13 settembre 2013

Vertice italo-sloveno-croato: dialogo e cooperazione su energia e infrastrutture

I premier di Italia, Slovenia e Croazia si sono incontrati ieri a Venezia per un incontro, nato da uno scambio di idee dei tre premier in margine all’ultimo vertice europeo e facilitato anche dalla reciproca simpatia personale come ha detto ieri Enrico Letta, rappresenta l’avvio di un foro di dialogo e cooperazione tra i tre paesi che si affacciano sull’Adriatico, ormai mare europeo con l’ingresso della Croazia nell’Unione.
Italia, Slovenia e Croazia hanno deciso di dare vita a vertici semestrali per affrontare temi di interesse comune a cominciare dalla collaborazione soprattutto nei campi dell’energia e delle infrastrutture.
A Venezia non si e’ discusso di temi bilaterali come il rigassificatore italiano nel Golfo di Trieste che vede contraria la Slovenia. Come concordato dai due premier la scorsa settimana a Bled se ne stanno occupando i rispettivi ministri dell’ energia e il problema si cercherà di risolverlo, come ha detto ieri Letta, in uno spirito di grande amicizia. (tratto da Radio Capodistria)

28 commenti a Vertice italo-sloveno-croato: dialogo e cooperazione su energia e infrastrutture

  1. effebi

    “ZAULE XE TLT !!! ZO LE MAN !!! INFORMEVEEEEEEEEEE !!!”

  2. nick

    speriamo davvero che facciano sto benedetto rigassificatore!!! Che sia la volta buona!!!!

  3. hobo

    ma perche’ no i lo fa a portofino, el rigasador? o a porto rotondo, davanti la casa de briatore? opur nel condoto dela casa de oscar giannino?

  4. hobo

    come xe cio’ nick, ga riva’ giannino a fermar el declino?

    https://www.youtube.com/watch?v=lvINwfarKok&t=0m37s

  5. nick

    che ridere questa convinzione che Zaule sia una specie di parco naturale da preservare.
    E’ tutta uno schifo là; che problemi ci sono se ci mettono il rigassificatore….fosse Miramare, ma Zaule!!! Ma dai, cerchiamo di essere seri!

  6. nick

    @4 guarda resto perfettamente convinto che quel programma fosse in assoluto la migliore proposta politica presentata alle scorse elezioni. Purtroppo, è andata come andata……

  7. hobo

    @5 bela cio’, za che xe un schifo ala zente che ghe vivi ghe cazzemo anche sto altro condoto, tanto i xe ‘bituadi. che discorso classista.

  8. hobo

    @6 pegola, ah.

  9. sfsn

    Nick,
    la question no xe che el rigassificator sia bruto de veder. La question xe che distrugi el mar (sbassando de 5 gradi la temperatura media del Golfo, con tuta una serie de conseguenze catastrofiche per la pesca e la balneazion. Inoltre el rigassificator mola una quantità enorme de cloro nell’acuqa e produci spiume inquinanti. Ma forse a ste considerazioni no te ghe rivi

  10. nick

    @7 proprio nessun discorso classista. Tu ti chiedi perchè non lo fanno a Portofino, il rigassificatore. O in Costa Smeralda. E io ti rispondo che forse, per fare un’infrastruttura del genere, forse, è meglio utilizzare un’area su cui già insistono impianti che hanno un certo impatto ambientale. Tutto qui. Se poi la politica prende la decisione di cambiare la destinazione d’uso dell’intera zona industriale e per farne un parco naturale, sarò il primo a rallegrarmene. Però quella è un’area industriale, e a mio avviso è là che va fatto un impianto di quel tipo. Nessun discorso classista. Semplicemente buon senso.
    E comunque là a Zaule non ci sono case attorno a dove sorgerebbe il rigassificatore.

  11. capitano

    @nick: io spero che tu non faccia il medico. Col tuo ragionamento si finisce dritti verso Mengele.

  12. hobo

    “non ci sono case attorno a dove sorgerebbe il rigassificatore”

    gavemo capi’ che no te ga mai messo pie a zaule.

    https://maps.google.it/maps?hl=it&ll=45.604671,13.798485&spn=0.032125,0.084543&t=h&z=14

  13. nick

    @9 caro sfsn, non sono un biologo marino; per quanto mi riguarda, se gli organi preposti danno il via libera, quell’impianto va fatto. Stop. Se le iniziative di opposizione condotte nelle sedi giudiziarie saranno respinte, quell’impianto andrà fatto. stop. Se si inizia con il non voler rispettare le decisioni degli organi deputati a queste decisioni, la credibilità dell’assetto organizzativo del paese viene meno. E siccome è già accaduto che diversi grandi gruppi industriali hanno deciso di non investire in italia per una serie di incertezze\lungaggini determinate dall’andazzo con cui da noi vanno avanti le cose, preferire evitare che la cosa accada di nuovo. tutto qua

  14. nick

    @12 ma stanno tutte al di là della sopraelevata!!!!

  15. nick

    @11 no, non faccio il medico. Lavoro nel settore finanziario

  16. hobo

    @14 ah, alora…

  17. hobo

    @15 fiuuu, se no ancora te me vignivi fora con robe tipo: za che te son senza un pie, tanto val che te tajo anche quel altro. za che te manca tre denti, tanto val che te cavo altri tre. za che te ga el tetano, tanto val che fazo una iniezion de colera.

  18. sfsn

    visto che te ga questa assoluta fiducia negli “organi preposti” te ricordo che Chernobyl secondo l’ultimo controllo iera perfetta.
    Anche el Titanic iera perfetto, ma gaveva scialuppe per metà dela gente. Per no parlar della Thyssenkrupp de Torino. per no parlar de Seveso o Bhopal: tutte aziende che iera teoricamente in regola.
    Ma ancora no te ga capì che quando che xe i soldi de mezo, sui sistemi de controlo se sera un ocio anzi due.
    No, probabilmente no xe cussì: dato che te lavori nel setor finanziario sicuramente te son anche ti un de quei in malafede

  19. nick

    @18 solito misciotto di monade! Il nostro livello di controlli non è quello dell’Urss anni ’80; e nemmeno dell’India. Seveso e Torino sono due robe completamente diverse. Metterle insieme non ha proprio senso. Purtroppo ogni tipo di impianto industriale comporta un rischio. Io resto dell’idea, per quello che ho letto, che gli impianti attuali diano garanzie notevoli. Quanto a quello che faccio, come ti permetti di giudicare?

  20. sfsn

    Me par che l’unico che disi monade te son ti che no te se rendi conto (o no te VOL renderte conto perchè per ti xe comodo cussì) che dove che gira sai soldi -tipo rigassificator- le regole no conta un tubo. D’altra parte te son un riodela de sto mecanismo, per cui no se pol pretender che te prendi atto de quanto distorto e intrinsecamente iniquo xe el tuo bel capitalismo liberista.
    Me permetto de giudicar ecome, visto che se el mondo va cussì mal e se la democrazia no conta più un ca**o xe grazie ale perone come ti che giustifica sempre chi che ga el potere e i bori.

  21. capitano

    Beh se lavori nel settore finanziario non è detto che tu non possa fare danni.
    “Ci risulta che il suo conto in banca sia in saldo negativo, perchè non mette una bella firmetta qui sotto la scritta ‘reni e altri organi vitali’, tanto il suo fegato è già compromesso”

  22. sandi volk

    Nick, quanto ga investido – direttamente o indirettamente – l'”azienda del settore finanziario” per cui te lavori o de cui te son proprietario nel progetto del rigassificator? Po una curiosità: ma te se vesti a la Giannino, tipo roba de ‘800?

  23. Giampaolo Lonzar

    @ 19 NICK : Non e’ una questione di controlli URSS anni 80 e’ una questione di concentrazione di impianti che sono di per se stessi ad alto rischio.

    Nel giro di neanche 1500 metri in linea d’aria tu hai Oleodotto e Ferriera.

    A distanze anche minori hai delle abitazioni e la zona e’ ad alta densità abitativa, non sono 4 case e non credere che se succede qualcosa siamo a distanza di sicurezza.

    Se capità qualcosa ad una delle 3 entità assieme possono succedere delle deflagrazioni a simpatia.

    Non dimenticare che l’oleodotto e’ stato oggetto di un attentato terroristico, l’incendio del “Crude Oil” genera anidride solforosa e solo per una questione di fortunate combinazioni meteo e di vento , non sono girate verso tutta San Dorligo che poteva essere gassata e creare “oltre ai morti ” delle gravi lesioni alle vie respiratorie delle persone.

    Visto che sei nel finanziario guardati il film una ” Buona Annata” e datti alla viticoltura.

  24. ufo

    Il nostro livello di controlli non è quello dell’Urss anni ’80; e nemmeno dell’India“…

    Magari fossimo al livello di quei paesi civili! I tuoi organi preposti al controllo hanno controllato talmente bene che “non si sono accorti” (a voler essere estremamente generosi) che parte della documentazione gli è stata consegnata in spagnolo e in vari casi non firmata o firmata da illustri sconosciuti di cui non si trova più traccia – oltre al famoso papiro che prevede un vento a non più di 36 km/h. Non mi pare di chiedere molto se pretendo che un impianto industriale potenzialmente pericoloso sia soggetto almeno quelle verifiche a cui è soggetto un comune cittadino che voglia costruirsi una veranda.

  25. dario predonzan

    E intanto lunedì 16 ci sarà questo…

    Gli ambientalisti: “Il progetto del rigassificatore è tutt’altro che accantonato. I triestini manifestino la loro opposizione lunedì 16 settembre”.

    Nel pomeriggio di lunedì 16 settembre saranno al Centro Congressi Stazione Marittima di Trieste, per un’iniziativa di “dialogo con i cittadini”, la Commissaria europea per la giustizia, i diritti fondamentali e la cittadinanza Viviane Reding ed il ministro per gli affari europei, Enzo Moavero.
    In contemporanea, a partire dalle ore 14, WWF, Legambiente, Italia Nostra e il Comitato “Trieste dice no al rigassificatore” hanno organizzato una manifestazione contro il rigassificatore che la multinazionale spagnola GasNatural vorrebbe costruire nell’area portuale di Zaule.
    Le ragioni della manifestazione sono state illustrate oggi in una conferenza stampa a Trieste.
    “Per molti mesi – hanno spiegato gli ambientalisti – si è cercato da parte di molti politici, di far credere che il progetto di GasNatural fosse ormai accantonato. C’è stato perfino chi ha affisso manifesti murali in città rivendicando il merito di aver “bloccato” il rigassificatore. Non è così.”
    Prima le notizie sulle riserve della SIOT per le possibili interferenze dell’impianto con il traffico in aumento delle petroliere, poi l’iniziativa dell’Autorità portuale di far proprie queste riserve, e infine il decreto dell’allora ministro dell’ambiente Clini che ha “sospeso” per sei mesi il decreto VIA con cui nel 2009 era stato dato un incredibile “via libera” ambientale al progetto del rigassificatore, erano stati gli elementi utilizzati furbescamente per diffondere la falsa sicurezza che l’impianto non sarebbe mai stato costruito. E invece le manovre a favore di GasNatural continuavano.
    A partire dalla metà del 2012, infatti (ma lo si è saputo soltanto agli inizi del 2013), era partito l’iter per la costruzione dell’elenco dei progetti di infrastrutture energetiche prioritarie in sede UE, in cui compariva anche il rigassificatore di Trieste-Zaule. L’inserimento in tale elenco consentirebbe a GasNatural di ottenere contributi europei e procedure agevolate per la costruzione dell’impianto. Anche perché la “sospensione” della VIA, decretata da Clini, scadrà il 18 ottobre…
    Sponsor principale del progetto è il Governo italiano, in particolare il Ministero dello Sviluppo Economico, con l’appoggio anche del Governo austriaco. Gli ambientalisti, dopo aver tentato – da soli – di contrastare questa operazione, hanno accertato che la Commissione Europea si rimette alle decisioni (e alle eventuali trattative) dei Governi su questo genere di tematiche.
    “Ciò accade – hanno denunciato le associazioni – anche quando, come in questo caso, sono molte ed evidenti le gravi violazioni della normativa europea commesse dal Governo italiano nell’iter di valutazione del progetto sotto il profilo ambientale e della sicurezza.”

    Ragion per cui, il progetto di GasNatural alla fine dello scorso luglio è stato ufficialmente inserito nell’elenco e l’opposizione del Governo sloveno ha portato soltanto all’invito da parte di Bruxelles di intavolare una trattativa diplomatica per trovare un accordo con l’Italia. Trattativa che è in corso, dopo un primo incontro tra i due premier Letta e Bratušek a Bled il 2 settembre ed un incontro trilaterale italo-sloveno-croato a Venezia il 12 settembre.
    “E’ inaccettabile – hanno concluso WWF, Legambiente, Italia Nostra ed il Comitato – che un progetto capace di produrre un insieme devastante di impatti negativi sull’ambiente, la sicurezza della popolazione e sullo sviluppo dei traffici portuali convenzionali, venga imposto alla comunità locale sulla base di procedure falsate e di una trattativa opaca, in cui i Governi paiono agire più che altro come mandatari degli interessi di una multinazionale.”
    “Da qui la necessità di far sentire, ai rappresentanti della Commissione europea e del Governo italiano, alta e forte la voce dei cittadini che si oppongono a questa operazione. Ci auguriamo di vedere al nostro fianco lunedì anche i rappresentanti degli enti, Regione, Provincia di Trieste, Comuni di Trieste, Muggia e S. Dorligo-Dolina, Autorità portuale di Trieste, che si sono espressi contro il progetto di GasNatural e che devono fare ”massa critica” tutti assieme sui ministri per affossare definitivamente – e sul serio – il rigassificatore.”
    Alla manifestazione di lunedì 16 settembre hanno aderito anche il Comitato per la Salvaguardia del Golfo di Trieste, l’Unione degli Studenti e alcune forze politiche: FdS, SEL, M5S.

    Recapiti:
    WWF FVG – via Rittmeyer 6, 34132 Trieste – tel. 040 360551, e-mail: [email protected]
    Legambiente Trieste – via Donizetti 5/a, 34133 Trieste – tel. 336 3430369, e-mail: [email protected]
    Italia Nostra Trieste – via del Sale 4/b, 34121 Trieste – tel. 040 304414, e-mail: [email protected]; [email protected]
    Comitato “Trieste dice no al rigassificatore” – via Valdirivo 30, 34132 Trieste

  26. Dario Predonzan

    E c’è anche questo (l’avevo già postato ma poi è scomparso, chissà perché…):

    Gli ambientalisti: “Il progetto del rigassificatore è tutt’altro che accantonato. I triestini manifestino la loro opposizione lunedì 16 settembre”.
    Nel pomeriggio di lunedì 16 settembre saranno al Centro Congressi Stazione Marittima di Trieste, per un’iniziativa di “dialogo con i cittadini”, la Commissaria europea per la giustizia, i diritti fondamentali e la cittadinanza Viviane Reding ed il ministro per gli affari europei, Enzo Moavero.
    In contemporanea, a partire dalle ore 14, WWF, Legambiente, Italia Nostra e il Comitato “Trieste dice no al rigassificatore” hanno organizzato una manifestazione contro il rigassificatore che la multinazionale spagnola GasNatural vorrebbe costruire nell’area portuale di Zaule.
    Le ragioni della manifestazione sono state illustrate oggi in una conferenza stampa a Trieste.
    “Per molti mesi – hanno spiegato gli ambientalisti – si è cercato da parte di molti politici, di far credere che il progetto di GasNatural fosse ormai accantonato. C’è stato perfino chi ha affisso manifesti murali in città rivendicando il merito di aver “bloccato” il rigassificatore. Non è così.”
    Prima le notizie sulle riserve della SIOT per le possibili interferenze dell’impianto con il traffico in aumento delle petroliere, poi l’iniziativa dell’Autorità portuale di far proprie queste riserve, e infine il decreto dell’allora ministro dell’ambiente Clini che ha “sospeso” per sei mesi il decreto VIA con cui nel 2009 era stato dato un incredibile “via libera” ambientale al progetto del rigassificatore, erano stati gli elementi utilizzati furbescamente per diffondere la falsa sicurezza che l’impianto non sarebbe mai stato costruito. E invece le manovre a favore di GasNatural continuavano.
    A partire dalla metà del 2012, infatti (ma lo si è saputo soltanto agli inizi del 2013), era partito l’iter per la costruzione dell’elenco dei progetti di infrastrutture energetiche prioritarie in sede UE, in cui compariva anche il rigassificatore di Trieste-Zaule. L’inserimento in tale elenco consentirebbe a GasNatural di ottenere contributi europei e procedure agevolate per la costruzione dell’impianto. Anche perché la “sospensione” della VIA, decretata da Clini, scadrà il 18 ottobre…
    Sponsor principale del progetto è il Governo italiano, in particolare il Ministero dello Sviluppo Economico, con l’appoggio anche del Governo austriaco. Gli ambientalisti, dopo aver tentato – da soli – di contrastare questa operazione, hanno accertato che la Commissione Europea si rimette alle decisioni (e alle eventuali trattative) dei Governi su questo genere di tematiche.
    “Ciò accade – hanno denunciato le associazioni – anche quando, come in questo caso, sono molte ed evidenti le gravi violazioni della normativa europea commesse dal Governo italiano nell’iter di valutazione del progetto sotto il profilo ambientale e della sicurezza.”
    Ragion per cui, il progetto di GasNatural alla fine dello scorso luglio è stato ufficialmente inserito nell’elenco e l’opposizione del Governo sloveno ha portato soltanto all’invito da parte di Bruxelles di intavolare una trattativa diplomatica per trovare un accordo con l’Italia. Trattativa che è in corso, dopo un primo incontro tra i due premier Letta e Bratušek a Bled il 2 settembre ed un incontro trilaterale italo-sloveno-croato a Venezia il 12 settembre.
    “E’ inaccettabile – hanno concluso WWF, Legambiente, Italia Nostra ed il Comitato – che un progetto capace di produrre un insieme devastante di impatti negativi sull’ambiente, la sicurezza della popolazione e sullo sviluppo dei traffici portuali convenzionali, venga imposto alla comunità locale sulla base di procedure falsate e di una trattativa opaca, in cui i Governi paiono agire più che altro come mandatari degli interessi di una multinazionale.”
    “Da qui la necessità di far sentire, ai rappresentanti della Commissione europea e del Governo italiano, alta e forte la voce dei cittadini che si oppongono a questa operazione. Ci auguriamo di vedere al nostro fianco lunedì anche i rappresentanti degli enti, Regione, Provincia di Trieste, Comuni di Trieste, Muggia e S. Dorligo-Dolina, Autorità portuale di Trieste, che si sono espressi contro il progetto di GasNatural e che devono fare ”massa critica” tutti assieme sui ministri per affossare definitivamente – e sul serio – il rigassificatore.”
    Alla manifestazione di lunedì 16 settembre hanno aderito anche il Comitato per la Salvaguardia del Golfo di Trieste, l’Unione degli Studenti e alcune forze politiche: FdS, SEL, M5S.
    WWF FVG – via Rittmeyer 6, 34132 Trieste – tel. 040 360551, e-mail: [email protected]
    Legambiente Trieste – via Donizetti 5/a, 34133 Trieste – tel. 336 3430369, e-mail: [email protected]
    Italia Nostra Trieste – via del Sale 4/b, 34121 Trieste – tel. 040 304414, e-mail: [email protected]; [email protected]
    Comitato “Trieste dice no al rigassificatore” – via Valdirivo 30, 34132 Trieste

  27. Giacomo Franzot

    25dario predonzan14 settembre 2013, 15:38
    …..
    contro il rigassificatore che la multinazionale spagnola GasNatural vorrebbe costruire nell’area portuale di Zaule.
    …..

    Dario, la manifestazion de disapprovazione é contro il GOVERNIO ITALIANO che vol impiantar sto rigasifigador nel TLT in conbutta coi altri tre aministradiori! chissá cosa i se ga promeso a vicenda….questo xe preoccupante….La ditta spagnola vol solo maxinar bori….

  28. nick

    @22, guarda, sbagli alla grandissima. Non ho alcun tipo di interesse, diretto o indiretto, nel progetto. E la società per cui lavoro si occupa di settori che nulla hanno a che fare con l’energia. Pertanto, tientele per te le tue fastidiose insinuazioni. Come ho sempre detto, un’azienda che vuole investire centinaia di milioni di euro andrebbe accolta a braccia aperte. Sul fronte sicurezza ritengo che quegli impianti siano più che sicuri. Per inciso, io sono favorevolissimo al nucleare, per cui, figurati cosa posso pensare del rigassificatore……

    @23 quanti luoghi comuni su chi lavora nella finanza, mamma mia. comunque bello quel film, mi è piaciuto molto….purtroppo non ho una tenuta agricola nella quale rifugiarmi….

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