11 settembre 2013

Si riapre il caso della strage di Vergarolla?

Una festa del circolo canottiere Pietas Julia, in tal 18 agosto del 1946, centinaia di persone sulla spiaggia e poi la strage di cui ancora oggi non si conosce la verità.
O meglio una verità lentamente viene fuori ma non è detto che è quella corrispondente ai fatti storici ed alle relative responsabilità e non è detto che sia la verità.
Cercando su internet informazioni in merito alla strage di Vergarolla, la quasi totalità dei siti, molti dei quali di destra ed anche estrema destra, liquidano il tutto come opera dell’OZNA di Tito.
Tesi che è stata avvalorata grazie, in particolar modo, ad una informativa, che ha acquisito valore di atto storico esemplare, di verità esemplare, di unica voce a cui dare credito, contenuta nelle carte del National Archives di Kew Gardens, nei pressi di Londra dove emergerebbe che quella che è conosciuta come la strage di Pola sia stata organizzata dall’OZNA e tra gli esecutori materiali spunterebbe il nome di un agente di tale organizzazione: Giuseppe Kovacich, trentenne ex membro della Marina Militare italiana, allora già noto allo spionaggio alleato come terrorista. Con nota del 18 dicembre 1946, archiviata “War Office 204/12765 Secret”, in relazione al sabotaggio di Vergarolla a Pola sarebbe stato segnalato che uno dei sabotatori era Kovacich Giuseppe alto, magro, capelli castani, naso aquilino, occhi blu.
Tesi, che vuole una diretta responsabilità degli “uomini” di Tito, che è stata anche condivisa dall’attuale Presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani.
Dunque uno dei sabotatori, perché probabilmente, anzi certamente,ve ne erano di altri, come altri erano i mandanti.
Come è noto, da quando è stato istituito il giorno del ricordo, si è verificato un mero accanimento sia verso Tito che verso quella che era la Jugoslavia.
Se da un lato si occultano i campi di concentramento italiani, per esempio, che imprigionavano uomini, donne e bambini di quella che era la Jugoslavia, e si nasconde anche l’esodo che gli jugoslavi hanno vissuto in Italia a causa delle violenze fasciste, dall’altro lato spuntano ovunque foibe, si sparano numeri, senza alcuna e concreta reale verifica, di migliaia di infoibati, ovviamente manco a dirlo per mano di quelli che vengono definiti come titini, si assumono ispettori che devono cercare foibe e si cerca in tutti i modi possibili ed immaginabili di delegittimare l’immagine di Tito.
Ora non che io sia un fan di Tito, io non sono fan di nessuno ma solamente della dignità e della verità, ma quando si realizza un simile accanimento e quando le voci convergono soprattutto in certi ambiti nazionalistici e di destra, qualcosa ovviamente non torna.
La dignità e la verità è fondamentale per rispettare le vittime, i morti, i civili che rischiano di essere strumentalizzati per deprecabili scopi politici.
Ed in questo quadro si inserisce pienamente la strage di Vergarolla, sconosciuta ai più, ed il rischio è che nelle scuole si insegnerà agli studenti una verità che verità ancora non è e forse mai tale sarà.
Vi erano sulla spiaggia di Vergarolla accatastate ventotto mine marittime con nove tonnellate di tritolo, prive di detonatori ma non vuotate dell’esplosivo in esse contenuto. Quelle mine, dalle varie informazione recuperate in rete e dalle varie testimonianze diffuse sembra che siano state disinnescate da tre squadre di artificieri e che dunque non sarebbero mai potute scoppiare senza detonatori.
Alcune testimonianze, proprio per evidenziare la convivenza che sussisteva con quelle mine, evidenziavano che i bambini ci giocavano con quelle mine, a cavalcioni sopra i cilindri metallici, che tutti sapevano essere degli oggetti di origine militare ma inoffensivi e lasciati incustoditi sulla spiaggia dai militari alleati verso cui, gli italiani di Pola, riponevano una immensa fiducia.
Poi quello che è accaduto è solo ora fatto notorio, una prima esplosione che ha scatenato l’inferno facendo esplodere le mine che inoffensive, a quanto pare, proprio non erano.
Le studiose Claudia Cernigoi e Alessandra Kersevan, hanno presentato l’inizio di quello che sarà un dossier proprio sulla strage di Vergarolla dal titolo molto forte ed eloquente che riporta a tecniche e modalità ben conosciute in Italia, ovvero, STRATEGIA DELLA TENSIONE IN ISTRIA: LA STRAGE DI VERGAROLLA , disponibile sul sito dieci febbraio.
E’ interessante notare come emergerebbero dei forti sospetti sulla Decima MAS, è interessante ed importante comprendere come la Jugoslavia non avrebbe avuto alcun tipo di interesse a realizzare una simile mostruosità disumana anche perché, come evidenziano in tale scritto che invito a leggere, “era impegnata a Parigi a difendere e far valere le proprie ragioni in merito ai crimini commessi durante l’occupazione nazifascista delle loro terre non avrebbero tratto politicamente alcun profitto per aver messo in atto un’azione abietta come una strage di civili”
E probabilmente è in questa ottica che deve essere letto anche l’omicidio commesso da quella che da molti viene definita come eroina d’Italia o “paladina di una Giustizia che trascende quella umana”, Maria Pasquinelli, che il 10 febbraio del 1947 uccise, sparandolo alle spalle, il Generale inglese Robert W. De Winton, comandante la guarnigione “alleata” di Trieste.
Quell’assassinio è passato come atto di protesta eroico contro il Trattato di Pace e la cessione alla Jugoslavia dei territori contesi.
Ma alle spalle, di norma, si spara, si colpisce chi tradisce.
E da ciò maturo alcune riflessioni.
E’ singolare evidenziare che i servizi segreti degli Alleati, ben erano a conoscenza delle intenzioni della Pasquinelli, e se questa non è stata fermata è perché quel gesto probabilmente veniva ritenuto utile, forse per eliminare un personaggio scomodo che sapeva qualcosa che non si doveva diffondere proprio all’atto della definizione del Trattato di Pace?
Il fatto che gli inglesi non abbiano mai fatto veramente luce su quanto accaduto a Vergarolla, il fatto che non hanno fatto di tutto e di più per giungere alla verità reale, pur avendo le competenze e gli strumenti per consegnare alla giustizia gli esecutori ed i mandanti, sopratutto gli ultimi, mi lascia pensare che una responsabilità etica e morale e forse anche materiale sussiste.
Potrebbe essere l’attentato di Vergarolla nato non per favorire l’esodo,cosa che a detta di molti sarebbe accaduta, ma per colpire la Jugoslavia? Potrebbe essere che quella che forse doveva essere una strage minore, d’altronde la storia ha sempre insegnato che esiste un numero di persone sacrificabili per una causa maggiore, sia sfuggita di mano e si è deciso di voltare le spalle al proprio alleato per la gravità e la non sostenibilità del gesto compiuto?
D’altronde se si voleva accusare la Jugoslavia di Tito perché ciò non è stato fatto sin da subito?
Potrebbe essere che le indagini non hanno portato a nulla semplicemente perché chi doveva indagare doveva essere giudice di se stesso?
Ora gli archivi sono aperti e disponibili.
Ma probabilmente non tutto verrà alla luce, perché ciò che deve rimanere occulto lo rimarrà per sempre, forse.
Ed è in questo forse che confido prima di ogni cosa per rispetto delle vittime e dei loro parenti, per una strage, vile, che necessita non di una verità ma della verità.
MarcoBarone

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59 commenti a Si riapre il caso della strage di Vergarolla?

  1. Macia

    “Sparare” è intransitivo, per cominciare.

  2. effebi

    …tutto protrebbe essere… anche che Marco Barone sia un giornalista

  3. mia bisnona diseva:
    “dio stramaledica gli inglesi”

  4. ikom

    @3
    anche mia nonna

  5. Bibliotopa

    Vox populi, vox Dei ?

  6. Pieri

    Ogni volta che leggo gli articoli di Marco Barone ne rimango più disgustato

  7. El baziloto

    Barone: l’unico studio storico “approfondito” su Vergarolla è stato scritto da una studiosa croata. Dico “approfondito” perché è basato su criteri di ricostruzione “seri”.

    Le tesi del duo ineffabile Cernigoi-Kersevan sono essenzialmente basate su pre-giudizi.

    Ovvio che dal loro punto di vista sia fatto bene: queste due signore – per dirne una – sono convinte che Milosevic sia stato ammazzato in un complotto occidentale, che la Jugoslavia di Tito fosse il più bello stato possibile e che lo stesso Milosevic fosse il degno erede del vecchio maresciallo.

    Scommetto che questa Barone non la sapeva. Scommetto che non sapeva che secondo la Cernigoi la Sars (ve la ricordate, la malattia?) era stata sparsa appositamente per il mondo dalla multinazionale amerikana Monsanto. Scommetto che Barone non sa nemmeno che Cernigoi – storica dilettante – è chiamata da storici accademici “negazionista” per quanto riguarda le sue tesi sulle foibe.

    E scommetto che nemmeno sa che i nomi degli altri attentatori di Vergarolla – oltre a Kovacich – sono già venuti fuori, e che non ha mai sentito parlare dello studio croato. Del resto: che gliene frega a lui? Lo si capisce perfettamente da questo pezzo che conosce la questione come conosce la faccia nascosta della luna.

    In definitiva, scommetto che non ha fatto nemmeno uno sforzo informativo per capire cosa c’è dietro le tesi di Cernigoi-Kersevan, né per capire che cos’è stato scritto su Vergarolla.

    Questo pezzullo è ancora peggio dei precedenti.

    Oltre a ciò, è condito dalla solita melassa che fa scrivere robaccia tipo “una verità lentamente viene fuori ma non è detto che è quella corrispondente ai fatti storici ed alle relative responsabilità”, che oltre ad essere intrinsecamente incomprensibile e illogica non segue nemmeno la consecutio: “non è detto che è” è errore financo alle elementari, e fa il paio coll’inesistente “sparandolo”.

  8. Claudia Cernigoi

    Caro Baziloto, se Lei sa tutta la verità, perché non la dice invece di insultare chi le cose le ha studiate? si legga il nostro articolo e valuti se i dubbi da noi posti sulla ricostruzione di Vergarolla sono peregrini. Altrimenti, se ha visto ed analizzato i documenti che noi finora non abbiamo potuto leggere ma che vorremmo studiare, ce li renda noti.

    p.s. Dico, sono più di vent’anni che pubblico su argomenti di tutti i tipi e l’unica cosa che mi sapete tirare fuori per “sputtanarmi” è quel vecchio articolo sulla Sars, che poi non l’avete neppure capito, semplicemente vi riportate le stesse frasi uno dietro l’altro. ma leggetelo, una buona volta, e cercate di capire che esporre un dubbio non significa pretendere di avere scoperto la verità rivelata, gli “storici dilettanti”, a differenza dei manipolatori e dei propagandisti, di solito sono più cauti e meno caustici di quanto vengono dipinti. ad ogni buon conto l’articolo “Ipotesi sulla Sars” (ipotesi, appunto, caro Baziloto) si può leggere qui, e se lo leggete vedrete che NON scrive ciò che dice Baziloto, che SE lo ha letto non lo ha capito http://www.nuovaalabarda.org/leggi-articolo-ipotesi_sulla_sars.php

  9. Giovanni Rotolanti

    A furia di incontrare questo Barone,va a finire che mi dichiaro fascista sul serio!

  10. Giovanni Rotolanti

    Correggo,più giusto “incrociare” the baron.

  11. El baziloto

    Egregia Cernigoi,
    non intravedo alcun insulto in ciò che ho scritto. Ho riportato tutti fatti noti, a lei e a chi la segue. Perché io la seguo da tempo, e credo di essere uno dei pochi che s’è letto tutto quanto lei ha scritto (quello che ho trovato), nonché tutto quanto è stato scritto su di lei.

    Quando parla di “voi” con riferimento all’articolo sulla SARS non so a chi si possa riferire: esiste un “voi” con “me”? No: la realtà è che esiste un “voi” nella sua fervida fantasia.

    Così come non può essere che la sua fervida fantasia ad averle fatto scrivere quell’articolo sulla SARS. Certo: si tratta di un’ipotesi, però lei dovrebbe sapere che esiste una cosa che si chiama – in storiografia – “ergonomia”, che riassumo in due parole: è più proficuo seguire l’ipotesi più “ergonomica” e più “verosimile”. Corollario: le fonti vanno utilizzate secondo un criterio scientifico (e non sto nemmeno a spiegarle che significa: se s’interessa di ricerca storica dovrebbe saperlo da sé). Ulteriore corollario: non va fatta selezione delle fonti. Cioè: va ricerata – per quanto possibile – l’oggettività.

    E invece sa che capita a leggere i suoi studi: che lei infrange con bella costanza t-u-t-t-i questi principi.

    Le ipotesi che lei fa – compresa questa su Vergarolla – sono generalmente le più contorte e strampalate.

    Il suo utilizzo delle fonti è – a dirla poco – discutibile.

    Invece appare chiarissima – direi: abbacinante – una cosa: i suoi studi perseguono uno scopo, che è quello di difendere sempre e comunque l’esperienza del comunismo jugoslavo. Lei cerca in maniera disperata (non trovo altro modo per definirla) di idolatrare quel sistema, nell’ottica di una costante accusa a tutto ciò che nella sua ottica gli si opponeva: il “mondo occidentale”, per usare un’espressione “semplice”. Nonché (a fasi alterne) gli stati successori della Jugoslavia di Tito.

    Non c’è nulla di male ad avere delle idee forti. Ma questa non è “storiografia”. Questa è “ideologia applicata alla storia”.

    In altre parole: lei non fa ricerca storica, bensì cerca continuamente di piegare gli accadimenti ad un suo clamoroso pre-giudizio.

    E’ soprtattutto per questo che lei è chiamata in vari ambiti (non ultimo in certi ambienti accademici) “negazionista”.

    Riguardo poi la sua difesa degli “storici dilettanti”, mi permetta di sorridere: questa sua difesa a spada tratta della categoria è financo patetica.

    Mi basti citare un notissimo “storico dilettante” (se mi permette: molto più noto di lei a livello mondiale), la cui opera probabilmente lei non conosce ma che incredibilmente utilizza le sue stesse argomentazioni per la difesa del gruppo dei “non accademici”.

    Questo notissimo “storico dilettante” è David Irving.

  12. Sandi Stark

    Comunque se tratta de deduzioni, intitolar l’articolo “Si riapre il caso di Vergarolla” xe un poco esagerà, caro Barone. Giusto informar el pubblico che esisti una serie de deduzioni e richieste de accesso ad archivi per indagar sul caso, ma la Storia xe Storia, doveria esser una roba seria. Fin che i giornalisti la presenta in ‘sto modo, xe dificile che i ‘taliani fazi passi avanti sulla strada della Storia come disciplina oggettiva, dove le interpretazioni politiche xe solo una parte marginale e conclusiva delle ricerche. Fin adesso la Storia xe una question de opinoni da bar sport, come dimostra i commenti de alcuni lettori. E sti titoli sensazionalisti, ma sopratutto aver riportà solo le deduzioni politiche piuttosto che quelle tecniche, no iuta le persone ad affrontar la Storia in modo serio.

  13. Claudia Cernigoi

    Egregio Baziloto, non ha risposto alla mia richiesta di tirare fuori i documenti che provano quanto lei sostiene nel suo articolo. tutto il resto che ha scritto è aria fritta.

  14. El baziloto

    Egregia Cernigoi,
    a proposito di aria fritta, la vedo un po’ confusa: forse non ha molta dimestichezza con i blog.

    Io non ho scritto nessun articolo, bensì un commento ad un articolo.

    Che “documenti” dovrei tirar fuori? In relazione a cosa? A quali affermazioni?

    Chieda bene, e le sarà dato.

  15. Claudia Cernigoi

    In realtà ho sbagliato. buona parte di quello che ha scritto il sedicente baziloto (noto come sia facile, dall’anonimato di un nickname sparare a zero contro chi si firma con nome e cognome) è obiettivamente offensivo ed insultante per la mia figura. Esso (baziloto non è un nome, è un oggetto anodino) sostiene che io non faccio ricerca storica ma cerco di piegare gli avvenimenti al mio ideale politico che sarebbe la difesa ad oltranza del titoismo jugoslavo, se posso tradurre in questo modo. Stante che ciò non corrisponde al vero, questi sono insulti. Se il baziloto interpreta ciò in buona fede vuol dire che non ha capito niente. Altrimenti la buona fede è esclusa. Baziloto descrive un mio modo di lavorare che non è quello che ho. se questo non è offensivo, non so come definirlo. In ogni caso, se mi tira fuori i documenti, si possono analizzare. Per il resto non ho intenzione di continuare a dialogare con un nickname che ha semplicemente deciso di diffamarmi, senza neppure avere il coraggio di firmarsi con nome e cognome.

  16. El baziloto

    Ovviamente Stark non perde l’occasione per lanciare il suo solito sputazzo sugli “italiani”.

    Anche lui evidentemente non ha alba di che sta parlando.

  17. effebi

    “…ciò che deve rimanere occulto lo rimarrà per sempre, forse” a firma di Marco Barone, uno che dimostra di credere nelle ricerche di Caludia Cernigoi

  18. El baziloto

    Egregia Cernigoi,
    continua la sua confusione, ma afferma di essersi sbagliata quindi per lo meno in parte è scusata.

    Ripeto però la domanda: “documenti” relativi a cosa, di grazia?

    Sarà mica una domanda così difficile…

  19. Claudia Cernigoi

    Baziloto, ma lei è o ci fa? cito dalla SUA nota

    “l’unico studio storico “approfondito” su Vergarolla è stato scritto da una studiosa croata. Dico “approfondito” perché è basato su criteri di ricostruzione “seri”

    E scommetto che nemmeno sa che i nomi degli altri attentatori di Vergarolla – oltre a Kovacich – sono già venuti fuori, e che non ha mai sentito parlare dello studio croato”.

    Ora, se ha un valore ciò che Lei scrive, Lei è in grado di ritenere valido lo studio della studiosa croata (che avrà un nome suppongo, e questo studio sarà reperibile da qualche parte, oso sperare) in base a che cosa, se non in base a documenti che dall’alto della sua capacità storico-analitica ha giudicato attendibili, a differenza delle mie “teorie negazioniste”. Sono questi i documenti che intendevo chiedere rendesse noti.
    quanto all’articolo di cui il Piccolo si è ben guardato dal dire dove è reperibile, si può leggere a questo link
    http://www.diecifebbraio.info/2013/09/strategia-della-tensione-in-istria-la-strage-di-vergarolla/

    se qualcuno ha documenti e prove da aggiungere li aggiunga. Perché l’analisi di uno scritto non può limitarsi ad essere “chi ha scritto è una negazionista filotitina e quindi ciò che ha scritto non è attendibile”. Checché ne pensino baziloti e simili

  20. Giovanni Rotolanti

    In realtà il nome(vero) di el baziloto è piuttosto noto,strano che lei sig.ra Cernigoi,se è così brava a smentire certi fatti,non sappia chi sia in realtà;certo il nick name è fuorviante,se è tradotto per quello che so io.

  21. sandi volk

    Caro Baziloto – i doc di cui le si fa richiesta sono quelli con i nomi di coloro che avrebbero causato l’esplosione e lo studio della “studiosa croata” – che non puù essere che una “storica accademica, naturalmente – che sarebbe il più approfondito sulla questione Vergarola. David Irving mi sa sia più vicino a lei che alla Cernigoi. Potrebbe forse paragonarla più correttamente a Del Boca, storico dilettante (senza laurea o altri titoli, mai inserito in ambiente universitario), che per anni è stato insultato e trascinato per tribunali dai negatori (potremmo chiamarli tranquillamente e molto più appropriatamente negazionisti, non crede?), anche autorevoli (Montanelli, ad esempio) dei crimini del colonialismo italiano.
    E poi mi chiarisca chi sarebbero questi “accademici” che danno del negazionista alla Cernigoi, sono curioso. Naturalmente citando dove e come le avrebbero dato della negazionista. Altrimenti, come tutte le cose che ha scritto, sono solo sue affermazioni gratuite, di cui porta tutta e intera la responsabilità.

  22. El baziloto

    Non mi dite!!!

    Né Cernigoi né Volk sanno che c’è uno studio approfondito d’una storica croata su Vergarolla, pubblicato mica s’un’oscura fanzine, ma sulla principale rivista di studi storici di quel paese!!!

    Caspita: se non sono nemmeno capaci di trovarselo da soli, allora si dimostra che non sanno nemmeno usare Google!

    E nessuno dei due sa che sono stati fatti anche *altri nomi* oltre a quello del Kovacich, in relazione a Vergarolla (occhio Volk a quello che ho scritto: impari a comprendere la lingua italiana per ciò ch’essa dice, non per quello che a lei pare dica, anche in relazione a quel che ho scritto su Irving)!!!

    Oltre a ciò, adesso la Cernigoi arriva a citarsi addosso un articolo del Piccolo come se ne avessi parlato io!!!

    Tutto ciò non è divertente? E non dimostra il mood così simpaticamente eccessivo e sopra le righe che questi due studiosi mettono nelle loro discussioni?

  23. El baziloto

    Dimenticavo: Volk non sa nemmeno dove e quando la Cernigoi è stata chiamata “negazionista” da storici accademici.

    Cioè: nemmeno conosce quel che Cernigoi stessa scrive sul tema “negazionismo e dintorni”, visto che questa stessa autrice se n’è lamentata pubblicamente!!!

    Sempre più divertente!!!

  24. El baziloto

    Mi correggo per aiutare Volk e Cernigoi: lo studio croato non è apparso sulla *principale* rivista storica croata: su *una* delle principali.

    Aiutino finale dopo però si arrangiano: questo studio è stato pubblicato nel 2009.

  25. victor bergman

    Mi sembra chiaro che la documentazione finora disponibile agli storici è largamente insufficiente per determinare la verità storica sull’accaduto.
    Non c’è nessuna prova concreta in sostegno delle opposte tesi, che sono basate esclusivamente sul “cui prodest?”.
    Nonostante questo, la tesi che colpevolizza gli “yughi” viene sovente presentata come scontata e la tesi complottista della Cernigoi sembra volerne essere di contrappeso.
    Molto probabilmente nessuna delle due si avvicina alla realtà. Applicando il criterio del buon vecchio padre Occam, secondo me, si è trattato di un banale incidente. Non è fantascienza supporre che una delle mine non sia stata disinnescata a dovere.
    Organizzereste un raduno in vicinanza di nove tonnellate di tritolo, tanto “non possono esplodere”, perché disinnescate da un gruppo di ragazzi inglesi che non vedeva l’ora di tornarsene a casa? Lo dubito. Ma ovviamente nel 1946 la percezione del pericolo e delle responsabilità individuali era diversa.

  26. Claudia Cernigoi

    Beh, visti i toni della risposta del baziloto, lassemolo che el bazili da solo, perché noi storici dilettanti abbiamo altre cose da fare che perdere tempo coi perditempo che sanno solo sfottere, insultare e parlare a vanvera.
    evidentemente, dato il tono del dibattito, ha sbagliato Barone a postare il suo intervento su questa lista, tempo sprecato.

  27. effebi

    vittime della strage di vergarolla ? chi ? dove ? quando ? …soggetti defunti per diversa percezione del pericolo

    (questa ne mancava)

  28. El baziloto

    Victor, in linea di principio sono d’accordo con te.

    Ti faccio però notare che secondo le risultanze dell’inghesta fatta immediatamente eseguire dai comandi inglesi, le bombe vennero fatte esplodere da qualcuno non identificato.

    Anche loro volevano nascondere un’inefficienza dell’apparato di controllo?

    Sconcertante invece è tutto quel pappardone che le due autrici inseriscono nel loro articolo, secondo il quale in definitiva Vergarolla non determinò miniamente l’esodo dei polesani, già deciso in massa. Ciò cozza contro tutte le risultanze testimoniali dell’epoca.

    Oltre a ciò, adesso ti faccio vedere un piccolo esempio di come queste due fanno “ricerca”.

    C’è tutto un pezzo dedicato a “chi avrebbe potuto innescare le mine”. Secondo loro, citando a casaccio un documento, solo chi aveva in dotazione queste mine (evidentemente non sanno nulla dell’utilizzo di armamenti preda di guerra nel corso degli anni che vanno dal 1939 al 1945, per cui – per esempio – i tedeschi usarono massicciamente tutti i tipi di armi sovietiche, e viceversa). E chi aveva in dotazione queste mine? Francesi, inglesi e Decima Mas. Conclusione di Kersevan-Cernigoi: i francesi non c’erano, sugli inglesi ci asteniamo, ma la Decima Mas… alcuni della Decima erano stati reclutati per bonificare un anno prima il porto di Venezia dalle mine, chissà che non siano anche stati reclutati a Pola?

    Non è che dicano così queste due autrici (c’è un limite anche all’affabulazione, nella presunta storiografia scientifica): loro dicono “non abbiamo dati per ritenere che gli stessi bonificatori di Venezia siano poi stati inviati a bonificare anche Pola, ma sempbra che Usmiani (NDR: un personaggio la cui storia è da conoscere!) abbia anche fatto cenno a un ufficiale della Decima passato ai partigiani nella zona di Pola”.

    Adesso ti dimostro cosa si può fare, utilizzando lo stesso metodo di “storiografia immaginifica” (o “spintanea”, nel senso che ti “spinge” a pensare a una cosa):

    – La strage fu opera dei partigiani, giacché si sa che uno della Decima passato con Tito era in zona.

    OPPURE

    – La strage era opera della Decima Mas, visto che uno della Decima era in zona.

    Testa o croce?

  29. El baziloto

    Cernigoi,
    lei mi delude alquanto. Cosa credeva che fosse un blog? Se è capace di condurre una discussione adeguata sul tema oggetto della sua ricerca e sul modo in cui lei in generale analizza documenti e fatti storici, siamo qui per servirla.

    D’altro canto, invece, visto che i suoi testi sono sempre pieni di link evidentemente recuperati via google in giro per il mondo ewb, pensavo avesse contezza del fatto che Vergarolla e la sua strage hanno fatto produrre qualcosa di scritto anche al di fuori dei confini nazionali.

    Invece che ti capita?

    Che lei chiede a me di sapere il nome di uno studio pubblicato e financo rintracciabile con Google in due-minuti-due.

    Il che significa che lei non ha fatto questa ricerchina di base.

    Ne ha fatte altre, dovrebbe ringraziarmi perché lo sto dando la possibilità di farne un’altra, invece di ritrarsi sdegnata da codesto blog.

  30. Alessandra Kersevan

    Come si può desumere da una breve ricerca in internet non uso inserirmi nelle discussioni nei blog. Intervengo in questo caso soltanto per chiarire due punti: 1) l’articolo del Piccolo era completamente fuorviante su quanto da Cernigoi e da me affermato: io ho esordito dicendo che l’affermazione della presidente Serracchiani, per il suo ruolo istituzionale, ci sembrava non corrispondente all’attuale situazione della ricerca, e proponevamo, appunto, una strada anche di ricerca collettiva, mettendo in comune le varie risultanze e documentazioni conosciute, per arrivare a una possibile verità, in una vicenda così difficile e complessa; 2) poiché Serracchiani si riferiva evidentemente al documento citato da Amodio e Cereghino, abbiamo chiarito che una informativa dei servizi segreti è una delle fonti, non LA fonte, e per questo avrebbe bisogno di essere a sua volta dimostrata da altra documentazione; si metteva poi in evidenza che l’informativa britannica veniva da una fonte italiana già coinvolta in faccende di disinformazione, e si spiegava perché questo pone dei problemi di interpretazione. Citando poi altra documentazione Cernigoi descriveva possibili altri scenari, che non abbiamo presentato come LA verità, ma semplicemente come ipotesi di lavoro. Il giornalista del Piccolo, come purtroppo è uso massmediatio, ha semplicemente raccontato tutto questo in maniera molto colorita e drastica. Penso che anche chi scrive nei blog sappia che si dovrebbe fare una tara su quello che viene scritto dai giornali. IL PROBLEMA È CHE IN TUTTO QUESTO, POI, SI FA SOLTANTO POLEMICA E COSI’ PASSA IN SECOND’ORDINE IL FATTO CHE, COME DA CERNIGOI E KERSEVAN AFFERMATO, SU VERGAROLLA NON C’È, APPUNTO, ANCORA ALCUNA CERTEZZA, E QUINDI SERRACCHIANI NON POTEVA FARE QUELLE AFFERMAZIONI cosi’ sicure.
    Anche perché, se il sig. Baziloto si riferisce al saggio di Tea Čonč, mi pare che anche l’autrice croata concluda proprio che su Vergarolla non si può allo stato attuale dire niente di definitivo.
    Concludo dicendo che questi luoghi di commenti potrebbero essere usati per un comune approfondimento e discussione, ed invece si trasformano soltanto in luoghi di diffamazione. Peccato.
    Aggiungo che risponderò solo a chi scriva cose che aiutino a far progredire la discussione.

  31. Claudia Cernigoi

    Kersevan ha centrato il problema. il mio insistere col baziloto perché tirasse fuori le prove era per vedere se parlava dello studio di Čonč (forse non ha scritto il nome perchè nella sua tastiera non ha le lettere “titoiste”?) dato che lo studio di cui sopra lascia aperti molti interrogativi e non dà alcuna certezza. Appunto. Neanche noi abbiamo dato certezze, sono altri che sono molto sicuri. In ciò si distingue l’affermazionista, colui il quale non ha alcuna prova documentale salvo affermare e riaffermare quanto da altri affermato.
    e con questo ho chiuso la polemica. chi volesse leggere l’articolo e fare delle critiche serie lo faccia, con i polemici affermazionisti e maleducati non dialogo.

  32. El baziloto

    Ebbrava la Kersevan, che ha illuminato il duo Cernigoi/Volk sull’articolo di cui ho parlato! Evidentemente lei ha più dimestichezza con Google e le indicazioni che ho dato le sono risultate immediatamente utili.

    Riguardo al punto 1. da lei citato, le rispondo rapidamente: qui nessuno ha parlato dell’articolo del Piccolo, tranne Claudia Cernigoi e Alessandra Kersevan. Che volete fare: vi fate una domanda e vi date una risposta come Marzullo?

    Riguardo al punto 2., chiedo: siccome né nel vostro articolo né nelle fonti da voi citate si fa riferimento alle altre “faccende di disinformazione” delle quali sarebbe stata “già coinvolta” la “fonte italiana” che parlò di Kovacich, io domando a voi due che conoscete la materia: queli sono questa “faccende”, precedenti alla strage di Vergarolla? Così, tanto per farmi un’idea se sia vero o meno quello che affermate qui dentro (e che non avete affermato nell’articolo).

    L’intervento di Cernigoi invece merita un applauso: solo un abile arrampicatore di specchi può inventarsi quella storiella delle “lettere titoiste”.

    Resto anche incredibilmente stupito dall’uso – evidentemente involontario – del termine “affermazionista”, che Cernigoi mi attribuisce. Infatti, esattamente QUELLO è il termine adottato dai negazionisti della Shoah per chiamare “quelli che affermano che la Shoah è realmente avvenuta”.

    Un giorno sarà necessario studiare in modo più approfondito queste strane consonanze…

  33. nick

    Caro Barone, il tuo rapporto con la punteggiatura è davvero complicato! Mamma mia, leggere i tuoi articoli è uno strazio.
    Detto questo, posso condividere l’approccio di Cernigoi e Kersevan. Tuttavia, per quello che è il mio punto di vista, il loro approccio “militante”, per quanto legittimo (ci mancherebbe!), non favorisce una trattazione “serena” di questi argomenti. Ormai, e lo dico a malincuore, l’etichetta che vi accompagna determina una serie di pregiudizi che non permettono ai vostri lavori, alle vostre ricerche di essere accolte in una prospettiva scientifica. E se è certamente vero che questo contesto è stato favorito da dichiarazioni e prese di posizioni “ideologiche”, è altrettanto vero che voi per prime dovreste in qualche modo fare un passo nella direzione di un rasserenamento dei rapporti con quella parte della comunità locale giuliana e friulana (molto numerosa, come sapete) che guarda con diffidenza al vostro lavoro. Da chi ormai da diversi anni, per ragioni di lavoro, si è trasferito lontano da Trieste, aggiungo poi una notazione: l’analisi morbosa di quella stagione storica (e non mi riferisco solo a Cernigoi e Kersevan), continua ed indefessa, deve trasformarsi in qualcosa d’altro. La sensazione è che a Trieste si discuta sempre e solo di quegli anni lì. Si tratta di un “avvitamento” che non aiuta nessuno. Nessuno. E lo dico con il cuore in mano, senza voler accusare nessuno.
    Con la speranza di aver proposto una critica costruttiva e di non aver fatto risentire nessuno, saluto con cordialità.

  34. dimaco

    per la cronaca sarebbe interessante scoprire come gli slavi italofoni(cit.Ziberna ) siano riusciti a mettere le mani sui detonatori delle mine che erano stati rimossi dagli italiani tempo prima. Sono sicuro che trovare una risposta sarebbe curioso visto che tutti sanno quello che è successo ma nessuno si interessa al come. Strano perché è una delle domande basilari in una indagine su qualsiasi crimine.

  35. El baziloto

    E a te chi l’ha detto che i detonatori erano gli stessi?

  36. dimaco

    non puoi mettere detonatore alla ca22o su una mina. deve essere la sua. oltretutto ci sono discordanze sul tipo di ordigni. e pure il fatto che erano incustodito. a dirla tutta Monfalcone é nemmeno certo il numero o il tipo di ordigno. addirittura si parla di 2 siluri e 5 generatori di fumo. cmq non puoi applicare detonatori X su ina bomba X. perché possono succedere due cose: o non esplode ooppure detona all’istante.

  37. Sfsn

    Caro baziloto, alias Lojze, alias Luigi veneziano, alias Luigi Vi., già bannato da questo blog per insulti, noto per la sua onniescienza e per essere prolifico inventore di palle clamorose:
    finchè no vien fora el titolo de questo fantomatico “studio approfondito di una studiosa croata” e el nome della suddetta studiosa i tui comenti no conta assolutamente niente.
    Mi per esempio te posso dir che l’unico studio approfondito sulla strage de Vergarolla xe sta fato da una storica uzbeka (naturalmente accademica, no dilettante!) e che adiritura go visto i documenti originali dell’OZNA che ordinava la strage: li ga a casa sua un ex agente del KGB che vivi soto falso nome in Alaska dove che el lavora come contorsionista in un circo

  38. El baziloto

    Dimaco: mi spieghi Monfalcone che c’entra?

  39. Giacomo Franzot

    31 Claudia Cernigoi 12 settembre 2013, 15:04
    …..il mio insistere col baziloto …..
    (forse non ha scritto il nome perchè nella sua tastiera non ha le lettere “titoiste”?)

    troppo forte le lettere titoiste!

    brava Claudia 🙂

    Claudia Alessandra Sandi, anche voi avete conosciuto el baziloto…se el fusi “cativo ma onesto” lo legeria, ma el xe solo che cativo.

  40. El baziloto

    Sfsn, non deludermi e leggi bene. Il nome dell’autrice del testo e’ stato fatto due volte qui dentro. Adesso sta a te: googola un po’ e vai con Dio. O vuoi la pappa precotta e premasticata?

    Franzot, non mi scompongo minimamente. Se uno e’ in grado, e’ in grado, se no, ciccia.

  41. Paolo Geri

    Questa lettera è stata pubblicata sulle “Segnalazioni” de “Il Piccolo” pocxhe settimane fa. Non è una bufala. Larry Southgate, Ex soldato inglese, esiste. L’ ho conosciuto di persona durante la sua ultima visita a Trieste.

    Direi un utile contributo al tema di uno che all’ epoca c’ era di persona.

    “Faccio riferimento ad un articolo apparso nel sito-web di questa settimana in merito alla strage di Pola 67 anni fa. Noto con rammarico le parole usate in quell’articolo dove ancora oggi si dà la responsabilità dell’accaduto alle forze di Tito. Io ero di stanza a Pola con il mio reggimento militare, il secondo battaglione del reggimento di Monmouthshire, Galles. Noi eravamo stanziati nella caserma Monumentale di Pola quel brutto giorno. Eravamo responsabili per le munizioni belliche che erano state stoccate nelle gallerie di Vallelunga. Le mine marittime furono collocate sulle spiaggie di Vergarolla in un posto considerato abbastanza lontano dalla parte delle spiaggie normalmente frequentate dai polesani, circondate da filo spinato e con cartelli di avvertimento di pericolo in ambedue le lingue del distretto, serbo-croato e iItaliano. Ma che siano state fatte esplodere dagli uomini delle forze di Tito è una tesi che forza l’immaginazione un po’ troppo ancora oggi. A cosa serviva? E come potevano sapere che le spiaggie sarebbero state affollate da bagnanti quel giorno? C’erano le truppe americane poco lontano a Fiume (oggi Rijeka) e gli inglesi nella città e nel porto di Pola. Se gli uomini di Tito voleva sabotare qualcosa, credo che avrebbero cercato di far esplodere le munizioni di Vallelunga, che avrebbero fatto saltare la metà della città e del porto di Pola. A quell’epoca facevo la corte ad una bella donna di Pola e avevo anche qualche amico italiano in città e nella caserma, e mi fu detto che si erano stati avvistati due o tre ragazzi della città vicino a dove erano state stoccate le mine. Anzi, ho inteso anche delle voci che giravano dopo che questi ragazzi erano stati visti dentro il recinto dove c’erano le mine con le quali pareva giocassero. Naturalmente, dopo l’esplosione non si sono mai piu visti. Ma che oggi, a 67 anni dalla strage, la vecchia animosità tra i serbo-croati e gli italiani del Friuli Venezia Giulia sia così viva ancora, mi sorprende, specialmente oggi che le nazioni dell’Europa vantano della famosa Unione. Sono anche ben conscio del fatto che Tito voleva tutta l’Istria, fatto dimostrato dall’espulsione degli istriani poco tempo dopo la strage. Come ho detto, facevo la corte ad una polesana, chi, assieme alla sua madre e fratello, furono anche loro evacuati e trasferiti nella zone del Governo militare alleato. E qui nasceva un altra tragedia. Nel momento della loro grande disgrazia, disperati e con grande bisogno di aiuto, cosa ha fatto il governo italiano? Se ne è lavato le mani dicendo che era responsabilità del Governo militare badare ai fabbisogni dei profughi. La mia donna e la sua famiglia furono alloggiati nelle caserme di Ronchi dei Legionari. Io, intanto, ero stato via da Trieste per un anno, poi ero riuscito a ritornare per ragioni compassionevoli. Così potevo visitarli quasi ogni fine settimana e posso dire che non ho mai visto un alloggio più disgraziato in vita mai. Ma in quei giorni, il governo italiano che voleva essere riconosciuto come un grande alleato (quando serviva!) non pensava a badare ai suoi cittadini. Cosi, anche se fossero stati gli uomini di Tito a causare la strage di Pola, almeno quelle vittime morirono subito. Ma i profughi dell’Istria furono condannati invece ad anni di sofferenza causata da loro connazionali.
    Larry Southgate (Ex soldato inglese, veterano con 6 anni di servizio a Trieste e Pola.)

  42. effebi

    “E come potevano sapere che le spiaggie sarebbero state affollate da bagnanti quel giorno?”

    da sola, questa domanda potrebbe bastare per sorridere delle dichiarazioni dell’ex soldato (!?) di sua maestà… dai, semo seri…

  43. Luigi (non veneziano)

    Davvero edulcorante una testimonianza che conclude: “Cosi, anche se fossero stati gli uomini di Tito a causare la strage di Pola, almeno quelle vittime morirono subito. Ma i profughi dell’Istria furono condannati invece ad anni di sofferenza causata da loro connazionali”.

  44. El baziloto

    Geri, come puoi credere ad una testimonianza talmente sballata? Questo qui credeva addirittura che gli americani fossero di stanza a Fiume!

  45. Cernigoj

    Invito tutti i partecipanti ad andare a vedere Wikipedia che parla di Cernigoj e relativi commenti: sorperese per tutti – garantito vasco vascon

  46. Klaudjia Cernigoji de Maresego: TIRÈ FORA I FASSISTI CHE ZE ‘ÈNTELE CANTINE!!!! T IRÈ FORA I FASSISTI!!!!!!!!”

  47. vasco vascon

    Giuseppe Cobolli Gigli grande italiano – HA COSTRUITO LE STRAE DELL’IMPERO!!!!!!!!!!!!!!!

  48. Kaiokasin

    Ma perchè proprio oggi Barone sente il bisogno di scrivere sul blog della strage di Vergarolla?
    Forse perchè ieri a èStoria a Gorizia è stato presentato un nuovo libro, “Vergarolla 18 agosto 1946. Gli enigmi di una strage tra conflitto mondiale e guerra fredda”, di Gaetano Dato, ed.Leg, euro 26,00, presentato dalla prof. Anna Vinci e promosso dal Circolo Istria (nè la prima nè i secondi sospettabili di revanscismo, no?)? Costava tanto dirlo subito e rendere merito a questo studioso, che si è cercato nuove fonti, senza pregiudizi, senza voler sostenere una o l’altra delle tesi precostituite che sentiamo da tanti anni? Riconoscere il suo lavoro mi pare il minimo, per correttezza! Poi lo si discuta pure, per carità. Ma si parte da questo, no?

  49. ufo

    Psst… guarda che il post è stato pubblicato a settembre 2013 :-).

  50. Kaiokasin

    Allora mi scuso con Barone e invito comunque chi è interessato alla faccenda a leggersi questo nuovo contributo. Senza polemiche.

  51. Stefano

    ah bon..vol dir che doman, prima roba che fazo xe comprar una foto gigante de tito de tacar sul muro…cussi posso ammirarlo ogni giorno e pentirme de gaverlo considerado in modo negativo (useria altra parole ma dopo saria poco elegante e de conseguenza “sicuramente” fascista….)

  52. ufo

    In alternativa mi gavessi visto su eBay un poster d’autore de kkomunisti che mania bambini – un dei pochi dove che i usa i stecheti come cinesi invece che solito piron e manera… Ciollo subito, che cussì no i li fa più.

  53. Strage di Vergarolla/ Pola: “Strage accaduta in Italia”? Un post di Cristicchi che farà discutere ed incazzare
    http://xcolpevolex.blogspot.it/2014/08/strage-di-vergarolla-pola-strage.html

  54. Claudio Franza

    Pareri e letture dei fatti pro e contro a non finire. Io passo allora a valutare a farmi una opinione sulla base del : “cui prodest ” applicato a quel eccidio e sull’esito finale che ha visto un risultato positivo per TITO e negativo per gli italiani istriani.

  55. John Remada

    Articolo scritto da “un accecato dalla passione” ,sinistro estremo, il tizio dalla data dello scritto è stato azzerato dai fatti e in pratica svanito come tutto il D.D.T.!

  56. Fiora

    @55
    il maresciallo è defunto, portandosi dietro giudizi controversi dei suoi stessi compatrioti.
    La comunità Italiana dell’Istria resta, mantenendo memoria storica, valori, cultura.

  57. John Remada

    “Accecato dalla passione” = energumeno.

  58. John Remada

    Barone…..se leggi rispondi! Eri a Barcellona e per poco ci rimettevi le penne, sempre dell’idea di un supermondo con tutti i buoni, meno fascisti e razzisti?

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