25 aprile 2014

Ricordare l’oppressione, rinnovare la Liberazione

el sunto Un Oratorio civile al conservatorio Tartini ha ricordato le vittime della rappresaglia nazista in via Ghega, 70 anni dopo.

il 23 aprile 1944 a Trieste avvenne uno dei più neri episodi dell’occupazione nazista della città, all’epoca annessa al terzo Reich: vennero impiccate 51 persone nel palazzo Rittmeyer, all’epoca Deutsches Soldatenheim, in rappresaglia per un attentato dinamitardo avvenuto nello stesso luogo il giorno precedente.

La lapide sulla facciata del conservatorio Tartini ricorda in breve l’accaduto e le vittime. Ma quanti triestini conoscono più nel dettaglio la vicenda? Sono sempre meno i testimoni diretti, quelli che hanno visto dei corpi penzolare per 5 giorni sulla facciata del palazzo. Per commemorare quanto accadde, settanta anni dopo, il 23 aprile 2014 al conservatorio Tartini è stato rappresentato un “oratorio civile per voci e strumenti”, su testo dello storico Roberto Spazzali.

DSCF6665Spazzali ha lavorato con perizia sulle fonti dell’epoca per dar loro una forma drammaturgica coinvolgente, alterandole il meno possibile, e solo per ragioni di ritmo narrativo: sono sue pochissime tra le parole recitate dagli attori Laura Bussani, Lara Komar e Alessandro Mizzi. La maggior parte di esse proviene dagli anni della guerra e da quelli di poco successivi, e porta al nostro orecchio un’eco di tempi molto diversi. Ma il dolore cui danno voce, quello è universale.

DSCF6657Intervallati da brani musicali eseguiti dagli allievi del conservatorio Tartini, poco a poco i testi ci riportano nel cuore della vicenda, facendoci scoprire chi furono gli attentatori, chi impose la rappresaglia, chi furono le vittime, come reagirono la città e i parenti degli uccisi. Un quadro composto e commovente, capace di far rivivere al pubblico quell’infausto episodio, per evitare che se ne perda la memoria.

Oggi, 25 aprile, anche Trieste ricorderà l’anniversario della Liberazione d’Italia. Il pensiero di chi vuole ricordare i valori di libertà e giustizia su cui la nostra democrazia è stata fondata, tornerà anche alla bomba e a alle vite spezzate delle vittime di via Ghega. Grazie alle voci di Bussani, Komar e Mizzi, all’oratorio civile composto da Spazzali e alle note degli allievi del Tartini che lo hanno sostenuto.

300 commenti a Ricordare l’oppressione, rinnovare la Liberazione

  1. giorgio (no events)

    Buon 25 aprile a tutti.

  2. John Remada

    Ma certo…..si sono dimostrati anche molto onesti nel proseguio,i tuoi stellati…ma dì un po’non sarà mica la Crvena Zvezda che ha vinto il campionato?

  3. Pier Alberto Possati

    Visto che avete messo una foto di Bologna , vi racconto un episodio vero mai smentito . Il 18 Aprile
    del 45 , scapparono dalla scuola allievi della Gnr di Modena 18 allievi , tra i quali il futuro sindaco comunista di Bologna Dozza , si tolsero i cappotti militari e si misero i fazzoletti rossi al collo e si mischiarono ai veri partigiani che venivano dalla montagna bolognese , entrando a Bologna con loro.
    Poi non contenti , per 2 mesi , parteciparono alle stragi post 25 Aprile 1945 .
    W la liberazione , dal comunismo .

  4. sfsn

    possati,
    xe pien de gente che xe diventadi partigiani el 25 aprile, tra cui un mucio de fascistoni amici tui.
    Questo non togli che la Resistenza – la lotta contro el fascismo e el nazismo – xe sta l’unico capitolo dignitoso della storia d’Italia, in cui finalmente la gente comune ga combatù non per la convenienza de governi o perchè i iera costreti da politici e militari, ma per difenderse e zercar de cambiar una società e una situazion profondamente ingiusta. Per el resto la storia del Italia xe la storia de un paese in cui una classe dirigente senza scrupoli ghe ga messo i pie in testa alle classi povere. Ma la roba più triste de tuto questo xe che un sacco de sti poveri disgraziai che xe sta sfrutai dala borghesia per el proprio interesse no i se ga mai acorto de esser stai usadi e i xe andai a farse copar soto el mito dela “patria”, tipo i alpini nela prima guera mondiale e in Russia durante la seconda.

  5. ikom

    sfsn mettessi ogni tanto un secondo me o un a mio parere saresti credibile ma resti poca cosa giudichi la dignità della storia di un popolo alla faccia della modestia

  6. ikom

    sfsn volevo aggiungere che per il resto concordo con la tua analisi e mi scuso se posso essere sembrato maleducato nei toni.

  7. Pier Alberto Possati

    5 – io sono nato il 19 aprile 1945 , quindi non ho amici nè tra i partigiani nè tra gli ex fascisti .
    So cosa sono i comunisti , perchè li ho combattutti lealmente fin dal tempo dell’Università , quando nel Consiglio di Facoltà di Scienze politiche era il solo a rappresentare la Destra contro 2 dei Cattolici di Sinistra e 4 del Movimento Studentesco . Mi hanno sempre rispettato , anzi in Consiglio hanno anche appoggiato delle mie proposte operative di migliorie organizzative all’interno della stessa Facoltà , dove comandavano Prodi ed Andreatta . Il sentimento di Patria nasce proprio in rivalsa a chi come Lei sputa sui morti e non riconosce il valore dei ns. soldati , che si chiamano Fabio Filzi , Cesare Battisti , Nazario Sauro , i fratelli Slataper , tanto per citarne alcuni .

  8. Paolo Geri

    Alcune integrazioni e precisazioni, a partire dal fatto che il Soldatenheim nazista non si trovava nel Palazzo dell’ attuale Conservatorio Tartini, ma nei pressi.

    Il 23 aprile 1944 partigiani sloveni comandati da un certo Gusjenov (?), fanno saltare con una bomba di grande potenziale la mensa ufficiali della “Casa del soldato” (“Soldatenheim”) di via Ghega a Trieste. Rimangono uccisi un centinaio di persone tra soldati tedeschi, inservienti italiani e passanti. La rappresaglia tedesca è altrettanto brutale: 50 o 51 detenuti (le fonti sono discordanti) – tra cui 6 donne – ostaggi dei nazisti o fermati casualmente per la strada,vengono impiccati alle ringhiere dello scalone interno del palazzo Rittmeyer, situato nella stessa strada della strage, oggi sede del conservatorio di musica “Tartini”. Poichè non stavano tutti sulle scale, alcuni furono impiccati nei corridoi e nelle stesse stanze. Vennero lasciati così per alcuni giorni mentre gli ufficiali tedeschi continuavano con il loro lavoro.
    Vediamo come “Il Piccolo” dell’ epoca dava la notizia: “Ieri, sabato, elementi comunisti hanno compiuto un attentato dinamitardo al “Deutsches Soldatenheim” a Trieste che è costato la vita ad alcuni soldati tedeschi e ad alcuni civili italiani. Sono state arrestate in gran numero persone della cerchia più vicina agli attentatori. La Corte marziale ne ha condannate a morte cinquantuno. La sentenza è stata eseguita immediatamente.” Vediamo ancora come il “Il Giornale di Trieste” del 17 aprile 1954 ricorda i “martiri di via Ghega”: “[…] L’ esecuzione avvenne di buon mattino e sembra durasse piuttosto a lungo nonostante la cruda semplicità del cerimoniale. Una delle vittime – lo studente Marco Eftimiadi di ventidue anni venne prelevato dall’ infermeria del Coroneo alle sette del mattino, ma sembra ch’ egli sia stato uno degli ultimi a salire il patibolo. Citiamo il suo nome, fra i tanti, perché sulle sue ultime ore abbiamo raccolto qualche testimonianza. Era stato arrestato in seguito alla delazione di un rinnegato: sorte ch’egli ebbe in comune con moltissime altre vittime di quegli anni terribili. Si trovava al Coroneo già da un mese. Un mese d’ inferno, fra continue intimidazioni e torture. Non parlò, non fece un nome, non disse nulla che potesse compromettere la causa. Quando vennero a prelevarlo, quella mattina, disse ai suoi compagni di prigionia che non gli importava di morite: “Mi vendicheranno” – disse. Ma parlò senza odio nella voce come se dicesse una cosa ovvia. Il giorno stesso della strage, quando i familiari delle vittime giunsero alle porte del carcere per recare i soliti pacchi ai detenuti, questi furono respinti. Chi chiedeva notizie del suo caro riceveva una sola risposta: “Non è più qui”. Senza altra indicazione o commento. Molti attesero la fine della guerra con la speranza di veder ritornare il loro caro da un campo di concentramento. Ma qualcuno sospettò subito quanto era avvenuto e ne ebbe tremenda conferma passando di fronte al tragico palazzo di via Ghega, alle cui finestre vide penzolare il corpo inanimato del figlio, del fratello o della moglie. Sulle modalità dell’esecuzione si hanno due diverse versioni. Vi è chi afferma che le vittime predestinate giunsero sul luogo del sacrificio già quasi incoscienti per l’effetto del gas che sarebbe stato immesso nei camion durante il trasporto dalle carceri a Palazzo Rittmeyer: altri i dice che i martiri affrontarono il sacrificio con piena coscienza e che il loro comportamento fu eroico. A gruppi di cinque salirono l’ ampio scalone, dovettero quindi montare, spinti dai boia nazisti, sulla ringhiera di marmo e furono infine scaraventati nel vuoto con al collo un nodo scorsoio. Quando non ci fu più posto e non vi furono più colonnine della balaustra per sostenere altri corpi, i tedeschi trovarono subito altre forche improvvisate e i cappi vennero fissati alle imposte delle finestre e agli armadi a muro. Cinque giorni più tardi, un gruppo di S.S. veniva inviato sul posto a recidere con la baionetta le corde che sostenevano ancora i corpi dei martiri, e questi caddero nella tromba dello scalone, ove erano ad attenderli altri S.S. per gettarli nelle bare.[…]”
    E ancora un articolo tratto da “L’ Emancipazione“, il giornale del Partito d’ Azione di Trieste del 20 aprile 1947 : “Sale un’ invocazione dal martirio di via Ghega: a tre anni di distanza dura ancora l’orrore per la macabra visione di quei corpi ciondolanti nel vuoto, innocenti vittime della pazzia sanguinaria dei capi nazisti. L’ orrore e lo sgomento di quel giorno – 23 aprile 1944 – durano ancora. Gli occhi conservano tuttora la visione di quei miseri corpi inanimati ciondolanti nel vuoto e la conserveranno finchè la mente non avrà saputo placare l’ angoscia che sconvolge i nostri cuori e scongiurare la pazzia sanguinaria che ci ha dato, fra altro, Maidanek, Auschwitz, Buchenwald, Dachau, le fosse Ardeatine e i martiri di via Ghega. […] La legge che ha dominato e continua a dominare il mondo la legge della foresta: “occhio per occhio, dente per dente !” ci ha dato pure ì martiri di via Ghega. Bisogna che essa scompaia nel cuore ottenebrato degli uomini, se si vuole che il fatto non si ripeta e non si moltiplichi. Questo e null’ altro chiedono i martiri dì via Ghega. La sfera in cui attualmente sì trovano, purificati e santificati dal dolore, non conosce altre vendette. Laura Negrelli, Krizai, Eftimiadi, Biagi, Germani, Soldat. Carte e tutti gli altri, domandano che mai e poi mai delle creature umane fatte a nostra immagine e somiglianza siano trattate come esse io furono. […] In quella triste giornata del 23 aprile 1944 abbiamo sorpreso qualcuno a commentare il martirio dei giustiziati con le parole: ”…non erano dei nostri …. “. Abbiamo inteso le stesse parole nelle terribili giornate di maggio del 1945, mentre per le vie della città si snodava il funebre corteo dei deportati, condannati alla foiba o al campo di concentramento. “Non sono dei nostri !…” Parole funeste, accusatrici per coloro che le hanno profferite [….]”.

  9. Pier Alberto Possati

    Pongo una domanda : un attentato è da considerarsi un atto bellico o un atto terroristico ?
    Questo vale per il passato , ma ora tanto per il presente in Afganistan , in Irak , in Libano , in Siria , in Libia , in Egitto , in Pakistan ,in Israele, ecc. , ecc.
    La ritorsione è un atto inumano o rientra nel codice di guerra ?
    Io me li sono posti tante volte questi quesiti , ma sinceramente le risposte sono state discordanti .
    Qualcuno se la cava dicendo : secondo le circostanze . Risposta per me pilatesca .

  10. sfsn

    scolta Possati mi no spudo su niente, semplicemente fazo un discorso razionale.
    Alora: i miei antenati stava a Trieste prima ancora che esistessi l’Italia (la famiglia de mio papà e el mio cognome xe segnai all’anagrafe e nei registri de Sant’Antonio – dunque centro città – za nel 1809). Dunque me par de poder esser definì un triestin autoctono.
    L’Italia se sogna de annetter Trieste e el Kustenland: mio nono va in guera e vien copà dai italiani.
    Suo fradel, dopo la guera, vien bastonà in nome dell’Italia dai fascisti e devi scampar in Argentina.
    Spieghime per quale strano motivo dovessi provar affetto nei confronti dell’Italia e dovessi considerarla la mia patria.
    attendo una risposta sensata.

  11. Pier Alberto Possati

    11 – rifletto con Lei . Le situazioni familiari portano inevitabilmente a pesare fortemente sulla formazione e sul sentimento di una persona , particolarmente a Trieste , fino ad arrivare al rancore personale . Però questo non deve portarla all’estremo opposto , di non accettare qualsiasi cosa che faccia parte della Nazione in cui vive e lavora . Ad esempio , gli alpini , ai quali spesso fa riferimento
    forse per colpirmi moralmente , perchè sa che faccio parte dell’A.N.A. , hanno deciso a suo tempo di inserire nella stessa Associazione chi ha combattuto nella divisione Monterosa , chi ha combattuto
    nell’Esercito regolare , chi ha combattuto nei partigiani dell’Osoppo , chi ha combattuto in Montenegro post 43 nelle formazioni partigiane ,chi ha fatto la naja post 45, nel segno di una solidarietà e di una fratellanza che guarda tutti insieme al futuro .Non per niente interveniamo dappertutto senza guardare al colore politico di chi ce lo chiede . Anch’io ho lasciato da parte il passato , altrimenti dovrei odiare più di Lei ….
    Forse quello che posso chiederle : giri meno la testa e la mente indietro e provi a costrurirsi un futuro nella realtà di oggi e di domani , cercando , per tanti aspetti , nel mio e nel suo piccolo , di migliorarla . So che è musicista : ecco già in questo può essere onorato di suonare autori Italiani che hanno dato vanto e prestigio nel Mondo . Per questo motivo io sarei già orgoglioso e felice di farlo .
    Spero di averle dato una risposta con il cuore , e spero sensata .

  12. sfsn

    no, no xe una risposta sensata, né razionale: no voio una risposta col cuor, voio una risposta col zervel!
    La mia domanda iera: perchè un che ga un determinato trascorso familiare (come quel che ghe go illustrà prima) dovessi provar “amor di patria”.
    L’unica roba che te son rivà a scriver xe un pistolotto sul fatto che bisogna lavorar per portarghe lustro all’Italia. No te ga spiegà el perchè (e soprattutto perchè lo dovessi far un che dall’italia sia a livello personale che familiare ga becà solo s’ciafe)

  13. Pier Alberto Possati

    13 – Rilegga meglio quanto ho scritto , c’è cuore e cervello . Spero che anche la sua situazione personale e familiare possa migliorare , ma ci vuole anche la sua forza e volontà per farlo . Se fa sempre il bastian contrario non otterrà nulla e l’aiuto di nessuno . I cosidetti rospi nella vita li abbiamo ingoiati in tanti , ma con le nostre capacità e volontà ne siamo venuti fuori .
    Sarà così anche per Lei , glielo auguro .
    Di più non posso scrivere , sarei retorico .

  14. sfsn

    Preferisso restar coerente alle mie idee e far el bastian contrario, con tutti i scazzi che comporta,
    piuttosto che diventar un patriota senza senso critico.
    E comunque la risposta de zervel no la vedo, vedo solo un patriottismo coi paraoci.

    “E’ facile tornare con le stanche pecore bianche,
    scusate, non mi lego a questa schiera:
    morrò pecora nera.”
    (F. Guccini)

    Chiudo.

  15. sfsn

    citazion sbagliada: con le TANTE pecore bianche

  16. dimaco

    il 7 settembre 1943 in italia c’erano 45 milioni di fascisti, il 9 settembre 1943 invece c’erano 45 milioni di antifascisti. ma dai censimenti non risultavano 90 milioni di italiani. (w.Churchill)

  17. El baziloto

    Finalmente una discussione rivolta al futuro!!!

    PS Notare la gioventù presente in sala (prima foto).
    PS2 Informo sfsn che l’Italia c’era anche prima del 1809. Bisognerebbe distinguere fra “stato nazionale italiano” e “Italia”. Detto questo: tu non hai alcun motivo per amare l’Italia. Sarebbe però bello che non sputacchiassi su tutti gli italiani presi a mazzo. Cosa difficile, lo so: d’altro canto se non ci si prova mai…

  18. dimaco

    Pochi autoctoni de ste parti ghe vol ben ai taliani.

  19. giorgio (no events)

    “Patria est ubicumque est bene”
    (Cicerone Tusculanae disputationes, V, 37, 108)

  20. Claudio Venza

    In questi giorni di memoria antifascista e partigiana il Consiglio Comunale si appresta a premiare la Lega Nazionale, organizzazione che sostenne in pieno la politica di snazionalizzazione del fascismo a danno di sloveni e croati. La “difesa dell’italianità” fu la foglia di fico per nascondere le vergogne di un genocidio culturale che accompagnò due decenni di oppressione politica ed etnica. Questa associazione, che fu alla testa delle proteste contro un assessore sloveno nella giunta comunale di Mario Franzil, negli anni Sessanta, non merita alcuna benemerenza bensì una lettura critica e una condanna morale. E allora, caro Cosolini, perché hai aderito alla mozione celebrativa della destra. Ci sono degli antifascisti in consiglio comunale? Hanno protestato contro questa mistificazione offensiva? Claudio Venza

  21. El baziloto

    Gli unici autoctoni sono le amebe del brodo primordiale. Tutti gli altri sono recenti immigrati.

    @ Venza
    Evidentemente non sa che la Lega Nazionale venne sciolta dal regime fascista nel 1929.

  22. Bibliotopa

    #8 ” i fratelli Slataper”: voleva forse dire i fratelli Stuparich? visto che di fratelli di Scipio Slataper non ho mai sentito parlare..

  23. Pier Alberto Possati

    23 – La storia eroica della famiglia Slataper nella prima e seconda guerra mondiale ( vedi Federazione Grigioverde) . I fratelli Guido e Scipio vanno volontari sul fronte sul Carso . E’ intestato
    a loro un rifugio alpino tenuto dal C.A.I.

  24. Claudio Venza

    La Lega Nazionale fu ufficialmente sciolta dal fascismo il 13 agosto del 1929. Non di certo in quanto fosse una sorta di opposizione, ma per motivi puramente burocratici. I suoi asili e ricreatori passarono a due organizzazioni esplicitamente dirette dal Regime: l’Opera Nazionale Balilla e l’Opera Nazionale Italia Redenta. Ciò conferma che la “difesa dell’italianità” della LN, svolta direttamente con l’aggressione culturale antislava fino al 1929, veniva riconosciuta come assai utile dal fascismo.

  25. Pier Alberto Possati

    Claudio Venza – Movimento Anarchico Triestino , da sempre avversario del fascismo , ma mai del
    comunismo titino . Ha scritto libri sulla guerra civile spagnola , dove l’uccisione di preti cattolici è considerata contestuale .

  26. Pier Alberto Possati

    Riaperto il Faro della Vittoria : subito lunghe code ed il tutto esaurito .

  27. Claudio Venza

    Una premessa: rivendico l’onore di far parte del movimento anarchico, il più idealista e onesto che conosca! Ciò non significa che non possa, anzi debba, esprimere critiche aperte a certe scelte dell’anarchismo. Se desse un’occhiata, anche superficiale, alle memorie di Umberto Tommasini (Il fabbro anarchico, Odradek, 2011) da me curate troverebbe gli elementi per capire meglio una vita di lotta contro ogni dittatura, dalla fascista alla sedicente comunista alla “democratica”. Eppoi non si può liquidare il problema del clericalismo e dell’anticlericalismo in Spagna, una delle questioni centrali per capire la storia spagnola e non solo, in una battuta impropria oltre che infelice.

  28. El baziloto

    @ Venza
    Tu hai scritto che la LN sostenne in pieno la politica di snazionalizzazione che durò per due decenni. Ebbene: la cosa è materialmente impossibile, giacché di quei vent’anni la LN ne visse sette. Di sicuro non i peggiori, in quanto a persecuzioni antislave. E questo è un semplice fatto.

    Sul fatto poi che lo scioglimento della LN fu dovuto a motivi “puramente burocratici” (come si trattasse – che ne so – della dimenticanza del pagamento di una tassa sul rinnovo tessere), rimango oltremodo stupito a leggere tale cosa, che rovescia quanto scritto nei vari studi sulla LN.

    Siamo sicuri che tu sia lo storico Claudio Venza?

  29. dimaco

    @pap iera gratis per quel iera code. parline invece de come che i xe seradi i musei a sredipolje. i turisti riva e xe tuto sera’. anche lì xe file. me xe capita’ anca a mi.

  30. Paolo Geri

    #23, bibliotopa

    Guido Slataper, quello sulla cui biografia l’ ex podestà nazi-fascista di Trieste durante il periodo dell’ Adriatisches Kustenland, Cesare Pagnini, scrisse un libro nel 1974. Fra fascisti e irredentisti-nazionalisti si capivano (e si capiscono) molto bene.

  31. Pier Alberto Possati

    31 – Vuole infangare anche la famiglia Slataper , i cui componenti hanno guadagnato medaglie d’oro
    in guerra ? Proprio a sinistra non c’è nessun rispetto , ma solo faziosità politica . Io non ho mai insultato i fratelli Cervi e mai lo farò . Lei si è coperto …..da solo , scelga lei di che cosa .

  32. dimaco

    pap dire la verità non è infangare. lo sappiamo tutti quanto vi piace falsificare la storia. un giorno magari la porterò a parlare con i discendenti di oberdank. ma sono sicuro che a sentire la verità sulla sua vera vita le prenderà un infarto. sopratutto sul perché della sua italianizzazione. premetto che conosco suoi discendenti da quando sono nato.

  33. El baziloto

    Se dovessimo fare l’elenco degli “ex” dalle parti di Trieste, esso sarebbe lungo da qui a là.

  34. El baziloto

    Oberdank ebbe dei discendenti? Questa è proprio una novità: io sapevo che morì senza figli. Quante cose s’imparano qua dentro!

  35. dimaco

    Oberdank non ebbe figli come hai giustamente scritto, ma esistono i discendenti da parte della famiglia della madre,che oltretutto non era di Gorizia come erroneamente citato su Wikipedia ma di Scoenpass-Sempas. Vedi che hai ragione che su Bora.la impari qualcosa.

  36. El baziloto

    Quindi uno che – per esempio – è mio cugino da parte di madre, adesso diventa il capostipite della mia discendenza.

    Non solo: uno che è il bisnipote del mio cugino dovrebbe saper tutto di me, che sono vissuto cent’anni prima, e magari il suo bisnonno non mi ha nemmeno mai visto in faccia…

    Fantastico!

    PS Mi sono informato: il padre di Josepha Oberdank era un ciabattino di Schoempass, ma venne ad abitare a Gorizia alla ricerca di lavoro. Qui ebbe sei figli. Josepha era la seconda di essi: nata a Gorizia nel 1830. A quattordici anni lasciò la povera casa paterna per andare a servizio da una famiglia goriziana, di nome Burig. La mia fonte non è italiana, ma inglese. Quindi la Wikipedia italiana sembra proprio aver ragione, e i lontanissimi parenti di Oberdank che tu conosci sembrano proprio aver torto.

  37. Paolo Geri

    #32. Pap

    Scrive lo storico Enzo Collotti che dopo il 25 luglio 1943 “…. a Trieste i fascisti erano ai loro posti di comando. La “medaglia d’ oro” Guido Slataper era stato nominato commissario straordinario al posto del podestà”.
    Le virgolette a “medaglia d’ oro” sono di Enzo Collotti, non mie. Anche uno storico come Collotti infanga ?
    Aggiungo che Guido Slataper era già iscritto al Partito Nazionale Fascista quando divenne consigliere delegato dell’ Opera Nazionale Invalidi di Guerra e fu quindi pienamente colluso con il regime fascista. Che poi i nazisti lo abbiano deportato a Mathausen, da cui per sua fortuna sopravvisse, è un’ altra questione. Nella Gazzetta Ufficiale del Regno d’ Italia è inoltre più volte citato per gli incarichi ricevuti durante il regime fascista, incarichi che non si è mai sognato di rifiutare.

  38. El baziloto

    Schoempass è errato. Il nome corretto in tedesco è Schoenpass, cioè Šempas. In italiano Sambasso.

  39. dimaco

    errore di battitura mio. Sambasso esiste solo nella mente malata degli italiani. cmq credo più alle parole dei discendenti che non a te e a quello che trovi giro. Wilhelm era piuttosto detestato in famiglia, più portato a passarle giornate per osterie e dietro le sottane. e con un enorme bisogno di soldi per i suoi vizi.
    a tutti’oggi non è un vanto per la famiglia anzi si vergognano parecchio. magari passi da ste parti e andiamo a parlare diretta con loro. credo che esista pure una corrispondenza famigliare che parla di lui. io però non ho mai avuto modo di vederla.

  40. El baziloto

    Luminari di storia: lo sapevate che Scipio e Guido avevano anche un altro fratello?

    Geri: Slataper fu deportato a Mauthausen? Quando?

  41. El baziloto

    Divertente come Oberdank stia proprio sul gozzo di tutti gli sloveni dei confini orientali. Maledetto rinnegato irredentista! Questo diventa un italianissimo ed è sloveno di ascendenza materna! Deve per forza essere un ubriacone puttaniere squattrinato fuori di testa. Non c’è altra spiegazione.

    Però i bisnipoti della cugina della madre (degli espertissimi: non c’è dubbio), sanno delle cose segretissime. Hanno perfino un carteggio su Oberdank, che nessuno ha mai visto e che contiene delle robe incredibili! Pensa un po’ te!

    Come ascendenze mi ricorda la storia di quel buon uomo di Odilo Globocnik (triestino sloveno sia da parte di padre che di madre). Ma questo personaggio qui non lo si ricorda molto spesso.

    Chissà perché.

  42. Pier Alberto Possati

    La storia della famiglia Slataper parte con due figli irredenti che vanno al fronte nella 15-18 , ma di questi il sig. Paolo Geri se ne infischia altamente . Poi di Guido Slataper che va a finire a Mathausen ( un fascista in campo di concentramento ) non dice il perchè e se la cava dicendo ” quella è un’ altra questione ” . Grande importanza invece essere consigliere dell’Opera Nazionale Invalidi di Guerra ( lo sa il motivo perchè venivano attribuite queste cariche nel citato Ente ad invalidi o medaglie d’oro ? ) . L’importante è denigrare, denigrare : se fossi dell’Associazione Internati nei campi di concentramento lo citerei per vilipendio , oppure anche qui si fanno dei distinguo ?
    Si ritiri dalla discussione sulla famiglia Slataper , che fa più bella figura .
    N.B. . invito tutti a leggerla cliccando su google , famiglia Slataper , così da eliminare tutte le mancanze storiche compresa di chi dice prima nei post ” non c’erano fratelli ” .

  43. diamo

    Luigi perché devi sclerare? sono lettere in cui si parla di lui. niente altro. rinnegato? il nonno e i parenti lo trattavano come tale. mi sembra normale visto che non erano certo filoitaliani.
    mi sembra strano che citi come fonte Wikipedia inglese visto che la stessa ha sempre definito Oberdank come un terrorista.

  44. dimaco

    Gigi perché devi sclerare?

  45. El baziloto

    Chi sclera? Chi crede alle favole dei bisnipoti dei cugini che sanno la storia ma alla prima verifichina (luogo di nascita della madre di Oberdank) viene fuori che invece non la sanno?

    Guglielmo Oberdan – volenti o nolenti – è un personaggio oramai consegnato alla storia. In giro per l’Italia praticamente nessuno lo conosce e non frega nulla a nessuno.

    Ma qui dentro se ne parla in lungo e in largo.

    Argomento di strettissssssssima attualità: non c’è che dire.

  46. dimaco

    mi pare chiaro che i parenti non sono affidabili quanto anonimi utenti di Wikipedia. Soprattutto non sono affidabili se non ricalcano la mitizzazione creata dagli italiani.
    io non ho scritto che era un puttaniere e perciò era italiano ma solo che la famiglia lo riteneva un buono a nula e per questo vi fu la rottura. anche a livello etnico per nosi dire.

  47. El baziloto

    La fonte non è Wikipedia, ma Alfred Alexander, autore del libro “The Hanging of Wilhelm Oberdank”. Testo che “smonta” il mito di Oberdank. Tradotto anche in italiano. Questo signore è andato a pescarsi le varie fonti d’archivio italiane ed austriache su Oberdank. Cosa che dubito altissimamente i parenti abbiano fatto.

    Ma loro sono dispensati: sono parenti della madre (in pratica potrebbero al massimo essere discendenti dei fratellastri di Oberdank) e quindi – per definizione – sanno già tutto quanto di un tizio che non hanno mai visto in faccia né loro, né i loro genitori, nemmeno i loro nonni e probabilmente neanche i bisnonni.

    Cerco discendente di Caio Giulio Cesare per farmi spiegare com’era in realtà il famoso avo.

  48. aldo

    Cosa facesse Oberdank nella vita privata mi pare poco interessante. Più interessante è che la sua storia fu stravolta dal fascismo per la propria propaganda e questo stravolgimento fascista viene ancora preso per buono perchè fa comodo in opposte logiche nazionaliste. Anche Garibaldi fu stravolto dal fascismo per la propria propaganda nazionalista quando, invece, fu repubblicano e socialista, emarginato in Italia dopo essersi battuto non solo contro l’ancient regime dell’Impero degli Asburgo, ma, da internazionalista, anche dalla parte di tutti i movimenti di liberazione nazionale, a cominciare da quelli contro l’Impero Spagnolo, tanto che Che Guevara nel 1955 scrisse.”L’unico eroe di cui il mondo ha avuto bisogno si chiama Giuseppe Garibaldi”.
    Non so se Oberdank fosse anarchico come molti sostengono, tra cui Paolo Rumiz. Non so se inizialmente fosse anti-asburgico in quanto panslavista, come sostiene Sandi Stark. Di sicuro Oberdank si è formato nel primo irredentismo, quello internazionalista, composto da repubblicani, socialisti e anarchici. L’irredentismo anti-slavo, imperialista, precursore del fascismo e nemico dell’irredentismo internazionalista, arriva molti decenni dopo, alla vigilia della prima guerra mondiale. In mezzo c’è l’alleanza nella triplice tra Austria e Italia con i moderati liberal-nazionali triestini che erano municipalisti e non irredentisti.
    Il primo irredentismo era anti-asburgico, ma non anti-slavo. Anzi, era internazionalista e si batteva per la liberazione di tutte le nazionalità oppresse. Quando il capo degli insorti croati fu portato in prigione a Trieste, fu accolto con slogan di solidarietà in italiano e croato. Oberdank, come altri, disertò aderendo all’appello internazionalista di non combattere con l’esercito invasore asburgico contro i fratelli bosniaci. Mentre Oberdank era in Italia, si era già costituita l’alleanza tra Savoia e Asburgo e le due polizie collaboravano contro i rispettivi sovversivi. Dopo l’esecuzione della condanna a morte di Oberdank – l’ennesima dell’impiccatore, come veniva chiamato Franz dai “sovversivi” di tutta Europa – ci furono manifestazioni di repubblicani, socialisti e anarchici in molti paesi europei. In Italia queste manifestazioni non furono autorizzate e poi duramente represse dall’alleato Savoia degli Asburgo. Per una di queste manifestazioni non autorizzate a favore di Oberdank, il fondatore del Partito Socialista, Andrea Costa, fu condannato a tre anni di galera da un regio tribunale italiano. La stampa governativa italiana solidarizzava con gli alleati Asburgo contro i manifestanti a favore di Oberdank. In campo “sovversivo” fu creata la canzone popolare anarchica “Inno a Oberdan”:

    https://www.youtube.com/watch?v=mBl_-CYGZys

    Quindi Asburgo e Savoia erano cool & camisa contro Oberdank, mentre dalla sua parte c’erano i “sovversivi” di allora: repubblicani, socialisti, anarchici, movimenti di liberazione nazionale.

  49. aldo

    @dimaco
    provo a mettere in difficoltà il tuo asburgo-titoismo con le decine di migliaia di partigiani italiani della Divisione Garibaldi in Jugoslavia che combatterono per liberarla dal nazifascismo – parecchie migliaia morirono – e che furono tra quelli che liberarono Belgrado.
    Nella Jugoslavia di Tito, nel punto dell’attentato del 1914 al principe ereditario degli Asburgo, furono fatte scolpire nel marmo le impronte di Gavrilo Princip e nella caserma Maresciallo Tito di Sarajevo c’era una stele con sopra incisa la scritta:”In questo palazzo sono stati imprigionati, torturati e condannati Gavrilo Princip e compagni, appartenenti alla Mlada Bosnia. Il 28.6.1914 hanno alzato la mano contro gli occupanti. Tanti di loro hanno dato la vita per gli ideali di libertà e per l’indipendenza del nostro Paese”.

  50. ikom

    Gentili utenti, leggendo l’interessante dibattito sorge spontanea una domanda oggi nel 2014 a chi giova questa discussione? Senza ombra di dubbio il regime fascista e l’Italia dei Savoia falsificarono i dati storici per dare una giustificazione storica alle loro azioni così come il regime comunista di Tito. Come il governo asburgico usò a piene mani la propaganda e la mistificazione della verità per i suoi scopi. Ma a parte una volontà di riportare la storia a quello che dovrebbe essere e non a propaganda cosa ci guadagnamo? Io non voglio dire che dobbiamo continuare a mentire e a mistificare nè che dobbiamo dimenticarci il passato con i suoi tragici dolori ma che dobbiamo GUARDARE AVANTI. Dobbiamo farlo per chi verrà dopo di noi e per noi. Da odio nasce solo odio. Lo so, sembra un discorso un pò buonista ma è l’unica via percorribile non c’è alternativa. Poi rischiamo di continuare a rinfacciarci azioni accadute molto tempo fa e fatte da persone che oggi non ci sono più. Io non posso pagare per le azioni fatte da altri italiani nel ventennio fascista. Nè si può sostenere che le atrocità commesse hanno un solo colore. Purtroppo sono ferite ancora aperte e sanguinanti e temo che solo il naturale ciclo di vita e morte ci aiuteranno a sorpassare questa continua situazione di creazione di odii. L’alternativa e ancora odio e violenza. Noin voglio che mio figlio nasca in un contesto di taliani e sciavi. Lo so non èfacile farlo ma non cx’è alternativa. Scusate per l’interruzzione e per lo sfogo.

  51. Pier Alberto Possati

    51 – sono perfettamente d’accordo , come si vede dalle risposte date a sfsn ed altri , ma gli interventi di Paolo Geri , dimaco , ecc. riportano sempre la testa e la mente all’indietro ,anche con ” non ”
    verità storiche . Suggerisco una linea di condotta , che io adotterò : non rispondere più ai post ” provocatori ” che riguardano il passato , ma solo le tematiche dal 2014 in avanti . Tra l’altro , vedo da alcuni articoli del giornale locale , che la situazione di Trieste sta peggiorando di giorno in giorno per l’ignavia dei politici locali al potere e che le confinanti Slovenia e Croazia non stanno meglio , così pure la situazione della Ucraina/Crimea .
    Questi argomenti dovrebbero farci riflettere per il futuro dei nostri figli .

  52. GIAMPAOLO LONZAR

    @ 48 EL BAZIL 8 : Se uno sfoglia i co tuoi commenti di qualche anno fa ; risulta che di Oberdan(k) sapevi molto poco!
    Ma no ha importanza , bisogna aggiungere che lui era figlio naturale come hai fatto capire tu,
    il padre certo Falzier o Falcier era di origine veneta ( tuo compaesan ) fece il servizio militare
    nell’esercito Austriaco e quando il Lombardo.Veneto fu ceduto al Piemonte se ne tornò a casa sua
    e di lui non si seppe più nulla e lasciò la madre con il frutto dell’amore !
    La persona che poi sposo la madre nobilmente dette il suo nome al figlio acquisito, una delle sorellastre , non so quale , fu presente all’inaugurazione del monumento funebre antistante
    alla destra della rotonda grande che si affaccia subito dopo l’ingresso principale del cimitero di S.Anna a Trieste.
    Le ricerche Alexander le fece anche a Trieste , che ebbi modo di conoscere tramite comuni amici ,perche’ andò a cercare informazioni presso la Comunità Ebraica , in quanto durante una sua permanenza a Roma ,Oberdank trovò assisenza presso la comunità romana.
    Questo e’ anche menzionato nel testo inglese ma non nel testo italiano.
    Un tanto per completezza delle infos !

  53. GIAMPAOLO LONZAR

    @ 12 & Seguenti PIER PAOLO POSSATI : Certo che neanche De Amicis nel libro ” Cuore ”
    riesce ad essere stucchevole come te !!! Manca le citazioni della ” Piccola vedetta lombarda”

    Ma proprio non riesci a capire che non puoi cucire addosso una nazionalità come fosse un aderente costume di “Superman” !!!! O c’è o non c’è !!!!

    Per tua cultura personale ti informo che Slataper e’ una corruzione ed errata trascrizione di”Zlata Pen” (penna d’oro ).

    🙂

  54. GIAMPAOLO LONZAR

    @ 50 ALDO : Necessiti un aggiornamento ora sulla casa c’e’ una targa a memoria dell’attentato e la casa e’ diventata un museo a Franz Ferdinand ( con tema antiserbo ) .

    C’e’ una rivalutazione del periodo Austro Ungarico della BiH

    Questo subito dopo gli accordi di Dayton , devo avere ancora la foto che mi son fatto fare , se la trovo la posto !

    Mi sembra di aver visto anche le foto dell’inaugurazione del museo .

  55. Claudio Venza

    Il tema è: la storia è utile? Non solo in quanto la studio da decenni e la insegno rispondo di sì! Per semplificare: noi siamo anche il prodotto del passato. Vicino ma non solo. Chi vuole evitare la storia si priva di uno strumento di conoscenza di molte questioni “attuali”. Ad es. l’Ucraina non si può capire senza il suo passato doloroso e contraddittorio. Non si può dimenticare che una parte non piccola della popolazione ucraina si alleò con i nazisti contro i russi per motivi nazionali. Si può prescindere da fatti come questi? Credo che il protagonismo di gruppi neonazisti negli scontri di Kiev debba par pensare..
    Altro tema è quello per cui dall’analisi del passato scaturirebbe l’odio. Può essere, ma ciò dipende dall’uso sbagliato e strumentale della storia. Specialmente quando investe questioni nazionali. E da queste parti si è visto bene. Invece una storia vera, cioè documentata e critica, serve anche a capire le ragioni degli uni e degli altri, i loro valori di fondo, i loro comportamenti, insomma a farsi un’idea più reale e fondata. Se poi si cerca di superare i conflitti violenti del passato, si può farlo meglio e con risultati più stabili. Claudio Venza
    PS. Volevo far notare come il contributo ragionato di Aldo delle 0.42 di stanotte sia molto utile per una discussione che non sia schematica né superficiale. Eppoi leggere bene ciò che uno scrive (ad es. una mia email sul ruolo della Lega Nazionale e del fascismo nella ventennale oppressione culturale antislava) è una condizione indispensabile per discutere veramente e non emanare facili e infondate…sentenze, magari autoassolutorie.

  56. Pier Alberto Possati

    54- Lonzar come ho detto non rispondo più , anche quando una famiglia di sentimenti italianissimi
    viene mistificata ed insultata da altri . I lettori di ” Bora .la ” giudicheranno il vostro comportamento, io vi ho già giudicato . Stop e fine contatto .

  57. ikom

    @56
    Certo la storia è parte fondante della realtà socio politica in cui viviamo. Nel mio intervento non volevo dire freghiamoci della storia e facciamo finta che non sia successo niente ma al contrario prendiamo atto della propaganda di cui siamo stati vittime e proviamo a creare un “nuovo” modello di coabitazione. Non era una autoassoluzione che intendevo anche perchè sono del 73 e non sono colpevole dei delitti dei fascisti nè me ne sono mai sentito colpevole. Se lei si occupa di storia sa che la storia non è mai nè bianca nè nera non è giusta o sbagliata soltanto è. Intendo dire che su entrambe le sponde di questo martoriato confine si è usata la violenza e la propaganda per giustificare le proprie azioni e preso questo dato di fatto non possiamo, come è stato fino ad oggi usare la storia per incrementare odi e rancori. Ma questo sta già succedendo perchè le persone muoiono e con loro gran parte dei loro ricordi svaniscono. Poi come spesso accade la provvidenza ha voluto che cadessero i confini e la gente ha incominciato a muoversi al di quà ed al di là del confine con facilità a”mischiarsi”. Altra cosa da dire oggi nel 2014 è che il concetto di cittadinanza patria e simili sta cambiandoio sono fortemente convinto che domani, forse dopodomani, saremo europei o altro. Sono le persone delle generazioni precedenti hanno bisogno di sentirsi qualcosa.

  58. GIAMPAOLO LONZAR

    @ 57 PIER PAOLO POSSATI : Se non commenti più ne trai solo beneficio; perchè rispondere o commentare con poca ,scarsa tendente a “0” cognizione di causa fai solo brutta figura.

    Questo non ha nulla a che vedere con le tue convinzioni di patria e nazionalità o nazionalismo che sono solo “tue” e qui nessuno, niente e nulla ti vieta la libertà di esprimerle.

  59. Pier Alberto Possati

    59 – Lonzar , mi può provocare ma non commento più .
    N.B. : allora posso dire W TRIESTE ORA E SEMPRE ITALIANA .

  60. El baziloto

    @ Lonzar
    Mi sa che ti sbagli.

    @ Venza
    Interessante commento, il # 56. Diciamo che la storia dei rapporti Russia/Ucraina è un po’ più complessa, per cui non è che un giorno improvvisamente gli ucraini sono diventati nazisti in gran copia. Gli è che la Russia comunista – massimamente nel periodo stalinista – ha fatto letteralmente carne di porco in Ucraina, e quindi c’era un odio viscerale verso ciò che appariva legato ai bolscevichi e in definitiva ai russi. Memori peraltro – gli ucraini del 1941 – in varie zone del paese vuoi del passato dominio austriaco, vuoi del comportamento delle truppe degli imperi centrali dopo il crollo della Russia imperiale. In altre parole: a molti ucraini l’invasione tedesca apparve in un primo momento come una sorta di “liberazione” del proprio paese. Che dopo i tedeschi (in questo caso sottolineo vieppiù che si trattava di tedeschi E austriaci) abbiano fatto quello che hanno fatto in Ucraina, anche questo è un semplice dato di fatto. Alcune delle più tremende stragi della seconda guerra mondiale hanno avuto luogo proprio in quel paese.

    Ciò premesso, io però andrei un po’ cauto col discorso dei neonazisti di Kiev. Questo è ciò che la propaganda russa vuole farci credere, ma da ciò che ho letto i neonazi in Ucraina non hanno un peso e un’influenza sul governo e nemmeno sulla piazza. E poi andrei cauto anche con l’epiteto “neonazi”. Nel senso che non tutti i nazionalisti sono ipso facto “nazi”. Se guardi alla storia polacca degli anni ’30 del secolo scorso – per fare un paragone – trovi un regime reazionario e ipernazionalista, purtuttavia per nulla vicino ai nazisti. L’epiteto “nazi” o “fasci” è stato attribuito con una certa disinvoltura negli ultimi settant’anni. Troppa disinvoltura, a mio parere.

  61. Pier Alberto Possati

    Anche questi sono eroi , che i ragazzi/e di Trieste non conoscono , perchè cancellati nei loro libri di storia , ma possono servire a guardare un futuro con un pò più di orgoglio verso la loro terra .
    Un eroe triestino , Fabio Carniel , nelle lettere e nel diario di guerra .
    Tra il 1914 ed il 1918 migliaia e migliaia di volontari passarono il confine , schiere di italiani che dalle terre irredente ,Trentino ( formarono una intera Legione ) Venezia Giulia , Dalmazia , per combattere sotto la bandiera Italiana , che consideravano la loro bandiera ,contro l’impero austro-ungarico . Uno di loro , Fabio Carniel , il 14 maggio 1917 , sul Monte San Gabriele , circondato con accanto tutti i compagni morti o feriti gravemente , si diede la morte volontariamente per non cadere vivo nelle mani degli austriaci . Sapeva che il suo destino , essendo irredento , come tanti altri , sarebbe stato l’impiccagione .
    Paolo Caccia Dominioni disse che combatterono e morirono ” senza chiedere mancia ” .

  62. GIAMPAOLO LONZAR

    @ 60 PIER ALBERTO POSSATI :

    Ma proprio capisci quello e come vuoi tu ?!?!?

    Vittima sempre !!!

  63. GIAMPAOLO LONZAR

    @ 61 BAZIL 8 :

    ” Mi sa che ti sbagli.” 🙂

    Ma no ghe jera dubi sior brontolon !!!!!

    Ma quando mai te ghe da ragion a qualchidun !!!

  64. GIAMPAOLO LONZAR

    @ 62 PIER ALBERTO POSSATI :

    Non ti dico di leggere testi di queste parti perche trovi di tutto pro e contro Italia, pro-conro Jugo pro-contro Austria ma leggiti un libro uscito credo due anni fa scritto da un inglese , non so se e’ stato tradotto ma visto che dici che ti occupi di turismo sarà una lingua che conosci ” The pursuit of Italy ” autore Gilmore e poi vediamo cosa ne pensi .

  65. Pier Alberto Possati

    65 – Quando un autore che Lei segnala dice : uno stato federale italiano basato su basi borboniche, mi basta ed avanza . Cioè una classe agiata che comanda ed un proletariato alla fame ?
    Spero che non sia la ricetta anche per Trieste !
    N.B. : quella dichiarazione lo presa da ” Repubblica ” tutto dire . Meglio leggere lo scritto su Fabio
    Carniel .

  66. ikom

    Fino a quando i nostri concittadini ragioneranno

    italiano = fascista/irredentista = arrogante/ladro
    e gli altri
    sloveno = slavo/comunista = assasino

    non andremo da nessuna parte e non avremo nessun futuro.

  67. A. R. Wrangel

    Amorevole Giampaolo, mentre tu affannosamente cerchi d’essere introdotto alla Schlaraffia ovvero ” Paradiso di Bengodi “Io ho incontrato Michelle Pfeiffer ( Ricordi ?) tra le altre cose le ho parlato di te. Appena avrò l’occasione d’incontrarti ti consegnerò lo spilletto a capocchia bianca. Sino ad ora , tuo.

  68. A. R. Wrangel

    Tuttavia , anche Ernest Turk , merita di essere letto e le vicende dei “Dobrovoljci e delle brigate inquadrate nella prima divisione dobrovoljska nella ” Nobile ” città di Odessa il 29 aprile 1916. Solo sloveni più di 4000 ! Fatevi i conti

  69. GIAMPAOLO LONZAR

    @ 66 PIER ALBERTO POSSATI :

    Ah ma proprio senza speranza !!!

    Non mi faccia commentare con una battuta trita e ritrita ” Non si giudica un libro dalla copertina ”

    Del resto la ricetta per Trieste sarebbe un ‘altra , ma sicuramente di sapore amaro ed anche
    indigesta per i suoi gusti !

    Legga prima Lei ” Cani e gatti a Trieste” forse impara qualcosa ! Che di Carniel mi hanno riempito la testa già alle elementari perchè Trieste e’ “cara-al-cuore” assieme ad altri autori di quel livello .

  70. ikom

    Lonzar la xe sai “sfortunà” a mi alle elementari no i me ga mai parlà de Carniel ma quando e dove la xe anda alle elementari…….

    Dimenticavo lei no la ga la maleducazione e l’arroganza nel dna…

  71. GIAMPAOLO LONZAR

    @ 71 IKOM :

    Ciò ma coss’ te me gà messo la prua ‘dosso ???

    Gavevo i stessi maestri tui solo che a lei i ghe piazeva e a mi no !

    Me par semplice de capir o no !!??

  72. El baziloto

    Lonzar, se non te l’hanno spiegato i medici te lo dico io: le pillole blu NON sono per la memoria. E mai piu’ di una al giorno!

  73. GIAMPAOLO LONZAR

    @68 A.R.WRANGEL : Ringrazio per l’attenzione ma non ho capito il messaggio???

    Piuttosto criptico direi ???

  74. GIAMPAOLO LONZAR

    @ 73 EL BAZIL 8 : Sei proprio noioso , sai fare sempre la solita battuta sulla salute in generale !!!

    Ma non sarà un transfert freudiano perche’ hai delle patologie irrisolte ! Moh !

  75. El baziloto

    Ma che salute in generale?

    C’è comunque un motivo: siccome sei fuori come un balcone ma non te ne rendi conto, almeno ti offro un diversivo parlando di pilloline blu. Così pensi a quello e ti stravi.

  76. dimaco

    tutto è complicato sul confine orientale. fa parte del fascino di queste terre.

  77. maja

    complicato quanto in altri centomila posti del mondo. e smettiamo una buon volta di tirarcela in questa maniera oscena! non siamo niente di speciale, di gente come noi con scazzi uguali ai nostri ce n’è a vagonate.

  78. hobo

    @maja tra l’altro le due guerre mondiali sono state appunto mondiali. altrimenti si sarebbero chiamate guerre triestine.

    @pierculi-vari questo thread in teoria riguardava lo scempio degli impiccati di via ghega, la lotta partigiana al nazifascismo, il 25 aprile… oberdank, slataper e michelle pfeiffer non c’entrano un cazzo.

  79. sfsn

    i veri eroi no iera i vari Carniel, Stuparich & Co che andava a farse mazar senza capir che credeva de morir per la patria (minuscola aposta) e inveze i veniva mandai al macello per i interessi de borghesia, generali, savoia e industriali vari: i veri eroi iera quei che se rifiutava de partir e finiva o in galera per anni o davanti al ploton de esecuzion. Opur quei che capiva per chi che i stava butando via l’esistenza e i disertava.
    Personalmente i miei eroi xe quei che ghe sparava ai uficiai durante la ritirata de caporeto, i amutinai francesi, i marinai dele flote de Kotor e de Kiel. Dimenticavo: un mio eroe xe anche Friedrich Adler che nel 1916 ga copà el primo ministro Stürgkh, perchè el lo riteneva responsabile dela continuazion dela guera.

  80. El baziloto

    Post condivisibile, sfsn. Adesso hobo dalla matita blu ti dira’ che non c’entra. Sai: lui s’e’ ritagliato ‘sto ruolo di vigile urbano di bora.la.

    Pero’ io non credo sia necessario crearsi degli eroi. Non in questo caso, per lo meno. Sono personaggi storici . Punto.

    Invece m’intrigano quelli che pongono in essere dei comportamenti validi per l’uomo d’oggi. Quello che vive dalle nostre parti. E’ assai probabile che nella nostra vita non ci venga chiesto di partire volontari per una guerra.

    Mentre ci viene chiesto ogni santo giorno se inquinare o no. Oppure come comportarsi col nostro prossimo.

  81. Pier Alberto Possati

    80-81 Ho sempre pensato che chi non ha valori dentro , non sente i doveri , ed è l’ultimo dei cittadini . Siccome i doveri non vengono più insegnati a Scuola ( sono state tolte perfino le ore di educazione civica ), non viene più insegnata la costituzione , non c’è nè servizio militare di leva nè servizio civile obbligatorio , la famiglia è disgregata e si esaltano solo le coppie omosex ( addirittura ieri al liceo
    Giulio Cesare di Roma è stato fatto vedere un film con rapporto orale tra uomini – denunciato meno male il professore ), non possono venire su che ragazzi/e dove anche fare la divisione dei rifiuti solidi-urbani è un atto imposto e dittatoriale ( sic. in un volantino universitario raccattato per strada ) e che è normale ammazzare il padre o la madre perchè non danno i soldi per drogarsi oppure aggredire un coetaneo per impossessarsi del suo cellulare . Siamo al livello ( nella pace ) di chi tradiva ed ammazzava i propri ufficiali (in guerra ) , che sfsn esalta .
    Spero che se avrà figli e/o nipoti gli insegni un pò di comportamento civile . Credo che se partiamo dalle nuove generazioni , che ricordiamolo , saranno i dirigenti di domani , allora forse ci penseranno un attimo , se dentro hanno principi morali , a non far inquinare nella azienda dove lavorano ed hanno incarichi di responsabilità .
    Ma ci credo poco , perchè di valori in giro tra i giovani ce ne sono rimasti assai pochi , oppure quelli che li hanno , hanno paura di farli vedere perchè sono ” contro ” l’andazzo . Se leggessero
    ” Bora.la ” ancora meno .

  82. sfsn

    Luigi Vianelli,
    ma alora ti no te ga capì un tubo del perchè se studia storia.
    La storia se la studia per capir come funziona le società e l’esser uman e per zercar de capir come no rifar i stessi errori del passato.
    Visto quel che sta succedendo (gnanche cussì lontan) dal punto de vista economico e strategico-militare, e viste le sirene nazionaliste che sta tornando a cantar sempre più forte, pol esser sì che no ne vegni chiesto de partir volontari per la guerra, ma de subirla o de morirghe me par una opzion piuttosto probabile. E me par che un che studia storia dovessi esser in grado de intuir la situazion

  83. sfsn

    @ Possati:
    visto che te fa el paragon del fio che maza i genitori con i soldai che mazava i uficiai, per una giusta efficacia del paragon manca un tassel: quei genitori ai fioi li mazava de bote, li mandava a calci a ris’ciar la vita, li stuprava, ecc. e per quel un giorno el fio se ga incazzà e ga fato fora el pare. Ma forse questa metafora xe tropo complicata per ti.

  84. Pier Alberto Possati

    84 .- se leggessero i suoi post , i giovani forse di valori non ne avrebbero oppure siccome ragionano al contrario molte volte , forse in autonomia se li creerebbero . Spero in questa ultima ipotesi .
    Buona notte.

  85. dimaco

    che ci sia un crollo della moralità, della disgregazione famigliare e di un crollo dei valori questo è assolutamente vero. ma non dipende dal fatto che a scuola non si insegni la costituzione o perché non c’è più la leva obbligatoria. semplicemente è il sistema capitalista che porta alla morte della’empatia sociale.
    guarda solo cosa fanno passare in tv: gf, amici, vari concorsi canori. tutti show dove si prospetta grande fama e soldi facili. e tutti fanno la fila per entrarci. ad ogni costo.
    siamo arrivati al punto che le madri spingono le figlie a prostituirsi, oppure le vendono direttamente al cliente anziano per pochi euro.
    kabobo ha preso 20 anni per un triplice omicidio, abbiamo politici che rubano e nonostante tutto fanno ancora più carriera, c’è gente che ride mentre le persone muoiono sotto le macerie, abbiamo uno stato che ti porta via tutto se non paghi una multa da 50 euro mentre lo stesso non onora i suoi di debiti, le persone si ammazzano perché perdono chi il lavoro chi la propria impresa, lo stato non tutela quasi nessuno.
    lo stato italiano si premura di difendere due pistoleri ingabbiati in india ma non è capace di difendere i prodotti italiani sul mercato tollerando la concorrenza sleale e la falsificazione. prova a taroccare un prodotto tedesco o inglese o francese. prova a spacciare un liquame col marchio riesling oppure bordeaux o un whisky come il glennmorrangie. prova e vedi che ti mettono a 90 e ti fanno il servizio completo più il ripasso e multa. l’italia fa la voce grossa con i suoi cittadini invece di farla dove dovrebbe. pap e tu pretendi che la gente sia orgogliosa e fiera?

  86. sfsn

    beh possati,
    comunque per tornar all’argomento de questo post, i partigiani i valori li gaveva eccome: i credeva de poder costruir un paese più giusto, solidale, egualitario e libero. E no iera sicuramente i “valori” del fascismo: la “superiorità” dela civiltà italiana, el corporativismo funzionale ai paroni per pagar de meno i lavoratori, uno stato de polizia, el Tribunale speciale per la difesa dello stato che comminava condanne a morte senza appello, el gas utilizzado contro le popolazioni etiopiche, l’oio de ricino, el confino, l’omicidio politico (Gobetti, Matteotti, i fratelli Rosselli), el genocidio cultural contro sloveni e croati, la militarizzazion dela società, l’indottrinamento dei bambini (Balilla e Figlie della lupa), le leggi razziali, l’invasion de paesi che no gaveva mai attaccà l’italia (Jugoslavia e Urss)… e me fermo qua perchè sarìa molto altro de dir.
    Bei valori! (peraltro quei in cui ti te credi ancora adesso, visto che i fascisti te continui a voltarli!)

  87. ufo

    Xe solo una mia impresion, o la de sora go leto le parole “no comento più”? Per la ventesima volta o qualcossa de simile? Me par quasi come quel mato che se sveia con la testa che ghe diol per via dei tropi otavi la sera prima e giura “no bevo più”, ma dopo meza ora – sotovose – el se coregi: “ma nianca meno” e daghe zò col primo bicier…

    Se vedi che tra i “Valori” no xe compreso quel de mantegnir la parola…

  88. GIAMPAOLO LONZAR

    @ 76 BAZIL 8 :

    Ma te son sicuro de ‘ver tute le galine a casa ???

  89. El baziloto

    @ sfsn
    Historia magistra vitae, lo dicevano financo gli antichi romani. Diciamo che il concetto negli ultimi millenni s’e’ un filino evoluto.

    Qui tu pero’ hai parlato di “eroi”. Sbaglio o qualcuno ha vagheggiato di un mondo in cui non ci sia necessita’ di eroi? Tu non capisci mai un tubo, ma una ricerchina con google saprai pur farla. Orsu’ dunque: scopri un po’ chi e’ stato! Mica pretenderai d’aver sempre la pappa pronta?

    PS Il discorso e’ semplice: a te assai probabilmente non verra’ mai chiesto in vita tua d’andar in guerra. Mentre ti verra’ chiesto magari di contribuir col tuo poco per correggere alcune storture. E’ facile parlar d’inquinamento citando Fukushima: quando faccio notare che smetter di fumare e’ condotta assai piu’ rivoluzionaria, allora mi sento sommerso da “il problema e’ un altro”. E’ facile parlar delle sofferenze in Darfour, ma poi ad aiutare il miserabile che vive a cinquanta metri da casa nostra trovo sempre le stesse facce.

  90. Pier Alberto Possati

    88 – ufo , per la prima volta le dò ragione , ma la discussione sui valori mi appassiona . Metta pure un 4 in pagella , se vuole anche un 3 .
    87 – si parla dei valori attuali della nostra società civile / incivile , e torna sempre ideologicamente ai partigiani , all’antifascismo ed alla guerra civile 43/45 , sempre con la testa e la mente al passato .
    Mi sembra un vecchio di 90 anni e passa che vive di ricordi e di nostalgie , seduto su una poltrona , con la coperta sopra le ginocchia , che brontola sempre e dice ” che bei tempi allora ” . E siccome vive nel passato , non si è accorto che anche i partiti nel 2014 sono cambiati , ma per lui essere di
    Alleanza Nazionale = fascista , essere del Pd = comunista ( se lo sentisse Renzi , cattolico , che fa di tutto per non farlo sapere ….. )e via dicendo .
    86 – bella l’analisi , poi ricadiamo nella politica dei tempi di Berlinguer ( è tutta colpa dello sporco capitalismo ) , per addossare le colpe a qualcuno , senza invece pensare e valutare che la società civile /incivile lo formiamo tutti noi , che ne facciamo parte 24 ore su 24 , con tutti i nostri comportamenti sia nell’ambito familiare , oppure di comunità , oppure elettorale , ecc.

  91. Pier Alberto Possati

    corrige 91 – la società civile /incivile la formiamo…….

  92. John Remada

    Nel medley avete ragione un po’ tutti,lascio fuori solo il vigile urbano….della Bora.

  93. sfsn

    mi inveze me par un vecio de 90 ani (70+20) un che parla de valori come patria, servizio de leva, famiglia disgregata e che se la ciapa cole coppie omosessuali…

  94. Pier Alberto Possati

    94 – Ecco Hobo , qui mi fermo , contento ? Sfsn ha solo l’ideologia in testa e va avanti per conto proprio , interpretando a modo suo i miei spot . Far vedere un film omosessuale in una scuola , per lui è “ciaparsela ” con le coppie ….. Cosa mi tocca leggere !

  95. hobo

    per la cronaca, l’episodio del liceo giulio cesare e’ questo:

    http://roma.repubblica.it/cronaca/2014/04/28/news/giulio_cesare_protesta_omofoba_nel_liceo_romano-84689517/

    nessun film. si tratta di un romanzo che tratta il tema dell’omosessualita’.

    nessun pompino. si tratta di una breve poesia in cui c’e’ un accenno al sesso tra uomini (e se proprio vogliamo dirla tutta, visto che il giulio cesare e’ un liceo classico, ci sono poesie di catullo o dialoghi di luciano ecc. ecc. in cui il sesso, anche tra uomini, e’ molto piu’ esplicito).

    la verita’ e’ che le proteste sono state organizzate dai soliti fascisti sessualmente repressi, che si ergono a difensori della moralita’ e del buoncostume.

    e come sempre il pap viene qua su bora.la a spammare la sua merdegliosa propaganda fascista, pensando che nessuno vada a controllare.

  96. sfsn

    Possati: “Sfsn ha solo l’ideologia in testa”

    Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo? (visto che secondo ti son ideologico, te rispondo con una frase evangelica…)
    Se no te la capissi te la traduso: senti da che pulpito vien la predica. Ti te son intriso de ideologia nazionalpatriottica

  97. John Remada

    Come sai che sono repressi hobo? Avevi desiderio e ti hanno rifiutato? Dovresti saperlo che i freddi vanno cercati in altri posti più a left….ma la baba te gà scarigà hobo?

  98. John Remada

    Difatti,per chi si fosse messo ora in onda,nella mia comprensione ho lasciato fuori il vigile urbano(vedi @81)!

  99. Pier Alberto Possati

    96- Notizia Ansa , non me la sono inventata . Se poi hanno sbagliato , parlando di film invece di un libro , faccia causa alla stessa Ansa . Per le altre cose , lascio perdere . Chi mi ha conosciuto all’Università nel Consiglio di Facoltà di Scienze Politiche di Bologna ( come ho detto in altro spot , 4 del movimento studentesco + 2 dei Cattolici di sinistra + il sottoscritto ) avevano altra considerazione della mia persona , tanto è vero che hanno collaborato con me per oltre un anno fino a che non mi sono laureato . Vivi complimenti per il linguaggio !
    97 – sono valori nazionali e patriottici e me ne vanto , non c’entra l’ideologia . I valori portano a comportamenti , l’ideologia semmai si usa per la propaganda politica e per il voto , come fa Lei sempre .

  100. Pier Alberto Possati

    corrige 96 – mi viene sempre da scrivere spot , leggasi post ! Chissà perchè …..

  101. possati sto ancora aspettando che tu mi elenchi i motivi per cui uno dovrebbe essere orgoglioso di essere italiano. la domanda è seria. sono veramente curioso

  102. Pier Alberto Possati

    102 – L’Italia non è nata per caso nel tempo ,ma per l’eroismo nei secoli di tanti uomini e donne , che per l’ideale dell’unità nazionale hanno dato la giovinezza, l’ingegno , l’arte , la scultura , il prestigio nel mondo, i monumenti , la musica , la stessa vita .
    Sono frasi certamente di un fascista , di un irredentista , dirà subito !
    Lascio a Lei capire chi le ha dette ……
    Io mi ci riconosco , anche se è un’artista che vota ( dichiarato ) a sinistra .

  103. dimaco

    non mi interessano le sue frasi retoriche ma voglio un elenco perchè uno OGGI debba essere orgoglioso di essere italiano. Non ha risposto.

  104. Pier Alberto Possati

    104 – Proprio non sa nemmeno leggere . Non sono mie le frasi retoriche , ma del Professor Benigni .
    E su queste mi sento orgogliosamente Italiano . Punto e stop . Se non le va bene , chi se ne frega !
    Cambi Nazionalità , se trova un’altra Nazione che le può interessare . Molti Triestini sono andati in Austrialia . In un reportage , però fanno vedere, in casa conservano orgogliosamente la bandiera tricolore , alcuni l’hanno issata sul pennone della propria villetta .

  105. El baziloto

    “Voglio un elenco del perché uno OGGI debba essere orgoglioso di essere italiano” è una frase oggettivamente razzista, detta da un razzista che un giorno o l’altro dovrà fare i conti con sé stesso del suo essere razzista.

    C’è un’alternativa: dimaco non sa quello che dice, e cioè non capisce la differenza CONCETTUALE fra il dire “essere orgoglioso della Repubblica Italiana” e “essere orgoglioso di essere italiano”.

    In pratica, o ignorante o razzista.

  106. dimaco

    in effetti ho la doppia cittadinanza e potri farlo.
    cmq forse non ha inteso la domanda, forse per l’eta’:
    oggi cosa rende una persona orgogliosa diessere italiana?

  107. John Remada

    Rispondo io,dimaco:il solo fatto che personaggi come te provochino,in continuazione,rende orgogliosi,vuol dire che soffri della situazione;io non avrei problemi a sistemarmi in nessuna parte,escluso israele; ma di sicuro non romperei le scatole ai locali,se non mi vanno,me ne vado in altri lochi! Quindi sai dov’è l’ex confine,non vedo cosa aspetti.

  108. dimaco

    vvedi menon quando nemmeno i fascisti come te non trovano motivo di essere orgogliosi dell’ italia di oggi è preoccupante. d’accordo che il passato è stato molto prolifico sotto il profilo delle arti e della scienza e che e’ motivo di giusta fierezza, ma oggi? io credo che si è fieri di uno stato in base a ciò che é in grado di fare per migliorAre la vita dei cittadini in ogni ambito. essere fieri solo a livello nazionalista o calcistica. il cielo sarà pure stato azzurro sopra Berlino ma è l’economia tedesca che tira.

  109. John Remada

    Miglioramento…..bisogna rischiare qualcosa per averlo;ma non ci servono personaggi al tuo pari in nessun campo,quindi non vedo cosa rimani a fare in Italia,puoi sempre andartene e raccontarci la miglior vita slovena o di altri luoghi.Poi chiarisco,io non mi definisco fascista,auspico l’avvento di una destra forte,è cosa diversa,ci saranno similitudini ma è cosa diversa.

  110. sfsn

    Mi inveze me par decisamente stupido sentirse orgogliosi de esser italiani, tedeschi, sloveni, bengalesi o zimbabwani: nasser in un posto e esser cittadini de quel posto no xe “né un vanto, né un merito” come giustamente diseva el vescovo Luigi Fogàr. Perchè dovessi esser orgoglioso de esser italian come i tanti geni che cita el tutt’altro che genio possati attingendo al peggior Benigni? Possati (e anche i altri): gavè forse fato qualcossa voi per render l’italia questo faro de cultura e conoscenza? Che meriti gavè voi del genio de Leonardo, Leopardi o de Raffaello o de Rossini? Nissun. Cossa centré voi con ste menti elette? Niente de niente. Uno dovessi esser orgoglioso dei PROPRI meriti, dei traguardi raggiunti da lui personalemente, dei risultati dei sforzi individuali o de quei de altri per i quali in qualche modo el ga contribuì (per esempio me par legittimo che un pare sia orgoglioso dei risultati del fio), ma non de quei de una (pseudo)collettività a cui el credi de appartener. Sicuramente Leonardo, Leopardi o Rossini ga molte più robe in comun con geni altri stranieri del loro calibro (Tesla, Einstein, Rembrandt, Beethoven, Kranach, Goethe, Stravinskij, Puskin, Preseren, Dostojevskij, ecc.) che con quele bele teste che sé voi, che pretendé de esser orgogliosi per lori solo per el fatto che parlé la stessa lingua.
    (Che po, se andemo proprio proprio a veder, l’italia ga dà decisamente el suo meio co la iera divisa in una miriade de staterei indipendenti. Culturalmente parlando dall’unità in poi el livello xe scadù vertiginosamente e dal 1861 no xe sta prodotto sai poco che sia anche lontanamente paragonabile al Rinascimento).

  111. Pier Alberto Possati

    111 – ultimo post di stasera
    Per cortesia , non può scrivere in italiano , per evitare che fraintenda certe frasi o non le capisco del tutto ? Non ci penso a dirle che è anche per rispetto e cortesia , non lo capirebbe ….
    Benigni quella sera è stato visto ed apprezzato da 14 milioni di Italiani , record per la tv di stato , ora so che c’è uno ( probabilmente non ha visto nemmeno la trasmissione ) che lo giudica il peggior Benigni . Ah. Ah., a distanza di tanti post dice che dovrei essere orgoglioso del figlio . Quando ho fatto un minimo accenno come padre di mio figlio , Lei ed altri mi siete saltati addosso con post vergognosi ed indecenti nei contenuti , irridendo perfino la mia famiglia . Solite contraddizioni di una persona che sta andando in netta difficoltà nel confronto.
    Buona notte , da un Italiano che non si vergogna di esserlo .

  112. sfsn

    possati,
    1. mi scrivo nela mia lingua, che xe el triestin. Se no te va ben posso scriver in sloven, croato, inglese e impegnandome anche in tedesco. Se no te va ben gnanche questo, te pol anche andar via da sto sito (che – deto per inciso – xe triestin).
    2. el peggior Benigni: un che ormai xe passà da graffiante comico antiestablishment a buonista nazionalpopolare. Proprio quel che servi per contentar l’italiano medio. Xe proprio vero che si nasce incendiari, si muore pompieri…
    3. No stavo parlando de TUO fio, proprio no te ghe rivi.
    4. No te me ga ancora spiegà per quale strano motivo te son orgoglioso de esser italian. Mi go spiegà per quale motivo mi no lo son (e no son gnanche orgoglioso de esser altro, son solo orgoglioso dele robe che go fato, per esempio esserme imparà 4 lingue).
    Ma te sa cos’ te digo? in fin dei conti gnanche no me interessa. Tanto te me tirerà fora le tue solide monade patriotiche. Te risparmio la fadiga de risponderme

  113. hobo

    @maja eh si’, xe robe de cui andar fieri.

  114. El baziloto

    Premesso che hobo (il vigile del traffico) adesso vi dira’ che sietr ot, segnalo che tutte ‘ste robe sull’orgoglio o no di esser qualcosa sono discorsi vecchi e stantii. Sia se considerati in un senso, che nell’altro.

    Se qualcuno avesse letto Lenin, qua dentro, avrebbe scoperto che questo signore avevs pensato d’aver trovato la soluzione a tutto c io’ : utopica come puo’ essere utopico tutto il portato di quel tipo di ideologia che – sia detto per inciso – alla prova dei fatti non ha risolto un problema che sia uno di quelli che denunciava. Passato qualche anno, pero’ anche il Lenin calo’ le braghe: tanto che in suo saggio ammise che si’, insomma, alla fine dei fatti si poteva pur essere internazionalisti e nazionalisti.

    Simpatico trovar qui dentro rispiattellati gli stessi discorsi: che poi sfsn arrivi al solipsismo fa financo ridere, se si pensa che le ultime due lettere del suo acronimo starebbero per “liberta’ ai popoli”. Per lui si deve pensare sostanzialmente ai cazzi propri. Ammesso eventualmente l’orgoglio per i propri figli. Ma siamo gia’ ai limiti.

    Detto questo, sarebbe divertente mi citasse UN periodo storico successivo al Rinascimento che sia in qualche modo paragonabile a quell’incredibile periodo. Nato in Italia e non in altri luoghi, per motivi che se solo approfondisse le questioni scoprirebbe essere intimamente connessi anche col “carattere” dell’italica gente.

  115. sfsn

    Grecia classica. Te basta?

  116. sfsn

    ah, successivo.
    Disemo Stati Uniti dal 1950 alla fine dei anni ’70.

  117. sfsn

    comunque anche ti come possati no te rivi proprio a capir quel che scrivi quei che no la pensa esattamente come ti

  118. sfsn

    …e po se el carattere dell’italica gente xe cussì formidabile, come xe che un exploit come el Rinascimento no se ga ripetù dopo l’unità d’italia, quando finalmente tute le potenzialità de questo italico genio gavessi podù esprimerse pienamente?
    No sarà che xe sta proprio lo stato unitario, traditor dei sogni de giustizia sociale e portator de un centralismo amministrativo pesantissimo, che ga distrutto questa creatività?

    Comunque ribadisso: no te rivi proprio a capir cossa che intendi i altri, Vianelli. Durrrro de glava

  119. Pier Alberto Possati

    Per gravissimi problemi familiari , lascio a tempo indeterminato questo sito . Spero che nessuno si permetta di fare dell’ironia per una tragedia che sta colpendo uno dei familiari più cari .

  120. El baziloto

    Generalmente due sono considerati i periodi fonadamentali per la storia dell’occidente: il periodo greco classico e il Rinascimento. Mai sentito paragonare alcun altro periodo a questi due.

    Questo puo’ tranquillamente essere un motivo d’orgoglio per un italiano: considerarsi parte di questa storia. Che poi esistano i cicli nelle civilta’ dell’uomo, una persona di normale QI dovrebbe saperlo da se’. Ovvio che non sto parlando di te, sfsn. Ma in genere e’ risaputo che periodi del genere appaiono sulla faccia della terra una volta nella storia in un dato paese.

    Altrimenti saremmo ancora tutti quanti sotto i faraoni.

    Ma che ti dico a fare, sfsn? Tu pensa a giocare (cit.). Non preoccuparti d’altro.

  121. sfsn

    col stesso criterio usado de ti un egizian de adesso dovessi esser orgoglioso perchè i sui antenati ga costruì le piramidi…

  122. sfsn

    … forse no te ga capì l’ironia, ma no posso pretender da ti…

  123. El baziloto

    E per quale motivo invece non dovrebbe essere orgoglioso di vivere nel paese dove stanno le piramidi?

  124. sfsn

    Se te nassi nel paese dele piramidi (o dela tore de Pisa o del partenone o dela moschea blu) e te son orgoglioso de viver in quel paese per el fato che el ga le piramidi o la tore de Pisa o el partenon o la moschea blu te son un MONA, perchè no te ga alcun merito de esser nato e viver in quel paese: te ga avù solo cul de esser nato là e no in una favela del Brasil o in una discarica del Congo.
    Se inveze te disi: “Orpo, che cul esser nato in sto posto, e che bravi quei che ga costruì ste robe” alora vol dir che te son un essere ragionante.

  125. dimaco

    che poi non è sicuro chi ha costruito le piramidi, visto che non sono riusciti a datarle con precisione.
    magari xe qualchidun che se lamenta per le iredente terre egizie magari xe gia esistida una Vitoria mutilata 5 o 6 mila anni fa.

  126. effebi

    qualcosa non mi quadra…

    alle fosse ardeatine furono uccisi 335 ostaggi per 33 tedeschi morti nell’attentato di via rasella (23 marzo)
    qui furono impiccate 51 persone per un centinaio (un centinaio ? …noccioline) di morti nell’attentato alla casa del soldato (23 aprile, un mese dopo…)

    a chi va il premio per aver compiuto “l’eroico attentato” ? non si sa….
    non si poteva immaginare la reazione dei tedeschi visto quanto accaduto un mese prima a roma ? oppure si immaginava benissimo… !?

    esiste un elenco ufficiale dei poveracci che furono impiccati ? italiani ? sloveni ? triestini ? di altre località ? …di tanti storici che affollano queste pagine c’è qualcuno che ha delle notizie in merito ?

  127. dimaco

    guarda su google effebi.

  128. effebi

    lo storico dimaco consiglia di consultare Google…

  129. effebi

    dal bizzarro mondo di Google:
    http://assconcettomarchesigallarate.files.wordpress.com/2011/01/un-monumento-per-edoardo-cavallaro.pdf

    “RISARCIRE IL PARTIGIANO EDOARDO CAVALLARO MARTIRE DEL NAZIFASCISMO!”

    “…L’8 settembre lasciò il reparto e si recò in famiglia a Trieste. Qui si arruolò l’8.11.1943 nella formazione partigiana Brg. Garibaldi “Trieste” e fu inserito nel Btg. GAP. Il 30 marzo 1944 fu catturato dai tedeschi e rinchiuso nelle carceri del Coroneo di Trieste.In questa città, in via Ghega, 12, il Palazzo Rittmeyer, ora sede del Conservatorio di Musica Tartini, dopo essere stato sede del Circolo Ufficiali del Presidio Militare, era stato adibito ad albergo dei soldati tedeschi occupanti (Deutches Soldatenheim). In esso, un attentato portato a termine dal partigiano sovietico (azero) Mirdamat Sejdov (nome di battaglia Ivan Ruskj), inquadrato come sabotatore nel IX Corpus dell’esercito iugoslavo, causò la morte di cinque soldati tedeschi4.”

    4 Sotto il titolo “Io ho fatto saltar per aria i nazisti a Trieste”, il Piccolo del 3 Marzo 2001 ha pubblicato una pagina dedicata a Ivan Ruskj. Ecco le sue parole: “Nel 1944 ho messo le bombe al cinema per soldati tedeschi di Opicina (7 morti ufficiali, ma lui dice 80), al Soldatenheim di via Ghega (5 morti), in una casa sul Carso per punire un collaborazionista. Ho fallito un attentato al gauleiter Rainer. Ho anche progettato, senza portare a termine, altre esplosioni alla stazione di Opicina, in una altro cinema per tedeschi a Sesana, oltre a sabotaggi di linee elettriche”. Ruskj ricorda che ai due attentati seguirono “due delle più tremende rappresaglie fatte dai nazisti in
    Italia: 72 fucilati a Opicina e 51 impiccati sulle scale dell’attuale Conservatorio Tartini”.

    ———–
    gli altri 50 !? che storia anno ? sono italiani come questo ?
    l’attentatore è Ivan Ruskj !? o quello indicato dallo storico Paolo Geri (Gusjenov) ?

  130. effebi

    da Google… lo storico professor Zilli:
    http://www.cnj.it/partigiani/trieste3aprile1944.pdf
    (Il 2 aprile 1944 due partigiani azeri in forza all’Osvobodilna Fronta – Fronte di Liberazione della zona di Trieste, infiltrati nell’esercito nazista, piazzarono una bomba in un cinema di Opicina-Opčine frequentato da militari germanici, uccidendone sette. I due si chiamavano Mirdamat Sejdov (Ivan Ruskji) e Mehti Husein Zadein (Mihajlo) e sono ritornati alcune volte a Trieste dopo la Liberazione.)

    Di seguito il testo dell’intervento del professore Zilli, che ringraziamo per la disponibilità.
    “Il 3 aprile di sessantanove anni fa qui accanto, all’interno del Poligono,
    settantauno persone venivano fucilate come ritorsione per l’uccisione in un
    attentato di sette soldati dell’esercito tedesco, dopo che da qualche mese
    questo aveva trasformato, con il sostegno convinto di moltissimi italiani, i
    nostri territori in una zona di occupazione alle dirette dipendenze dal Reich
    nazista. Come dieci giorni prima a Roma, alle Fosse Ardeatine, per ogni
    soldato morto era stato deciso che fossero condannati a morte dieci
    prigionieri, e anche qui, come a Roma, la moltiplicazione venne arrotondata
    per eccesso e furono qui portati in 72. (MA SI SAPEVA O NO CHE I TEDESCHI APPLICAVANO QUESTA “REGOLA” A ROMA COME ALTROVE !?)

    ….Significa ricordare le violenze che le genti di questi territori subirono a partire dagli inizi degli anni Venti, per motivi di contrapposizione politica, nazionale, sociale ed economica; violenze proseguite per oltre un ventennio e concluse soltanto dopo cinque anni di guerra, di cui due di guerra civile.
    Significa non dimenticare che una parte non ridotta degli italiani era d’accordo con quanto tedeschi e fascisti facevano”. (SI POTREBBE UNA BUONA VOLTA RICORDARE CHE ANCHE BUONA PARTE DEGLI SLOVENI E CROATI STRAVEDEVANO PER I NAZISTI E LE LORO “REGOLE” !!?)
    —————-
    Mirdamat Sejdov (Ivan Ruskji) e Mehti Husein Zadein (Mihajlo) SI SPINSERO DA QUESTE PARTI PER REGALARE ALLE POPOLAZIONI DI QUESTE TERRE UN FUTURO DEMOCRATICO ? O ERANO UOMINI DEL GENTILE BAFFONE STALIN MANDATI A CREARE IL MASSIMO DELLO SCOMPIGLIO PER SCATENARE IL MASSIMO DELLA REAZIONE NAZISTA ?

  131. dimaco

    beh John io invece credo che è grazie a gente come me se tu riesci ad avere una vita. piatta magari, ma è sempre qualcosa. ti diamo modo di sentirti in qualche modo utile. non molto anzi pochissimo, ma persino gli scarafaggi sono in qualche modo utili nel ciclo biologico anche se vivono al buio e si nascondono sotto le pietre.o tra i primi numeri di tex o tra i vinili

  132. dimaco

    effebi gli attentati erano stati fatti verso obbiettivi militari. cosa che in guerra è la normalità. la rappresaglia verso civili non combattenti è un crimine di guerra sanzionato dalla convenzione di Ginevra. la stessa che dovrebbe sanzionare il bombardamento indiscriminato di campi della croce rossa.
    noi non neghiamo che alcuni sloveni croati o serbi fossero alleati dei nazisti. anzi sono motivo di vergogna. in italia invece si cerca di equiparare quelli di Salò ai combattenti per la libertà.anzi si teneva a minimizzare l’apporto dato ai nazisti nelle stragi come quella di Marzabotto.
    in Germania non si sognerebbe mai di permettere la costruzione di un mausoleo per Hitler o per Bormann o Himmler.Cosa che invece in italia viene non solo permessa ma finanziata con soldi pubblici come nel caso del criminale Graziani.

  133. Gianni Bua

    @ 134, dimaco…ti cito:
    “In Germania non si sognerebbe mai di permettere la costruzione di un mausoleo per Hitler o per Bormann o Himmler.Cosa che invece in italia viene non solo permessa ma finanziata con soldi pubblici come nel caso del criminale Graziani.”
    Tempo fa in Piazza Unità ,non mi ricordo in che occasiione, c’erano le rappresenzanze con i labari delle associazioni d’Arma. Con mio orrore c’era anche uno con lo …straccio… della X mas. Confesso che ho iniziato a dirgli brutte parole ed a sputare a terra, immediato arrivo della Ps, che
    onestamente dopo avermi identificato (documenti,controllo via radio etc) mi ha consigliato con maniere cortesi che non era il caso di rovinare una cerimonia solenne.
    Se incontro l’anonimo Effebi posso fare la stessa cosa ??

    Servus, Gb

  134. maja

    “noi non neghiamo che alcuni sloveni croati o serbi fossero alleati dei nazisti. anzi sono motivo di vergogna. in italia invece si cerca di equiparare quelli di Salò ai combattenti per la libertà.”

    sta succedendo la stessa cosa anche in slovenia, croazia e serbia con domobranci, ustaša e četnici. un po’ di onestà, su, i conflitti interni ci sono in tutte le nazioni e in tutti gli stati.

  135. John Remada

    Grande dimaco! Ora che ti ho fatto arrabbiare,sono soddisfatto! La prossima magari c’è la giochiamo alla pari,e poi vediamo se ti dovrò qualcosa per avermi fatto sentire vivo!La paga la decidiamo sul posto,d’accordo?

  136. John Remada

    Ah ultima cosa Dim,sai chi sono e dove trovarmi,ma io non so il tuo vero nome,non avrai paura a scriverlo quì,mica i Beatles lo mangiano o Tex ti saltare il cappello,stai tranquillo gente come te serve viva,perchè siete rimasti in pochi,capisci il motivo?

  137. John Remada

    “Ti fa saltare il cappello”@138.

  138. John Remada

    @ dimaco ha chiesto “possati sto ancora aspettando che tu mi elenchi i motivi per cui uno dovrebbe essere orgoglioso di essere italiano. la domanda è seria. sono veramente curioso” Allora,per ben tre volte Mr.dimaco ha ripetuto questa domanda,ma a risposte ottenute;quindi non soddisfacenti per il richiedente,che anzi ha reagito con insulti di vario tipo,nonchè con velate frasi minacciose;i responsabili della Bora.La Stanese,Matijacic,Manna e Milic forse possono dare un saggio di italianità all’amico dimaco rispondendo loro al signore? Aggiungo che non mi risulta che ci sia qualche guerra in corso tra l’Italia e Slovenia o altri,e che nessuno tiene prigioniero in Italia il Sir in questione.Sapete prima di arrivare a scontri più gravi,è meglio cercare di chiarire che cosa vuole questo signore in definitiva.Grazie per l’eventuale collaborazione.

  139. effebi

    rimane il dubbio… chi organizzò gli attentati (che non furono azioni di guerra sul campo) era consapevole delle rappresaglie che i nazisti avrebbero messo in atto ? (vedi fosse ardeatine)

    (l’abbondanza di saliva spesso è sintomo di scarsezza di cervello)

  140. dimaco

    John mica mi hai fatto arrabbiare. anzi. ci vuole ben altro. nemmeno le minacce non funzionano finche rimangono tra te e me. perché se così non fosse potresti conoscere un lato della mia personalità che non è assolutamente piacevole. fidati. e nemmeno appuntamenti al buio per regolare conti. che figura ci faccio a picchiare un anziano. suvvia John si serio. in fondo sei pure simpatico. e sicuramente abbiamo avuto modo di iincontrarci. io lo so che lo abbiamo fatto. ah già non puoi saperlo. non mi conosci.
    a cosa ti serve conoscermi. non ti piacciono i misteri? non ti diverte il pensiero che potrei essere un cliente, il tizio che prende il caffè accanto a te al bar o una birra a qualche sagra o festa cittadina. non è eccitante la cosa? potrei chiederti se hai da accendere o solo un informazione. non sarai mica un musone che non sa divertirsi. il prossimo giro il caffè lo offro io.

  141. dimaco

    a dimenticavo: John io non ho minacciato nessuno. a differenza di te. ok qualche insulto tipo rompicoioni si ma è stato cancellato subito.

  142. maja

    redazion

    due parole a sto fasciston che minaccia la gente ghe stassi, eh. vaben che el xe un caso disperà, ma no xe la prima volta che minaccia.

  143. dimaco

    Maja lassilo perder. xe anzian e se dimentiga che i tempi sui xe lontani.
    ga vuoti de memoria. 🙂

  144. maja

    no che qualchidun gabi mai ciolto sul serio le cagade che el blatera, ma minacciar pubblicamente no va ben e se in redazion i scancela le parolaze, ‘sto qua i podessi anche banarlo una bona volta. lui e quel altro che ormai no el fa altro che insultar la gente.

  145. sfsn

    maja,
    se a redazion ga de banar qualchedun, xe sicuramente Luigi Vianelli, alias Luigi veneziano alias Baziloto, che xe za sta bannà una volta per linguaggio scurrile, insulti e volgarità e dopo el xe rientrà come se nulla fossi. Rinnovo alla redazion l’invito a espellerlo da sto sito, visto che xe una persona scorretta

  146. effebi

    cos’è un nuovo gioco ? banniamoci a vicenda ?

    dunque vedemo… se un me vol spudar in faccia posso domandar che el vegni bannado ?
    se un sostien che nelle foibe xe solo che scovaze …lo bannemo ? o lo femo scorezzar come se niente fossi ?!

  147. effebi

    …ops… scorazzar 🙂

  148. sfsn

    la question xe che Luigi Vianelli iera za sta bannà una volta dala redazion (e quela volta nissun ga avù niente de dir) e el xe tornà con un altro nickname.
    In base al stesso criterio ciapo una multa con una machina, cambio machina, e quela multa e vien condonada

  149. maja

    sfsn
    con “quel altro che ormai no el fa altro che insultar la gente” infatti intendevo lojze e alias vari.

  150. John Remada

    @dimaco veste i panni concilianti,ma non ci dici chi sei….d’accordo ci sto al gioco del mistero,ma ti avverto che non fumo,e già quì hai commesso uno sbaglio.Anziano dici? Tu quanti anni,21?Le mie non erano minacce,volevo solo ringraziarti del fatto che sono vivo per merito tuo,come hai scritto,e dovrò farlo al buio, allora…..quanto al caffè,offrilo alla sig,na che ha preso le tue difese,encomiabile la ragazza….bannare el fasiston,e difendere el bravo mulo che elogia i massacri titini,anzi per lui erano anche troppo limitati! @Maya si vede che l’aria del tuo posto di lavoro di dà alla testa,prenditi un po’di riposo,consiglio,non minaccia!

  151. John Remada

    @Quanto alla redazione,se banna uno,banna anche gli altri….è giusto quello che dice Sfn,non si dovrebbe rientrare,ma anche altri gestori come yahoo,a esempio fanno così,se no tutta la pubblicità,nel caso dei grossi gestori,come la propinano?

  152. dimaco

    @John Remada
    gne gne gne ti mo te ga una patatona che la te difendi te ga solo effebi. gnegne gne te son invidioso. trollolollolo’ 🙂

  153. John Remada

    @Simpatico il dim,un po’alterato forse,chissà la tua patatona com’è…dal linguaggio te la regalo per sempre; più seri questi dati sul tuo idolo titoss,da esserne orgogliosi!Vittime

    Le stime sui deportati, molto approssimative, vanno dai 5.000 ai 10.000, quelle sugli scomparsi dai 3.000 ai 5.000. Gli elenchi furono distrutti dall’OZNA, la polizia segreta jugoslava, per ordine di Josip Broz Tito.
    Torture

    La maggioranza delle persone internate nel campo di concentramento di Borovnica fu torturata e trucidata[2], i cadaveri furono poi occultati nelle foibe e fosse comuni.[3]

    Le principali torture inflitte agl’internati erano di due tipi: la crocifissione e il trascinamento, che provocavano sistematicamente una lenta morte atroce di sofferenze; la crocifissione consisteva nel legare le mani della vittima dietro la schiena e poi a un palo che veniva issato in alto e lasciato così per giorni interi mentre il trascinamento consisteva nel far trascinare massi del peso di oltre 2 quintali a persone denutrite del peso di 30 kg circa.
    Note

  154. John Remada

    Poi a yugo dissolta e titoss,probabilmente nella pece bollente,le truppe si sono scatenate fra loro con massacri interni,tanto da continuare la tradizione;fortuna degli sloveni la posizione geografica,credo.Il tuo represso antItalianismo non trova sbocchi,caro dim,ti mangi solo il fegato a caccia di spettri e fantasmi,e gli ultimi vercacci “gnè gnè” “trollolò” non denotano nervi saldi….prenditi una vacanza,ovviamente via dall’Italia!

  155. dimaco

    me par che l’unico che se altera te son ti.
    te citi i campi Yugoslavi ma i numeri de questi xe sai inferiori a quei italiani.
    trololol te son invidioso. te son come la volpe che no rivava ciapar l’uva. va a farte consolar a muja.

  156. sfsn

    Remada,
    te ga fato copia-incolla da wikipedia, che se lassa scriver.
    va a legerte libri documentai (possibilmente italiani e sloveni) e no sta ciapar per oro colà quel che passa su internet, altrimenti la prossima volta te ne meterà el link de qualchedun che disi che i extraterrestri sta per tornar…

  157. John Remada

    I numeri,può essere,ma il motivo è presto detto: nella guerra civile alla dissoluzione della yugo,serbi e croati come ferocia hanno pareggiato,ma i mussulmani non hanno perso nel primato,perchè non avevano la possibilità di espandere l’opera,questi sono dati di fatto;i tuoi del periodo post war,non hanno potuto a loro volta dimostrare la loro leadership nel ramo,causa alleati vari,quindi….non faccio mai la volpe,di solito sono nel ruolo del cacciatore,ma come saprai,se la volpe elude i cani i cacciatori danno il pareggio,e la volpe la schiva….detto questo,personaggi come te e altri,pseudo antifascisti,ma in realtà potenzialmente alla pari,dovreste seguire questa logica e accettare il pareggio,al contrario per voi la guerra continua ancora.Ultima cosa,la destra forte che auspico è solo perchè vedo unica soluzione al caos italiano,e ti rimando al modello ungherese o alla crescita dell’estrema destra francese;in Ungheria,al dì là delle prediche europeiste,hanno liberato il paese di tutta la morka presente,per prima cosa,e questo sarebbe in Italia già metà dell’opera.Del resto dim,possiamo anche spararci adosso,ma su qualcosa siamo d’accordo da post passati,ricordi?

  158. John Remada

    [email protected] No,go letto sto libro,de Rossi Kobau,poi se se lasa scriver questo,val anche per i altri,me par…

  159. John Remada

    Te dago i dati Sfn :Prigioniero di tito 1945/46 Mursia,i campi di concentramento jugoslavi.

  160. dimaco

    il fatto che siamo d’accordo su un argomento non significa che faremo a lingua in bocca sotto la doccia per tutta la sera.

  161. maja

    certo che dare della puttana volgare a una donna per insultarla è proprio il massimo dell’originalità. manco darla via fosse anche lontanamente così grave quanto essere fascisti.

  162. maja

    (sia chiaro che non difendo nessuno in particolare, ma faccio notare che un utente da qualche tempo ha preso a minacciare altri utenti. poi ovviamente sta alla redazione decidere come regolarsi in merito.)

  163. sfsn

    rossi kobau ga scrito un libro de memorie, dunque no xe che sia proprio el massimo dell’obiettività. Storicamente i libri de memorie xe importanti, ma no ga l’attendibilità che ga un saggio storico, perchè innanzitutto conta episodi de vita vissuta che spesso no xe paradigmatici de quel che xe successo (in soldoni: se un ghe capitava el tedesco bon, no vol dir che tuti i tedeschi iera boni…). In secondo logo i libri de memorie ga una componente emozionale forte, che pol alterar la vision dei avenimenti storici contenui nel libro. In terzo logo quando un che scrivi memorie cita dei dati, spesso no ga la preparazion per discerner i dati reali da cifre senza fondamento.

  164. John Remada

    @162 Ma neanche per un secondo!

  165. John Remada

    @163 Cara mayuccia,i tuoi autoinsulti o autocelebrazioni,dove li ho scritti io? Si vede che vedi il Diavolo dove ti sta bene di vederlo…..brava segnala,segnala….e guardati bene dal segnalare l’inizio e il motivo delle diatribe,quello non conta,conta che chi è provocato dovrebbe stare zitto,e i provocatori continuare a provocare….ma pensa un po’….io intendevo un altro mestiere,non quello,non l’ho menzionato perchè so che sei suscettibile.E poi chi avrei minacciato,oltre al dim che so bene come è messo fisicamente,lui crede che non lo so….chi altro? Il tuo compare hobo,forse?Tranquillizzati,perchè hobo l’ho io segnalato per continui insulti gratuiti,e dopo l’ultimo fatto non ci ha più provato,ma vale stesso discorso,il discorso va visto nel contesto globale,per te uno che è di destra dura (no fascista) è già condannato in partenza….vrrrooommmm!

  166. dimaco

    non è difficile sapere come sono fisicamente. basta guardare un qualsiasi armadio a 4 ante.

  167. John Remada

    [email protected]ò anche essere,ma sta di fatto che morto tito la yugo è esplosa in un odio represso da anni,è quì l’Italia non centra,mi pare;appunto,dati storici a parte da verificare,mi sembra che le sparate antitaliane di dimaco sono fuori luogo,e se uno gli risponde che se ne può andare non minaccia nessuno; se io mi permettessi di andare in Slovenia a denigrare gli sloveni con frasi simili,sono sicuro che non me la caverei a buon mercato…..minimo me ne torno in Italia con qualche ecchimosi in più,se mi va bene….Chissà perchè ogni volta che ci sono queste feste,invece di festeggiare sul serio,si cerca sempre di trovare altri scontri con il più cattivo che fa la preda…..

  168. hobo

    @167 piu’ che altro, la prima volta che ti ho risposto – blandamente – per le rime, sei corso a piagnucolare da sara chiedendole di cancellare un mio commento. tipico atteggiamento vittimistico dei fasc…. pardon, della “destra dura”. per me invece tutti gli insulti e le minacce che hai rivolto a me e ad altri e’ bene che restino qua, nero su bianco. ogni volta che scrivi qualcosa, e’ come se ti dessi una martellata sulle palle da solo.

    per il resto, ti sarai ben accorto che non ti caga piu’ nessuno.

  169. John Remada

    [email protected] lo so,forse mi hai comprato una musicassetta una volta…..

  170. John Remada

    [email protected] leone si risvegliato dopo lungo letargo…..dialettica fine tipica delle nullità irrecuperabili visto che in pratica parli solo,piccolo visionario….sto dialogando sia con Sfsn,sia con Ufo,gente che non insulta al tuo pari;visto che il commento in questione è stato tolto,era mio diriito,niente pianti,sei tu che hai messo la testa nella sabbia below….quanto alle palle le ho dure,si rompe un martello alla volta! Vai martino e alza la stella rossa al cielo,che torme si fans ti acclamano!

  171. maja

    tranquillo, palla-dura, per le cose che dici tu sono suscettibile quanto un elefante a un moschino.

  172. John Remada

    Poi a dire il vero non è che siamo in tanti quì….non arriviamo neanche a 10,oltre qualche inserimento….non sai contare Prizzi? Tutti i più tranquilli e fuori politica se ne scappano via,ne convieni? E i tuoi sermoni chi li ascolta? A volte siete tu e gigi che riempite giorni di discussioni….io,almeno non ho queste pretese,intervengo per ribattere,non per insultare….si vede che tu come la tua amica maya,guardate la risposta e annullate il motivo della stessa…o viceversa…l’importante,caro martin,è combattere la destra,ti capisco! Guarda concludo,non ti sembrerà vero.ma io non ho mai avuto un avviso di garanzia,processo e tantomeno condanna per fascismo,terrorismo di destra,violenza politica,razzismo o altro,quindi contro chi combatti?

  173. dimaco

    non credo proprio. non compro musicassette ma solo vinili. quindi non ero io.

  174. John Remada

    [email protected] avevo dubbi….ma volevo precisare che non intendevo “quel mestiere”,tu una volta avevi affermato altra occupazione più seria, e io non denigro chi lavora,non cambia nulla.

  175. John Remada

    @175 Allora era il figlio di Spolverini,anche quello è un Panzer.

  176. dimaco

    credo che l’ultima musicassette. cheho comprato fosse l’album di esordio di Charlie Sexton e c’erano ancora le lire. Pictures for pleasure. ah possiedo anche un originale nuvole barocche di de André.

  177. El baziloto

    Insomma: a sfsn anche Lenin sta sul culo. Sono in buona compagnia, gli provoco travasi di bile a go-go e tutto finisce in Tavor.

    Riguardo invece al sentimento di appartenenza nazionale, annessi e connessi (fra i quali l’orgoglio), ci sarebbe da leggiucchiar qualcosa di serio. Ma non vorrei provocare gran dolori di testa, ergo m’astengo.

    Piuttosti mi domando in modo invero un filino provocatoria: secondo voi quanto dureranno le rievocazioni di qiesta o quella strage? Non si tratta di una roba “mitologica” quale per esempio la Piana dei Merli, e quindi io dico che un secolo-un secolo e mezzo si andra’ avanti. Non molto di piu’.

  178. sfsn

    Come sempre no te capissi un beato cazzo de quel che scrivo, no te ghe rivi.
    Comunque rispondo con un filino di provocazione: fin quando anderà avanti la rievocazion del 4 novembre, del Piave, de Vitorio Veneto? No se tratta de una roba “mitologica” quale per esempio la piana dei merli? Quindi dico che un secolo-un secolo e mezzo si andrà avanti, non di più.

    PS: tavor no ciogo, son contrario al uso dei psicofarmaci. Quel che penso xe che te son ti a cior Prozac. E se comincia za a veder i efeti colaterali.

  179. hobo

    @sfsn ma coss’ te bazili a risponderghe, dei. el provoca e basta. come con ‘sta storia de lenin, che messa zo come che la ga messa lui, la fa rider i polli (e la fara’ rider el suo relator de tesi)

    se pol discuter de tuto, e se pol anche dir che lenin iera stronzo, ovio. ma se ga de farlo basandose sui documenti, e i documenti disi che el problema nazional per lenin iera el problema de difender le nazionalita’ minoritarie dal sciovinismo grande-russo travesti’ de internazionalismo. in sostanza, el problema de lenin se ciamava stalin.

    In tali condizioni è perfettamente naturale che la “libertà di uscire dall’Unione”, con la quale ci giustifichiamo, si rivela un inutile pezzo di carta, incapace di difendere gli allogeni della Russia dall’invasione di quell’uomo veramente russo, da quello sciovinista granderusso, in sostanza vile e violento, che è il tipico burocrate russo. Non vi è dubbio che una percentuale insignificante di operai sovietici e sovietizzati affogherà in questa marmaglia sciovinista granderussa come una mosca nel latte. (…) Io penso che qui hanno avuto una funzione nefasta la frettolosità di Stalin e la sua tendenza a usare i metodi amministrativi, nonché il suo odio contro il famigerato “socialnazionalismo”. Il rancore in generale, è di solito, in politica, di grandissimo danno.

    http://www.marxists.org/italiano/lenin/1922/12/georgia.htm

  180. sfsn

    xe che el mato fa un transfert: el me atribuissi un fastidio tale da dover cior Tavor. Inveze credo che sia proprio el contrario. Dunque insisto a risponderghe cussì prima o dopo ghe vien l’ictus e finalmente se trovemo con un demofascista in meno

  181. El baziloto

    Forza sfsn: va’ a prendere il legnetto!!!

  182. maja

    e el xe anche convinton, eh.
    mah, vsak kmet ima svoje veselje, pravijo.

  183. El baziloto

    Scrive hobo: ” el problema nazional per lenin iera el problema de difender le nazionalita’ minoritarie dal sciovinismo grande-russo travesti’ de internazionalismo. in sostanza, el problema de lenin se ciamava stalin”.

    Quindi – secondo hobo – il problema di Lenin (russo) era difendere le minoranze non-russe dell’URSS, minacciate dallo sciovinismo grande-russo propugnato da Stalin. Che però non era russo, bensì georgiano. E’ un bel casino, bisogna dirlo!

    Oltre a ciò, hobo – che evidentemente annaspa in queste acque tanto diverse rispetto quelle cui è avvezzo – evidentemente non sa che il testo cui faccio riferimento io per dire che insomma, tutto sommato alla fine Lenin disse che si poteva pure essere nazionalisti sotto la scorza dell’internazionalismo, è addirittura precedente alla rivoluzione, di conseguenza appartiene ancora a quel corpus di testi teorici PRECEDENTE alla presa di potere, quando i rapporti fra Lenin e Stalin (con tutte le problematiche successive) erano ben lungi da venir fuori.

    Ed è di tutta evidenza pure un altro fatto che hobo manifestamente non conosce: che quel testo venne utilizzato da Dimitrov e Kardelj per giustificare il fatto che su territori formalmente appartenenti al Regno d’Italia (quella che all’epoca veniva chiamata “Venezia Giulia”), il potere anche nel periodo insurrezionale dovesse averlo il PCS (Partito Comunista Sloveno) e non il PCI (Partito Comunista Italiano), così come i reparti partigiani italiani ivi operanti (fino alla Slavia Veneta) dovessero disciplinatamente mettersi al comando degli sloveni, entrando a far parte dell’AVNOJ. Fu sulla base di questi scritti teorici di Lenin che quindi venne giustificato il diritto degli sloveni a reclamare il “confine etnico” esattamente negli stessi termini in cui venne reclamato venticinque anni prima dal “borghese” Regno dei Serbi, Croati e Sloveni al tavolo della pace di Parigi. In altre parole: se a reclamare il proprio stato nazionale sono le borghesie, allora cacca, ma se a farlo sono le masse proletarie, allora benissimo! Capito hobo? A me di tutte le fantasmagoriche menate teoriche interessa fino ad un certo punto: m’interessano da sempre gli atti pratici, le scelte concrete. E se poi noto una certa qual discrepanza fra le prime e i secondi, o addirittura una certa qual propensione a giustificare con le prime i secondi, allora non posso che sorridere sotto i baffi. E’ come – facendo le debite grandissime differenza – quando leggo i testi di Gilas e scopro che nella Jugoslavia dei “tutti uguali” dell’epoca titoistanon s’era fatto altro che sostituire ad una classe dominante (la borghesia) un’altra classe dominante (nomenklatura) che vedeva in Tito il suo massimo rappresentante: un moderno satrapo che viveva nel lusso, utilizzando come magioni personali addirittura le stesse i dentiche ville abitate dai Karadjordjevic! Almeno – vivaddio! – pare che Stalin vivesse in modo frugale, invece Tito trombava a comando come un qualsiasi Berlusconi!

    Torniamo a bomba: siccome s’era già storto il naso su ‘sta storia degli stati nazionali all’interno dell’universo megaparolaio del mondo che semplificamndo potremmo chiamare “marxista” (nel senso che qualcuno aveva già fatto notare che queste cose erano le stesse che venivano dette da parecchi sporchi capitalisti borghesi nazionalisti), allora Lenin ci tiene a farci sapere che ” nel riconoscimento del diritto di tutte le nazioni all’autodecisione vi è il massimo di democrazia e il minimo di nazionalismo”. Ovviamente, tutti i marxisti che per li rami discesero da queste radici interpretarono tutto ciò nel modo più nazionalistico possibile. Ovverosia si comportarono esattamente nello stesso identico modo in cui si comportarono i rappresentanti “borghesi” nei vari consessi internazionali nei secoli precedenti: battendo i pugni sul tavolo, reclamando modifiche territoriali di pochi metri, trasferendo popolazioni a milioni, ammazzando a mazzi, semplificando quindi la carta delle nazioni europee esattamente come l’avevano semplificata gli stati borghesi. Sempre però – sia chiaro – nel nome della “fratellanza”. E’ più elegante prendersi una pallottola nella schiena da un “fratello”. Vuoi mettere?

  184. El baziloto

    Devo una risposta a sfsn, anche se ovviamente il mio spasimante continuerà a farsi le sue consuete pippone mentali (assieme a Maggia, che per lo meno in genere non ha sbocchi conclamati di bile verde): il Piave con tutta la sua retorica e con la sua falsa rappresentazione di un’Italia attaccata dal nemico (“L’esercito marciava per raggiunger la frontiera / per far contro il nemico una barriera”) è fra i fatti “mitici” della nostra autorappresentazione nazionale. PEr lo meno: lo è fino ad ora.

    I modi, i tempi e gli strumenti attraverso i quali si costruiscono i “miti” nazionali sono assai interessanti da studiare. Date “granitiche” nascono e muoiono, ma certuni fatti rimangono tuttora a scandire il modo in cui il nostro stato “vede” sé stesso.

    Il giorno dello Statuto, l’anniversario di Porta Pia, la festa per il genetliaco del re, il natale di Roma, la marcia su Roma, il giorno della proclamazione dell’Impero… tutte feste sparite dal nostro calendario.

    Ma le date sono spesso legate alla forma di stato: in caso di modifica di quest’ultimo, dubito che rimarrà il giorno festivo in calendario.

    A fianco di queste feste, restano però i fatti, che si scolpiscono in profondità molto più delle date. La vittoria della prima guerra mondiale indubbiamente ha per la storia d’Italia un peso diverso e più pregnante del ricordo della data stessa. In qualche modo il ricordo delle stragi tedesche in Italia io credo che abbia svolto anche la funzione di “schermo” per evitare una profonda riflessione sulle colpe del fascismo, mantenendo vitale il “mito” dell’Italiano vittima dell’ingiustizie.

    Quindi, per mantenersi “in topic” io credo che le celebrazioni delle stragi tedesche permarranno in Italia ancora per un po’, ma non sono destinate a perpetuarsi in eterno.

    Così’ come io credo che il “mito” della Repubblica Italiana “antifascista” e “nata dalla Resistenza” sia pure esso destinato a soccombere: fondare uno stato come “contraltare” di un regime è a mio modo di vedere cosa troppo poco “identitaria”, contribuendo fra l’altro a far mantenere viva l’idea stessa dell’ideologia di tale regime: segno di un passato che non passa (per parafrasare una delle frasi in voga al tempo della cosiddetta “Historikerstreit” che sfsn e hobo sicurisssssimamente conoscono).

  185. hobo

    @185 12 ore per cucinare sto minestrone, e senza nemmeno aver letto l’originale di lenin (che ho linkato, a differenza di te, che sbrodoli, e sbrodoli, e sbrodoli, senza mai dire esattamente a cosa ti stai riferendo). complimenti, il tuo relatore di tesi sara’ fiero di te.

    per chi fosse interessato, ecco cosa scrive lenin:

    Io temo pure che il compagno Dzerginski, che è andato nel Caucaso a indagare sui “crimini” di questi “socialnazionali” si sia distinto anche lui solo per il suo atteggiamento da vero russo (è noto che gli allogeni russificati esagerano sempre per quanto riguarda l’atteggiamento da vero russo), e l’imparzialità di tutta la sua commissione è caratterizzata a sufficienza da “metodi violenti” impiegati da Orgionikidze. Io penso che nessuna provocazione, nessuna offesa perfino, può giustificare questi metodi violenti russi e che il compagno Dzerginski è colpevole, senza possibilità di giustificazione, di aver preso alla leggera questi atti di violenza.

    e poi:

    Io penso che in questo determinato caso, nei confronti della nazione georgiana abbiamo un esempio tipico di come un atteggiamento veramente proletario richieda da parte nostra una grande prudenza, un grande tatto e una grande capacità di compromesso. Il georgiano che considera con disprezzo questo aspetto della questione, che facilmente si lascia andare all’accusa di “socialnazionalismo” (quando egli stesso è non solo un vero e proprio “socialnazionale”, ma anche un rozzo Diergimorda grande-russo) quel georgiano in sostanza viola gli interessi della solidarietà proletaria di classe, perché niente ostacola tanto lo sviluppo e il consolidamento della solidarietà proletaria di classe quanto l’ingiustizia nazionale, e a niente sono così sensibili gli appartenenti alle nazionalità “offese” come al sentimento di eguaglianza e alla violazione di questa eguaglianza, anche solo per leggerezza, anche solo sotto forma di scherzo, alla violazione di questa eguaglianza da parte dei loro compagni proletari. Ecco perché in questo caso è meglio esagerare dal lato della cedevolezza e della comprensione verso le minoranze nazionali che non il contrario. Ecco perché in questo caso l’interesse più profondo della solidarietà proletaria, e quindi anche della lotta di classe proletaria esige che noi non abbiamo mai un atteggiamento formale verso la questione nazionale, ma che teniamo sempre conto della immancabile differenza che non può non esserci nell’atteggiamento del proletario della nazione oppressa (o piccola) verso la nazione dominante (o grande).

    il “georgiano” in questione e’ stalin.

    io ho riportato documenti, tu hai cucinato un minestrone buttando roba a caso nel pentolone.

    con questo smetto, perche’ ho altro da fare, e non ho tempo da perdere con le tue sbrodolate.

  186. hobo

    aggiungo solo una cosa. una volta il piave era femmina, si chiamava la piave. il cambio di genere f2m avvenne nel 1918. il simbolo della vittoria doveva essere maschio, eccheccazzo.

  187. maja

    si dice ecchemmona, compagno hobo. basta con questo cripto-sessismo!

  188. maja

    (in ogni caso, la krasna bistra hči planin è rimasta femmina. ;))

  189. hobo

    (meno male :))

  190. maja

    (e ora dobbiamo solo sperare di non avere innescato un pippone chilometrico sul cripto-sciovinismo di gregorčič. sa, el mato sa tuto, ris’cemo grosso.)

  191. El baziloto

    @ hobo

    Evidentemente la comprensione dell’italica lingua ti è difficoltosa. Il testo da te citato fa parte degli ULTIMI scritti da Lenin. E non c’entra un cazzaccio col testo di cui parlo io. Che – ripeto – è stato composto PRIMA della rivoluzione. Prima quindi che Lenin anche solo pensasse all’ipotesi del rischio del “granrussismo” nei confronti delle minoranze nazionali. Testo che venne preso a mo’ di bibbia dal Cominform per dirimere le diverse problematiche nazionali fra paesi “fratelli”. Testo che venne preso a mo’ di sacra bibiia per sancire l’accordo del 1934 fra i partiti comunisti di Italia, Jugoslavia ed Austria in relazione al “problema nazionale sloveno”. Testo che – unitamente alla “svolta frontista” degli anni ’30 – fece sì che ci si potesse accordare financo con i tigrini, considerati prima e dopo dei pericolosi nazionalisti borghesi. Accordo presentato per iscritto in uno dei numeri clandestini de “l’Unità” (inizio 1935) e che creò non pochi grattacapi fra i comunisti triestini, che si chiesero che razza di futuro si presentasse loro, con la successiva forte presa di posizione del partito che definì “fuori dal partito” chi non si fosse messo in riga.

    Dirò di più: il testo di Lenin (contenuto nel XX° volume degli scritti, nell’edizione delle Edizioni Riunite che ogni buon comunista dovrebbe tener sa tenere sul comodino) in realtà viene fuori dopo una luunga serie di discussioni fra sani comunistoni di primo rango, in primis Rosa Luxenburg, nonché vari congressi qua e là in giro per l’Europa.

    Ma che te lo dico a fare, hobo? Tu di Lenin secondo me non sai una straminchia. Però puoi sempre iniziare ad informarti.

    @ maggia
    Limitati alle tue competenze, cara.

  192. El baziloto

    Dimenticavo: ovviamente nemmeno sul sesso del Piave il nostro hobo sa una straminchia. Il nome era alternativamente “la Piave” o “il Piave”. Il genere maschile – in particolare – venne adottato in diversi testi geografici ben prima del 1918, compresi i Bollettini della Reale Società Geografica Italiana.

    Ciàpa qua un bel dizionario geografico stampato a Venezia nel 1850, quando la mia città era sotto l’illuminato governo Imperial-Regio: leggi e impara, hobuccio caro.

    http://books.google.it/books?id=uJpPAAAAYAAJ&pg=PA506&dq=%22il+piave%22&hl=it&sa=X&ei=HOloU57yE4n2yAP_mID4BQ&ved=0CCQQ6AEwADjAAg#v=onepage&q=%22il%20piave%22&f=false

  193. maja

    mi illudevo che tra le mie competenze ci fosse anche la capacità di buttare in wacca le discussioni pallose. mi sono sopravalutata, peccato.

  194. hobo

    @193 la casa editrice e’ “editori riuniti”, ma vabbe’, sorvoliamo.

    dopodiche’ tu hai tirato fuori lenin al #116, senza dire a che opera ti riferivi, ne’ l’anno di pubblicazione. poi io ti cito un vero lenin del 1922, e tu cominci a dire che ti riferivi a un lenin precedente e che io sono un coglione perche’ non l’avevo capito. beh, ciapa qua un lenin del 1914.

    http://www.marxists.org/italiano/lenin/1914/12/12-orgog.htm

    il concetto e’ sempre lo stesso, anche se nel 1914 stalin non c’entra. per lenin e’ nell’interesse dei proletari russi sostenere le lotte di liberazione nazionale delle piccole nazioni oppresse dall’imperialismo grande-russo. cosi’ come per marx era nell’interesse dei proletari inglesi sostenere la lotta di liberazione nazionale degli irlandesi oppressi dall’inghilterra. eccetera.

    come sempre stai facendo la figura del trapoler.

  195. hobo

    @194 e chissenefrega se in un codicillo di un atlante del 1850 si trova il maschile. fino al 1918 la gente diceva “la piave” (anche cadorna usava il femminile a volte). dopo il 1918 e’ stato imposto il maschile. lo sai benissimo anche tu che e’ cosi’, ed e’ inutile che tiri fuori cavilli.

  196. ikom

    Xe rivadi al livel nananana.

  197. ikom

    scuseme son talian se rivadi

  198. El baziloto

    @ hobo

    L’unica cosa che ti riconosco è che in effetti si chiama “Editori Riuniti”: mio lapsus.

    Sul resto, vedo che nemmeno l’evidenza delle fonti spiacciccate lì sotto il tuo naso in fotocopia digitale, o il fatto che t’abbia citato la Reale Società Geografica Italiana BEN PRIMA del 1918, o il fatto che avessi espressamente scritto che trattavasi di scritto leniniano (leninista?) ANTECEDENTE la rivoluzione russa t’ha fatto sorgere qualche dubbio.

    Sì, hobo: prima o poi riuscirai a piantare il chiodo nel muro con la testa. Anche questo l’ha scritto Lenin, di sicuro.

  199. capitano

    “Un tempo il Piave, come già altri fiumi veneti – Brenta, Livenza – e ancora qualche fiume italiano – Dora – era femminile. è sopravvissuta per secoli, ma non ce l’ha fatta a uscire indenne dalla Prima guerra mondiale. E’ diventata Piave, e così sia. lo saluta nel 1923 Oreste Battistella, autore del libro La battaglia del Montello. In realtà esisteva un illustre precedente: quello di Giosuè Carducci che nell’ode Cadore […] . D’altra parte il femminile non poteva proprio pensare di sopravvivere al Vate. poetava Gabriele D’Annunzio, e giù ad andargli dietro, nonostante persino tra i militari ci fosse qualche autorevole fan del femminile. Per esempio il duca d’Aosta, comandante della Terza Armata, scrive sempre Piave e il generale Carlo Porro (sottocapo di stato maggiore) sottolinea:”.

    http://issuu.com/saggiatore/docs/piave_01-21

    Limitati alle tue competenze, caro.

  200. capitano

    sottolineava … “Io scrivo la Piave e non il Piave, perchè nella parlata locale, sia in montagna sia in pianura, il nome è femminile”

  201. El baziloto

    @ maggia
    Waka waka, non wacca. Son sicuro che adesso ti ci ritrovi.

  202. El baziloto

    @ capitano
    Mai detto che “il Piave” non si chiamasse originariamente “la Piave”. Fra l’altro, abito a pochi km dal Piave e posso dire che tutt’ora alcuni dicono “la Piave”, “la Livenza”, “la Brenta”. Ho solo detto – e mi tocca financo ribadirlo – che trattasi di wakkata scriver che il nome venne cambiato per motivi di mascolinità dopo il 1918. Trattasi infatti di nome già mascolinizzato dalla finedel XVIII secolo. Prima parzialmente, dopo massicciamente.

    Una dose massiccia di caffè potrebbe aiutare.

  203. hobo

    rileggiti il #116 baziloto. non c’e’ scritto “antecedente alla rivoluzione russa”. tu hai detto che era antecedente alla rivoluzione russa solo dopo che io ho citato e linkato lo scritto del ’22. piantala di fare il trapoler, perche’ e’ tutto nero su bianco. e poi, per gentilezza, ti ho citato uno scritto del ’14, per mostrarti che l’idea di lenin sulla questione dell’autodeterminazione era la stessa. molla, che’ fai piu’ bella figura.

    e sul piave le cose stanno proprio come ho detto io, indipendentemente dal fatto che da qualche parte qualcuno avesse usato il maschile gia’ nel 1950. la storia la racconta paolo rumiz qua:

    http://www.repubblica.it/la-repubblica-delle-idee/societa/2013/08/21/news/il_piave_l_eroe_di_d_annunzio-65063044/

  204. hobo

    anche alessandro marzo magno lo spiega in questo libro:

    http://www.alessandromarzomagno.it/Objects/Pagina.asp?ID=30

  205. maja

    Ci tieni proprio tanto ad apparire giovane dentro anche se sei acido e maleducato come neanche certe vecchiacce triestine in fila dall’ortofrutticolo?
    Ma un bel porno ogni tanto invece di ciondolare sempre qua no, eh? Dai, che se ti impegni forse ci trovi pure un amatoriale di shakira.

  206. maja

    Lojze, ci tieni proprio tanto ad apparire giovane dentro anche se sei acido e maleducato come neanche certe vecchiacce triestine in fila dall’ortofrutticolo?
    Ma un bel porno ogni tanto invece di ciondolare sempre qua no, eh? Dai, che se ti impegni forse ci trovi pure un amatoriale di shakira.

  207. hobo

    ma no maja, il tipo e’ un maschilista, del tipo paternalista-che-tratta-con-sufficienza-le-donne. ma non guarderebbe mai un porno, perche’ per carita’, lui-si’-che-le-donne-le-rispetta.

    alla fine la cosa piu’ politica nei suoi interventi non sono tanto i contenuti, quanto il modo in cui si rivolge agli altri (e alle altre).

  208. maja

    Ma non mi dire! 😉

  209. capitano

    In friulano “la Livenza, la Celìna, la Tôr, la Fèle, la Midùna, la Plâf”, and so on…

  210. Bibliotopa

    Ma qua da noi “il Rosandra”

  211. El baziloto

    Ma guarda che sei un tipo veramente singolare, hobo: io scrivo che Lenin disse questo e quello: tu dici che secondo un suo scritto (successivo alla rivoluzione) non è così, io ti confermo che invece scrisse proprio questo e quello, in uno studio PRECEDENTE alla rivoluzione e… a te non va bene!

    Non solo: a te non va bene, anche quando ti dico che Kardelj (e Dimitrov) utilizzarono proprio QUELLO STUDIO LI’ (e non altri) per dimostrare la correttezza delle decisioni nazionaliste slovene sulla Venezia Giulia, per ordinare al PCI di mettersi agli ordini del PCJ durante la guerra, per ordinare alle formazioni partigiane comuniste della Venezia Giulia di mettersi agli ordini dell’AVNOJ.

    Riguardo poi a ciò che scrivono Rumiz e Marzo Magno, direi che devono necessariamente cedere il passo all’evidenza dei FATTI (e delle fonti). Se al parlamento italiano nel 1904 si parlava de “il Piave” (http://books.google.it/books?id=eT5RAAAAYAAJ&q=%22il+piave%22&dq=%22il+piave%22&hl=it&sa=X&ei=QxhpU8nvO7KByQPNtIHADw&ved=0CC4Q6AEwAzi0AQ), se in una rivista come “Il POlitecnico” nel 1891 si parlava de “il Piave” (http://books.google.it/books?id=OaxMAAAAYAAJ&q=%22il+piave%22&dq=%22il+piave%22&hl=it&sa=X&ei=QxhpU8nvO7KByQPNtIHADw&ved=0CDYQ6AEwBTi0AQ), se nella rivista del CAI si parlava de “il Piave” nel 1886 (http://books.google.it/books?id=B5XnzDYwUdAC&q=%22il+piave%22&dq=%22il+piave%22&hl=it&sa=X&ei=QxhpU8nvO7KByQPNtIHADw&ved=0CD8Q6AEwCDi0AQ), s in un numero del 1900 degli “Atti” della Società Italiana di Scienze Naturali si parlava de “Il Piave” (http://books.google.it/books?id=tXoWAQAAIAAJ&q=%22il+piave%22&dq=%22il+piave%22&hl=it&sa=X&ei=IhlpU6DfIaPYygOBs4HgDg&ved=0CCsQ6AEwAji-AQ), se – in definitiva – esistono DECINE di fonti edite che prima del 1918 parlano tranquillamente de “il Piave”, allora la conclusione non può che essere una: il nome “il Piave” era utilizzato (al maschile) anche PRIMA del 1918.

    Carta canta, e villan dorme, caro hobo. Oppure – se preferisci – carta canta e Rumiz dorme.
    Va là, hobo: nemmeno nei corsi di logica elementare andresti avanti…

    Riguardo al maschilismo o femminismo, hobo, lascia perdere: e lascia perdere pure le provocazioni idiote. Ti fanno solo fare una pessima figura da chiodi. Giacché quando uno ti becca che proprio parli di una cosa che non sai, allora ti salta il tic del bimbetto incazzoso che alza lla manina : “Ma il nonno mi ha detto che…”. E poi piange e batte i pugni sul tavolo.

    Fa’ il bravo ometto, hobo. Orsù.

    @ maggia
    Chi ha mai detto che voglio apparire giovane? Perché ho citato “Waka Waka” di Shakira? Pensa un po’ te: QUESTO è proprio un parlar da vecchia, maggia. Shakira mio figlio la getterebbe nel cesso, considerandola roba da dinosauri. Credo di non ricordare nessuno dei gruppi di cui mi fa sentire i pezzi di tanto in tanto. Eppure mi dice anche il loro nome: mi entra da una parte ed esce dall’altra, maggia.

    Vedi di aggiornarti, maggia.

  212. John Remada

    Fa capolino il capitano…..non sai la gioia che provo nel ritrovarti,cap!Sai qualcuno ha chiesto il mio bannamento,e mi sarebbe dispiaciuto non salutarti!

  213. maja

    Il Rosandra, ma la Glinščica.

  214. John Remada

    @208 La persona che si firma Maja,usa frasi di chiara matrice razzista,definendo persone di III°età come “Vecchiacce” e non paga della denigrazione,cità la presunta etnia italiana delle stesse come aggravante,visto che Trieste risulta appartente alla Repubblica Italiana;ora dubito che la sig.ra Maja possa dimostrare quello che riporta,e il fatto risulterebbe molto grave.Quindi la direzione dovrebbe intervenire,se lo ritiene opportuno con la Lady Maja,poco o niente signorile nei suoi strali,privi di materiale provante o conpravante di quello che afferma.Dal tono dei scritti difatti,si esclude che altrettante persone di età avanzata,slovene,croate o altro,non possano avere tale denigrante configurazione negativa,quindi,da quì parte il reclamo.John Remada.

  215. John Remada

    @Per altro la stessa maja(Minuscolo da firma della stessa) invita uno sconosciuto “Lojze” a “non ciondolare ” e si rivolge allo stesso indicando situazioni pornografiche da valutare se lecite o da segnalazione alla Polizia postale;lo stesso coivolgimento di certa “Shakira”associata soffusamente al porno,appare situazione degna di segnalazione,potrebbe essere motivante di querela,qualora la stessa Shakira volesse proporla.Ricordo che lady maja è la stessa che invitato la direzione de La Bora.La a tagliare il sottoscritto per situazioni da lei ritenute inaccettabili……c’era un detto che diceva ” Chi è senza peccato……

  216. John Remada

    maja
    1 maggio 2014 alle 23:44

    no che qualchidun gabi mai ciolto sul serio le cagade che el blatera, ma minacciar pubblicamente no va ben e se in redazion i scancela le parolaze, ‘sto qua i podessi anche banarlo una bona volta. lui e quel altro che ormai no el fa altro che insultar la gente.

  217. John Remada

    Perfect(Quasi) maya! Dalle esclamazioni che proferisci cosa posso intuire? buahahaha = Te ga pestà una buassa? Pazienza….

  218. maja

    me stago rodolando.

    è la prima volta che palla-dura scrive qualcosa di vagamente interessante.

  219. John Remada

    Buon rotolamento ,allora.

  220. maja

    ancora qua stai, monada? non sei al telefono con la polizia postale?

  221. John Remada

    Ehi,maya…..ma se son ancora vivo a questa età…..nel far West,l’età media era 40 anni….vol dir che le balls xè dure sul serio,te convien?P.S. Two balls,no una sola!

  222. John Remada

    Ma no insultarme,comunista….se no i tui perdi ancora più punti…..gentildonna!

  223. maja

    l’andropausa procede come da manuale, insomma.

  224. John Remada

    Xè una fortuna,mayuccia…..il solo fatto di avere la sfortuna di incrociare una come te,e sarei defunto chissà da quanto! Ovviamente parlo di contatti seri,così come ora magari averne come te,allungano la vita!

  225. maja

    ma tu, quando ti rileggi, capisci cosa hai scritto?

  226. John Remada

    John Remada non si rilegge! E perchè dovrei farlo?

  227. maja

    vedi un po’ tu.

  228. John Remada

    Good night,lady….lady goodnight…..tomorrow every thing will be all right!

  229. John Remada

    Non male….ma il mio sound preferito in questi riferimenti,rimane negli Osibisa e nell’Incredible Bongo Band.

  230. iole

    @233 mi sa che waka waka non era dedicato a te, remada.

  231. hobo

    @213 “il piave” era la denominazione ufficiale burocratica usata (senza nessun intento mitopoietico) dagli austriaci nel lombardo veneto, ma non aveva mai attecchito, se non nei documenti ufficiali, e forse qua e la’, sporadicamente, in qualche scritto dotto. tutti continuavano a dire “la piave” e il femminile veniva addirittura rivendicato da alcuni come forma di resistenza linguistica al dominio austriaco. e’ dopo il 1918 che il maschile e’ stato imposto nell’uso comune, questa volta si’ con intento mitopoietico, soprattutto per volonta’ di d’annunzio. qualcuno si era anche opposto, recuperando (trombonescamente) la vecchia polemica antiaustriaca:

    https://archive.org/download/nuovaantologia281romauoft/nuovaantologia281romauoft.pdf

    (pag 357) ma contro “la canzone del piave” e soprattutto contro d’annunzio che scriveva:

    Avete inteso? Questo fiume – che è maschio nella tradizione dei Veneti, maschio nella venerazione di tutti gli Italiani oggi….

    non c’e’ stato niente da fare. d’annunzio ovviamente mentiva, perche’ nella tradizione dei veneti la piave era femmina.

  232. hobo

    quanto a lenin, prendo atto che non hai prodotto ne’ una citazione testuale ne’ un link, ma solo confuse tirate livorose, “abbellite” da riferimenti fumosi e di terza mano.

  233. hobo

    tornando all’argomento del post, cito da point lenana di wu ming 1 e roberto santachiara, cosi’ al baziloto viene una crisi di nervi.

    La rimozione dei nostri crimini di guerra e coloniali ebbe come diretta conseguenza la
    mancata giustizia per le stragi compiute dai nazisti in Italia.
    Nel 1994, in uno scantinato di Palazzo Cesi, sede della Procura generale militare a
    Roma, qualcuno si chiese come mai, in fondo a un corridoietto e dietro un cancello chiuso
    a chiave, vi fosse un armadio con le ante rivolte alla parete. L’armadio – di lì a poco lo
    avrebbero chiamato «della vergogna» – era là da una quarantina d’anni. Dentro c’erano
    695 dossier e un registro generale con 2274 notizie di reato relative ai crimini di guerra
    commessi in Italia durante l’occupazione tedesca, o all’estero contro italiani da parte delle
    forze armate tedesche. Era il materiale documentale d’istruttoria, con i nomi degli imputati
    dei processi da istruire per le stragi di Sant’Anna di Stazzema, le Fosse Ardeatine,
    Marzabotto/Montesole, Cefalonia…
    Quegli atti erano stati insabbiati alla fine degli anni Cinquanta per esigenze di politica
    internazionale legate agli equilibri della Guerra Fredda e al riarmo della Germania Ovest in
    funzione antisovietica. Qualunque polemica sul «comportamento del soldato tedesco»
    sarebbe stata inopportuna. Lo scrisse chiaramente l’allora Ministro degli Esteri, Gaetano
    Martino, in una lettera riservata al Ministro della Difesa, Paolo Emilio Taviani, datata 10
    ottobre 1956:

    “Non ho bisogno di sottolineare a te che segui da vicino i problemi i problemi della
    collaborazione atlantica ed europea quali interrogativi potrebbe far sorgere da parte del governo
    di Bonn una nostra iniziativa che venisse ad alimentare la polemica sul comportamento del
    soldato tedesco. Proprio in questo momento infatti tale governo, si vede costretto a compiere
    presso la propria opinione pubblica il massimo sforzo allo scopo di vincere le resistenze che
    incontra oggi in Germania la ricostruzione delle forze armate di cui la NATO reclama con
    impazienza l’allestimento.”

    «Concordo pienamente» rispose Taviani, ex-partigiano, medaglia d’oro al valor
    militare.
    Il rapporto tra quelle scelte e i nostri crimini di guerra fu illustrato con la massima
    chiarezza da Pietro Quaroni, ambasciatore italiano a Parigi e poi presidente della RAI, in
    una lettera a De Gasperi:
    «Il giorno che il primo tedesco ci fosse consegnato, questo solleverebbe un coro di
    proteste da parte di tutti i paesi che sostengono d’aver diritto alla consegna di criminali
    italiani.»
    Pietra sopra, tutti innocenti, todos caballeros.

    quindi non e’ vero che il ricordo delle stragi tedesche in italia e’ sevito a coprire i crimini fascisti. e’ vero invece che l’occultamento delle stragi tedesche in italia e’ servito a parare il culo ai criminali di guerra italiani.

    che poi in italia si sia costruito un immaginario futiz fatto di italiani buoni e di tedeschi cattivi, e’ assolutamente vero. ma questo immaginario si basa appunto sulla rimozione dei crimini italiani, sulla creazione di miti come quello di palatucci, e non certo sul ricordo delle stragi compiute dai tedeschi in italia (spesso con la collaborazione dei “ragazzi di salo'”).

  234. El baziloto

    Wu Ming. Era dai tempi di San Tommaso che non si sentiva piu’ l’ipse dixit Pender dalle labbra di chi piace e’ sempre indicativo. Non c’entra una frega col ragionar in modo completo, ma stasera (coi libri in mano) vedremo se anche ‘ste ultime minchiate hanno un costrutto. Per intanto, s’e’ scoperto che non fu d’Annunzio a mascolinizzare il Piave, bensi’ gli Austriaci (!!!). Una stronzata in meno.

  235. hobo

    ahahaha, eccolo il travaso di bile, come previsto.

    taviani e quaroni non li hanno inventati wu ming 1 e roberto santachiara.

  236. hobo

    vediamo se trovi tracce di una costruzione mitopoietica austriaca in cui venga esaltata la virilita’ del piave. sei come giurastante. te ga le carte. per te conta la burocrazia, non l’uso dei nomi come significanti.

  237. John Remada

    @234 Poco importa.

  238. El baziloto

    Sta roba dei nomi t’ha proprio segato le ali, vedo. T’e’ andatq buca con le date (E’ stato d’Annunzio per primo… Prima del 1918 mai…), adesso ci provi con la semantica. E se ti dicessi che a cavallo della meta’ del XIX secolo sono stati mascolinizzati anche i nomi di certi monti, che altro giro di valzer mi proporresti? Che altro pezzullo di Rumiz raccatteresti per giustificare il passaggio da “La Civetta” a “Il Civetta”? A quale altro specchio t’attaccheresti con la ventosa?

  239. hobo

    insomma niente mitopoiesi austriaca sul maschio piave

  240. Faulpelz

    De-lurko e segnalo, giusto per pignitudine, che almeno secondo il Duden on-line in tedesco odierno sarebbero ammissibili entrambi le varianti, maschile e femminile: cfr. http://www.duden.de/rechtschreibung/Piave (“die Piave; Genitiv: der Piave, auch der Piave; Genitiv: des Piave”); per ulteriore pignitudine aggiungo che Fluss, fiume, è maschile come in italiano.
    Secondo wikipedia tedesca, invece, si usano entrambe le forme, ma solo il maschile è corretto (ma non so quanto sia affidabile wikipedia su queste cose: se è come quella italiana, non molto).
    Anche googlando qua e là, comunque, si trovano entrambe le varianti e con esse un ameno spezzone di youtube con la marcia “an der Piave” (dunque femminile) di un compositore della prima metà del ‘900 che ha scritto anche un’altra marcia, “am Tagliamento” (maschile!).
    Scusate il lungo OT glottopignofluviale, torno a lurkare nell’ombra.

  241. Faulpelz

    Uffi, delurko e riesco a scassare un tag al primo colpo. Sorry 🙂

  242. hobo

    (se rumiz e marzo magno non ti vanno bene, camillo pavan qua cita una pubblicazione di mario isnenghi del 1986, in cui e’ spiegata la trasformazione lessicale da “la piave” a “il piave” durante la grande guerra. ma se vuoi continuare con i tuoi cavilli da impiegatino asburgico, continua pure. non ti seguo piu’)

  243. hobo

    (tirare fuori a caso 5 libri con google books non e’ uno studio storico-linguistico, e’ un trucco da pataccaro. quando tirerai fuori una pubblicazione scientifica in cui uno storico dimostra che non e’ vero che il cambiamento nell’uso corrente da “la piave” a “il piave” e’ una conseguenza della mitopoiesi sulla grande guerra, allora ne riparleremo)

  244. John Remada

    Devo contraddirti gigi,il Civetta è giusto…..Mario Civetta,leggendario bisater de Monfalcon,nonchè altre specializzazioni,è ovviamente al maschile,vero e proprio fuoriclasse della ciurma dei pescadori,nessuno si sarebbe permesso di mettere il “La” davanti…o andava il nome,o “El”o l’ulteriore gratificazione di Mario Civeton!

  245. GIAMPAOLO LONZAR

    @ @@ Vari PIAVE : Essendo triestino italofono non ho titoli per dissertare argomenti da Accademia della Crusca ma avevo un lontano ricordo che i nomi geografici seguono certe regole dettate dalla grammatica e sintassi . Consultando un testo in merito(Garzanti grammatica sintassi dubbi) dice che i nomi di mari, monti , fiumi etc risentono sempre il genere del relativo iperonimo . Poi cita proprio l’esempio del PIAVE e dice in maniera più terra terra :
    “Il PIAVE oggi per lo più maschile (anche se in dialetto si dice ancora LA PIAU) fu in passato femminile: ma dal primo conflitto mondiale in poi ,per il diffondersi della famosa Canzone del Piave di G.Gaeta (E.A.Mario) e probabilmente anche per influsso di tutti gli altri nomi maschili di fiume,ha preso il sopravvento la forma maschile ( Il Piave mormorò non passa lo straniero ( che po’ jera mio nono)) . Insomma all’origine era più che altro un calco linguistico dal dialetto .
    Direi che LA PIAVE più che mitopoietico era CACOfonico 🙂

  246. Bibliotopa

    Ma senza andare a miti della prima guerra, io sentivo dire la Livenza e poi mi hanno spiegato che no che è il Livenza perchè questi nomi in -a sono antichissimi e maschili al contrario di quanto fa supporre la lingua italiana

  247. El baziloto

    Avevo promesso un debunking wuminghiano, ma in questi giorni non ne ho il tempo.

    Segnalo solo che Marzo Magno non dice che il testo fu mascolinizzato per volontà dannunziana, ma che il genere maschile (“il Piave”) s’impose a causa del clamoroso successo della canzona “La leggenda del Piave”, di tal Giovanni Ermete Gaeta (napoletano).

    E c’è pure un altolocato precedente: il Carducci nel 1898 scrisse il seguente verso: “Pieve che allegra siede tra’ colli arridenti e del Piave / ode basso lo strepito, / Auronzo bella al piano / stendentesi lunga tra l’acque / sotto la fósca Ajàrnola (…)

    Il che fa veramente riflettere sulle capacità predittive del grande poeta: come avrà fatto quest’uomo ad anticipare di addirittura vent’anni la mitopoiesi mascolinizzante di d’Annunzio? Avrà sognato la Grande Guerra, Caporetto e la vittoria finale e si sarà quindi dato da fare per cambiar sesso al fiume?

    A questo punto resta solo il Rumiz, a fronte di Marzo Magno che la racconta diversa, di un altro poeta/profeta come Carducci, di almeno una trentina di fonti maschilizzanti, degli austriaci e quant’altro.

    Più hobo e Rumiz. Anche se sono arciconvinto che Rumiz, di fronte alla clamorosa evidenza, ammetterebbe d’essersi sbagliato.

  248. El baziloto

    Ehm: capitano, te lo dico sottovoce: la Treccani dà ragione a me: non è stato d’Annunzio a maschilizzare “la Piave” per motivi di machismo guerraiolo.

    Fischi, capitano: non fiaschi.

  249. capitano

    Son proprio fiaschi…
    Ho cercato ”annunzio” in questa pagina:
    El baziloto batte tutti con 4 commenti (238, 242, 251, 253),
    segue hobo con 2 commenti (205,235).
    Nel 205 compare nel url di un collegamento quindi non vale ai fini del discorso.
    Nel 235 si cimenta in una citazione che guarda caso è corretta.
    Und so?
    In nessun commento di hobo trovo scritto “è d’Annunzio a maschilizzare (!) “la Piave””.
    Insomma un fiasco per essere precisi.

  250. hobo

    @capitano c’e’ anche il tuo 201, in cui citi…. marzo magno che scrive:

    D’altra parte il femminile non poteva proprio pensare di sopravvivere al Vate. “”E il fiume maschio trascinava grappoli di cadaveri austriaci…” poetava Gabriele D’Annunzio, e giù ad andargli dietro, nonostante persino tra i militari ci fosse qualche autorevole fan del femminile.

    LOL

    comunque il baziloto vuole far credere che la questione di cui si discute sia la primogenitura dell’uso del maschile, mentre la questione e’ che il passaggio dal femminile al maschile nell’uso comune e’ legata alla costruzione mitologica sulla grande guerra, come dicono anche pavan e isnenghi, che ho citato al #246.

  251. capitano

    Tizio: Non esistono prove che esistano gli extraterrestri.
    EB: Non è vero […]. L’amico Tizio si permette di dare lezioni quando si sa benissimo che ieri sera in tv davano un programma sugli extraterrestri.[…] Ma Tizio vuole darci a bere che lui sia bravissimo quando invece è meglio che se ne stia zitto per carità di Patria[…]. Tizio è in malafede perchè non solo di marziani ma addirittura di abitanti della luna. E fin dal medioevo!
    Tizio: Si, ma guarda che non esistono prove…
    EB: Eccolo che insiste![…] non capisci che ieri sera quel programma era andato in onda.Vai sul sito della RAI e cerchi Voyager. […] Non solo è andato in onda ma parlava persino con persone che dicono di averli visti! […] E Tizio non si accontenta ma si permette di dirci che in tv si dicono una marea di cazzate? […] Allora Tizio si rechi dal notaio (che sicuramente gli dirà le stesse cose che sto dicendo io) fondi un partito e si presenti alle elezioni con un programma semplice: abolire la televisione!
    Tizio: …
    EB: Limitati alle tue competenze!

  252. El baziloto

    @ capitano
    Riassuntino ad usum delphini.

    1. Nel commento 188 hobo scrive: “aggiungo solo una cosa. una volta il piave era femmina, si chiamava la piave. il cambio di genere f2m avvenne nel 1918. il simbolo della vittoria doveva essere maschio, eccheccazzo”.

    2. Nel commento 235, lo stesso hobo scrive: ““il piave” era la denominazione ufficiale burocratica usata (senza nessun intento mitopoietico) dagli austriaci nel lombardo veneto”

    Visto che il commento numero 188 cozza con quello 235, c’è qualcosa che non quadra. So che tu non capirai, ma io lo segnalo.

    La realtà è esattamente questa: il nome maschili “il Piave” è stato utilizzato nel XIX secolo dagli austriaci E dagli italiani. Abbiamo esempi sia nella poesia che nella prosa, sia in documenti ufficiali che in testi scientifici.

    A seguito dello straordinario successo della “Canzone del Piave”, l’uso al maschile soppiantò l’uso al femminile.

    La “Canzone del Piave” non ha alcun intento di “mascolinizzare” il fiume.

    Tuttalpiù l’aveva d’Annunzio, ma francamente quanti credete fossero gli italiani che leggevano le poesie di d’Annunzio, a petto di quanti canticchiavano “Il Piave mormorò”?

    Tutte le altre disquisizioni sul tema sono grandi pestate d’acqua nel mortaio.

  253. El baziloto

    Fatta ricerca sull’archivio storico de “La Stampa”. Trovati 386 articoli nei quali si usa il termine “il Piave” PRIMA del 24 maggio 1915 (data d’ingresso dell’Italia in guerra).

    Cito a puro titolo d’esempio il primo che ho trovato: l’articolo “Un progetto di irrigazione” che sta a pag. 2 del quotidiano. La data è il 16 settembre 1886.

    Tutto ciò significa che in Italia vive un popolo di alieni che voleva maschilizzare il nome di ‘sto fiume IN PREVISIONE dello spostamento del fronte durante la prima guerra mondiale.

  254. El baziloto

    E per chi capisce solo le figure, ecco una celebre foto del 1917. PRIMA della canzone del Piave, PRIMA di d’Annunzio: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/3/3b/Casa_sinistrata_Piave.jpg

  255. hobo

    e quanti ne hai trovati in cui si usa “la piave” prima della guerra? e quanti in cui si una “la piave” dopo la guerra?

    fa’ una cosa, baziloto, scrivi un articolo di risposta a quelli di marzo magno, pavan e isnenghi, fallo pubblicare da qualche rivista di storia, e da’ pace. spiega a marzo magno, pavan e isnenghi che hanno scritto un sacco di cazzate, che non e’ vero che l’uso comune del maschile si e’ imposto dopo la grande guerra (diciamo anche durante, se vuoi, ma tenendo conto che amedeo d’aosta, porro e altri durante la guerra continuavano a usare il femminile ), e che d’annunzio non aveva nessuna influenza sull’immaginario degli italiani. stanno tutti li’ a venezia, credo che tu li possa anche incontrare di persona.

  256. El baziloto

    Non ho cercato ciò che è facile trovare, e cioè che prima del 1918 si usava il termine “la Piave”. Ho trovato quel che tu negavi, e cioè che prima del 1918 si usava ANCHE il termine “il Piave”. In maniera abbastanza massiccia, e addirittura dal XVII secolo. Negare l’evidenza credo sia uno degli atteggiamenti più antiscientifici che esistano, sia pure non raro.

    Ho pure trovato pure diversi testi che affermano che l’uso del maschile è dovuto al successo della “Cazone del Piave”. Compresa la Treccani.

    Quindi Rumiz sbaglia, e tutto il resto – ripeto – è pestar acqua nel mortaio.

  257. maja

    lojze, hai voglia di fare una ricerchina in internet? una semplice semplice, niente di complicato.
    prima prova a cercare bazovišk* su http://www.najdi.si e poi cerca bazovsk*. poi fammi sapere la differenza nel numero di occorrenze fra i due.

  258. hobo

    @267 ah non hai cercato…. quindi secondo te 398 e’ un numero grande. per fortuna che a storia non ci sono esami di statistica, altrimenti qualcuno potrebbe farti notare che i numeri non sono grandi o piccoli in assoluto, ma grandi o piccoli in rapporto ad altri numeri.

    invece una cosa e’ chiara a tutti: che non hai tempo per “fare debunking” sull’ armadio della vergogna, o per tirare fuori uno straccio di citazione testuale di lenin, mentre hai un sacco di tempo per cercare “il piave” su google books o nell’archivio storico della stampa.

    volevo dimostrare esattamente questo, dandoti ancora spago su sta storia del piave.

    sayonara.

  259. maja

    chissà poi se le ricerche su internet rientrano nelle mie competenze. che dici, capitano? ho le capacità per spingermi a tanto?

  260. Bibliotopa

    però, hobo , il concetto di “controesempio” ti dovrebbe essere familiare.

  261. El baziloto

    No, maggia: non ho voglia di farla questa ricerca in internet. Ma so per certo che tu – da brava bambina – sei capace a farla da sola. Ok?

    Hobo: 398 – se non l’hai capito – sono SOLO gli articoli su “La Stampa”, il quotidiano di Torino.

    Certo che quando s’è duri…

    Sul resto, hobo: non darti tanta pena. Se mi paghi un paio di centoni abbondanti lascio quel che devo fare oggi e seguo te. Se non vuoi, sta’ in coda.

  262. hobo

    @271 bibliotopa dai, per favore, in linguistica si usa la statistica…

  263. hobo

    @272 non hai capito niente del discorso sui numeri, ma non fa niente.

    davvero la pianti di molestarmi? e addirittura a gratis? ottimo. passa un bel weekend. dico sul serio.

  264. capitano

    Non so. Chissá , forse non ho le competenze nemmeno io

  265. capitano

    Mi chiedo se devo perdermi dietro aste cose.

    La realtà è esattamente questa: il nome maschili “il Piave” è stato utilizzato nel XIX secolo dagli austriaci E dagli italiani. Abbiamo esempi sia nella poesia che nella prosa, sia in documenti ufficiali che in testi scientifici

    No, la realtá é checontinui a farti la domanda sbagliata e a dare risposte sbagliate.
    Stiamo parlando di “idronimi nel lessico popolare” né nella prosa ( e che prosa… quella conservatrice e alto borghese ottocentesca), nei documenti ufficiali e stampa scientifica. Non proprio il contado veneto.

  266. capitano

    E poi ci parli di lenin che m’é rimasta la curiositá?

  267. maja

    non avevo dubbi, lojze, quindi ho fatto la ricerchina semplice al posto tuo.
    ecco i risultati: le occorrenze per bazovsk* sono 105, mentre per bazovišk* sono 32.232. il rapporto tra i due è quindi 1:306.
    premetto che bazovica è il mio paese di origine, pertanto rientra a pieno diritto tra le mie competenze. se ora ti dicessi che bazoviški è l’aggettivo possessivo di bazovica che è stato creato ad hoc per i quattro fucilati, mentre bazovski è l’aggettivo possessivo originario, meno rispondente alle norme dello sloveno standard, ma tutt’ora usato a livello locale anche nei testi scritti, ne trarresti un qualche tipo di conseguenza? (certo che no. che domande!)

  268. John Remada

    Ahhh….maya,mi sa che tuo reclamo non è stato accolto,forse archiviato d’ufficio…sono ancora quì;anche i dossier del compagno below,non mi sortiscono intralci di nessun tipo;potresti anche scusarti della sbandata che hai preso,ne convieni?

  269. maja

    Ma anche no, Monada.

  270. John Remada

    Linguaggio sempre fine….e rabbioso….del resto,quando mancano gli argomenti e la partita è persa,chi non è sportivo ricorre a questo! A presto gentildama!

  271. maja

    toh, il gentiluomo fa finta di non essersi accorto che storpia regolarmente il mio nick. si vede che la J di jerk è troppo avanti per lui.

  272. John Remada

    Ma no Jnca…oopppss,Maya…..sono giochi di lettere;del resto anche yugo e jugo erano ambivalenti;lo faccio apposta,mai negato del resto.

  273. hobo

    ma il sindaco non ha proprio niente da dire sul concerto organizzato dai nazi il 31 maggio in piazza garibaldi?

  274. Dario Predonzan

    Pare che qualcosa abbia dettoo…

    Pare che qualcosa abbia detto…
    http://www.triesteprima.it/cronaca/il-caso-concerto-nazionalista-a-trieste-il-comune-lmai-autorizzato-questo-obbrobrior.html
    (c’è anche un articolo sul PICCOLO di oggi)

  275. hobo

    @285 mah, ha risposto furlanič, non cosolini.

  276. John Remada

    Eh,eh,eh…..Peccato non ci siano i Faust,Krautrock di quello vero;spero qualcuno arrangi un rifacimento della leggendaria “Swastika girl” di Fripp/Eno….Perchè inveite boys? La mitica bandiera rossa quanti cimiteri ha riempito? Eppure si suona ancora,solo che non trionfa più….per fortuna! Anzi è di oggi la condanna di bela bizhku per gli atti criminali compiuti in Ungheria nel 1956,quindi …..

  277. niemand

    @287 giù le grinfie. il krautrock non aveva niente a che fare coi nazi, e invece aveva molto a che fare con la sinistra radicale.

  278. John Remada

    I Faust e Kraftwerk mi sembra proprio di no;Amon Duul forse;poi i Tangerine e altri credo neutrali.Ma tranquillizzati all’epoca anchio simpatizzavo per il filone anarcoide….ora però la musica cambia,la mia musica;però se qualcuno suona bene non guardo certo la politica.

  279. ikom

    anche oggi abbiamo avto la nostra lezione inutile di vita e antifasismo militante meno male

  280. John Remada

    Bisogna dire che hobo manca di inventiva,si rotola sempre dal ridere…..ma sempre alla stessa maniera.

  281. John Remada

    Come si vede la porta l’avevo chiusa io,maggio 2014; ma come cambiano i tempi….almeno 3/4 di questi ringhiosi personaggi, si sono dissolti del tutto ….vediamo se risuscita qualcuno?

  282. John Remada

    295…. Nessuno dei mister o ladies è risuscitato! Che si siano eliminati in lotte interne? Se qualcuno non capisce il motivo perchè a volte nomino la pavida maja, può divertirsi a rileggere il tutto ! Si noti che la poco gentildonna aveva chiesto un mio bannamento alla redazione per astrusi motivi ,richiesta respinta….che sia stata bannata lei e il suo clan? Saluti da John Remada.

  283. John Remada

    Discorrendo su oppressi e sceriffi giustizieri, quando tutto l’est europeo ha rifiutato clandestini di vario tipo, i vari personaggi sopra raglianti si sono auto eliminati, che orgoglio ragazzi!! Quando si ha un fallimento completo, si dovrebbe avere la buona educazione di scusarsi , ma questi figuri di educazione buona poca o nulla sono forniti. Il caso “baziloto” ,questo era solo un poverino e basta, probabilmente il destino ha ritenuto che il mister doveva scomparire. Rimane el mulo Dimaco,ebbene con me il Dim ho avuto e ho tuttora un rapporto serbo/croato….oggi beviamo insieme domani l’opposto! Saluti da John Remada.

  284. John Remada

    Poi se qualcuno non capisce o non mi crede, può far proprio il commento n. 291 di Ikom; in pratica i vari hobo , maja e altri hanno blaterato inutilmente per anni…..vi immaginate quando si guardano allo specchio , che autolesionismo? Saluti da John Remada.

  285. michela

    Non c’entra niente ma non so a chi chiederlo: c’è qualcuno che ha memoria degli anni Ottanta, e che sa dirmi per quale motivo Paolo Morelli – il sodale di Almerigo Grilz – andò per lungo tempo in galera? c’è in giro un suo fratello parecchio più giovane ma di lui non trovo traccia.
    Erano andati, lui e Grilz, ad assalire l’Università nei primi anni Ottanta. Poi Morelli fu messo al gabbio. Chi ne sa qualcosa?
    P.S.: Remada, non nominare neppure quel bestiario medievale che per fortuna è sparito. Il forum sta agonizzando, lasciamo che muoia in pace senza basilischi e ircocervi.

  286. John Remada

    [email protected] Ma era chiaro che sparivano , con qualche soluzione varia…..appunto, bestiario è la definizione giusta , può anche essere che si siano scannati fra loro o siano implosi nel loro veleno….meglio per tutti ,compresi quei pochi educati che ci sono dalla loro parte. Saluti da John Remada.

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