assurdo e la famosa omologazion che mi pavento come tra le concause perfin de impotentia coeundi. Ciapa! per latin la sona mejo, no?! 😉

  19. Fiora

    @Tergestin
    secondo post dedicato. “ciodè” no xè Fiuman?

  20. Tergestin

    Ciole’, ciode’…..stessa roba.

    Quanto ale babe, la natura da sempre -xe biologico- stabilissi ruoli diversi per l’omo e la donna, non solo tra i esseri umani ma tra i viventi in general. Dopo per carita’, mi parlo de RUOLI diversi, no certo de diritti che devi esser pari in una societa’ civile.

    Basti veder el voler meter reato de feminicidio.
    O le quote rosa perche’ xe poche babe in parlamento (ne xe ancora molte de meno in cantier, a guidar camion e taiar boschi, ma la no sento ‘ste gran proteste).

    E via andare……femo notte coi esempi.
    Pero’ purtropo stemo a vardar sempre la povera donna oppressa dal trucido ruttante e mai quela che smaca el mari’ fora de casa, ghe meti contro i fioi e se ingruma un altro cazzaballe a tempo de record (pretendendo i alimenti, ghe mancassi altro). E ogetivamente de casi cussi’ TUTTI ne conossi almeno uno tra parenti e amici.

    E queste xe le babe furbe. Le meno furbe inveze per sembrar emancipade le beca tuti i vizi pegiori dei omini: fumar, bever, porconar e zogar al videopoker in qualche bettola de periferia (dopo xe le prime a domandarse perche’ le attira solo sbandai e perche’ i fioi vien su delinquenti, le poche che ga ancora qualche neuron intiero).

    Me par a mi o ‘sta emancipazion xe andada tanto fora del seminato?

  21. Jasna

    Chi è stronza lo è con o senza diritti, Tergestin.
    Non stiamo parlando di virtù caratteriali, ma di cultura da offrire ai più giovani. Il titolo e il testo dell’articolo sono piuttosto chiari.

  22. Fiora

    jessusmaria che cugno! resto dona diletante pitosto,ara 🙁

    ciò maja no xè che verzeremo de novo le ostilità perché no aprezo sto maton, no?! iero cussì contenta dela risorta sintonia…

  23. maja

    certo che no, go pur dito per chi che ga voia de leger.
    (ri)verzeremo su qualche altro fronte. 🙂

  24. Fiora

    Bon, sa cossa ?! Da donnista diretamente cougar …occhei? occhei!

    …e te vol che no gabi ragion Tergestin? i ne dà un dedo… 😀

  25. già, parliamo di educazione, formazione. 🙂

  26. maja

    ecco, diciamo che educare alla parità di genere non è facile, soprattutto quando ti accorgi che spesso le prime a differenziare in base al genere sono le maestre. basta entrare in un qualsiasi asilo e vedere la scelta e la collocazione dei giocattoli: di qua la casetta con le bambole, di là il banco da falegname.
    ed è inutile cercare di convincere la propria bambina che giocare con il banco da falegname è divertente, se a giocarci sono solo i maschi e lei vuole stare “con le sue amiche”.

  27. Verissimo Maja, posso confermare. 🙂 In una delle mie supplenze negli asili mi è capitato più di una volta la situazione in cui ai bambini maschi non era “permesso” di giocare in cucina con le bimbe

  28. Jasna

    @Sara Non era permesso dalle maestre o dalle bambine? Se è la prima è un po’ deludente 🙁

  29. “permesso” fra virgolette perché non si è trattato di un divieto esplicito, bensì di un invito a giocare con i maschietti in giardino e di lasciare la cucina alle bambine. Jasna, maestre purtroppo. 🙁

  30. Fiora

    …e dire che tutti gli chef più titolati sono maschi

  31. Jasna

    @31 Triste!

  32. Tergestin

    Francamente no rivo a capir.
    Signori, per quanto le feministe barbute voli dir che no xe diferenza…..XE diferenza fisica, biologica e quanto altro. Dopo ghe xe tante varianti, certo, ma in linea general xe da millenni che i ruoli va in un certo modo. Ripeto, no discuto dei diritti, ma dei ruoli.
    Se dopo volemo sbarufar con la scienza, podemo anca dir che l’acqua xe infiamabile e che el fogo no brusa, ma questo xe assurdo ala faccia de tutte le pippe mentali che pol farse qualche inteletuale da te’ dele cinque che pensa de cambiar l’evoluzion umana per gaver leto do’ libreti nei anni setanta.

  33. maja

    chi saria in questa discussion “le inteletuali da te’ delle cinque che ga leto do libreti nei ani setanta?”
    se dopo te me spiegassi anche quali saria questi ruoli che da milieni va in un certo modo e che supongo dovessi continuar ad andar in questo modo per un altro per de mileni, te saria sai cocolo.

  34. @34
    Veramente, nei millenni, i ruoli sono andati in mille modi diversi a seconda della società e dell’epoca, e questo proprio perché i ruoli sono decisi dall’ambiente culturale e sociale. Mentre le differenze fisiche e biologiche restano invariate (per quanto, anche in quei casi ci sono delle modifiche nell’evoluzione), quelle dei ruoli cambiano a seconda della convenienza.
    Quindi, maschi e femmine sono fisicamente diversi, ma i ruoli sono un’altra cosa. È scientificamente provato per esempio, che un uomo non abbia nessun impedimento fisico o biologico nel caricare una lavatrice e allo stesso modo per una donna non esiste alcun fattore genetico che la renda meno adatta di un uomo a dirigere un’azienda. E questo non lo dicono “do libreti nei ani setanta”, ma l’evoluzione scientifica (peraltro guidata ancora prevalentemente da uomini).

  35. Tergestin

    @ Maja

    Quele ranzidone che dopo el ’68 ga iniziado a pontificar astruse teorie e ale quali trope donne in bonafede ghe xe andade drio. Temo te sia una de quelle trope donne in bonafede.
    Difati nei anni settanta iera tuto un zigar all’amore libero e l’utero e’ mio, ogi che le xe vecione le vol impedir ala gioventu’ de vardarse le veline siliconade.
    Berlusconi ga fato mille, disemila, porcade e per cossa xe cascado? Per le veline siliconade apunto.

    Arda, te lo digo perche’ co’ gavevo ventizinque anni stavo con una femminista barbuta che me portava a vardarme i film sule donne vedove indiane, roba che durava tre ore de fila e che te se vardavi nei cinema universitari assieme a tipi come el tuo amico hobo.

    Pero’ la andava in giro con mi, che son figo, no coi rettori veci (quasi tuti maniaci e provoloni che se scondeva drio un finto intelletualismo per ingrumarla). Difati le teorie filofemministe, peraltro vien sempre confermade da omini che in realta’ vol ciularse ‘ste babe e no gavendo el superfisico i acetta de azerbinarse, rendendo el maschio sempre piu’ intimorido e la baba sempre piu’ ranzida, in un tunnel distruttivo che porta praticamente all’annullamento dei sessi.

    L’omo in natura xe piu’ possente perche’ ga de cacciar, far i lavori e simile, la baba al contrario ga i fianchi larghi per partorir, acudissi i cuccioli eccetera. El testosteron fa si’ che l’omo sia piu’ aggressivo, ossessivo e competitivo e in parte da questo deriva i primati maschili anche nele altre scienze in generale e non per la bubbola che le babe iera sempre discriminade: Cleopatra no regnava nell’Egitto de duemila anni fa, per citar un dei mille esempi?

    El fato che xe giusto che anca un omo se impari a far una lavatrice e che una donna gabi la possibilita’ de pilotar aerei va anca ben, piu’ robe sa e fa una persona meio xe.
    Ma perche’ diavolo la baba ga de comportarse come un avanzo de coroneo e un omo per sembrar politicamente corretto devi dir che xe bel? Fa cagar, semplice.
    A cossa ga portado ‘sta emancipazion femminile? Al divorziar per ogni cagada, al sfascio dele famiglie, a un’impennada egoica nel mondo dele babe che dopo millenni le ga rigirado tuta la societa’ come un calzin.

    Ai tempi dei mii nonni nissun divorziava e va tranquilla che mio nonno no ga mai alzado un dito su mia nonna, toco de pan come el iera. Nissuna persona anziana de quela generazion, nissuna vedova la go mai sintida parlar mal del mari’. Se stava unidi nele dificolta’ (e cussi’ dovaria esser ogni legame afettivo, ma no divago), ogi se assisti a un enorme svuotamento dei disvalori nei raporti umani e questo parti in primis nele babe che pretendi de esser servide e riveride come donne d’altri tempi e comandar come omini preistorici.

    Credime, lo pensa in tantissimi, pero’ xe tuti tropo stremidi per dirlo. Opur i parla al bar come muradori bergamaschi (“babe zite e in cusina”) salvo cagarse ‘dosso apena la crodiga telefona. Mi per fortuna posso permeterme de parlar ciaro qua e nela vita privata. Podaria andar avanti ma penso che el succo sia recepido.

  36. Fiora

    “femminista barbuta” grande Tergestin! Succo recepì! Ricordo solo un titolo de un libro che enunciava : ” Voglio tornare a casa”
    Saluti a ti da una donnista glabra 😉

  37. maja

    “Quele ranzidone che dopo el ’68 ga iniziado a pontificar astruse teorie e ale quali trope donne in bonafede ghe xe andade drio. Temo te sia una de quelle trope donne in bonafede.”

    Un tono cussì paternalistico me xe tocà in sorte poche volte, qua dentro. Scusa, ma chi te par de esser, per darme dela mona barbuta?

  38. john remada

    Buta mal maya? Ma no ….sappiamo che hai la grinta giusta….

  39. no nazi in my town

    tergestin, te son come quel fasciston che nel 1945 parlando dele partigiane slovene scriveva

    “Si videro le drugarizze forti delle disposizioni del Comando Mesta, abbigliarsi in tal maniera che, circolando per le strade in quei giorni sembrava d’essere in pieno carnevale. Queste virago avevano sovvertito il senso europeo dell’abbigliamento e ambulavano per la città con tali perizomi che avrebbero fatto venire l’acquolina in bocca ad un Niam-Niam. Mentre le femmine vestivano alla maniera antropofaga, i maschi agivano in tale modo”.

  40. Sinceramente, Tergestin, ho i brividi leggendo cose tipo: “L’omo in natura xe piu’ possente perche’ ga de cacciar, far i lavori e simile, la baba al contrario ga i fianchi larghi per partorir, acudissi i cuccioli eccetera.”

    E poi, ai tempi dei tuoi nonni nessuno divorziava, semplicemente perché la legge e le convenzioni sociali non lo permettevano.

  41. maja

    e (certi) mariti picchiavano e stupravano le mogli come e quanto oggi, se non di più. ma forse lo facevano e lo fanno perché sono possenti di natura e in qualche modo devono pur sfogare tutto quel po-po di testosterone.

    (ah, sì, hobo vi manda i suoi saluti. è ancora vivo e vegeto e sta benone, dice.)

  42. Fiora

    ” certi mariti picchiavano e stupravano le mogli come e quanto oggi se non di più”.
    Io” spererei” ( tanto per distinguere il passato dal presente) che fosse stato di più ,perché altrimenti la rivoluzione femminista, l’aver abdicato ai ruoli ed essersi spesso imposte delle forzature al proprio stile di vita non avrebbe prodotto alcun risultato positivo.
    Io non rabbrividisco all’enunciato di Tergestin ,perché riesco a scindere sostanza dalla forma.
    Se si richiama ai demonizzati stereotipi sia pure in termini estremi , a mio parere non significa che tali stereotipi debbano per forza trascinarsi dietro prevaricazioni e violenza.
    Pari dignità e diritti non presuppongono a mio avviso interscambio, spesso forzoso di ruoli .
    Chissà se il ritorno entusiastico ai corsi di cucina , ai lavori di cucito creativo da parte di tante giovani donne non sia di reazione. Voglia di riappropriarsi dei ruoli, ma con una consapevolezza diversa. Quelli che sanno, affermano che il cervello femminile ha l’emisfero della creatività più sviluppato. Conviene appiattire ogni differenza?
    Quando “abbattere gli stereotipi” diventa integralismo, quando tacciare di sessismo anche il più innocuo distinguo diventa caccia alle streghe ( e stregoni 😉 ), lo reputo controproducente. Una violenza …per combattere la violenza.

  43. maja

    fiora
    mi credo de gaver za spiegà che intendo el feminismo come la ricerca della parità per tutte e per tutti, perché son convinta che una vera parità de genere ghe porteria vantagi anche ai omini. dopo ognidun xe libero de viver la propria vita come che ghe par e piasi. ma che lo fazi in base ale proprie incilinazioni, capacità e desideri, e non in in base a un ruolo imposto da altri. per cui, per mi le done ga tuto el dirito de mostrar el cul e le tete per mestier, se le vol, a pato che le gabi anche le stesse possibilità de pilotar un areo, se le ga le capacità. e un omo che fazi pur el chirurgo, a pato che el se senti pienamente libero de far anche l’estetista o il maestro d’asilo, se ghe piasi.
    tergestin che la pensi come che el vol, ma se el me disi che mi la penso cussì solo perché son una sproveduta che ghe va drio ale vecie ranzindone, per mi el se pol solo che gentilmente acomodar dove che no bati el sol. vaben tuto, ma sminuir cussì le persone proprio no.

  44. Fiora

    tranqua maja, in ogni agone te ga dimostrà personalità e libertà de condizionamenti esprimendo anche recentemente pareri fora, anzi sora dei cori.
    con rabiosa 😀 stima, F.

  45. john remada

    E chi è questo hobo ? Booh ???

  46. Fiora

    @47
    “chi è questo hobo?” Parere personale, un mister simpatia che per dire le cose che sappiamo tutti frigge un’aria irrespirabile perché troppo rarefatta.
    Una buona testa non v’è dubbio ma forse le sue perle ai porci, tra i quali mi annovero, risultano alla fin fine indigeste per i medesimi .

  47. Fiora

    “——————” prima di mister e dopo simpatia , no?! 😀

  48. john remada

    Eh, eh , eh…..ma sono i fatti che contano , non la frittura….questo unknown hobo di fatti reali , a mia conoscenza , nulla ha lasciato….

  49. aldo

    Al di là de tuti i discorsi su diriti e parità mi egoisticamente no capisso proprio l’atacamento de certi al ruolo patriarcale socialmente stabilido: dover sposarse, dover far fioi, curarse parenti acquisidi insoportabili, no poder molar un lavor che no piasi per el dover de mantegnir tuto l’ambaradan, dover mantegnir tuto l’ambaradan anche da divorziadi, ecc.
    Tute robe che va benissimo se un se le scegli, ma che sia un obligo sociale da ruolo patriarcale a cui no se pol sfugir se no se passa per esser un poco mato – come iera una volta – no vedo prorio dove sia el vantagio.

  50. Fiora

    @51
    … come dir bota piena e (ex) molie imbraga, ma spese sue, ciò! solito ganzo, aldissimo! 😉

  51. capitano

    Il problema è che la ricerca della parità avviene sulla base di una società che è patriarcale già da millenni. Raggiungerla è come cercare di scalare una montagna sulla cui cima siedono i maschi perchè essi hanno stabilito che quella fosse la montagna da scalare.
    E se invece la montagna giusta (sia per gli uni che per per le altre) fosse stata proprio un’altra? Fossi donna non mi aspetterei che sia chi sta seduto lassù in alto a dirmi che il panorama dalla cima non è il migliore possibile.
    Non è certo la donna segregata che fa la calza ad essere un modello, ma temo che non lo sia nemmeno quella che deve congelarsi gli ovuli per gentile concessione del padrone.
    O no?

  52. Fiora

    @53
    ” ma temo che non lo sia nemmeno quella che deve congelarsi gli ovuli per gentile concessione el padrone”.
    me lo spieghi meglio capitano? te lo chiedo senz’ombra d’ironia proprio perché non riesco a capirti.
    Grazie, F.

  53. maja

    se non ho capito male, credo che capitano stia dicendo che sono stati i maschi a imporre anche questo modello economico-sociale facendoci credere che fosse l’unico possibile. se le donne vanno alla ricerca della parità di genere all’interno di questo modello, dovranno comunque adeguarsi alle sue regole (stabilite dai maschi). il che vuol dire, per esempio, che magari faranno carriera nel mondo professionale, ma poi saranno costrette a rinunciare alla maternità.

  54. maja

    insomma, fiora, il discorso di capitano è un discorso comunista. 😀

  55. maja

    anticapitalista, dai. ovviamente non posso che essere d’accordo.

  56. Fiora

    @55
    urremenghis de rossa…almeno la me ga ciarì, dei! Grassie
    la “sporca borghes”e ghe pensa un bicc e decidi su ‘ndove alinearse 😀

  57. aldo

    Il modello patriarcale – ereditato dalle società pre-capitaliste – ha conservato una funzione nelle fasi del capitalismo fondate sulla disciplina produttiva che il modello patriarcale contribuiva a mantenere.
    Nella fase turbo-consumista, iniziata da qualche decennio, il capitalismo si sta disfando progressivamente del modello patriarcale che non serve più per un mercato strutturato tendenzialmente in termini di individui-consumatori, socialmente sempre più isolati e sempre più connessi tra loro da strumenti tecnologici.
    Il modello patriarcale non è in crisi a causa di 4 gatte di femministe e altrettanti 4 gatti di alternativi maschi, ma perchè serve sempre meno al capitale come rapporto sociale e anzi sta diventando un ferrovecchio di cui liberarsi perchè intralcia il processo in atto.

  58. iole

    @60 Il modello patriarcale torna in auge con la crisi, quando i licenziamenti di massa riducono le opportunità di lavoro, e contemporaneamente i vincoli di bilancio degli stati impongono tagli al welfare state. Ecco quindi che il buon vecchio modello patriarcale in questa fase diventa nuovamente utile al capitale: le donne a casa a occuparsi di vecchi e bambini, gli uomini a contendersi i posti di lavoro.

  59. john remada

    @61….Se non altro ci saranno meno hornes sulle teste dei maschi….mica tutto il male viene per nuocere !

  60. Fiora

    @61
    Dici bene, iole (l’originale,orpo! me ga propio roto i zebedei quel’altra apocrifa, sibèn che più rente de mi a livel ideologico) sul forzoso “ritorno in auge del modello patriarcale” da pezze al cu. e non dico male neppure io sottolineando l’entusiastico ritorno a corsi di cucina e di taglia& cuci più o meno creativi.
    Di necessità “virtù” , ma ribadisco, la coscienza di sè e l’autostima della donna di oggi mi appaiono inossidabili a prescindere da stereotipi “rivisitati”.
    @62
    Quanto al corname, non c’è correlazione Johnny caro. O pensi che la fedeltà sia questione di occasioni extradomestiche, un diritto sovrano di quello che causa la crisi è ritornato ad essere l’unico che porta una paga a casa , ma per contro con ampia licenza di tradire per il medesimo ? se c’è l’estro ,in o out casucci…. 😉

  61. john remada

    @Fiora….no niente licenza per chi porta la paga ; o è onesto , o è infingardo e per questo va punito con stessa moneta; intendevo che senza occasioni non ci si fa tentare….se poi a casa ci sono i fioi , c’è l’impossibilità della concretizzazione degli stambecchi !

  62. Jasna

    @51 Sembra che in tanti sentano, dopo una certa età, la voglia di mettersi in certe preordinate scatole note e riconoscibili a tutti, le stesse in cui sono inseriti i loro genitori/maggioranza degli amici e conoscenti.
    E’ lo stesso meccanismo per cui tanta gente fa l’università per sport, perché è ovvio o scontato proseguire se avevi almeno la media del 7 e ti senti in dovere di accarezzare l’ego dei tuoi genitori. Anche il matrimonio rende felici la maggioranza dei genitori. I nipoti, poi…

  63. Tergestin

    Me de del fassista, fe intender che son favorevole ala gente che fa violenza sule donne, che son un troglodita…..niente altro? Cio’, bon nadal eh.

  64. Fiora

    @66
    ” me de del fassista …el troglodita…”chi cussì?! mi no de sicuro, Tergestin.
    Capto in ti solo un certo disorientamento comune a tanti mas’ci e a dirtela tuta anche a tante femine (???! 😉 ) nostalgia de veci schemi rassicuranti .
    Violenza e stereotipi secondo el mio punto de vista no xè necessariamente sinergici quando autostima e consapevolezza dei diritti xè paritari per tutti.

  65. iole

    @66 cocolo, te vien qua a insultar, a dar patenti de ranzide, e te pretendi anche de esser tratà ben?

  66. Tergestin

    Mi no go dado patenti de ranzida a nissuna. Se xe chi ga la coda de paia, fatacci sui, iole.

    @Fiora
    Quei veci schemi mandava vanti le familie…ogi i ne disi che iera coperti da omini violenti e societa’ patriarcali quando a Trieste gavevimo donne emancipadissime da secoli e nei anni cinquanta un tasso de divorzi altissimo.

    Mi penso che esser de sinistra voli dir migliorarla propria societa’ aiutando le fasce piu’ deboli.
    Certa gente inveze vol distruger tuto e stop.

  67. Jasna

    @69 Lo schema nel 2014 dovrebbe poter essere una scelta. Se tutti ti dicono dall’asilo in su che la strada è a senso unico, la possibilità di scelta viene meno.

  68. maja

    donne emancipadissime che no gaveva el dirito de voto. mi me par un poco una contradizion in termini.

  69. Tergestin

    Dipendi in che epoca, soto el fassismo chiaramente no, soto el GMA si’. E nei primi anni cinquanta iera el piu’ alto tasso de divorzi in Europa (difati ierimo tornadi a esser una cita’all’avanguardia).

    @ Jasna

    Vero, difati le mie xe opinioni discutibilissime che se me rendo conto de gaverle stecade, fazo un passo indrio e chiedo scusa publicamente.
    Qua dentro scrivo da anni e la suponenza la lasso ai altri.

    Se digo robe come quele che digo xe perche’ son nauseado sia dai fatti concreti che vedo mi e che pol veder chiunque no sia orbo…..sia perche’ son nauseado in primis dall’ipocrisia maschile per cui certi omini tasi e meti la testa soto la sabbia.

    E cussi’ te diventi de bota un fassista, un leghista, un populista e a tante altre robe che finissi per “ista”.
    Quando una persona non de destra (anzi) meti in discussion i dogmi e le pippe de certa intellighenzia, se ghe da sempre addosso coi arieti. Un classico.

  70. bombastic

    anche mi voio la parità
    se una se miscia con un dilf se ghe vedi subito tirar fora l’ultimo i-phone dala nova borsa lv
    perché se mi me miscio con una milf ciapo solo belle frasette?

  71. maja

    ma dove xe tuta sta intellighenzia qua dentro?

  72. john remada

    Destra forte non finisce per ista….per una volta sono al di sopra delle parti…

  73. Fiora

    alora me son riletta i 75 post che precedi perché onestamente son tiepida e neutrale sull’argomento.
    Nel merito trovo centratissima l’analisi de aldo al post 60 e parimenti condivisibile la conclusion de iole-la- giusta al successivo 61.
    Se del stereotipo de genere se fa uso moderato e oseria dir umoristico, mi no ghe trovo niente de pericoloso. Variatio delectat.
    Mi no ghe verzerò mai la porta de l’auto a un mas’cio mentre ale amiche sempre.
    se me riva un mazo de fiori entro stasera ch'”el” sapi! “el” beca punti!
    Se me spaco la schena con pala e picon in giardin no me sento sminuida nela feminilità. Se cusino de mer…aviglia ( !) tuto fa brodo e se la presentazion xè sempre falimentare, in stomigo xè scuro, MA sopratuto go l’alibi del abatimento dei stereotipi.
    E bon Nadal, muli! 😀

  74. Sergio Zerial

    Un augurio a tutti di Buon Natale e Anno Nuovo
    sergio

  75. pinuccia

    certamente che gli stereotipi vanno abbattuti come per esempio quello che i politici non possano passare alla musica facendo politica vedi sotto

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/04/27/europee-eletto-udc-non-si-ricandida-e-rinasce-in-versione-rock-terminator/964995/

  76. Fiora

    @78
    ah, sti stereotipi che imbrigliano i talenti! Pure il comico dopo che si è messo a fare il savonarola de noantri, ha smesso con le gags…

  77. john remada

    Auguri a tutti a mia volta , compresa la sig.ra Maja .

  78. capitano

    Buon compleanno Gesù Cristo.

  79. Fiora

    @81
    come t’abbatto lo stereotipo ,ah capt. ?!
    Bambinello ringrazia. 🙂

  80. giorgio (no events)

    Buon Natale a tutti (not stereotyped)

  81. Alessandra

    Il rispetto si può insegnare senza metterci in mezzo il genere: stirare è un’azione che chiunque abbia due mani può fare… donna, uomo, gay, nero, bianco… non centra il sesso o il definirsi casalinga/o. Non credo proprio che un domani un uomo che si definirà casalingo alzerà meno le mani su i propri familiari… Per quello c’è bisogno dell’educazione all’aggressivita’!

  82. Fiora

    @84
    mi fa piacere che a ridosso della nostra festa ci sia un commento così sensato e non…. stereotipato!
    Lo inoltriamo alla parossistica Boldrini?! 😉

  83. maja

    altro che se è stereotipato, basta leggere un po’ meglio.

  84. anny

    gesù cristo non c’entra niente in queste discussioni,lasciatelo stare per cortesia,grazie!
    ok buon natale ma non citate gesù…..dai!

  85. michela

    uff che rabbia avevo scritto un commento…… perduto!
    meglio così, va’, quando si è stati inquadrati come fascista e bollati addirittura come nazista, meglio stare zitti anche se sostanzialmente avrei voluto dire: lasciate in pace i bambini che giochino come gli pare e piace, senza vedere dappertutto archetipi, stereotipi e fenotipi!!!
    è fin ridicolo tutto il bordello che è venuto fuori sul Piccolo negli ultimi giorni 🙂

  86. michela

    e per quanto riguarda la casa….. non si tratta di ruoli che imprigionano la donna e l’uomo, ma di una serie di lavori che scaturiscono dal fatto di avere una casa e doverla gestire!
    entrambi gli adulti devono essere in grado di compierli, più o meno bene, per cavarsela se l’altro è assente o impedito! se la moglie va all’ospedale, il marito non deve andare in giro stazzonato perchè non sa lavare e stirare i propri abiti, e se il marito è assente la moglie non deve trovarsi perduta senza di lui! ho sempre detestato la figura della donna che si appoggia troppo al partner, sia economicamente che nella pratica quotidiana, e così la figura dell’uomo magari potente, intellettuale, di peso sociale ecc. che non è capace di lucidarsi le scarpe. Nella vita più cose si imparano, e meglio è: senza stare lì a discettare se sono da maschi o da femmine!!!

  87. Fiora

    @87
    “gesù cristo non c’entra niente in queste discussioni,lasciatelo stare per cortesia,grazie!
    ok buon natale ma non citate gesù…..dai!”
    anny cara io trasecolo ogni volta che mi tocca i leggere questi tuoi estemporanei commenti…
    Entri a gamba tesa in una discussione e con buoni tre mesi di ritardo te ne esci con sto serioso appello da cavolo a merenda..
    A Natale sarebbe stato consono..sebbene stonato! Ma l’ironia, la battutaccia pur sempre innocente è proprio merce che non tratti? Era uno scambio di laiche battute natalizie col capitano e sempre con rispetto parlando! Di’ la tua sulle differenze di genere piuttosto…
    @Michela.
    Perfettamente d’accordo. a confondere forma con sostanza si finisce a… risibili Boldrinate della serie “chiamatemi presidenta,ecco!”!
    Dai , entra un po’ nello spirito dell’ambiente

  88. Fiora

    azz al mouse traditore!” entra un po’ nello spirito dell’ambiente” era per anny. 🙁

  89. michela

    che l’esortazione fosse per anny l’ho ben capito, cara Flora!
    rileggendo il mio intervento, mi sembra particolarmente importante la prima frase del secondo post, cioè quella sui lavori di casa.
    papà mio era un marittimo della vecchia scuola, sulla nave sapeva fare un po’ tutto, dai nodi più complicati ai segnali con la luce, con le bandierine e usare il telegrafo, oltre a tante altre cose. con l’avvento dei sindacati e gli elenchi dei compiti legati ad ogni posizione lavorativa (mansionari, credo) i giovani marinai non si curavano di imparare alcunché al di fuori di quello che dovevano fare. mio padre si lamentava di questo perché un incidente, una disgrazia, erano sempre possibili e con maggiori probabilità di incidenti in un ufficio statale, per dire. In quel caso, saper fare una segnalazione o sciogliere un nodo che tratteneva qualche oggetto, sarebbe stato vitale. Per questo io dico: la casa è come una nave, si è tutti “nella stessa barca”, non devono esserci compiti da maschio o da femmina!!! uno deve saper sostituire l’altro, almeno approssimativamente! ecchecavolo.

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