10 novembre 2013

Un pomeriggio all’ex caserma di via Rossetti: alla scoperta di un edificio dimenticato dalla città

di Sara Matijacic e Lorenzo Tommasini

Ci incontriamo all’ingresso della caserma di via Rossetti. I giornali e le televisioni locali hanno da poco diffuso la notizia dell’occupazione dell’edificio militare e dell’assemblea convocata per oggi alle 15. Il tempo cupo non promette niente di buono e infatti ancora prima di varcare la soglia la pioggia comincia a cadere abbondante sopra lo striscione multicolore appeso sopra il cancello che recita «Zona liberata di Trieste».


Seguendo le indicazioni che ci danno i ragazzi appostati lì vicino, raggiungiamo l’edificio principale che una volta ospitava il Comando. Percorso lo scalone che ci conduce al primo piano entriamo nel grande salone. Enorme e quasi perfettamente conservato. Sì, qualche specchio è rotto e l’intonaco comincia qui e là a staccarsi, ma sono minuzie che non scalfiscono l’impressione di trovarsi nel salone da ballo di un antico castello. In uno spazio attiguo gli occupanti hanno allestito un piccolo bar dove distribuiscono the, caffè e caldarroste.

«Penso che siamo riusciti a fare la cosa giusta al momento giusto» ci racconta uno degli organizzatori «L’area è enorme e ci si potrebbero fare un sacco di cose. Metterci le scuole, molti senzatetto, creare degli spazi comuni. L’importante è agire subito perché è dal 2008 che gli edifici sono stati abbandonati e se andate di sopra vedrete che ci sono già delle infiltrazioni d’acqua».
Non ci facciamo pregare e raggiungiamo subito i piani superiori, dove tra porte ed infissi nuovissimi ci sono degli ambienti che presentano vere e proprie pozzanghere, finestre coi vetri rotti che lasciano passare la pioggia e, talvolta, dei segni di bruciatura.

Dopo aver girato un po’ per le varie stanze piene di polvere e cocci, ma anche di materiali ancora utilizzabili e in buono stato, ridiscendiamo per assistere all’assemblea.

Circa un centinaio le persone presenti e decine gli interventi di insegnanti, genitori e figli, giovani, meno giovani. Pochi i rappresentanti della politica. A dirla tutta solo uno: il consigliere comunale Roberto Decarli.

Gli interventi si soffermano soprattutto sul diritto e sul bisogno di accesso a spazi e opportunità e sulle possibilità che lo spazio potrebbe offrire alla cittadinanza: dal polo scolastico, a una sede per le associazioni triestine, ad alloggi per chi una casa non ce l’ha.

“Lo stato delle nostre scuole è pessimo. Le amministrazioni hanno grosse responsabilità gli studenti vivono in luoghi pericolosi mentre spazi come questi vengono lasciati all’abbandono. Riprendiamoli e rendiamoli vivi.” Lo ribadisce un insegnante, presente all’assemblea.

Ormai il cielo si è fatto scuro e l’assemblea sta andando avanti da un po’. Decidiamo dunque di defilarci per andare a vedere anche lo stato delle altre palazzine. Risaliamo il breve vialetto e ci infiliamo nella prima porta aperta che troviamo. Si tratta di un lungo corridoio buio dall’aspetto un po’ lugubre. Dopo i primi passi ci accorgiamo che le porte che danno accesso ai vani laterali presentano delle robuste inferriate. Che fosse un carcere?

La riposta ce la dà un signore che troviamo al telefono uscendo dall’ingresso opposto. «È l’armeria! Me la ricordo bene, ho fatto il militare qua dentro la bellezza de trent’anni fa. Sono venuto a vedere cos’è rimasto dopo tutto questo tempo di abbandono. È davvero vergognoso che uno spazio e degli edifici così siano lasciati andar in malora».
Seguendo le sue indicazioni raggiungiamo il piazzale d’armi, dove una volta i soldati prestavano il loro giuramento, che vanta una metratura superiore a quella di piazza Unità. In lontananza sulla sinistra emerge cupo sullo sfondo di nere nubi la sagoma cementificata del «Galilei». Sullo sfondo altre due ulteriori palazzine ci fanno capire quanto sia vasto lo spazio anche al di là del piazzale.

Mentre noi ci volgiamo per tornare indietro ed uscire dal cancello principale, la caserma viene sgomberata (ndr. in realtà la caserma non è stata sgomberata, ma lasciata secondo gli organizzatori che occuperanno l’edificio tra due settimane). La pioggia ormai si è fatta più intensa, tanto che lungo le scalette ormai sommerse dal terriccio e da molteplici arbusti, si è creato un piccolo torrente. Anche i nostri piedi sono fradici. Intorno a noi è del tutto buio e le uniche luci vengono da lontano, al di là del muro della caserma.

Altre foto della caserma, tratte da Il Piccolo

Sara Matijacic e Lorenzo Tommasini

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49 commenti a Un pomeriggio all’ex caserma di via Rossetti: alla scoperta di un edificio dimenticato dalla città

  1. long john silver

    scrivono gli occupanti:

    “Abbiamo bisogno di spazi per ricreare la nostra ricchezza, prima ancora che di denaro: lasciate liberi gli spazi e non chiedeteci denaro perché c’è più ricchezza nel liberare energie che nell’intrappolarle con richieste impossibile.
    Per questo abbiamo occupato la caserma di via Rossetti: un’area enorme che può facilmente ospitare decine e decine di progetti per coloro che già l’avevano e hanno dovuto chiudere per un affitto che li strozzava, per debiti o per la persecuzione di equitalia, o per coloro che non hanno nemmeno mai potuto iniziare perché è impossibile accumulare un capitale.
    Con una imprescindibile vocazione antirazzista e antifascista.
    Noi tutti siamo il capitale, con gli spazi di questa città che vanno occupati per essere liberati e vivi e che ci servono per essere liberi e vivi.
    Abbiamo occupato la caserma perché diventi un hub di libertà ed entusiasmo anziché l’ennesima speculazione e invitiamo da subito la città a esplorarla e riappropiarsene: non è più tempo di disperazione.
    Una Zona Liberata e non solo libera, perché la libertà è una dinamica collettiva, una costruzione continua e quotidiana, l’espansione e il contagio virale di desideri e pratiche, visioni e prospettive.
    Si fa e non si aspetta.
    Non è uno status, un regalo o un riconoscimento da parte di qualcun altro.”

    http://www.globalproject.info/it/in_movimento/trieste-nuova-occupazione-nasce-zlt-zona-libera-di-trieste/15683

  2. Fiora

    e un Coroneo bis?… più comodi,meno esasperadi e se “fora” , sicuri che xè un “dentro” ‘ndove finir per chi delinqui.
    Altro che amnistie per mancanza de spazi! *

    * no Cie, no! son contraria, per l’assurdità de tentar de svodar el mar con un cuciarin.
    e pò no tuta l’acqua xè ugualmente torbida.

  3. hobo

    dio bon cio’, *zona liberata* e ti te proponi una galera?

  4. capitano

    Il palazzo del governatore 😉

  5. Fiora

    @3
    cos’ te vol ,hobo , “zona liberata” de lori me fa pensar ala sesa ,ai quatro cantoni o apunto a un due tre libera tuti.
    Go in mente un’altra destinazion che forsi te garba de più.
    Visto che i ne disi che semo “una città di vecchi”… podessimo far ITIS due!

  6. hobo

    welcome to trieste… galere, case di riposo…. anything else?

  7. Alessandro

    @6 con un bel museo del ‘900 semo a posto 🙂

  8. Paolo Geri

    Sono anni che si parla di trasformare quell’ area (che conosco bene in quanto ci ho fatto il CAR nel 1978) in una sorta di campus studentesco trasferendovi le sedi delle varie scuole superiori di Trieste sparse per la città. Idea ottima secondo me ma i finanziamenti ?

  9. hobo

    e’ uno spazio enorme

    https://maps.google.it/maps?hl=it&ll=45.643182,13.792841&spn=0.002959,0.006968&t=h&z=18

    scuole, ricreatori, teatro, spazi a disposizione di associazioni, laboratori, sale di incisione, attivita’ autogestite da comitati di quartiere, campetti di basket e pallavolo nella piazza d’armi… si puo’ fare di tutto li’ dentro… l’importante e’ quello spazio non finisca nelle mani dei soliti speculatori.

  10. Luigi

    @Alessandro

    Prepariamoci allora a modellare un po’ di cera per sei statue. Una con Franz Joseph accompagnato da Stark. Una col duce che fa il saluto romano davanti a Menia. Una col Führer che batte i pugni sul tavolo e Franzot che applaude. Una col druže Tito che porta in palmo dimaco e hobo (fratellanza e unità). E la sesta? Sua eccellenza Ban-Ki-Moon preso per braccio dal pelatone in mimetica.

    Ah, ovviamente ogni didascalia conterrà la seguente nota: “si avvisano i sign.ri visitatori che per i raffigurati in accompagnamento ai protagonisti della presente esposizione permanente trattasi di personaggi ancora esistenti. Made in Trieste”.

    E via colla fila per entrare!

  11. hobo

    @luigi fottiti.

    dimostra che io sono un nostalgico di tito, oppure rettifica.

    in compenso posso linkarti decine di discussioni in cui ho dato addosso di brutto al nazionalcomunista dimaco a proposito di immigrazione e cie.

  12. capitano

    Ce n’è una però che attira il maggior numero di persone e di risate, è quella di un tale assieme a Pinocchio…

  13. Paolo Stanese Paolo Stanese

    La storia del polo scolastico sembra interessante, ma immagino l’incubo logistico di avere tutti gli studenti concentrati in un’unica zona per il traffico urbano. Già così gli autobus 11 e 22 sono strapieni quando gli studenti escono da Galilei e Petrarca (le due superiori in zona).
    Oltre al fatto che abbandonare le sedi scolastiche esistenti sarebbe di nuovo problematico. Con tutta la più buona volontà degli occupanti (e dei triestini), credo che per una zona così grande ci voglia una visione chiara della città che sarà Trieste fra cinque, dieci e magari anche venti anni.
    Gavemo?

  14. Kaiokasin

    Ricorda molto l’OPP, che con molta lentezza ha trovato negli ultimi anni forme interessanti di recupero (soprattutto grazie ad Azienda Sanitaria e Università). Ricordo un’analoga occupazione del teatrino, parecchi anni fa, che poi è stato effettivamente recuperato.
    #9 Hobo, tutte ottime idee, ma devono stare in piedi economicamente (non solo per la ristrutturazione/adeguamento degli edifici, che magari si trova qualche finanziamento europeo, come in Cittavecia, ma anche per la successiva gestione ordinaria). Non è facile.

  15. Luigi

    @hobo

    Vedo che ho fatto centro.

    Puoi sempre però fare a cambio con capitano, che arde dal desiderio di salire al tuo posto. In tal caso dove preferiresti esser messo?

  16. Franco Tremul

    Presto un post di Cren Insider sulle posizioni del MTL in merito alla vicenda.
    Lo scrivo qui perché da altre parti i commenti vanno, vengono, spariscono, riappaiono, non riesco più a scriverli…

  17. hobo

    non ho tempo per queste cazzate luigi, sorry.

  18. alpino

    un Coroneo 2 viste le bizze assurde della Cancellieri sarebbe l’ideale.
    PS mi piace come i due cronisti abbiano scambiato l’armeria per un carcere co go letto me son ribaltà dalla carega dal rider :-))

  19. aldo

    Il problema non è fare altre carceri, ma cambiare le leggi liberticide sulla carcerazione preventiva (40% dei detenuti) e sul proibizionismo di tutti gli stupefacenti che producono sovraffollamento con carcerati che non dovrebbero essere tali.

    Comunque, buttato il sasso nello stagno, adesso spetterebbe alle istituzioni – comune, provincia, regione – dare un segnale di vita sulla questione.

  20. nick

    ci starebbe bene un bel rigassificatore!!!!

  21. sfsn

    el spazio xe enorme e xe diversi palazzi de pregio artistico e storico, ma i lo sta lassando andar in malora. In realtà se prefigura una strategia tipo porto vecio: lassar che le robe se deteriori, cussì dopo – inveze che far un lavor de recupero – se pol demolir tuto e far speculazion edilizia da zero. Per la gioia della solito lobby dei palazzinari triestini

  22. hobo

    @aldo i sassi nello stagno producono onde circolari che si propagano con trasporto di energia

    http://it.wikipedia.org/wiki/Fronte_d%27onda

  23. nick

    mah…francamente anche la stagione della speculazione edilizia ha ormai il fiato corto….non credo che ci sia nessuna strategia occulta dietro alla “gestione” di immobili e spazi….il problema è che dietro a questa cosiddetta “gestione” non c’è proprio niente. Nessuna strategia, nessun imprenditore del settore, niente di niente.
    Anche l’ipotesi di fare della caserma un grande spazio pubblico, multifunzionale e bla bla vari, lascia il tempo che trova. Con quali soldi si vanno a mantenere spazi di quel tipo?
    A ‘sto punto, molto meglio demolire tutto, e piantare alberi. Così magari se fra 50 anni salta fuori un progetto valido, basta possono costruire quello che serve senza problemi. E nel frattempo, quello spazio se lo è ripreso madre natura.

  24. hobo

    @23 ma cossa te ga fato de mal sta zita’ nick, cossa.

  25. hobo

    xe torna’ anche alpino cio’, ma solo per dirne “piu’ galere per tuti”.

  26. nick

    @25 se mi dimostri che i tuoi progetti sono economicamente sostenibili (cioè, che i costi annuali di gestione vengono in qualche modo ripagati così come viene in qualche modo ripagato l’investimento iniziale – attenzione: non parlo di lucro, ma di rientro dai costi, d’esercizio e non) allora ben venga il riuso della struttura….altrimenti, in mancanza di altro, ritengo che sia molto meglio piantare alberi!

  27. si Kaiokasin, ricorda molto l’opp. sarebbe il posto giusto per un sacco di cose, ci sono molti spazi diversi: asili, abitazioni, teatro, cinema, palestre, sale varie, hub di coworking, laboratori… la realtà è che gli spazi vengono abbandonati, lasciati al vandalismo (praticamente tutti i vetri erano stati rotti da chissachì..), il rame sciacallato, ecc… e quando arriva una buona offerta lo vendono per fare un complesso residenziale che resterà vuoto, o un bel parcheggione, o un centro commerciale o tutte ste tre cose insieme. buttano giù tutto, stile maddalena, piantano 20 alberetti del cazzo e noi stiamo a guardare….bello no?

  28. hobo

    @nick potrebbe anche accadere che i cittadini si prendano quegli spazi, li sistemino e ci facciano qualcosa che nessuna amministrazione e nessun palazzinaro di staminchia ha la fantasia di immaginare…

  29. Luigi

    @hobo

    Hai ragione, tieni già le tue di cazzate.

    @tutti gli altri

    Premesso che quello della dismissione delle caserme è un problema serio in Italia (che io sappia nemmeno esiste un censimento completo), le eventualità sarebbero:

    1. vendita
    2. riqualificazione ad altro scopo
    3. status quo

    La prima via, visti i tempi, pare non esser destinata ad un successo in tempi brevi. Basti solo un esempio chiaro: la ex Caserma “Piave” di Orvieto che nel 2012 (9270 mq), dopo varie proposte e controproposte, è stata messa all’asta (valore minimo di 8.629.000 euro), ancora oggi non ha trovato acquirenti.

    La seconda potrebbe, almeno in teoria, risolvere alcuni problemi come quello delle carceri. A dire il vero io non ci vedo tutto questo scandalo nella proposta della Cancellieri di “riutilizzare” le caserme dismessi come luoghi di detenzione per reati minori (proposta della quale peraltro si parlava già da tempo). Il tutto sta, ovviamente, nel valutare costi e fattibilità, il che – come si può facilmente intuire – varia da caso a caso, a seconda delle condizioni e (anche in relazione a ciò) degli interventi che si dovrebbero attuare.

    L’ultima ipotesi è quella che, ahinoi, finora si è in gran parte seguita. E che credo continuerà ad andare avanti, viste le lentezze della burocrazia italiana.

  30. hobo

    @nick @oscargiannino che fermano il #declino

    https://www.youtube.com/watch?v=SwGJ0EHdXDc

  31. sfsn

    la caserma xe lassada a bella posta in rovina: figureve che in diverse dele strutture xe ancora ACQUA CORRENTE (chi la paga?) e che nissun ga pensà de scarigar le condutture del riscaldameto, dimodochè nela jazada de due ani fa xe sciopai tuti i tubi, che podeva esser ancora funzionanti…
    Rispeto a un destin de rovina (pianificada o no) meio qualsiasi ocupazion! Tra l’altro considerando che per decenni ste robe le ga mantenude con le tasse i citadini, ben venga la gestion direta dei citadini su complessi del genere!

  32. Sara Matijacic Sara Matijacic

    @alpino. 🙂 nel mio immaginario (da film e da romanzi visto che non ho fatto il servizio militare), dove c’è caserma c’è anche carcere. La vita militare mi ha sempre incuriosita.

  33. ZERIAL SERGIO

    Intanto un grazie e lode per il comitato di occupazione che ha permesso di denunciare e si spray di portare avanti un discorso positivo, il sito è adatto per molte cose, ci vogliono idee, per fare un esempio la caserma di San Giovanni della polizia è stata venduta anni fa ad una banca, ora lo stato paga un affitto oneroso, fra una quindicina di anni la banca si sarà pagata la caserma, e lo stato continuerà a pagare l’oneroso affitto, i soldi presi dalla vendita spariti in chissà che lavori, o mangiati dalla politica, se andiamo avanti così noi dovremo pagare sempre più tasse, i gioielli di famiglia venduti non tornano più e inoltre i soldi chissà in che maniera gestiti, queste situazioni sono frequenti, questi immobili devono andare gestiti da persone capaci, parecchi uffici sia comunali e regionali sono in affitto, per evitare sprechi di denaro pubblico si dovrebbero darli a loro, per alleggerire le spese locali, il complesso è grandissimo molte cose si potrebbero risolvere per il bene della città, no a speculazioni, grazie ancora per aver mosso questa protesta, alla prossima ci sarò anch’io saluti e grazie di nuovo a quelli che hanno occupato la caserma

  34. capitano

    #25 c’è un tizio, uno svizzero, che credo scrivesse anche qui, aveva un sacco di idee, con 5 mila euro in tasca era riuscito a farsi passare per un tycoon sugli organi di informazione… tanto per fare un esempio di abili dimostratori di progetti economicamente sostenibili

    L’iniziativa presa da questi attivisti è ragguardevole se solo ci si ponesse delle domande su una situazione parallela e molto simile. L’altra Grande-Area-in-Disuso-Triestina.
    Come sono state gestite dai media le due situazioni?
    Come sono state gestite dai politici?
    And so on…

  35. nick

    caro hobo, se mi fai un esempio di un progetto sviluppato nel lungo periodo da comunità completamente autogestite che con loro risorse si sono fatte carico di gestione di beni e spazi di questo tipo, non avrei problemi a dare loro fiducia….
    a chi dice che dove c’è caserma c’è anche carcere, non posso dire altro che si sbaglia di grossissimissimo.

  36. hobo

    @37

    http://en.wikipedia.org/wiki/Freetown_Christiania

    oppure a berlino e financo a bologna

    e senza aspettare che tu accordassi la tua fiducia.

    p.s. galere, manicomi, caserme… ma non riuscite a immaginare nient’altro? che tristezza.

  37. nick

    bologna? Non so, sono curioso…
    Quanto a Christiania, francamente Trieste non è Copenaghen….comunque se c’è gente disposta a portare avanti un progetto del genere, perchè no?! Poi sono curioso di sapere come pagano luce, acqua, gas, smaltimento amianto e via dicendo. Però, mai dire mai. Magari una bella campagna di crowdfunding potrebbe dare i suoi frutti.
    E tu, cosa immagini?

  38. hobo

    non sono *io* che devo immaginare, io non non voglio somigliare a uno svizzero con un capitale di 5000 euri. quel luogo deve diventare uno spazio aperto alla citta’, il mio auspicio e’ che i cittadini provino a immaginare per una volta cosa fare del luogo in cui vivono, magari qualcosa di meglio che galere caserme e manicomi.

  39. nick

    troppo fumose queste prese di posizione di principio….occorre progettualità, numeri. Serve un bell’excel che, conti alla mano, dica cosa è possibile fare e cosa no. Il resto è fuffa!

  40. ufo

    E provar chiederghe a Luka Koper se i ga bisonio de un area de retroporto per la logistica intermodale? Quel piazal podessi venirghe comodo…

  41. sfsn

    torno a dir,
    un che no se acorzi che caserma e galera xe presochè la stessa roba, no merita gnanche el tempo e le energie per risponderghe

  42. nick

    @43 ti sbagli proprio di grosso. Dipingere una caserma, e comunque il servizio militare in generale, come una galera è veramente ridicolo….ormai perfino una certa retorica dell’ultra sinistra non si lancia nemmeno più in questo genere di correlazioni….

  43. sfsn

    Cadornick… Al’è inutil insegnà al muss, a si piert timp. E soredut, a si infastidis la bestie.

  44. Kaiokasin

    #37 per esempio http://www.miniwatt.it/mwarch_Vauban%20Friburgo.htm
    (ne parleranno quelli dell’Unesco a Gorizia, vedete l’articolo qui su bora.la)

  45. nick

    interessanti i progetti autogestiti…anche se leggendo quello di Friburgo, emerge che comunque hanno ricevuto dei finanziamenti pubblici. E che in Danimarca ora devono sborsare tipo 10 milioni e passa di euro per comprare formalmente le aree occupate. In ogni caso sono spunti interessanti. Sarebbe bello un progetto che sondasse questa via….

  46. andreoli vittorio

    Ho appena letto la vostra descrizione dello stato di abbandono della ex caserma e mi sono venuti gli occhi lecidi. Ho una grande nostalgia, perchè in quella caserma ho vissuto un anno indimenticabile della mia vita assieme a tanti miei compagni . Sono trascorsi soltanto 44 anni ,ma il mio ricordo rimarrà sempre indelebile . Mi piacerebbe tanto potere rivedere la mia ex caserma se qualcuno di voi caricasse un video su internet. Ve ne sarei infinitamente grato. con simpatia VITTORIO

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