4 luglio 2013

Un centro estivo nella “macchina del tempo”

Sta per concludersi la terza settimana di centro estivo al museo Sartorio. È il primo anno che il Comune e i Musei Civici propongono attività simili (ce n’è anche uno analogo al museo Revoltella): abbiamo incontrato Marta Finzi, una delle due animatrici dell’attività, nonché educatrice museale del museo teatrale Carlo Schmidl, per farci raccontare come è nata l’idea e cosa fanno i bambini che partecipano.

Com’è cominciata questa avventura?

Da un’idea della guida autorizzata del Sartorio Anna Krekic e mia, che ha subito avuto il benestare del Comune e della direttrice dei Civici Musei, Maria Masau Dan. Era da tempo che io e Anna ci chiedevamo come fosse possibile vivere il museo in un modo diverso dalla classica visita didattica. Ci piaceva il motto “il museo? Casa mia”, con cui il Comune ha lanciato l’apertura mensile gratuita dei musei della città una volta al mese. E così abbiamo… ri-trasformato il Museo Sartorio in una casa, come era all’origine. Ospiti di riguardo, i bambini.

Che cosa possono aspettarsi i bambini che trascorrono una settimana con voi al Museo Sartorio?

Chiamiamolo pure un viaggio nel tempo: per una settimana “assaggiano” la vita in una casa dell’alta borghesia triestina di metà Ottocento. Imparano a conoscere questo luogo in un tempo lungo, lo abitano: cosa impossibile durante le normali visite al museo che durano un paio d’ore. Esplorano le differenze e le somiglianze tra l’Ottocento e oggi, e alla fine della settimana cominciano a sentirsi “di casa” in uno spazio e un tempo diverso da quello di ogni giorno. Fanno delle cose speciali, che di solito sono vietate ai bambini che visitano i musei, e forse anche per questo sono molto bravi e rispettosi di questo spazio, e delle regole che diamo loro.

Puoi fare qualche esempio di attività?

Innanzitutto, nessuno viene costretto a seguire le nostre proposte: se un bambino non è interessato, può tenersi in disparte, ma ciò è successo di rado. Hanno dipinto, scoperto l’albero genealogico della famiglia Sartorio, confrontato le foto digitali di oggi con i ritratti dipinti, scoperto i vestiti e divertimenti dell’epoca, dai giochi di una volta agli strumenti musicali. Il museo, inoltre, ha un bellissimo giardino, che è perfetto per giocare, rilassarsi e fare merenda. I bambini lo adorano… e anche noi!

Inclusa nel programma c’è anche una visita al Museo Teatrale, giusto?

Sì, dove appunto i bambini possono vedere costumi e strumenti (possono anche suonarne alcuni), e visitiamo anche il Teatro Verdi. Il teatro era una parte importante della vita in quell’epoca, e ci sembrava giusto includerlo nel nostro viaggio nel tempo. Vedere le prove di un’opera allestita ai nostri giorni ha fatto capire loro che alcune cose di due secoli fa sono vivissime ancora oggi, anche se si sono trasformate con gli anni.

Come reagiscono i bambini?

Ah, innanzitutto con fantasia: alcuni, dopo aver visto i ritratti dei loro “antichi coetanei” cominciano a farsi chiamare come i bambini di casa Sartorio… e in generale i bambini si divertono un mondo: più di uno tra loro è tornato per una seconda settimana, il che è un chiaro segno che le attività proposte hanno colpito nel segno. A proposito: le attività di settimana in settimana cambiano, e ne abbiamo ancora tante in testa… non corriamo il rischio di ripeterci!

Ci sono ancora posti liberi per chi volesse iscriversi?

Sì, ci sono ancora alcuni posti per la settimana dall’8 al 12 luglio, e sono aperte anche le prenotazioni per la prima settimana di settembre. Potete prenotarvi telefonando al 320 0459262 o scrivendo una mail a centroestivomusei@gmail.com;  chi vuole partecipare al centro estivo del Museo Revoltella (dove le attività sono più improntate all’arte) può invece contattare lo 040 6754350 o scrivere a didattica_revoltella@comune.trieste.it .

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