29 luglio 2013

Bisiachinbici tra le isole greche: seconda puntata

Continua il diario di viaggio di Marco e Luca, per il quale ringraziamo Marco Dijust. Qua la puntata precedente.

24.6.13
Sveglia frettolosa alle 6.30 per prendere il traghetto.. tanto che nella fretta abbiamo lasciato nel frigo della signora un litro intero di latte..nonchè le chiavi del mio lucchetto!!!Il traghetto era simile ad un aliscafo ed io sono rimasto fuori sul ponte tutto il tempo per controllare che le bici non finissero in acqua. Arrivati a Corfù città (veramente si chiama Kerkyra), siamo rimasti come sempre shockati dall’impatto col traffico; senza neanche entrare in città abbiamo comprato una cartina e ci siamo diretti subito verso nord, seguendo la strada principale, che per fortuna siamo riusciti ad evitare abbastanza, usando marciapiedi e corsie per taxi/bus.
Abbiamo superato alcune località balneari come Kontokali, Dassia, Ipsoss e Nissaki tralasciandole brutalmente perché troppo turistiche e troppo simili alle nostre spiagge; abbiamo così cominciato ad arrampicarci sulle pendici del Pantokratoras, il monte più alto dell’ isola (911 m.) per giungere a Kalami, piccolo paesino di mare dove sorge la casa in cui aveva soggiornato la famiglia Durrel. Foto di rito e primo bagno nelle acque corfiote, con pranzo a base di panini sotto l’ ombra di un fico direttamente sulla spiaggia. Riprese le bici abbiamo affrontato una salita continua, con solo qualche saliscendi per farci tirare il fiato, prima di scendere al porto di Kassiopi, nel quale ci siamo fermati a visitare da fuori una graziosa chiesetta ortodossa e la fortezza veneziana, sorseggiando degli ottimi frozen yogurt.
Lasciando poi la strada provinciale, abbiamo deviato per la baia ed il monastero di Agi Spiridiones. Qui la strada scende al livello del mare, si insinua tra boschi di pini e cipressi per poi correre tra le dune di sabbia coperte di mirto, in direzione di Acharavi. Qui abbiamo incontrato la prima spiaggia fkk ( il naturismo sarebbe vietato ma è tollerato).La zona qui è sempre sabbiosa, quasi paludosa, con vegetazione bassa e casette un po’ fatiscenti, da noi descritte “balkan style”.
Poco prima di arrivare alla nostra meta, Roda un cane ci ha attraversato la strada…Luca ha avuto la bella idea di dargli una scampanellata di saluto e questo ha cominciato a venirci dietro.. Arrivati quindi più veloci del previsto in paese abbiamo trovato subito il campeggio, praticamente deserto a parte una famiglia di tedeschi…era talmente deserto che non si trovava neanche qualcuno a cui chiedere le informazioni per il check in..Montata la tenda in un boschetto di pioppi ed espletato tutta la routine da campeggio siamo usciti nel centro storico del paese x cenare in un bel localetto proprio sul mare; si tratta di un ex magazzino merci riconvertito ora a taverna con una bella veranda proprio sulla spiaggia: abbiamo assaggiato un ottimo tzaziki, moussaka e pollo in umido..per finire due belle baklave ( dolce pieno di miele tipico dei paesi mediterranei) ..peccato che non ho potuto assaggiare il galaktoburito, altro dolce tipico che non avevo mai provato. In un altro bar sul lungomare poi ci siamo fatti fuori (sempre in onore alla scienza e della scoperta) una bottiglia di vino Rezina, un vino bianco aromatizzato alla resina di pino.

Km percorsi: 63,60 tempo totale di pedalata: 9 ore

25.6.13
Sveglia con calma, colazione sotto i pioppi e ricerca della vecchietta gestrice del campeggio.. che risultava introvabile.. dopo un quarto d’ ora di ricerche l’ abbiamo scovata che stava tagliando tranquillamente una siepe. Poi pedalata fino a Sidari, paesino prettamente turistico ed un po’ bruttino dove però ci siamo bevuti un buon cappuccino in riva al mare .Abbiamo proseguito poi per Livada e Peroulades con l’ obbiettivo di arrampicarci fino alla cima di Capo Dastris, una formazione di pietra arenaria che si butta con tutta la sua mole nel mare blu. Bellissimo!!!!

Arrampicati poi ancora fino ad Aviotes, sonnacchioso paesino collinare ci siamo fermati a chiacchierare e bere due birrette nel bar-emporio del paese assieme a due ragzzi locali che ci hanno dato alcune informazioni per arrivare ad Agios Georgios, baia in cui siamo poi arrivati per pranzo. Bagno e pranzo in spiaggia, eis caffè in bar e ,nonostante le teorie geografiche del cameriere a cui avevamo chiesto consiglio, ci siamo dovuti inerpicare sul monte Kastro per poter uscire dalla baia. In cima sul monte si stagliavano le antenne ed i ripetitori radio.. noi baldanzosi si sperava di trovare qualche stradina che aggirasse il monte in basso…invece niente.. l’ unica strada chec ‘è ci ha portato fino in cima, passando accanto alle antenne (407m.!), uniche tracce di vita, alcuni cani che ci hanno solamente abbaiato dietro. Scollinando velocemente sul altro versante siamo poi arrivati a Krimi, un pugno di casette immerse tra gli alberi dove abbiamo chiesto in formazioni per Agelokastroa due vecchietti seduti all’ ombra a vendere olio d’ oliva fatto in casa. Oltre a indicarci la direzione i vecchietti a gesti ci hanno chiesto da dove venivamo e quando abbiamo risposto Italia…”Ah ma italiani greci.. una fazza una razza” hanno esclamato e con un grande sorriso ci hanno regalato alcuni buonissimi fichi del loro albero. Arrivati poi ad Agelokastro abbiamo potuto ammirare la fortezza bizantino-veneziana, ormai assai in rovina, nella quale le popolazioni dei dintorni si rifugiavano per sfuggire agli attacchi dei pirati e dei turchi; il castello, costruito su unì altura a precipizio sul mare e rimasto
sempre inespugnato…anche per noi perché saremmo dovuti scendere e risalire di molto per visitarlo.. così ci siamo accontentati di osservarlo da lontano.
Continuando a scollinare siamo passati per Lakones, paesino chiamato anche “il balcone sullo ionio” per la vista che si gode dalle sue terrazze della baia sottostante di Paleokastritsa. Proprio lì abbiamo fatto tappa per la notte, in un campeggio con ben altre due tende!! Cena in un localino protetto dal vento fresco che soffiava, abbiamo assaggiato il Sofrito ( carne di manzo marinata in vino bianco e aglio e come dessert yogurt greco con miele…molto buono! Poi nanna subito che eravamo cotti.. specie io visto che la mattina mi sono dimenticato di mettere la crema solare e quindi alla sera ero di un vivace color rosso fosforescente.
Km percorsi: 51,34 tempo di pedalata : 4: 12 ore

Tag: , , .

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *