27 luglio 2014

Viva el tram e po’ bon – il ritorno del Tram de Opcina

el sunto Inizia oggi la collaborazione con Fabio Marson, autore del blog Mezzinudi, l'Italia raccontata dai mezzi pubblici. Si parte dal tram de Opcina

Ho 28 anni e vivo a Roma da 4. Mia nipote Sarah, invece, di anni ne ha 8 e vive in Germania da sempre. Io e lei ci vediamo solo quando entrambi capitiamo a Trieste, luogo che ormai ha assunto, per tutti e due, il ruolo di città delle vacanze.
La scorsa domenica siamo andati a farci un giro sul tram di Opicina. Che diamine, ci siamo detti, è pure gratis!
Lungo via Carducci, cercavo di farle capire quanto fosse emozionante, per me, rimettere il culo su quegli scomodi sedili di legno. Le raccontavo che il tram è un po’ il nonno di tutti: è nato nel 1902, è lento e traballante, e gli vuoi bene perché è sfortunato come Paperino, e ridere di lui è facile. Le avrei poi anche raccontato che, come tutti i nonni, ne ha di storie da parte: un mese dopo l’inaugurazione si è guastato per la prima volta, durante la Grande Guerra trasportava i feriti dal Carso all’Ospedale Militare e, nel 1945, presso Conconello, è saltato su una mina carico di soldati della Wehrmacht. Ecco, le avrei raccontato queste cose se solo mi avesse ascoltato. Ma visto che, in risposta, mi ha elencato i nomi dei bambini che si erano innamorati di lei quell’anno, ho preferito darci un taglio.
Quando il nonno-tram è arrivato in Piazza Oberdan, c’era la folla ad accoglierlo. Anche lui, come tutte le cose gratuite, raccoglie un sacco di appassionati: anziani, bambini, mamme, turisti. Un’insalata mista di ascelle sudate. Siamo entrati con la forza, e tutta quella ressa mi ha fatto pensare alla quotidianità del trasporto pubblico romano, ricamato di risate e bestemmie.
Appena il tram si è mosso, con quella sua piccola spintarella d’assestamento, un coro di oooh si è intrufolato nelle nostre bocche. Non sto ora qui a raccontare tutti i miei ricordi legati al tram, anche perché non sono poi così interessanti. Però quando il profumo del legno dipinto si mischia al respiro unto di meccaniche tanto antiche, vi garantisco che l’esperienza proustiana ci sta tutta. E, come un ebete, mi son trovato con naso e occhi piantati fuori dal finestrino, a spiare ancora una volta la mia città srotolarmi davanti.
Con noi erano sedute tre signore over 55, che parevano uscite da una rilettura contemporanea delle Maldobrie. La “erre” raschiatamente tedesca di mia nipote ha subito iniettato loro una bella dose di curiosità. E mentre lei, con compostezza teutonica, rispondeva alle domande su che scuola frequentasse, io cercavo di integrare le informazioni con la pedanteria di un maestro noioso: è mia nipote e vive in Germania, le informavo, anche se l’avevano già capito, si chiama “Sarah con l’h”. Sapete, è tedesca e vive in Germania…Poi mi sono reso conto che potevo anche zittirmi e godermi il panorama.
Le tre signore sembravano vedere quella città per la prima volta, e si indicavano a vicenda finestre e balconi. Là abita la Marisa, là Serena ‘ndava a studiar flauto! Ecco cosa fa il nostro tram, ho pensato: fa uscire i ricordi dai binari, all’improvviso. In questo è bravissimo.
Dalle discussioni sulle case, le tre signore hanno poi iniziato a parlare dell’aiuto degli extraterrestri per la costruzione delle piramidi. Un logico accostamento. E cossa ghe frega ai marziani de ‘iutar i Egizi? domandava la più scettica del gruppo. La risposta, difficile, veniva però troncata dall’arrivo della pendenza.
26% è la pendenza massima, e non è poco. Se te sbrissi, te ciogo mi in brazo! aveva rassicurato Sarah la signora di fronte a noi, quella scettica sulla storia dei marziani che prendono le piramidi in subappalto. Io mi sono voltato verso mia nipote e, con un sorriso da scemo del villaggio, le ho esclamato in faccia: visto quanto siamo inclinati? Sarah mi ha risposto con un sorriso buono, un po’ come quelle maestre di sostegno quando assecondano i loro piccoli scolari. Non c’è stato bisogno di prenderla in braccio: Sarah non scivolava per niente. Generazioni nuove, queste, ben inchiodate a terra.
Al ritorno ci siamo spostati sull’altro lato, così da perderci nel panorama azzurro del Golfo. Un anziano milanese dagli occhiali quadrati ci ha parlato della casa dove vive ora, sul Carso, e di quella volta che i tedeschi, dopo averla requisita, si erano ritrovati le zappe in mano e l’ordine, da parte del vecchio proprietario suo parente, di sistemare almeno il terreno circostante. Il milanese, saputo che vivo a Roma, ha ridacchiato come un volpe, per poi raccontarmi di quella volta che, militare nella Capitale, si era rifiutato di montare la guardia alla tomba del Milite Ignoto. Troppo noioso.
Intanto Sarah era crollata addormentata, con buona pace del panorama sul Litorale.
Guardando le case via via sempre più incollate una sull’altra, ho chiesto al mio vicino se vivesse meglio a Trieste o nella caotica Milano.
È più caotica Trieste, mi ha sorpreso, ma qui almeno posso coltivare gli ulivi.

Fabio Marson

Scritto ascoltando “Over-Nite Sensation” di Frank Zappa e il meglio dei Tavares.

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11 commenti a Viva el tram e po’ bon – il ritorno del Tram de Opcina

  1. aldo

    oltre che esser sul mar con drio a strapiombo le coline – bon qua xe carso ma no stemo sotilizar – a far de Trieste una picia Rio xe anche el Tram de Opcina che dala cità va fora verso l’alto come el Tram de Santa Teresa a Rio

    ste analogie xe tute prove a favor de un’aministrazion carioca del TLT de cui el barachin brasilian e Barcola e la Banda Berimbau xe le avanguardie

  2. aldo

    “el barachin brasilian a Barcola”

  3. Imagino che stemo tuti spetando de veder Cosolini in tenuta da Carneval de Rio: http://www.viaggiamo.it/wp-content/uploads/2014/03/carnevale-2010-di-rio.jpg

  4. @ TRAM DE OPCINA : Ben bon , dopo tuta sta parabola tipo Vangelo gò capì che el tram non ghe xe simpatico !!! Ma quel che no gò capì ,xe ,coss’che c’entra el nome dela picia che se ciama Sarah
    con la ” h” finale che le babe par che se gà tanto meraviglià (secondo l’autore) e gà dovù specificar che la xe tedesca, mi gò un a nipote che se ciama Sarah Deborah ,per altri motivi, ma co’ la disi come che la se ciama tuti capissi che che xe una “h” in fondo !!??

  5. Caro Giampaolo, grazie per aver letto l’articolo. Mi rattrista sapere che chi lo legge abbia l’impressione di un’antipatia verso il tram, tutt’altro! Io gli voglio molto bene, e ha una storia così lunga che mi affascina, ragion per cui l’ho scelto come “apripista” per queste mie brevi incursioni nella Trieste Trasporti.
    Le babe non se ga meraviglià per niente dell’h finale; è una cosa che ho specificato io, ingenuamente pensando fosse una cosa interessante. Sai quando cominci a chiacchierare con un estraneo ma non hai ancora grandi argomentazioni per riscaldar le ciacole? Ecco.
    Grazie ancora,
    Fabio Marson

  6. @ 5 SKAIOSGAIO : Ringrazio per la cortese risposta ! Il mio senz’altro frettoloso commento non voleva essere per niente negativo forse la parola antipatico non era giusta ma diciamo che il commento era un pò amaro . Viste le vicissitudini ( del tram) anche giusto !
    Un commment al tram lo aggiungo io ” quel che no se sa far se copia” pertanto potevano affidare la revisione e riparazine alla società che l’aveva costruito, esist ancora !
    Grazie di nuovo e buon lavoro .

  7. Fiora

    @5
    beh Skaiosgaio, diversamente da Giampinostro io ci ho colto una vena di malinconia quasi una” Recherche” de noantri. Tran de Opcina come la “madeleine ” per Proust. tenero omaggio e quasi inaspettato da un ventottenne a una delle nostre consolidate e vecchie tradizioni.
    @6
    un like per el tuo ” quel che no se sa far, se copia”, Giampaolo. …ma la saggezza a volte cedi el posto alla presunzion…de saver una più del libro.
    Come i ne ga imparà i nostri veci?
    “l’ inteligente sa poco, l’ignorante sa tanto, el mona sa tuto”

  8. Grazie Fiora, mi fa molto piacere ed è certamente un ottimo sprone ad andare avanti! 🙂

  9. Fiora

    @ 8
    occhei la lacrimuccia, ma per i futuri incontri con la teutonica nipotina zietto si attivi per tempo : OLIMPIADE DELLE CLANFE! 🙂

  10. eh mannaggia, ci andrei volentieri ma sarò fuori Trieste!

  11. VARI ; Guardare (chi ha voglia il timing da 11.39 a 18.42 e vorrei vedere se con 11 Milioni di Euro non si poteva aggiornare a qualcosa di simile !!!

    https://www.youtube.com/watch?v=i7xqlKQelz8

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