28 maggio 2013

Quale università nei prossimi anni? L’ intervista al candidato rettore Guido Abbattista

Card unica dello studente e accordo con il social network statunitense LinkedIn nel futuro dell’Università degli Studi di Trieste. A pochi giorni dalle votazioni che eleggeranno il nuovo Magnifico Rettore dell’Ateneo, il candidato prof. Guido Abbattista annuncia due importanti innovazioni che intende realizzare entro il primo anno di governo, qualora risultasse vincitore delle elezioni. Il prof. Abbattista (qui per saperne di più del suo programma) ci ha gentilmente concesso una breve intervista, per approfondire alcuni temi. 

Da anni è in atto una collaborazione con l’università di Udine: con quali modalità continuerà?
Questo avverrà d’intesa con l’ateneo udinese, sulla base dell’identificazione di necessità e obiettivi specifici d’interesse comune. Mia intenzione sarebbe proseguire l’attività del tavolo di coordinamento recentemente istituito a seguito della stipula dell’accordo di collaborazione inter-ateneo. Posso immaginare che vi siano almeno tre aree d’intervento: lauree magistrali inter-ateneo, soprattutto per migliorarne il funzionamento nell’interesse degli studenti; i dottorati inter-ateneo a titolo congiunto; e l’armonizzazione delle prassi amministrative

E per quanto riguarda le Università della Slovenia, dell’Austria e della Croazia? Quali strategie per implementare le collaborazioni già in atto?
Si tratta di un’area d’intervento di estrema importanza, che andrà sviluppata con la massima attenzione, valorizzando le azioni Interreg, ma soprattutto rafforzando tutte le forme di collaborazione esistenti con le università di Lubiana, Capodistria, Klagenfurt, Graz, Vienna, ma anche Rijeka e guardando fino alla Baviera. Penso in particolare a collaborazioni binazionali per lauree a titolo congiunto, che ci qualificano particolarmente sul piano del’internazionalizzazione

Quali le strategie, invece, per rafforzare il dialogo fra università e mondo del lavoro, oltre a quelle già intraprese?
A questo proposito individuo due settori d’intervento principali: la creazione di appuntamenti fissi di incontro tra università e mondo delle imprese, che sia gestito dal nostro Industrial Laison Office, già ora operante a ottimi livelli di competenza, e in secondo luogo il potenziamento delle azioni di “alta formazione in apprendistato”, possibili dalle lauree triennali fin al dottorato e per le quali c’è bisogno di un ufficio di consulenza e di coordinamento, che potrebbe coincidere con il primo

In un’articolo Lei ha dichiarato che intende: “Difendere e rilanciare l’ateneo in un periodo in cui tutte le università vivono difficoltà gravi, dare prospettive, obiettivi e strategie che coinvolgano tutti: all’Università di Trieste”. Può farmi qualche esempio concreto?
L’università di Trieste deve mobilitare le proprie energie interne e partecipare con maggiore ampiezza alle diverse tipologia di bandi nazionali e internazionali: se intende risollevarsi bisogna che parta dalle proprie forze e dalle proprie capacità, con un Rettore impegnato a sostenere chiunque abbia capacità d’iniziativa, soprattutto predisponendo strategie regionali di accesso alle risorse europee

Tagli del corpo docente: quali le strategie a breve e a lungo termine?
Nessuna università può permettersi di non reclutare e di non pensare alle progressioni di carriera del proprio personale. Parlare di tagli peraltro è improprio. I tagli non sono decisioni di ristrutturazione prese dall’università stessa, bensì da una parte l’effetto naturale delle fuoriuscite per pensionamenti, quindi l’effetto dell’età anagrafica, della curva demografica e dall’altra l’effetto politico delle decisioni assunte dai governi che si sono succeduti negli ultimi anni e che hanno scelto la linea del blocco o del limite severo del turn-over. Nei limiti imposti dalla normativa vigente, che peraltro si allenterà nei prossimi anni, procederemo con equilibrio a reclutare forze nuove, giovani ricercatori, e a destinare parte delle risorse disponibili agli avanzamenti di coloro che avranno conseguito le abilitazioni nazionali: con equità e nel rispetto delle aspettative legittime dei meritevoli. E pensando anche al personale tecnico-amministrativo.

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