9 settembre 2013

Lussingrande: la Casa “Betania” compie 130 anni

di Mariano L.Cherubini

È stato celebrato alla Casa “Betania” l’anniversario dei 130 anni dall’arrivo a Lussingrande delle Suore di Carità della S. Croce (1883-2013). Un’occasione questa per strappare dall’oblio l’impegno delle suore con vecchi e ammalati, bambini e sacerdoti del ricovero.
Arrivate sull’isola di Lussino dalla Svizzera su invito del vescovo Josip Juraj Strossmajer, esercitarono innanzitutto in campo educativo-scolastico.
L’anniversario è stato celebrato a Lussingrande con ospiti importanti scuola e nel collegio di Đakovo. Significativo rilevare che le prime filiali furono aperte per un’altro scopo, quello sociale molto lontano dalla loro sede provinciale. 130 anni fa partiva l’apostolato fruttuoso, prima per ospitare i poveri a Lussingrande, poi un giardino d’infanzia nellostesso luogo, seguito dall’esercizio nell’ospizio dei poveri a Lussinpiccolo. Infine acquistarono una casa propria, offrendo convalescenza prima a sacerdoti e dopo ad altra gente. Sono 6mila le religiose di questa congregazione nel mondo, 150 in Croazia, di cui tre a Lussingrande.
La Casa “Betania” ha una storia particolare. In seguito alle varie traversie (politiche e di altre circostanze) tante delle prove materiali sul lavoro delle suore, si sono perdute. La documentazione pervenutaci è però sufficiente per poter, anche se parzialmente, ripercorrere l’esercizio delle suore sull’isola di Lussino. Nel rituale dell’anniversario, a Lussingrande sono intervenuti il Vescovo di Veglia, mons. Valter Župan, il segretario della Conferenza Episcopale croata, mons. Enzo Rodinis, il sindaco di Lussinpiccolo, Gari Cappelli, la vicesindaco Ana Kučić, la superiora dell’0rdine, suor Amalja Kupčerić, il parroco don LukaPaljević insieme a numerosi ecclesiastici.
Tra i relatori anche il connazionale ed ex liceale Marko Medved, di Fiume, che si è soffermato sull’importanza dell’Arciduca Carlo Stefano d’Asburgo – Teschen per Lussino e per l’esercizio delle suore della Carità di S.Croce.

Mariano L.Cherubini

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