26 agosto 2014

AdEst, continua il viaggio nei Balcani

el sunto Prosegue il viaggio AdEst dell'associazione Rime, alla scoperta della storia dei Balcani

22 agosto 2014 ore 9,30, Srebrenica: questa mattina abbiamo incontrato Dragana Jovanoivić, responsabile dell’associazione Prijatelji Srebrenica, coinvolta in attività quali programmi radiofonici e televisivi con l’intento, tra gli altri, di stimolare i giovani ad agire, a muoversi, a cambiare la realtà in cui vivono. “Quello che vogliamo”, dice Dragana, ” é istituire un’immagine positiva del territorio incentivando le forze giovani”.
Subito dopo ci siamo recati al memoriale di Srebrenica-Potočari: le immagini, i racconti della guida, testimone egli stesso della tragedia e le migliaia di lapidi ci hanno colpito profondamente, ricordandoci ancora una volta quanto la Pace non sia scontata e quanto si debba lavorare per costruirla quotidianamente. In particolare la visione di un filmato riassuntivo dell’assedio e del tentativo di fuga di migliaia di uomini attraverso i boschi ci ha scosso a tal punto da lasciarci in un silenzio che non consisteva nella semplice assenza di parole, incapaci di commentare e condividere pensieri prima del momento serale di riflessione ormai giunti a Tuzla. Nonostante la rabbia e il senso di impotenza, abbiamo realizzato la responsabilità di cui ci sentiamo investiti partecipando a questa carovana, desiderosi di metterci ulteriormente in gioco una volta tornati nei nostri territori e nelle nostre associazioni. La sera, stanchi e affamati, ci siamo goduti la gustosissima cena e a mezzanotte la luce si è spenta e tutti in coro abbiamo festeggiato Eleonora! Tornati nella casa di cura Dom Penzioniera dove abbiamo trovato alloggio, siamo crollati a letto stanchi della giornata!

report 7

23 agosto 2014, Tuzla, ore 9.20: siamo giunti alla sede dell’associazione “Forum Gradana Tuzle”, dove ascoltiamo le parole di Vehid Šehić, avvocato e presidente della suddetta. Con lui abbiamo esplorato le differenze tra le condizioni della Bosnia, e in particolare di Tuzla, durante il governo di Tito e i giorni odierni, descrivendo la situazione dal punto di vista sociale, economico e giuridico. Vehid ci ha poi spiegato il campo d’azione di FGT: nata nel ’93, l’associazione cerca di promuovere la pace e l’integrazione tra le molteplici etnie (tra cui quella italiana) che convivevano e convivono tuttora a Tuzla. Dopo una veloce visita di alcuni monumenti della città ci siamo diretti verso la Serbia e, in particolare, verso la sua capitale: Belgrado. Qui abbiamo trascorso la serata nell’osteria più antica del luogo, godendo di piatti tipici (quali čevapi, fagioli, kaymak, peperoncini..) allietati dalla musica e dai canti dei tre musici dell’osteria.

report 8

24 agosto 2014, Belgrado, ore 9.20: nonostante il contesto culturale sia differente da quello bosniaco, anche qui in Serbia problemi quali il forte astensionismo, la corruzione della classe politica e l’accentuato nazionalismo sono evidenti; l’associazione PEKS, incontrata questa mattina, combatte per tentare di modificare lo status quo anche con strumenti quali occupazioni di edifici del governo e tentativi di boicottaggio delle elezioni, in quanto “anche il momento del voto è privato del suo valore democratico non essendoci la reale possibilità di scegliere”.
Dopo averci mostrato le parti più importanti della città come la fortezza costruita all’epoca della dominazione ottomana, ci siamo diretti a Novi Sad, dove abbiamo conosciuto l’Omladinski Center CK13 nella sua sede chiamata Black House: qui portano avanti progetti volti a stimolare il dialogo tra le varie culture presenti sul territorio, la creatività (tramite workshops sulla pittura, la letteratura, il cinema …) e fornendo il proprio spazio alle altre associazioni della rete serba, le quali spesso non hanno una propria sede. Quest’associazione nasce nel 2007, come reazione ai sempre più popolari movimenti neofascisti, i quali operano un revisionismo storico sulla WWII e sporadicamente attaccano la Black House, lanciando molotov e pietre. Siamo dunque partiti per Osijek, oltrepassando il confine tra Serbia e Croazia, in attesa di conoscere l’ultima associazione del nostro viaggio.
Stay tuned…

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